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A dieci anni dal disastro della Prestige tre ufficiali sono sotto processo

Chiesti dodici anni al capitano Mangouras. Lo Stato spagnolo reclama due miliardi a titolo di risarcimento per i danni causati alle coste della Galizia.

Il 16 ottobre scorso è cominciato in Spagna il processo ai responsabili del naufragio della nave petroliera Prestige sulle coste della Galizia, uno dei più grandi disastri idrogeologici che l’Europa abbia mai conosciuto,
 
Il capitano della Prestige, Apostolos Mangouras, il suo ingegnere capo e l’ex capo della marina mercantile spagnola sono stati ritenuti colpevoli per la fuoriuscita di 60.000 tonnellate di greggio nell’Atlantico, al largo di Capo Finisterre. I pubblici ministeri chiedono dodici anni di carcere per Mangouras, ora settantasettenne.
 
Naufragata il 13 novembre 2002 durante una forte tempesta, la Prestige si divise a metà e affondò sei giorni dopo essersi arenata (il 19 novembre). Le autorità di Spagna, Francia e Portogallo si rifiutarono di fare approdare la nave in un porto, così ci pensò l’Atlantico a trascinare l’imbarcazione e la deleteria scia di petrolio verso il largo, dove si inabissò lasciando profonde e indelebili ferite all’ecosistema.
 
Una macchia indelebile come l’inchiostro può essere a tutt’oggi identificabile con il carburante riversatosi sulle coste settentrionali della Spagna e in parte della Francia, che ha irrimediabilmente causato ingenti danni all’attività di pesca locale. Volontari giunsero ​​da tutto il paese per aiutare l’esercito ad arginare la marea nera lasciata sulle spiagge del nord.
 
I danni causati dalla fuoriuscita sono stati stimati a 3,9 miliardi di euro, secondo i documenti del tribunale. Lo Stato spagnolo ha chiesto più di 2 miliardi di euro a titolo di risarcimento agli assicuratori della nave. A questi, si aggiungono le richieste da parte delle autorità di sicurezza francesi. Al momento, i giudici hanno a disposizione 280 mila pagine di prove materiali da controllare.
 
Il processo, che sta avendo luogo nella parte nord-occidentale della città portuale di La Coruña, è destinato a durare almeno un anno, con 130 testimoni convocati dal tribunale speciale. Tra le accuse più rilevanti, emerge il rifiuto espresso da parte delle autorità di bordo di permettere alla nave di navigare in un mare sicuro.
 
A scagionare la posizione incriminata di capitan Mangouras sono gli abitanti delle zone costiere limitrofe, i quali sostengono che il comandante non solo ha salvato il suo equipaggio, ma è rimasto fino alla fine sulla sua nave, mostrando il temperamento di un vero capitano. Episodio non raffrontabile con la sciagura della Costa Concordia dello scorso anno al largo dell'Isola del Giglio, dove si registrarono 32 vittime e purtroppo ben poche prove di coraggio da parte del comandante Francesco Schettino. Resta da auspicarsi che non si riprodurranno le stesse conseguenze della Prestige dal punto di vista ambientale.
Questo articolo è stato pubblicato qui

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