Sito ufficiale del teologo Vito Mancuso
«Il cristianesimo fatica a trasmettere una riflessione teologica matura. Dal saggio di Mancuso sul rapporto tra spiritualità e vita, un confronto a Tricase tra l’autore e il vescovo Angiuli». Articolo di Luigi Lochi su Il QuotidianodiPuglia.it, venerdì 23 gennaio 2026
Gesù e Cristo la fede da adulti [PDF]
È difficile oggi trovare momenti e luoghi in cui affrontare criticamente un discorso sulla fede. Tradizionalmente il sapere teologico con i suoi linguaggi, almeno in Italia, è stato appannaggio soprattutto del clero e della sua gerarchia. Ai fedeli laici, nella migliore delle ipotesi è stata riservata una grammatica minima, fatta di formule e dogmi …
Anche quando, raramente, le parrocchie organizzano sull'esempio del cardinal Martini le "scuole della Parola", cioè lettura, interpretazione e commento delle Sacre Scritture, queste sono iniziative episodiche, che comunque vedono come unico protagonista il prete e la sua "cultura". Le stesse omelie pronunciate durante la Messa sono parole vuote, astratte, quasi sempre moralistiche. Nessuna valenza pedagogica. Nessuna narrazione della Parola fatta con linguaggi comprensibili. Concetti come quelli di salvezza, redenzione, peccato, grazia e così via restano imprigionati in formule astratte e ripetitive che impediscono il confronto con la nuda vita delle persone. Insomma, spesso viene giustamente lamentata l'ignoranza dei cattolici sulle ragioni del proprio credere, senza però riconoscere che questa carenza culturale dipende dal modello di Chiesa "clericale", denunciata spesso da papa Francesco come uno dei principali limiti del cattolicesimo italiano.
Nonostante il Concilio Vaticano II, nelle comunità ecclesiali domina, infatti, il potere assoluto ed escludente del clero. Ai laici è riservato solo un ruolo ancillare di servizio. Al clero "il sacro" (e la teologia); ai laici solo "il secolo", l'impegno nella società. Non solo, l'enfasi sulla secolarità del laico ha rafforzato quella distinzione, portando di fatto a riconoscere un ruolo primario del clero nella comunità ecclesiale e parallelamente un ruolo primario del laico nella società, anche se negli ultimi decenni il rapporto con la Politica è stato un compito realizzato in maniera diretta dalla stessa gerarchia. Il laico ha così continuato a trovarsi in una posizione subalterna non soltanto rispetto alla riflessione teologica, ma anche rispetto alle mediazioni politiche. In ogni caso, questa posizione subalterna doveva poi finire per mettere in questione la stessa funzione secolare del cristiano, alle cui competenze mondane non ha corrisposto una personale maturazione teologica e spirituale. Quello che oggi è necessario, allora, è ridire la fede con linguaggi nuovi e categorie culturali lontane dalle tentazioni ricorrenti di ridurre la fede a religione civile e a strumento di potere.
Da questo punto di vista un contributo importante può venire dalla presenza a Tricase, oggi e domani, del teologo laico e filosofo Vito Mancuso che, presentando il suo ultimo libro Gesù e Cristo, si confronterà con i vescovo di Ugento-Santa María di Leuca Vito Angiuli, teologo e filosofo. L'evento è importante almeno per due motivi. In primo luogo, per l'argomento affrontato, che di fatto rinvia ai fondamentali della fede cristiana, sviluppati con un approccio critico. L'autore muove infatti da una e congiunzione (e non verbo), per affermare che il Gesù storico è altro spetto al Cristo, l'Unto di Dio. Gesù Cristo sarebbe un concetto elaborato dai primi apostoli, dopo la morte per crocifissione di Gesù, per dare un senso a quella morte che rischiava di sancire il fallimento dell'intera predicazione del Maestro. Al tempo stesso Mancuso respinge l'alternativa Gesù o Cristo che alcuni studi storici del cristianesimo tendono invece ad affermare all'insegna di una netta contrapposizione tra la verità storica e il messaggio religioso, ritenendo, al contrario, che la distinzione sia oggi la condizione necessaria perché il cristianesimo recuperi l'insegnamento di Gesù (gesuanesimo) e si riconfiguri come una fede matura e consapevole, all'insegna di una più veritiera correlazione tra "Gesù e Cristo", tra la storia e l'idea.
In secondo luogo, l'evento è importante per il metodo che viene proposto e che vede una Chiesa che ha il coraggio di aprirsi al confronto anche con posizioni critiche. Un tempo le idee di Vito Mancuso sarebbero state certamente "scomunicate". Oggi un vescovo predilige il dialogo alla condanna. Sarebbe bello, però, che questo dialogo si tenesse lentano dai toni apologetici, che rischierebbero di trasformare il confronto in una lotta antistorica. Il neo cristianesimo proposto da Mancuso, infatti, costringe il cristianesimo, come oggi è pensato e vissuto, a porsi finalmente alcune domande dalla cui risposta dipende in larga misura la possibilità stessa del credere: il popolo di Dio avverte il bisogno di salvezza? E soprattutto di quale salvezza? Attende ancora vigilante la seconda venuta di Gesù? Oppure, con TeiIhard de Chardin, dovrebbe riconoscere che in realtà non si aspetta più nulla? Domande che si collocano certamente in una dimensione escatologica, ma le cui risposte non possono non avere conseguenze sul piano storico concreto. Il libro di Mancuso ha due grandi meriti: del primo si è già detto, sfida i credenti a pensare una fede adulta, non superstiziosa, non infantile, capace ci farsi domande, nella consapevolezza che – come sottolineava il teologo Carlo Molari – "Tutto nella storia è in evoluzione. E anche il pensiero della Chiesa è così. Nella Chiesa ancora oggi c'è chi pensa che l'ortodossia vada salvaguardata e che ogni sua evoluzione sia male. Ma il male è proprio avere questa visione delle cose". Non è forse la stessa consapevolezza che avvertiva papa Francesco quando richiamava l'importanza e la fecondità del pensiero incompleto?
Il secondo merito è quello di aver realizzato un vero e proprio compendio di tutte le ricerche storiche e le riflessioni teologiche che si sono susseguite nel tempo intorno alla figura di Gesù, che ne fa un testo imprescindibile per un approccio critico al cristianesimo. Non mi riconosco particolari competenze teologiche. E tuttavia, al netto della questione se Gesú fosse l'agnello di Dio oppure il profeta che insegnò a cercare per prima cosa il regno di Dio e la sua giustizia, non posso non condividere quanto scrive Mancuso: "(Gesù) ancora oggi rappresenta la possibilità della trascendenza: perché la sua figura sempre indica che il vero essere, la vera vita, è al di là della storia: è il regno di Dio. E se Gesù è questo, allora egli davvero coincide con Cristo, e la simbiosi Gesù-Cristo può ancora vivere dentro di noi."
TRICASE (LE) venerdì 23 gennaio Sala del Trono Palazzo Gallone ore 18:30
Il prof. Vito Mancuso presenta il libro «Gesù e Cristo» (Garzanti).
TRICASE (LE) sabato 24 gennaio Sala del Trono Palazzo Gallone ore 18:30
Confronto tra Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – S.Maria di Leuca, e Vito Mancuso Teologo laico e filosofo.
PINEROLO mercoledì 28 gennaio Sala Bonhoeffer Via Trieste 44 – Via Arsenale 8, ore 20:45
Nell'ambito del ciclo di incontri "In Mare Aperto Pluralità di Orizzonti per (non?) Credenti", «La ricerca spirituale» Vito Mancuso, teologo, in dialogo con Sabina Baral
CALCINATO (BS) venerdì 30 gennaio Teatro Marconi, ore 20:45
biglietti prenotabili
Calcinato BS incontro con Vito Mancuso Vivaticket [Link]
EREMO DI RONZANO (BO) domenica 1 febbraio, ore 10.00 Sala Priori ore 10:00
Presentazione del saggio «Gesù e Cristo».
PIEVE DI SANTA MARIA COLOGNOLA AI COLLI (VR) domenica 1 febbraio ore 17:00
«1992-2026 XXXIV Anniversario Turoldo e Balducci». Vito Mancuso: Turoldo “ Poeta, profeta, disturbatore di coscienze, uomo di Dio, e amico di tutti gli uomini”. (Carlo Maria Martini)
NAPOLI venerdì 6 febbraio Aula Spinelli Via Leopoldo Rodinò 22, ore 15:00
Vito Mancuso: «I Quattro Maestri: Socrate, Confucio, Buddha e Gesù. Alla ricerca di una spiritualità universale».
NAPOLI sabato 7 febbraio Archivio di Stato Via del Grande Archivio, 5 Sala Filangieri ore 10:30
Il prof. Vito Mancuso presenta l’ultimo saggio «Gesù e Cristo» (Garzanti). Introduce il prof. Ottavio Di Grazia, docente universitario, autore e traduttore.
MONZA mercoledì 11 febbraio Teatro Manzoni Via Manzoni 23, ore 20:30
“Libri in scena, dove le storie prendono voce”. Il prof. Vito Mancuso presenta «Gesù e Cristo» (Garzanti). Ingresso libero fino a esaurimento posti.
ASPARETTO DI CEREA (VR) venerdì 13 febbraio ore 20.45
Teatro di Asparetto, per la rassegna "Corpo Mente", incontro sul tema "Destinazione Speranza", info teatroaperto.it
ROMA sabato 14 febbraio, Libreria Spazio Sette via dei Barbieri 7, ore 18:30
Il prof. Vito Mancuso presenta il libro «Gesù e Cristo» (Garzanti).
BRESCIA mercoledì 18 febbraio Diretta Live Streaming con gli studenti delle scuole superiori, ore 11:00 -
Seconda tappa di un progetto dedicato al tema della Intelligenza Artificiale. Il prof. Vito Mancuso risponderà in diretta alle domande formulate degli studenti.
MILANO lunedì 23 febbraio Teatro Carcano, ore 20:45
presentazione del saggio "Gesù e Cristo", info: teatrocarcano.it
GALLARATE (VA) martedì 24 febbraio Teatro delle Arti, Via Don Minzoni 5 – ore 21:00
Nell’ambito del Festival Filosofarti 2026 Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso: «Costruire comunità e valori». Prenotazioni dall’1 febbraio al sito: www.filosofarti.it
ANCONA giovedì 19 marzo Aula Magna Facoltà Economia Commercio Giorgio Fui, Piazzale Martelli Raffaele, ore 18:30
Nell’ambito del ciclo di conferenze «Felicità e benessere», intervento del prof. Vito Mancuso
VERONA venerdì 8 maggio, Teatro alle Stimate via Carlo Montanari 1, ore 18:00
Vito Mancuso incontra Marco Campedelli sul tema Dediderio di Spiritualità. Ingresso libero previa prenotazione, info: naturaomnia.it
ROMA sabato 16 maggio Intensivo di Studio presso A.Me.Co. ore 16.00-19.00
in presenza e su Zoom, tema "Gesù e Buddha". Info: associazioneameco.it
In Germania i cattolici vorrebbero creare un organismo inedito, la «Conferenza Sinodale». Un tentativo di democratizzare la Chiesa, già bloccato però dai papi Francesco e Leone
Una nuova Riforma Tedesca [PDF]
L’attuale braccio di ferro tra il Vaticano e la Chiesa tedesca va ben al di là di una disputa ecclesiastica perché simboleggia e rappresenta lo scontro di due epoche storiche e, più profondamente ancora, di due potenze che si contendono l’ultima parola all’interno della coscienza umana: il primato dell’Oggetto e della sua tradizione (tipico dell’epoca premoderna) contro il primato del Soggetto e delle sue esigenze (tipico della modernità) …
Come ha analiticamente ricostruito Matteo Matzuzzi su “Il Foglio” di qualche giorno fa, entro quest’anno si dovrebbe giungere in Germania alla costituzione di un inedito organismo ecclesiastico denominato “Conferenza sinodale”, formato per un terzo da vescovi e per due terzi da laici, al quale verrebbero attribuiti poteri decisionali tali da competere con la stessa Conferenza episcopale. Si avrebbe così l’inedito scenario, mai registrato nella storia bimillenaria della Chiesa cattolica, di vescovi che arriverebbero a prendere ordini dai laici, con la conseguenza che il principio che verrebbe a reggere la Chiesa non sarebbe più quello gerarchico che prevede una guida dall’alto (ovvero il peculiare principio cattolico della “potestas clavium” o “potere delle chiavi” conferito a Pietro da Gesù e che continua nei Papi successori di Pietro), bensì quello democratico che promana dal basso basato sul criterio della maggioranza, esattamente come avviene a livello civile con le elezioni decise tramite la conta dei voti.
Di fronte a questa prospettiva il Vaticano ha già manifestato ufficialmente la sua opposizione, dapprima dichiarando nel 2023 con Papa Francesco l’interdizione di tale erigenda Conferenza sinodale, poi ribadendo in una nota ufficiale del 2024 (firmata anche dall’allora cardinal Robert Prevost) la totale illegittimità di una Conferenza sinodale perché la Chiesa, affermano, “non è strutturata democraticamente”. E che la logica che da sempre governa la Chiesa non sia la democrazia è un innegabile dato di fatto: basta conoscere la storia ecclesiastica per imbattersi nella teocrazia papale (la più perfetta contraddizione della democrazia) e prima ancora basta leggere il Nuovo Testamento per rendersi conto di come sia Gesù sia san Paolo, ben lungi dall’applicare la democrazia, procedessero con l’autocrazia di chi ha il potere in se stesso in quanto ricevuto direttamente da Dio, a dispetto di ogni elezione democratica e di ogni sondaggio d’opinione.
La Chiesa tedesca, però, non è per nulla intenzionata a fare marcia indietro, ritenendo di dover dare voce al popolo di Dio secondo l’antico adagio “vox populi vox Dei”: il volere di Dio, cioè, ben lungi dal manifestarsi tramite l’autorità di pochi, si manifesta più autenticamente tramite il volere dei molti. Né mancano nella storia ecclesiastica elementi di appoggio a tale prospettiva, per esempio l’episcopato di sant’Ambrogio e il sacerdozio di sant’Agostino avvenuti entrambi a seguito di acclamazione popolare. Per questo il braccio di ferro tra Vaticano e Chiesa tedesca è ben lungi dal diminuire e nessuno è in grado di prevedere come andranno a finire le cose.
Ma, come dicevo, non si tratta solo di una questione ecclesiastica, così come non lo fu la presa di posizione di Lutero alla Dieta di Worms il 18 aprile 1521, quando, alla presenza dell’imperatore Carlo V, dopo che per l’ennesima volta gli era stato intimato di ritrattare, dichiarò: “La mia coscienza è vincolata alla Parola di Dio, non posso e non voglio revocare nulla perché è pericoloso e ingiusto agire contro la propria coscienza. Non posso diversamente. Io sto qui. Che Dio mi aiuti. Amen”.
Con queste parole nacque la modernità in quanto primato della coscienza personale. Significativamente essa nacque in Germania a seguito di una presa di posizione contro la Chiesa di Roma, peraltro governata allora (ironia della storia) da un Papa che a sua volta aveva scelto di chiamarsi Leone, Leone X, che nel gennaio di quello stesso 1521 aveva scomunicato Lutero.
Undici secoli prima sant’Agostino aveva potuto dichiarare: “Io non crederei al Vangelo se non mi spingesse a credere l’autorità della Chiesa cattolica”, parole da cui emerge il primato dell’autorità istituzionale e dell’oggettività del messaggio a cui i singoli sono chiamati a conformare il loro volere. Lutero invece diede inizio alla modernità proclamando il primato del soggetto e della sua coscienza. Oggi la Chiesa cattolica tedesca prosegue nella sua scia incrementando lo strappo con la tradizione perché vincola la coscienza non solo alla Parola di Dio ma anche e soprattutto alla volontà del popolo di Dio quale si esprime nell’assemblea sinodale, a cui si intendono attribuire pieni poteri decisionali tramite l’istituzione di un’apposita struttura permanente. Come finirà? Si riuscirà a trovare un punto di equilibrio o si andrà incontro a un clamoroso e dolorosissimo scisma?
Il vero punto critico, però, è che anche la modernità ha concluso la sua parabola, visto che ora siamo entrati nel tempo difficilmente interpretabile della postmodernità. A livello politico il principio democratico (vanto della modernità) è in piena crisi, come mostrano le elezioni che pressoché ovunque premiano i partiti conservatori e persino quelli antidemocratici e che soprattutto vengono disertate da un numero crescente di persone che preferiscono l’astensione. A livello ecclesiale quindi la domanda diventa: qual è veramente, oggi, il volere dei più? Siamo proprio sicuri che oggi i più preferiscono la logica assembleare, e non invece la decisione carismatica del singolo leader? Siamo sicuri che l’aggiornamento (per riprendere la parola-simbolo del concilio Vaticano II) sia oggi ancora più forte della tradizione (per riprendere la parola-simbolo del concilio di Trento)? Siamo sicuri che il popolo di Dio continui a preferire la liturgia democratica (chitarre, omelie a braccio, paramenti minimal come quelli che amava papa Francesco) alla liturgia più ieratica della tradizione (organo, omelie solenni, paramenti fastosi come quelli che amava papa Benedetto)?
Nella Chiesa scarseggiano i giovani sacerdoti ma è noto che quei pochi che vengono ordinati sono per lo più di tendenze conservatrici. Immagino che lo stesso valga per i giovani credenti: pochi ma conservatori. Che fare quindi? Correre in avanti quando ormai coloro che rappresentano il futuro guardano con nostalgia all’indietro? Il problema si aggrava ulteriormente allorché si considera che quelle riforme che la Chiesa tedesca vuole introdurre (sulle quali io mi sono sempre dichiarato d’accordo e anche oggi lo sono, prima tra tutte il diaconato femminile quale primo passo verso il sacerdozio finalmente aperto alle donne) sono totalmente invise ai cattolici di altri paesi europei e soprattutto alla totalità delle Chiese africane. Il risultato è che oggi i cattolici sono tutti inquieti: gli uni perché le riforme auspicate dal Vaticano II sono rimaste indietro, gli altri perché temono che si vada troppo avanti. Non vorrei essere nei panni di Leone XIV alle prese con questa patata bollente, e che forse proprio per questo (come riportato circa un mese fa dai giornali) fa le ore piccole studiando il tedesco nel cuore della notte.
Vito Mancuso, La Stampa 18 gennaio 2026
FIRENZE martedì 20 gennaio Auditorium Scuole Pie Fiorentine dei Padri Scolopi via Cavour 94, ore 17:30
La Comunità della Badia Fiesolana invita alla presentazione del libro del prof. Vito Mancuso «Gesù e Cristo» (Garzanti). Saluti iniziali di Padre Sergio Sereni provinciale dei padri scolopi. Ingresso libero.
TRICASE (LE) venerdì 23 gennaio Sala del Trono Palazzo Gallone ore 18:30
Il prof. Vito Mancuso presenta il libro «Gesù e Cristo» (Garzanti).
Comunicato Tricase 23 – 24.01.2026 [PDF]
TRICASE (LE) sabato 24 gennaio Sala del Trono Palazzo Gallone ore 18:30
Confronto tra Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – S.Maria di Leuca, e Vito Mancuso Teologo laico e filosofo.
PINEROLO mercoledì 28 gennaio Sala Bonhoeffer Via Trieste 44 – Via Arsenale 8, ore 20:45
Nell'ambito del ciclo di incontri "In Mare Aperto Pluralità di Orizzonti per (non?) Credenti", «La ricerca spirituale» Vito Mancuso, teologo, in dialogo con Sabina Baral
CALCINATO (BS) venerdì 30 gennaio Teatro Marconi, ore 20:45
biglietti prenotabili
Calcinato BS incontro con Vito Mancuso Vivaticket [Link]
EREMO DI RONZANO (BO) domenica 1 febbraio, ore 10.00 Sala Priori ore 10:00
Presentazione del saggio «Gesù e Cristo».
PIEVE DI SANTA MARIA COLOGNOLA AI COLLI (VR) domenica 1 febbraio ore 17:00
«1992-2026 XXXIV Anniversario Turoldo e Balducci». Vito Mancuso: Turoldo “ Poeta, profeta, disturbatore di coscienze, uomo di Dio, e amico di tutti gli uomini”. (Carlo Maria Martini)
NAPOLI venerdì 6 febbraio Aula Spinelli Via Leopoldo Rodinò 22, ore 15:00
Vito Mancuso: «I Quattro Maestri: Socrate, Confucio, Buddha e Gesù. Alla ricerca di una spiritualità universale».
NAPOLI sabato 7 febbraio Archivio di Stato Via del Grande Archivio, 5 Sala Filangieri ore 10:30
Il prof. Vito Mancuso presenta l’ultimo saggio «Gesù e Cristo» (Garzanti). Introduce il prof. Ottavio Di Grazia, docente universitario, autore e traduttore.
MONZA mercoledì 11 febbraio Teatro Manzoni Via Manzoni 23, ore 20:30
“Libri in scena, dove le storie prendono voce”. Il prof. Vito Mancuso presenta «Gesù e Cristo» (Garzanti). Ingresso libero fino a esaurimento posti.
ASPARETTO DI CEREA (VR) venerdì 13 febbraio ore 20.45
Teatro di Asparetto, per la rassegna "Corpo Mente", incontro sul tema "Destinazione Speranza", info teatroaperto.it
BRESCIA mercoledì 18 febbraio Diretta Live Streaming con gli studenti delle scuole superiori, ore 11:00 -
Seconda tappa di un progetto dedicato al tema della Intelligenza Artificiale. Il prof. Vito Mancuso risponderà in diretta alle domande formulate degli studenti.
MILANO lunedì 23 febbraio Teatro Carcano, ore 20:45
presentazione del saggio "Gesù e Cristo", info: teatrocarcano.it
GALLARATE (VA) martedì 24 febbraio Teatro delle Arti, Via Don Minzoni 5 – ore 21:00
Nell’ambito del Festival Filosofarti 2026 Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso: «Costruire comunità e valori». Prenotazioni dall’1 febbraio al sito: www.filosofarti.it
ANCONA giovedì 19 marzo Aula Magna Facoltà Economia Commercio Giorgio Fui, Piazzale Martelli Raffaele, ore 18:30
Nell’ambito del ciclo di conferenze «Felicità e benessere», intervento del prof. Vito Mancuso
VERONA venerdì 8 maggio, Teatro alle Stimate via Carlo Montanari 1, ore 18:00
Vito Mancuso incontra Marco Campedelli sul tema Dediderio di Spiritualità. Ingresso libero previa prenotazione, info: naturaomnia.it
ROMA sabato 16 maggio Intensivo di Studio presso A.Me.Co. ore 16.00-19.00
in presenza e su Zoom, tema "Gesù e Buddha". Info: associazioneameco.it
Dio è più della fede e di ogni religione. Parla a tutta l’umanità
Vito Mancuso al Bper Forum presenta il libro Gesù e Cristo. Intervista di Laura Solieri per la Gazzetta di Modena 18 gennaio 2026
In questo nuovo saggio, Mancuso affronta il cuore della tradizione occidentale con il suo consueto approccio libero e rigoroso, proponendo una distinzione fondamentale tra la figura storica di Gesù il carpentiere di Nazaret, l'uomo della parola e dell'etica e il Cristo della fede, elaborato nei secoli dalla dogmatica ecclesiastica. Mancuso non si limita a districare la Storia (Gesù) dall'Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall'essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell'unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro …
Mancuso, questo libro invita i lettori a un viaggio intellettuale e spirituale per liberare la figura di Gesù dalle incrostazioni dottrinali: quali sono le incrostazioni da eliminare per restituire la forza rivoluzionaria e la capacità di Gesù di parlare ancora oggi alle coscienze laiche e credenti?
«Il senso di ogni vita umana è la libertà, l'autodeterminazione, il fatto che possiamo compiere la nostra esistenza oppure fallirla, è l'apertura alla costruzione di se stessi. Se uno legge il Nuovo Testamento, legge che la vita di Gesù era come su un binario ferroviario, non poteva andare da nessun'altra parte se non quella già stabilita: la morte in croce per togliere il peccato del mondo, e questa è una forzatura molto pesante che colpisce la vita di Gesù. L'aver interpretato la sua fine sulla croce come un destino: non poteva che finire cosi. Grande errore nell'interpretare la vita di un essere umano. Questo ha significato renderlo, come dice San Paolo nella Lettera ai Romani, uno strumento di espiazione».
Per secoli e secoli si è detto Gesù Cristo senza distinguere: c'è molta confusione?
«Gesù non è l'unico nella storia, per fortuna, guardando il quale si vede l'azione divina all'opera, ce ne sono altri prima di lui e dopo di lui. Bisogna deporre la presunzione del cristianesimo di essere la religione assoluta, l'unica rappresentante della verità divina, e aprire il cuore e la mente all'idea che Dio è più grande di una singola religione e non ha mai cessato di farsi presente con la sua azione a tutta l'umanità».
Gesù e tutti i maestri spirituali dell'umanità parlano ancora oggi alle persone che sono in ricerca?
«La coscienza umana è aperta alla ricerca, questo vale sia per chi crede sia per chỉ non crede. L'insegnamento fondamentale di Gesù sta nell'esortazione a cercare anzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia, che tutto il resto sarà dato in più, dove per Regno di Dio si intende il volto buono e giusto della storia».
La coscienza contemporanea non vuole più accettare il senso di colpa che l'idea del peccato ha generato nell'umanità e togliendo ciò viene meno il senso della morte redentrice: è questo a rendere ormai insostenibile la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce?
«A partire dall’epоса moderna il cristianesimo ha cominciato un lento ma progressivo declino, e ai nostri giorni questo lo si vede. Perdita di mordente, di capacità di aggregazione, di parlare effettivamente al cuore, di entusiasmare: basta considerare quanto vuote siano le chiese, e se sono piene lo sono di persone di una certa età. Secondo me la risposta è da ricercare nell'annuncio stesso del cristianesimo, nell'idea che il destino di un essere umano non dipenda da qualcosa che posso contribuire a costruire ma dalla morte in croce: non funziona più questa colpevolizzazione di fondo della natura umana per togliere la quale era necessaria la сroсе»,
La crisi delle Chiese da cosa dipende esattamente?
«È la visione fondamentale di fondo che è in crisi, quella prospettiva biblica che lega l'intervento di Dio alla storia e siccome la storia a partire dal Novecento, da Auschwitz, si mostra a essere impossibilitata a essere interpretata come storia sacra o come provvidenza, e l'attestazione delle cronache quotidiane non fa che confermare questa impossibilità, ecco che il paradigma del Dio che si fa uomo, interviene nella storia e salva il suo popolo, non funziona. Tutte le altre questioni di cui si dibatte nella Chiesa, seppur importanti, sono del tutto secondarie, il problema di fondo è spirituale: l'incontro dell'anima con Dio».
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