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"Alcune grida non possono essere udite": lo spot di Peta. Animali e stupro

People for the Ethical Treatment of Animals (Peta), l'associazione non-profit australiana a sostegno degli animali, ha pubblicato una settimana fa su YouTube uno spot: si tratta di una campagna di sensibilizzazione dal titolo "Silent Scream" di brevissima durata, ma molto toccante, arrivata già ad oltre 60mila visualizzazioni. Critiche a seguito sull'accostamento "azzardato" di concetti come stupro e maltrattenti degli animali.

L'associazione Peta nasce nel 1980 ispirandosi al libro Liberazione animale di Peter Singer. Contro i maltrattamenti sugli animali, Peta utilizza spesso allusioni pornografiche per arrivare dritta al suo obiettivo. Non a caso il suo nuovo sito gioca molto su questa tattica. Ricordiamo infatti la campagna in cui Elisabetta Canalis appariva nuda e il manifesto recitava "Preferisco essere nuda piuttosto che portare una pelliccia". Peta sostiene la comunità vegana e si è anche battuta in passato contro Mc Donald's e Burger King. 

In questo video una bambina urla al vedere la mamma maltrattata dal papà, una signora urla mentre viene derubata dei suoi affari da due delinquenti e un bambino urla perché dei ragazzi lo picchiano e gli tirano calci. Infine c'è una cucina, un pesce pronto su un tagliere per essere cucinato, non ha voce per urlare. Apre la bocca, ma il suo è un urlo silenzioso. "Alcune grida non possono essere udite" si legge scritto.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.178) 13 giugno 2012 17:19

    Peta è sicuramente una associazione lodevole negli intenti, ma penso anche che a volte si esageri nella mistificazione delle azioni umane. Un conto è la violenza contro bambini o donne e non è paragonabile alla cosidetta violenza sugli animali per alimentazione umana(certo a volte è giusto scandalizzarsi per le violenze gratuite sugli animali, ma bisognerebbe sempre distinguere). Inoltre essendo io un’animalista convinto penso anche che sostenere le ragioni dei vegani sia sicuramente lecito, ma la disinformazione sui problemi psicofisici e sociali dei bambini cresciuti tramite una cultura vegana non puo’ essere sottovalutata. In ogni modo rispetto le opinioni di chiunque e lascio ad ognuno la propria coscienza e conoscenza.

    • Di (---.---.---.109) 13 giugno 2012 18:20

      Vorrei sapere quali sono i problemi psicofisici dei bambini cresciuti tramite una cultura vegana. Io credo che la cultura vegana dovrebbe dare serenità e tranquillità della coscienza. Sono vegetariana, non vegana, non assumendo di fronte al problema una posizione drastica. Bisogna pure tenere in considerazione che siamo in un mondo di divoratori di carne e di pesce. L’importante non è essere perfetti, ma andare in una certa direzione, secondo le risorse di ciascuno.

  • Di (---.---.---.254) 13 giugno 2012 21:20

    C’è sempre qualche radical-chic annoiato e nullafacente che tira fuori le sciocchezze più incredibili. Prima o poi, vedrete, si leveranno voci a difesa delle zanzare fulminate dalle macchinette o degli scarafaggi (ce l’ hanno con me perchè sono piccolo e nero) avvelenati dal Baygon. Se fossi milanese vi direi: ma andì a laurà!

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