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Articolo 4 Costituzione italiana

Art. 4 della Costituzione italiana: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”.

Praticamente sono 70 anni che tutti i governi di qualunque segno politico non hanno applicato il dettato costituzionale. Il lavoro può essere dato dallo Stato o da privati imprenditori, che però non hanno mai offerto la piena occupazione e quindi il principio per essere effettivo doveva essere seguito da una legge parlamentare: “Qualunque cittadino italiano di età superiore a 18 anni, in dimostrata situazione di disoccupazione, nel Comune dove risiede, con semplice domanda, chiede un salario (pari ad un terzo di un salario medio, circa 500 euro) in cambio di 4 ore al giorno di lavoro socialmente utile per 5 giorni a settimana. I beneficiari e organizzatori di questo servizio sono i Comuni nelle loro varie articolazioni, dalla assistenza domiciliare agli anziani, all’aiuto ai disabili, alla segnalazione di tutte le criticità del proprio quartiere, in uno spirito di collaborazione degno di un vero e proprio servizio sociale, una istituzione da integrare e potenziare anche con il volontariato.”

I disoccupati sarebbero posti nella condizione materiale di avere tempo per cercarsi un lavoro, qualificarsi per ottenerlo, potrebbero terminare gli studi di qualunque livello, senza sentirsi dei parassiti, ma cittadini con un diritto imposto dalla Costituzione. Ben diverso da un reddito di cittadinanza che suona come una rendita, anche se in realtà non lo è, ma è percepito così da chi vuole lasciare molti disperati sulle nostre strade.

Paolo De Gregorio

Commenti all'articolo

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 11 settembre 15:12
    Truman Burbank

    La proposta è interessante. Vale la pena comunque di notare che la Costituzione andrebbe guardata nel suo assieme, non isolando dei singoli articoli, i quali hanno senso in quanto contribuiscono a costruire un edificio giuridico (la Costituzione).

    A titolo di esempio, un riferimento al diritto allo studio ci poteva stare:

    "Art. 34. La scuola è aperta a tutti.
    L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
    La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. "

    Dal confronto con la tua proposta, si potrebbero stabilire dei dettagli per chi studia, del tipo che la borsa di studio non è compatibile con i lavori socialmente utili, ma dovrebbe essere di importo pari al salario medio da te previsto. E’ solo un esempio, nell’ottica citata di guardare anche gli altri articoli.

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