Sito ufficiale del teologo Vito Mancuso
LA RELIGIONE ESIBISCE UN’INASPETTATA FORZA GEOPOLITICA: SEMBRA DI ESSERE RITORNATI AL PREMODERNO
Quando Dio si trasforma in Io [PDF]
La situazione è incredibile, al limite del paradosso, forse persino del ridicolo: in piena secolarizzazione, mentre i singoli nella loro vita privata non si curano minimamente dei dettami della religione e ognuno si comporta secondo l’unico vangelo che riconosce, vale a dire il proprio egoistico desiderio, i riferimenti alla religione nella politica mondiale si moltiplicano e diventano punti fondamentali della comunicazione. Dico della “comunicazione” intendendo con essa l’officina del consenso, ovvero il motore vero e proprio della politica contemporanea, la quale è sempre più simile a un’azienda governata dalla logica del marketing, di quanto cioè desiderano gli acquirenti, e non dalla logica del prodotto, di quanto cioè è deontologicamente giusto produrre. Proprio lì, nella comunicazione, la religione esibisce in questi giorni un’inaspettata forza geopolitica. A tratti sembra quasi di essere tornati al premoderno, quando la laicità non esisteva e tutto era religiosamente determinato. È per questo che la polemica tra il Presidente degli Stati Uniti e il Romano Pontefice assume un rilievo che va al di là della semplice cronaca …
Di Trump sappiamo tutto. È la quintessenza della patologia contemporanea: il narcisismo. È l’icona vivente della nuova divinità, vale a dire il Dio a cui è caduta la “D” e si è trasformato nell’Io. Attenzione: la modernità si era emancipata dalla prigione della religiosità tradizionale esattamente nel nome dell’Io con il cogito cartesiano che campeggia nell’indimenticabile “Discorso sul metodo” del 1637, scritto in latino: “Cogito, ergo sum”, e prima ancora in francese: “Je pense, donc je suis”. E furono sempre i diritti dell’Io a dare vita alla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789 che coronò la Rivoluzione francese, così come la luminosa filosofia di Kant che fa dell’emancipazione della coscienza il sigillo della maggiore età raggiunta dal genere umano. E furono sempre i diritti dell’Io a segnare la campagna per i diritti civili che ha contrassegnato la storia migliore del Novecento a partire dalla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo” approvata dall’Onu il 10 dicembre 1948. Nessun rimpianto, quindi, per l’epoca premoderna con quella “D” che spesso mortificava l’io e la sua libertà.
Ma qualcosa è andato storto. L’Io senza più la D, che avrebbe dovuto finalmente approdare alla vera democrazia e di conseguenza alla vera giustizia, si è via via dimenticato della completezza della triade rivoluzionaria “Liberté, egalité, fraternité”, per affermare invece solo una libertà vorace e supremamente egoista che ha sistematicamente divorato uguaglianza e fraternità. Questo è, nella sua essenza profonda, il capitalismo contemporaneo di impronta americana: una libertà arbitraria che vuole dominare e strumentalizzare gli altri, altro che fraternité! Ed esattamente questo Donald Trump personifica al meglio. Per questo motivo l’hanno votato, non solo la prima, ma anche la seconda volta: perché vorrebbero essere come lui, perché è lui il profeta, forse persino il messia che instaurerà il mondo che tutti vogliono, Maga: “Make America Great Again”. Non è quindi in gioco solo la politica, c’è anche la religione, intendendo per religione ciò che parla all’animo più profondo di un essere umano, cioè la dimensione irrazionale che concerne la passione, l’amore, l’odio, la paura, il desiderio, la vitalità.
Per questo motivo Trump ha istituito un “Ufficio della Fede” (Faith Office) alla Casa Bianca, viene circondato da fervorosi uomini e donne di chiesa che pregano per lui e attorno a lui, e si fa persino raffigurare nei panni di Gesù. E sempre per questo è inevitabile che polemizzi con il Papa, nella misura in cui questi non si unisce a sua volta alla schiera degli ecclesiastici in adorazione. Papa Leone infatti, ben lungi dall’assecondarlo, ha pronunciato parole inequivocabili che non potevano non irritare il Presidente americano, ammonendo a porre “un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”. Il Papa non ha fatto nomi, ma a chi non viene in mente subito Trump?
In realtà vi sono altri politici che esibiscono palesemente un delirio di onnipotenza sempre più aggressivo, mi riferisco al capo del governo israeliano Netanyahu e ai suoi ministri, in particolare la coppia di oltranzisti religiosi Ben Gvir e Smotrich. Papa Leone deve proseguire sulla stessa linea di fermezza e ricordare anche al governo di Israele che “il Nome santo di Dio, il Dio della vita non venga trascinato nei discorsi di morte”. E con lui e ancora più di lui dovrebbero farlo gli esponenti religiosi dell’ebraismo italiano, che invece tacciono e tacendo approvano la politica razzista e predatoria messa in atto dall’attuale governo di Israele. Non hanno molto a che fare con il coraggio della profezia ebraica che seppe sempre opporsi al potere politico quando era necessario farlo, a partire dal profeta Natan contro il re Davide, da Elia contro Acab, da Isaia contro Acaz.
Ma se ha un senso la religione, esso è esattamente quello ricordato da queste parole del profeta Michea, anch’egli esponente dell’Israele santo che io amo: “Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio”. Tre cose quindi: giustizia, pietas, umiltà. Ovvero l’esatto contrario della politica di Trump e Netanyahu. E quanto invece papa Leone sta cercando, con la sua mitezza, di promuovere.
Vito Mancuso, La Stampa 15 aprile 2026
PARMA venerdì 17 aprile Area Talk Piazza Giuseppe Garibaldi, ore 21.00
Nell’ambito del Green Economy Festival 2026 conferenza del prof. Vito Mancuso: «Etica, società e futuro che scegliamo». Conduce Edoardo Vigna, responsabile Pianeta 2030 Corriere della Sera. Ingresso libero.
VENEZIA 17-19 aprile Officine di Spiritualità Isola di San Servolo
[Programma e Modulo iscrizioni]
VITERBO martedì 21 aprile Biblioteca Consorziale di Viterbo ore 17:30
Il prof. Vito Mancuso presenta il saggio "Gesù e Cristo”
BERGAMO mercoledì 22 aprile, Spazio Incontri A2A Cortile della Biblioteca C. Caversazzi Via Torquato Tasso 4, ore 18:00.
Il prof. Vito Mancuso presenta l’ultimo saggio «Gesù e Cristo» (Garzanti). Dialoga con l’autore: Carlotta Testoni, docente. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, al link indicato.
Bergamo 22 aprile 2026 – Presentazione – prenotazioni [Link]
VICENZA venerdì 24 aprile Teatro Olimpico ore 19:00
Per la rassegna "Invenzioni", della seconda edizione di Vicenza Storia Festival, Vito Mancuso presenta "L'invenzione di Dio". Biglietti disponibili su boxol.it – Info 045 8011154
PADOVA martedì 28 aprile Centro Universitario Padovano via degli Zarabella 82, ore 18:30
Nell’ambito della serie di incontri culturali «SENZA. Di cosa possiamo fare senza?», Vito Mancuso teologo laico e filosofo: «… senza Bellezza». Ingresso libero. Info 049 8764688 [email protected]
VERONA venerdì 8 maggio, Teatro alle Stimate via Carlo Montanari 1, ore 18:00
Il prof. Vito Mancuso incontra Marco Campedelli sul tema Desiderio di Spiritualità. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Link per prenotare: naturaomnia.org/eventi – Per info: [email protected]
FIDENZA (PR) sabato 9 maggio Teatro G. Magnani ore 21:00
Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso dal titolo: «Homo Viator».
TREVISO venerdì 15 maggio Museo di Santa Caterina ore 18:30
«Visite Guidate nei Libri. Sei maestri di lettura per vedere l’invisibile di un libro». Vito Mancuso: I Pensieri di Marco Aurelio. Ingresso libero con offerta responsabile e prenotazione.
Visite guidate nei libri [Link prenotazione]
ROMA sabato 16 maggio Intensivo di Studio presso A.Me.Co. ore 16.00-19.00
Tema: «Gesù e Siddharta. Ovvero Cristo e Buddha». Info:
L’altra sera mi trovavo a teatro per un concerto di Giovanni Allevi. Il celebre musicista esordì dicendo che, dopo la sua lunga e complicata malattia, adesso con la sua musica intendeva celebrare la vita e tutti subito l’applaudimmo d’istinto, per quell’affetto che viene spontaneo verso chi non nasconde la sua sofferenza ma neppure intende esibirla, ma al contrario la mette fraternamente al servizio della vita e della gioia degli altri. E in effetti l’altra sera Allevi la vita l’ha celebrata in maniera trascinante e commovente per tutti noi che ascoltavamo. Io penso sia molto importante per un essere umano avere qualcosa da celebrare, e che cosa è più degno di essere celebrato se non appunto la vita? …
I riti con le credenze a essi associate sono da sempre essenziali per la costituzione della socialità umana. Non si tratta semplicemente di qualcosa di religioso nel senso ordinario del termine che rimanda a una fede e a una chiesa; no, si tratta di qualcosa di religioso nel senso ben più profondo dell’etimologia di religione: qualcosa che lega e collega, che ci lega e ci collega tra noi (dal latino “religio”, con la particella rafforzativa “re” e il nome “ligio” la cui radice “lg” è la medesima di “legare” e di “legame”). Oltre che nell’antica Roma, questa funzione dei riti venne vista ed esaltata con ancora più forza e profondità anche dall’altra parte del mondo da Confucio, il quale sulla base della ritualità conferì alla società cinese una visione dei rapporti sociali così radicata da costituire per molti secoli l’ossatura del Celeste Impero, senza cui non si comprende non solo la Cina del passato ma neppure quella presente. Naturalmente la questione riguarda ogni società ovunque del mondo, la quale è detta “societas” in quanto insieme di soci, come insegna ancora una volta l’etimologia latina che rimanda a “socius”. I soci sono tali perché hanno un interesse comune più importante dell’interesse personale, e questo maggiore interesse, precisamente per la sua superiore importanza, li lega e li collega tra loro superando il particolarismo individuale. I riti nascono dal bisogno di celebrare l’interesse e l’ideale comune, riattualizzandolo in funzione delle diverse circostanze della vita e trasmettendolo alle giovani generazioni.
Qual è il nostro interesse-ideale comune che oggi ci rende soci tra noi, quindi tali da formare veramente una società? Quali sono i riti che lo celebrano, lo riattualizzano e lo trasmettono ai più giovani?
Naturalmente ognuno risponderà a questa domanda così essenziale per il nostro presente e il nostro futuro a partire dal suo punto di vista: immagino che alcuni indicheranno la Costituzione repubblicana, altri la fede cattolica, altri i diritti umani o l’Unione europea, altri tutte queste realtà insieme, altri chissà che altro, altri negheranno la presenza di un interesse-ideale comune e descriveranno il nostro vivere non più come una società quale insieme di soci, ma come un’anonima e disorganica massa di competitor.
Quello che a mio avviso è certamente da escludere è che la Pasqua cristiana costituisca ancora, sia come credenza sia come rito, quel collante comune che per molti secoli essa rivestì per l’Italia e in generale per l’Occidente, come si evince semplicemente considerando i monumenti al centro delle nostre città. La Pasqua cristiana non è più ciò che lega e collega noi occidentali post-moderni, avviati forse a diventare post-umani nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della robotica.
Eppure Giovanni Allevi l’altra sera ci ha unito, eravamo veramente “un cuor solo e un’anima sola”, e non credo sia stato solo per la sua musica, non vivevamo solo un concerto. La musica naturalmente giocava il suo ruolo, ma c’era qualcosa di più: c’era la malattia (la sua: il tumore al midollo osseo chiamato mieloma; e le nostre, o sperimentate in prima persona o sui nostri cari o anche solo potenzialmente temute), c’era la sua lotta contro la malattia, la resistenza, la sofferenza, la rinascita, la sua gioia comunicata a noi dalla sua arte. Insomma c’era l’umanità alle prese con una passione e una risurrezione, e noi sentivamo di essere in presenza di un interesse-ideale comune, perché ognuno lo sa che c’è la sofferenza e che la vita talora non scherza e che occorre poter attingere a energie molto profonde per poterla affrontare.
Vedete, si può credere o no in ciò che la festa di Pasqua presenta, cioè la vicenda finale dell’esistenza di Gesù di Nazaret detto il Cristo e proclamato da altri (san Pietro e san Paolo per primi) il Figlio di Dio disceso dal cielo appositamente per morire per noi sulla croce, poi risorto il terzo giorno. Ma quello che non occorre credere, ma, ben più radicalmente, solo “sentire” perché è scolpito dentro di noi e si manifesta nel “sentimento”, è la nostra umanità alle prese con il dolore e con la possibilità di superarlo: è questo il senso esistenziale e universale della morte e risurrezione che ogni essere umano sperimenta da sé, alla prima persona singolare. E dico “superare il dolore” pensando a tale superamento sia in senso fisico, cioè placandolo e guarendo, sia in senso spirituale, cioè trovandogli un senso e un orizzonte più ampio dentro cui iscriverlo. È questo l’interesse-ideale comune di ogni essere umano, di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Per esso noi nel passato avevamo una “religio” che ce lo faceva celebrare e che ci accomunava: ora non più. Credo sia questa la più grande povertà del nostro tempo, “diventato tanto povero da non poter riconoscere la mancanza di Dio come mancanza”, come efficacemente l’ha descritto Heidegger. Ogni tanto però l’arte, la musica e altre profonde esperienze spirituali ci riconducono di fronte all’essenziale, come l’altra sera al concerto di Allevi: e allora ancora sperimentiamo il mistero racchiuso dentro di noi e la gioia di celebrarlo.
Vito Mancuso, La Stampa domenica 5 aprile 2026
BOLOGNA mercoledì 8 aprile Aula Mgna Università Via Filippo Re, 6 ore 17:00
Roberto Ferrari «Meditare con gli animali, 8 esercizi di mindufulness nella natura» (Laterza 2025) in dialogo con Vito Mancuso. Presenta Rita Casadei – Università di Bologna. «Il silenzio della contemplazione, il rapporto con le coscienze non umane, la meditazione si rivelano un percorso dentro l’interiorità e un esercizio di liberazione dalle abitudini mentali».
CORATO (BA) venerdì 10 aprile Teatro Comunale Piazza Marconi 7, ore 20:30
Nell' ambito del ciclo «Venerdì Culturali», intervento del prof. Vito Mancuso dal titolo "Quale religione per l'Occidente senza più religione". Info e biglietti: www.pugliaculture.it
CORATO BA sabato 11 aprile, Libreria Sonicart B-Side, Corso Mazzini 8, ore 10:00
Il prof. Vito Mancuso presenta il suo ultimo saggio “Gesù e Cristo”(Garzanti).Registrazione all’evento direttamente presso il punto vendita.
MILANO lunedì 13 aprile Teatro Carcano ore 20:30. Rassegna Follow the Monday
Il prof. Vito Mancuso presenta "I Quattro Maestri tra Oriente e Occidente: Socrate, Buddha, Confucio e Gesù". Info e biglietti:
MILANO martedì 14 aprile serata di premiazione Best Brands
11° edizione dal tema Joytude, il prof. Vito Mancuso interviene sul tema «Non ti manchi mai la gioia». Per info: https://best-brands.it
PARMA venerdì 17 aprile Area Talk Piazza Giuseppe Garibaldi, ore 21.00
Nell’ambito del Green Economy Festival 2026 conferenza del prof. Vito Mancuso: «Etica, società e futuro che scegliamo». Conduce Edoardo Vigna, responsabile Pianeta 2030 Corriere della Sera. Ingresso libero.
VENEZIA 17-19 aprile Officine di Spiritualità Isola di San Servolo
[Programma e Modulo iscrizioni]
VITERBO martedì 21 aprile Biblioteca Consorziale di Viterbo ore 17:30
Il prof. Vito Mancuso presenta il saggio "Gesù e Cristo”
BERGAMO mercoledì 22 aprile, Spazio Incontri A2A Cortile della Biblioteca C. Caversazzi Via Torquato Tasso 4, ore 18:00.
Il prof. Vito Mancuso presenta l’ultimo saggio «Gesù e Cristo» (Garzanti). Dialoga con l’autore: Carlotta Testoni, docente. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, al link indicato.
Bergamo 22 aprile 2026 – Presentazione – prenotazioni [Link]
VICENZA venerdì 24 aprile Teatro Olimpico ore 19:00
Per la rassegna "Invenzioni", della seconda edizione di Vicenza Storia Festival, Vito Mancuso presenta "L'invenzione di Dio". Biglietti disponibili su boxol.it – Info 045 8011154
PADOVA martedì 28 aprile Centro Universitario Padovano via degli Zarabella 82, ore 18:30
Nell’ambito della serie di incontri culturali «SENZA. Di cosa possiamo fare senza?», Vito Mancuso teologo laico e filosofo: «… senza Bellezza». Ingresso libero. Info 049 8764688 [email protected]
VERONA venerdì 8 maggio, Teatro alle Stimate via Carlo Montanari 1, ore 18:00
Vito Mancuso incontra Marco Campedelli sul tema Desiderio di Spiritualità. Ingresso libero previa prenotazione, info: naturaomnia.it
TREVISO venerdì 15 maggio Museo di Santa Caterina ore 18:30
«Visite Guidate nei Libri. Sei maestri di lettura per vedere l’invisibile di un libro». Vito Mancuso: I Pensieri di Marco Aurelio. Ingresso libero con offerta responsabile e prenotazione.
Visite guidate nei libri [Link prenotazione]
ROMA sabato 16 maggio Intensivo di Studio presso A.Me.Co. ore 16.00-19.00
Tema: «Gesù e Siddharta. Ovvero Cristo e Buddha». Info:
Intervista a ROCCA [PDF] ROCCA 15.04.2026 [PDF]
L’intervista al prof. Vito Mancuso di Stefano Zecchi sulla figura di Ernesto Bonaiuti, pubblicata su ROCCA rivista quindicinale della Pro Civitate Christiana Assisi, del prossimo 15 aprile 2026
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