Sito ufficiale del teologo Vito Mancuso
Nell’ambito del Convegno Padova digitale Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso
Programma completo disponibile sul Sito Eventbrite.
Biglietto gratuito con obbligo di compilare tutti i dati del partecipante.
TORINO giovedì 14 maggio, Lingotto Pad1, Spazio Città di Torino e della Città Metropolitana di Torino D102, ore 18:00
Vito Mancuso: «Chi salverà i giovani dal mondo?». Modera Agostino Riitano. IA cultura e nuove generazioni; incontro con gli studenti della Consulta Provinciale di Torino su tecnologia, libertà e democrazia. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
TREVISO venerdì 15 maggio Museo di Santa Caterina ore 18:30
«Visite Guidate nei Libri. Sei maestri di lettura per vedere l’invisibile di un libro». Vito Mancuso: I Pensieri di Marco Aurelio. Ingresso libero con offerta responsabile e prenotazione.
Visite guidate nei libri [Link prenotazione]
ROMA sabato 16 maggio Intensivo di Studio presso A.Me.Co. ore 16.00-19.00
Tema: «Gesù e Siddharta. Ovvero Cristo e Buddha». Info:
MILANO venerdì 22 maggio, Fabbrica del Vapore via Giulio Cesare Procaccini 4, ore15:00
VESAK 2026 Libertà e Liberazione. Due orizzonti, un solo respiro. La festività buddhista condivisa, aperta a tutti
«La fragilità come soglia» con Marcello Ghilardi – Professore di Estetica, Marcello Barison – Filosofo e scrittore, Vito Mancuso – Teologo laico e filosofo, in dialogo con Francesco Tormen – Direttore scientifico Centro Studi UBI.
È necessaria la prenotazione cliccando QUI
ALBA (CU) sabato 23 maggio Arena Guido Sacerdote Via Accademia ore 18:00
Nell’ambito della 11°Edizione del Festival Circonomia, incontro con il prof. Vito Mancuso. Dettagli conferenza e info in fase di definizione.
TORINO mercoledì 27 maggio, Piazza San Carlo 156, ore 18:30 -19:30
Conferenza del prof. Vito Mancuso: «L’amore e il suo perchè». Ingresso libero fino a esaurimento posti. È consigliabile la prenotazione sul sito delle Gallerie d’Italia, disponibile da 13 maggio. L’evento fa parte del ciclo INSIDE organizzato dalle Gallerie d’Italia di Torino, collegato alla programmazione culturale e fotografica del museo “L’amore e il suo perché”.
Gallerie d'Italia Iside [Link]
GORIZIA domenica 31 maggio Teatro Comunale G.Verdi ore 10:00
Nell’ambito di éStoria 2026 festival dedicato al tema «Religioni», il prof. VitoMancuso presenta «Gesù e Cristo». Dialoga con l’autore Andrea Bellavite. È necessaria la prenotazione che può essere effettuata dalle ore 9.00 di lunedì 18 maggio 2026 fino a esaurimento posti disponibili.
di Laura Mosca su La Provincia di Como nell’inserto settimanale Diogene 5.5.2026
Ritrovare Senso nel Tempo Presente [PDF]
"Chi vogliamo essere?” è la domanda che conduce ogni ricerca spirituale in ogni tempo, il punto di partenza e il posto di arrivo, secondo il filosofo e teologo laico Vito Mancuso.
Questo interrogativo si accorda con i tre fondanti quesiti di Kant: "Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?" per vivere una vita autentica e piena; tre stelle guida in un'epoca di disorientamento in cui tutto sembra possibile tranne trovare un senso a quello che avviene. Ma per Mancuso trovare un senso è una scelta che viene dal sapere armonizzare il dentro di noi con il fuori di noi, dopo aver fatto silenzio, dopo essersi ascoltati, pacificati; è la capacità di costruire la gioia in casa nostra, come sosteneva Seneca. Non è semplice. Oggi pare ancor più un orizzonte che si allontana, in un contesto geo-politico dove conflitti e reati contro i diritti fondamentali della persona sono quotidiani e accadono in varie zone del mondo contemporaneamente …
Non ci sono tempi più difficili di altri, Mancuso lo sottolinea. "Penso alla luce delle testimonianze che gli esseri umani ci hanno lasciato; non c'è mai stato un momento della storia percepito come facile. I contemporanei di solito guardano al passato o al futuro, il presente è colto come fase di crisi, di sofferenza. E questo è una costante. Naturalmente la difficoltà legata al presente cambia di epoca in epoca. Non c'è una sensibilità unica, un unico cammino. Ma ha sempre a che fare con la libertà. In passato si soffriva per una libertà negata, intendo in Occidente, per costrizioni, imposizioni, controlli. Oggi per il senso opposto: la libertà c'è, ma non sa cosa fare di se stessa. Esiste ma vive nel disorientamento, nella mancanza di un senso. C'è una molteplicità di sensi che creano confusione e non direzione, confliggono all'interno della libertà."
L'incontro con l'altro, la solidarietà, il bene comune, il prendersi cura possono dare un senso? «Certo, si può trovare un significato alla propria esistenza nell'incontro con l'altro.
Secondo me ciò avviene in due modi: fisicamente, con relazioni concrete, tramite l'amicizia, la solidarietà, l'amore, ma anche spiritualmente. Ritengo che mentre si ascolta una musica, si legge un libro, ad esempio di un filosofo, possa scattare una risonanza dello spirito che è un incontro con l'altro molto fertile. Da questo punto di vista credo che la cultura sia una sorgente di senso e di significato, che da sapore alla vita."
Il volontariato è un'altra direzione che possiamo dare alla nostra libertà?
"Una dimensione relazionale. La solidarietà, come si capisce dall'etimologia della parola, conferisce solidità a una società, è la struttura del tessuto perché tiene insieme i suoi elementi, le sue trame. Non è solo fare per l'altro, è anche cambiare la prospettiva verso l'altro, sia un nostro vicino di casa, un amico, un compagno di classe, una persona che incontriamo per la prima volta.”
Per Mancuso la ricerca spirituale, la ricerca e la costruzione della gioia, non può però prescindere dalla laboro interiore che accorda il sè con il sè prima di accordarsi con il resto. "Credo tantissimo nel trovare durante la giornata dei momenti di raccoglimento, di preghiera, di ascolto. Si tratta di un momento di intercessione non necessariamente con Dio, non solo per i credenti in senso religioso, ma per chiunque creda nell'armonia, che aspiri a vivere in pace, a essere pacificato, a pacificarsi con l'altro. Il cardinale Martini la chiamava la dimensione contemplativa della vita. Di fronte a questo nichilismo, alla sfiducia generalizzata, è importante che ognuno coltivi il desiderio di costruire un proprio altare, un luogo di pace dentro di sé per pensare, ripensarsi. È fondamentale."
In un mondo dove chi ne gestisce le sorti, sostiene Mancuso, ha perso la pietas, è un'urgenza volgere lo sguardo verso il dentro, per ritrovare gli ideali di giustizia, bellezza, umanità.
"Trump, Putin non sono diversi da tanti altri capi politici della storia che non hanno unito il potere alla dimensione spirituale. È accaduto in pochi casi illuminati, come con Marco Aurelio, che al comando ci fosse lo spirito nella sua pienezza e non l'orgoglio, l'invidia, la volontà di sottomettere l'altro. Si torna anche qui al punto di partenza alla domanda fondante, che guida le nostre scelte personali e che vale per tutti anche per i potenti della terra: chi vogliamo essere?"
Lasciamoci ispirare dai grandi esempi. Nel cercare una direzione al nostro spaesamento, Mancuso parla di modelli di vita. "Una volta che depongo tutte le mie maschere sociali mi chiedo quali sono i grandi ideali che guidano la mia esistenza, si torna sempre ad interrogarsi. È una ricerca continua che dura per sempre. Come modelli ho i belli, ho i ricchi? Chi sono le persone veramente felici che ho visto? Sono le persone rette, prive di invidia? Percepisco la trappola di chi racconta che la felicità è fuori di noi?"
Ma chi sono le persone felici che Mancuso ha incontrato nella sua di vita? "Coloro che hanno trovato un equilibrio tra sè e sè. Mi viene da ricordare il Cardinal Carlo Maria Martini; Raimon Panikkar, che è stato una guida spirituale del XX secolo e innovatore del pensiero, teorizzatore e testimone del dialogo interculturale e dell'incontro tra le religioni; Andrea Schnöller, classe 1940, svizzero, un frate cappuccino sacerdote che dal 1967 risiede presso il santuario della Madonna del Sasso a Orselina, sopra Locarno; e ancora Thich Nhat Hanh, che è stato un influente monaco buddhista vietnamita, poeta, attivista per la pace e maestro Zen. E poi c'è il mio insegnante di religione delle scuole superiori con cui ancora dialogo oggi. C'è mia mamma, una persona semplice, con la quinta elementare, che ha lottato anche nelle difficoltà per dare un futuro migliore ai suoi figli, che è gioiosamente felice di quella semplicità onesta che non ricerca cose grandi.
Chi più dei giovani è alla ricerca di modelli? "Iniziamo col dire che i giovani non sono una categoria, rifuggo da questa generalizzazione. Anche ieri in università a Bologna ne ho incontrati tanti, sono tutti diversi. Ci sono i disillusi, quelli arrabbiati, violenti, i disinteressati, quelli pieni di idealità, di serenità. Credo nell'educazione, ma credo soprattutto nei colloqui personali, negli incontri profondi fisici o spirituali che innescano un'esistenza. Un giorno una ragazza alla fine di una mia conferenza mi si presentò di fronte con un mio libro in mano, "La vita autentica", mi disse solo "Volevo farle sapere che questo libro mi ha cambia to la vita." Non volle una firma, non aggiunse altro, se ne andò."
"All You Need is Orientation" scriveva Mancuso in un articolo del 2025. "L'assenza di orientamento si palesa nel modo più clamoroso laddove la società esprime la sua natura più sincera, cioè nei giovani. I giovani, infatti, sono la cartina tornasole di quell'esperimento chimico che si svolge in continuazione nella storia e che chiamiamo società, in in quanto manifestano nel modo più chiaro gli effettivi valori della società che li circonda".
La Lectio Magistralis a Cantù
"Perché scrivo e per chi scrivo? Scrivo perché è una passione, un'esigenza, scrivevo pensieri e trovavo parole anche quando nessuno mi pubblicava. Scrivo per favorire la ricerca spirituale. Scrivo per i perplessi, nel senso buono del termine, per coloro che continuano a farsi domande. Non puoi chiederti qual è il senso della vita se tu non sentissi che un senso esiste."
Nel suo ultimo libro "Gesù e Cristo" Vito Mancuso, che a marzo è stato al Teatro San Teodoro di Cantù per una lectio magistralis, offre i risultati di una complessa ricerca che distingue la figura storica da quella spirituale per poi alla fine ricongiungerle. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo, di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell'umanità (Socrate, Buddha e Confucio), ora in quest'opera raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall'idea (Cristo) ma arriva a riconoscere come, lungi dell'essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno. Se la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell'unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai.
PRATO CARNICO (UD) giovedì 7 maggio Auditorium Comunale ore 20:30
Nell’ambito del Festival «Passeggeri del tempo» – Le arti incontrano le storie – Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso sui temi del libro “Destinazione Speranza” (Garzanti 2024). Ingresso su prenotazione. Per prenotarsi scannerizza il QR code.
VERONA venerdì 8 maggio, Teatro alle Stimate via Carlo Montanari 1, ore 18:00
Il prof. Vito Mancuso incontra Marco Campedelli sul tema Desiderio di Spiritualità. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Link per prenotare: naturaomnia.org/eventi – Per info: [email protected]
FIDENZA (PR) sabato 9 maggio Teatro G. Magnani ore 21:00
Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso dal titolo: «Homo Viator».
TREVISO venerdì 15 maggio Museo di Santa Caterina ore 18:30
«Visite Guidate nei Libri. Sei maestri di lettura per vedere l’invisibile di un libro». Vito Mancuso: I Pensieri di Marco Aurelio. Ingresso libero con offerta responsabile e prenotazione.
Visite guidate nei libri [Link prenotazione]
ROMA sabato 16 maggio Intensivo di Studio presso A.Me.Co. ore 16.00-19.00
Tema: «Gesù e Siddharta. Ovvero Cristo e Buddha». Info:
MILANO venerdì 22 maggio, Fabbrica del Vapore via Giulio Cesare Procaccini 4, ore15:00
VESAK 2026 Libertà e Liberazione. Due orizzonti, un solo respiro. La festività buddhista condivisa, aperta a tutti
«La fragilità come soglia» con Marcello Ghilardi – Professore di Estetica, Marcello Barison – Filosofo e scrittore, Vito Mancuso – Teologo laico e filosofo, in dialogo con Francesco Tormen – Direttore scientifico Centro Studi UBI.
È necessaria la prenotazione cliccando QUI
ALBA (CU) sabato 23 maggio Arena Guido Sacerdote Via Accademia ore 18:00
Nell’ambito della 11°Edizione del Festival Circonomia, incontro con il prof. Vito Mancuso. Dettagli conferenza e info in fase di definizione.
GORIZIA domenica 31 maggio Teatro Comunale G.Verdi ore 10:00
Nell’ambito di éStoria 2026 festival dedicato al tema «Religioni», il prof. VitoMancuso presenta «Gesù e Cristo». Dialoga con l’autore Andrea Bellavite. È necessaria la prenotazione che può essere effettuata dalle ore 9.00 di lunedì 18 maggio 2026 fino a esaurimento posti disponibili.
«C’è chi ha scoperto la fede e chi invece no. Per alcuni è un’esperienza, per altri è fantasia. Ma tutti possiamo essere consapevoli di trovarci di fronte a un mistero».
Pubblichiamo una parte dell’intervento tenuto dal prof. Vito Mancuso al teatro Olimpico di Vicenza per l’inaugurazione del Vicenza Storia Festival 2026, a cura di Laterza, dedicato al tema “invenzioni”.
L' invenzione di Dio: Dio quindi è un'invenzione umana? Sì, certo, lo è. Non però alla maniera di questo microfono, o di questo teatro. Lo è nel senso latino del termine inventio, dal verbo invenire, che significa "scoprire", "incontrare"; per cui inventio significa "incontro", "scoperta". L'invenzione di Dio: ovvero, la scoperta di Dio. Anche qui e ora tra noi vi sono alcuni che hanno scoperto, e altri invece no: per i primi Dio è un'esperienza; per altri una fantasia, sigla dell'ignoranza e della paura, ignoranza della natura, paura della morte. Per quanto attiene invece all'esperienza ecco queste parole di Gandhi: «Sono più sicuro della Sua esistenza che del fatto che voi e io siamo in questa stanza. Posso testimoniare che potrei magari vivere senz'aria e senz'acqua, ma non senza di Lui. Potreste cavarmi gli occhi, ma questo non potrebbe uccidermi. Potreste tagliarmi il naso, nemmeno questo mi ucciderebbe. Distruggete invece la mia fede in Dio, e io sarò morto». Sto riproponendo la classica distinzione tra credenti e non credenti? Non proprio. Vedete, credere nell'accezione comune significa accettare per vere delle dottrine, per lo più per noi le dottrine della Chiesa cattolica, ma questa accettazione non è detto che corrisponda alla scoperta di Dio: vi sono credenti che non hanno nulla a che fare con Dio, viceversa vi è chi si dichiara non credente che invece ha molto a che fare con Dio perché l'ha scoperto, anche se non lo sa e persino lo nega. Vi sto con fondendo le idee? Ora spero di chiarirvele …
Norberto Bobbio, filosofo del diritto e della politica, senatore a vita, uno dei padri del pensiero laico del nostro paese, si dichiarò sempre non-credente. Qualche tempo prima di morire consegnò a La Stampa una lettera con l'incarico di pubblicarla all'indomani della morte. Bobbio morì a Torino il 9 gennaio 2004 e il 10 gennaio su La Stampa apparve la lettera oggi nota come Ultime volontà. Al centro vi sono le seguenti parole: «Non mi considero né ateo né agnostico. Come uomo di ragione e non di fede, so di essere immerso nel mistero che la ragione non riesce a penetrare sino in fondo, e le varie religioni interpretano in vari modi».
In questa frase ci sono quattro elementi importanti: 1) una confessione personale, 2) l'idea che è la ragione, non la fede, a condurre al mistero; 3) la convinzione che il mistero sarà sempre destinato a rimanere tale, 4) un giudizio sulle religioni in quanto tutte imperfette.
L'invenzione-scoperta di Dio si radica nella consapevolezza razionale di essere "immersi nel mistero". Il concetto di mistero va ben al di là dell'orizzonte cognitivo: mistero è diverso da enigma. II termine viene dal latino mysterium, a sua volta dal greco mysterion che deriva dal verbo myo che significa "chiudere", detto di occhi e di bocca. La consapevolezza di essere di fronte a un enigma ti fa spalancare gli occhi per vedere e aprire la bocca per parlare, così da risolverlo; la consapevolezza di essere di fronte al mistero ti fa chiudere gli occhi e la bocca: non vuoi vedere nulla di esteriore, perché senti che c'è qualcosa che ti si rivela dentro, non vuoi parlare ma scendere nel grande silenzio dentro di te, perché senti che c'è qualcosa da udire. La consapevolezza di Bobbio di essere immersi nel mistero è la condizione sine qua non per parlare del Divino; e dico Divino (con la D maiuscola), non Dio, perché il Divino è molto più alto (nel senso latino che significa anche profondo) di Dio. La distinzione Dio-Divino riprende quella del più grande mistico medievale, Meister Eckhart, che distingueva Gotte Gottheit, Dio e Divinità. Il Divino: lo dovremmo concepire al maschile, al femminile, al neutro, al singolare, al plurale, al duale, e capire che è inconcepibile, eppure sperimentabile.
Io esplicito la consapevolezza del mistero mediante queste due formule: Essere – Mondo = X; Io – Mondo = X.
La X in matematica è detta incognita, in-cognita, non conosciuta: qui esprime la dimensione di surplus o eccedenza della totalità dell'essere rispetto all'essere conosciuto detto mondo (oggi anche la fisica attesta che tutto l'essere che vediamo, comprese le più lontane galassie, è solo il 5% del totale, il rimanente é 25% di materia oscura e 70% di energia oscura). Oscura, cioè non conosciuta, in-cognita.
Questo però non è un mistero, ma un enigma. E se anche un giorno la scienza spiegherà l'enigma e avremo materia chiara ed energia chiara, il mistero della nostra esistenza rimarrà intatto, perché in esso vi è in gioco ben più della conoscenza oggettiva, vi è in gioco il significato del tutto e il destino di ognuno di noi. Siamo destinati a essere immersi nel mistero, e il senso del Divino da sempre coltivato dagli esseri umani ne è l'attestazione
Esiste però una differenza decisiva tra il senso del mistero in senso laico avvertito da Bobbio e il senso del mistero in senso propriamente religioso vissuto da Gandhi. La differenza è affettiva. La nebbia cognitiva rimane, ma chi coltiva una vita religiosamente ispirata ha con il mistero una connessione calda, vitale, sentimentale, appunto affettiva. Intuisce cioè che il volto più profondo ed eterno dell'essere è l'intelligenza buona, o la bontà intelligente. Non solo bontà, non solo intelligenza, ma l'unione delle due. È quanto Dante sintetizza alla sua maniera così: Luce intellettual piena d'amore» (Paradiso XXX, 40).
Ultimo passo. Torno al mistero. E presento la domanda, a mio avviso, decisiva in ordine al Divino: quando un essere umano avverte dentro di sé indignazione di fronte al male, alla disonesta furbizia, alla malizia, alla prepotenza, alla falsità, e quando viceversa avverte ammirazione e talora commozione di fronte al bene, alla giustizia, alla purezza, all'onestà, è un ingenuo che non ha ancora capito come va il mondo? Che non ha capito che non c'è nessun senso nella storia e nella natura, se non la lotta, la guerra, la seduzione, insomma armi, acciaio, malattie? Oppure no? Oppure non è un ingenuo, ma sta sperimentando la dimensione più vera della vita? Una dimensione che attraversa questo mondo ma che non coincide con esso, e che per questo si può chiamare trascendenza?
Io penso sia vera la seconda alternativa. Anche Kant la pensava così, come si legge nella Conclusione della Critica della ragion pratica: «La legge morale mi rivela una vita indipendente dalla animalità e anche da tutto il mondo sensibile». Poco prima nello stesso testo aveva parlato di "io invisibile", intendendo la profondità dell'Io.
Concludo con Lucio Dalla, che mi onorò della sua amicizia. Gli ultimi versi di Balla balla ballerino dicono così: «Ecco il mistero: /sotto un cielo di ferro e di gesso/l'uomo riesce ad amare lo stesso, / e ama davvero / senza nessuna certezza, / che commozione, che tenerezza".
È l'amore il grande mistero dell'essere. Il Divino è l'orizzonte più sublime sorto nel cuore degli esseri umani per venerare, proteggere e praticare questo grande mistero della vita, in questo mondo di ferro e di gesso, ma anche di luce e di musica, tanto terribile quanto bellissimo.
Vito Mancuso, La Stampa 25 aprile 2026
VICENZA venerdì 24 aprile Teatro Olimpico ore 19:00
Per la rassegna "Invenzioni", della seconda edizione di Vicenza Storia Festival, Vito Mancuso presenta "L'invenzione di Dio". Biglietti disponibili su boxol.it – Info 045 8011154
PADOVA martedì 28 aprile Centro Universitario Padovano via degli Zarabella 82, ore 18:30
Nell’ambito della serie di incontri culturali «SENZA. Di cosa possiamo fare senza?», Vito Mancuso teologo laico e filosofo: «… senza Bellezza». Ingresso libero. Info 049 8764688 [email protected]
VERONA venerdì 8 maggio, Teatro alle Stimate via Carlo Montanari 1, ore 18:00
Il prof. Vito Mancuso incontra Marco Campedelli sul tema Desiderio di Spiritualità. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Link per prenotare: naturaomnia.org/eventi – Per info: [email protected]
FIDENZA (PR) sabato 9 maggio Teatro G. Magnani ore 21:00
Lectio Magistralis del prof. Vito Mancuso dal titolo: «Homo Viator».
TREVISO venerdì 15 maggio Museo di Santa Caterina ore 18:30
«Visite Guidate nei Libri. Sei maestri di lettura per vedere l’invisibile di un libro». Vito Mancuso: I Pensieri di Marco Aurelio. Ingresso libero con offerta responsabile e prenotazione.
Visite guidate nei libri [Link prenotazione]
ROMA sabato 16 maggio Intensivo di Studio presso A.Me.Co. ore 16.00-19.00
Tema: «Gesù e Siddharta. Ovvero Cristo e Buddha». Info:
MILANO venerdì 22 maggio, Fabbrica del Vapore via Giulio Cesare Procaccini 4, ore15:00
VESAK 2026 Libertà e Liberazione. Due orizzonti, un solo respiro. La festività buddhista condivisa, aperta a tutti
«La fragilità come soglia» con Marcello Ghilardi – Professore di Estetica, Marcello Barison – Filosofo e scrittore, Vito Mancuso – Teologo laico e filosofo, in dialogo con Francesco Tormen – Direttore scientifico Centro Studi UBI.
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GORIZIA domenica 31 maggio Teatro Comunale G.Verdi ore 10:00
Nell’ambito di éStoria 2026 festival dedicato al tema «Religioni», il prof. VitoMancuso presenta «Gesù e Cristo». Dialoga con l’autore Andrea Bellavite. È necessaria la prenotazione che può essere effettuata dalle ore 9.00 di lunedì 18 maggio 2026 fino a esaurimento posti disponibili.
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