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La Valdichiana si prepara ad accogliere centinaia di appassionati per la dodicesima edizione della Chianina Ciclostorica, in programma domenica 14 giugno 2026. Un evento che unisce sport, turismo lento e tradizione, trasformando le colline toscane in un palcoscenico ideale per chi ama pedalare con calma, immerso nella bellezza autentica del territorio.
Punto di partenza sarà Marciano della Chiana, piccolo borgo ricco di storia nel cuore della provincia di Arezzo. Da qui, alle 8:30, prenderanno il via quattro percorsi pensati per ogni livello di preparazione, tutti accomunati da un elemento distintivo: l’esperienza vintage, con biciclette d’epoca e abbigliamento ispirato al ciclismo storico.

Il Percorso Lungo, di 84 km, è il più completo e spettacolare. Attraversa il centro storico di Monte San Savino, celebre per i suoi palazzi rinascimentali, per poi proseguire verso Lucignano, uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia con la sua caratteristica pianta ellittica.
Da qui si pedala tra le colline di Brolio e la suggestiva Val di Chio, fino a raggiungere Castiglion Fiorentino, città etrusca ricca di fascino, prima del passaggio a Frassineto e del rientro.
Il Percorso Medio (69 km) rappresenta un ottimo compromesso tra impegno e scoperta, ideale per cicloturisti allenati che vogliono vivere un’esperienza completa senza affrontare la distanza massima.
Il Percorso Corto (42 km), invece, si sviluppa su tracciati più pianeggianti, perfetti per chi desidera godersi il paesaggio senza eccessivo sforzo.
Infine, il Percorso Garbato (20 km) è la vera novità accessibile: un itinerario adatto a famiglie, gruppi di amici e amatori, percorribile con qualsiasi tipo di bici, dalle e-bike alle gravel. Un’opzione perfetta per avvicinarsi al cicloturismo in modo rilassato.
Uno degli elementi più apprezzati della Chianina Ciclostorica è l’esperienza gastronomica. Tutti i percorsi prevedono una tappa alla Fattoria di Brolio, storica tenuta agricola immersa nel verde, dove i partecipanti potranno degustare prodotti tipici della Valdichiana.
Formaggi locali, salumi artigianali, vini del territorio e specialità preparate da pro loco e associazioni trasformano la pedalata in un vero viaggio sensoriale. Un connubio perfetto tra sport e tradizione culinaria che rappresenta uno dei punti di forza dell’evento.

La Chianina Ciclostorica non è solo una manifestazione sportiva, ma un’esperienza immersiva nel cuore della Toscana più autentica. È l’occasione per:
Come sottolineano gli organizzatori, ogni percorso è un invito a rallentare, fermarsi, osservare e vivere pienamente il paesaggio.
Le mappe GPS dei percorsi sono già disponibili online sul sito ufficiale dell’evento, dove è possibile consultare anche modalità di iscrizione e dettagli tecnici. La partecipazione richiede biciclette vintage (ante 1987) per i percorsi principali, mentre il Percorso Garbato resta aperto a tutti.
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L’Istria si prepara a diventare una delle capitali europee del cicloturismo con il ritorno della Nova Eroica Istria 2026, in programma l’1 e 2 maggio. Dopo il successo della prima edizione, questo evento gravel si conferma tra i più affascinanti del panorama internazionale, capace di unire sport, turismo lento e scoperta del territorio.
La manifestazione si svolgerà a Novigrad (Cittanova), sulla costa nord-occidentale della Croazia, e proporrà un’esperienza immersiva tra strade bianche, borghi medievali e paesaggi rurali. Il format va oltre la semplice competizione: è un vero festival della bicicletta, pensato per ciclisti esperti, appassionati e famiglie.
Il cuore dell’evento sarà sabato 2 maggio, con tre percorsi gravel che attraversano l’entroterra istriano, caratterizzati per oltre l’80% da strade sterrate . Il tracciato più impegnativo, la Truffles Route (150 km), conduce tra le colline del tartufo passando per località iconiche come Motovun e Livade. La Teran Route (100 km) rappresenta il perfetto equilibrio tra sfida sportiva e piacere paesaggistico, tra vigneti e borghi storici. Più accessibile la Malvasia Route (60 km), ideale per chi vuole vivere il gravel in modo rilassato .
Il giorno precedente, venerdì 1° maggio, spazio invece a eventi più inclusivi: tour vintage, percorsi gastronomici e pedalate family, pensati per vivere l’atmosfera dell’Eroica senza spirito competitivo.

Parte del successo della Nova Eroica Istria è legato al territorio. L’Istria è una delle destinazioni bike più complete d’Europa: un mix unico di mare Adriatico, colline verdi e strade secondarie poco trafficate. Il clima mite primaverile rende maggio uno dei periodi ideali per pedalare.
Tra gli itinerari più iconici spicca la Parenzana, ex linea ferroviaria trasformata in pista ciclabile che collega Italia, Slovenia e Croazia. Questo percorso attraversa tunnel, ponti e borghi storici, offrendo un’esperienza cicloturistica tra le più suggestive dell’area .
L’entroterra istriano è un susseguirsi di villaggi medievali arroccati, come Grisignana e Montona, circondati da vigneti e uliveti. Qui la bici diventa il mezzo ideale per scoprire tradizioni autentiche e ritmi lenti.

Uno degli elementi distintivi della Nova Eroica Istria è il forte legame con la gastronomia locale. Lungo i percorsi sono previste soste con prodotti tipici come tartufi, olio extravergine d’oliva, formaggi e vini autoctoni .
Questo connubio tra ciclismo e food rende l’evento particolarmente attrattivo anche per il turismo esperienziale e per chi cerca vacanze attive ma autentiche. L’Istria, infatti, è sempre più riconosciuta come destinazione enogastronomica di alto livello, capace di competere con regioni italiane più note.
Partecipare alla Nova Eroica Istria 2026 significa vivere un’esperienza completa: sport, natura, cultura e sapori in un unico viaggio. Non si tratta solo di pedalare, ma di esplorare una regione che ha fatto della sostenibilità e dell’accoglienza cicloturistica un punto di forza.
Con percorsi adatti a diversi livelli e un’atmosfera internazionale, l’evento rappresenta una perfetta occasione per scoprire l’Istria in modo attivo e consapevole.
Per chi ama la bicicletta, il gravel e i viaggi lenti, l’appuntamento è segnato: primavera 2026, destinazione Istria.
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La Bosch eBike Systems rilancia la sua sfida globale e apre ufficialmente la nona stagione della Bosch eMTB Challenge, uno degli eventi più attesi nel mondo del cicloturismo sportivo e delle competizioni eMountain bike. Il 2026 segna un’evoluzione importante: calendario ampliato, nuove destinazioni iconiche e l’introduzione di un campionato nazionale che alza ulteriormente il livello della competizione.
Questa serie, ormai punto di riferimento per la community internazionale, combina adrenalina, scoperta del territorio e spirito di condivisione, rendendola perfetta non solo per gli agonisti ma anche per chi ama viaggiare in bici elettrica.

Il calendario 2026 si distingue per una forte impronta internazionale, con sei tappe distribuite in cinque Paesi. Tra le novità più interessanti spiccano due destinazioni alpine di grande fascino:
Les Arcs – 13 giugno
Davos – 27 giugno
Queste nuove location si affiancano a mete già consolidate e amatissime:
Riva del Garda – 1° maggio
Willingen – 30 maggio
Whistler – 31 luglio
Verbier – 15 agosto
Un vero viaggio su due ruote che attraversa alcuni dei migliori trail al mondo, tra panorami alpini e destinazioni iconiche del mountain biking.

Uno dei punti di forza della Bosch eMTB Challenge è la sua accessibilità. L’evento è strutturato per accogliere rider con diversi livelli di esperienza grazie a tre categorie:
Amateur: ideale per chi vuole vivere l’esperienza senza pressione competitiva
Advanced: per chi cerca una sfida più tecnica
Pro: dedicata agli atleti e agli appassionati più ambiziosi
Le gare si svolgono su percorsi di circa 35 km con 1.000 metri di dislivello, combinando prove cronometrate e tratti di trasferimento. Non si tratta solo di velocità: orientamento, strategia energetica e gestione della batteria sono elementi chiave.
L’utilizzo di tracce GPX e dispositivi digitali rende l’esperienza ancora più moderna e vicina al mondo del viaggio in bici, dove tecnologia e avventura si incontrano.
La vera novità del 2026 è l’introduzione del Campionato Tedesco E-Enduro, che si svolgerà durante la tappa di Willingen, in occasione del celebre BIKE Festival Willingen.
Questa competizione ufficiale rappresenta un passo importante per il riconoscimento dell’eMTB come disciplina sportiva strutturata. Gli atleti della categoria Pro con licenza UCI potranno competere sia per la classifica della Challenge sia per il titolo nazionale.

Per sostenere lo sviluppo dell’eMountain biking competitivo, la Bosch eMTB Challenge introduce premi in denaro per la categoria Pro:
500 € al vincitore di tappa
250 € al secondo
125 € al terzo
La classifica generale finale prevede premi fino a 3.000 euro, incentivando la partecipazione dei migliori rider internazionali.
La Bosch eMTB Challenge 2026 non è solo una gara: è un modo di vivere il viaggio in bici elettrica. Unisce esplorazione, tecnica e community, offrendo esperienze uniche in alcune delle migliori destinazioni MTB del mondo.
Che tu sia un rider esperto o un appassionato di cicloturismo, il 2026 è l’anno giusto per entrare nel mondo delle eMTB competitive — o semplicemente per lasciarti ispirare da un calendario che è già, di per sé, un itinerario di viaggio straordinario.
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Il cicloturismo in Italia nel 2025 segna un nuovo record: quasi 49 milioni di presenze e un impatto economico di 6,4 miliardi di euro. Numeri che confermano la bicicletta come uno dei motori più dinamici del turismo sostenibile, capace di generare valore diffuso sui territori e di attrarre una domanda sempre più ampia, diversificata e internazionale.
I dati emergono dal Rapporto “Viaggiare con la bici 2026”, realizzato da Isnart e Legambiente e presentato a Padova durante la Fiera del Cicloturismo. Lo studio fotografa un settore in piena maturazione, che non si limita più alla semplice esperienza outdoor, ma si integra con cultura, enogastronomia e benessere.
Oggi pedalare non basta più. Circa 1 cicloturista su 2 arricchisce il viaggio con visite culturali, degustazioni e attività legate al territorio. Questo approccio trasforma la vacanza in bici in un’esperienza completa e multisensoriale.
Le destinazioni più attrattive sono infatti quelle capaci di offrire:
La bicicletta si conferma così un vero “attivatore turistico”, in grado di connettere diversi segmenti dell’offerta.
Identikit del cicloturista 2025: più donne, più giovani, più digitaliIl profilo del cicloturista evolve rapidamente. Nel 2025:
Un dato particolarmente significativo è l’aumento della componente femminile, che apre nuove opportunità anche sul fronte imprenditoriale, soprattutto nelle piccole destinazioni.
Internet è il principale alleato del cicloturista:
Questo rende fondamentali SEO, contenuti ottimizzati e presenza digitale per operatori e destinazioni.
Il cicloturismo non è solo sostenibile, ma anche economicamente rilevante. La spesa media giornaliera nel 2025 cresce sensibilmente:
Si tratta di un turista attento alla qualità, disposto a investire in esperienze autentiche.
Boom del noleggio bici e sviluppo delle ciclovieUn indicatore chiave della crescita è il settore del noleggio biciclette. Tra il 2019 e il 2025:
Questo evidenzia un modello sempre più diffuso e capillare, capace di rispondere alla domanda crescente lungo ciclovie e destinazioni turistiche.
Tra le esperienze più interessanti emergono:
Questi modelli dimostrano come il cicloturismo possa essere uno strumento di sviluppo sociale oltre che economico.
Il cicloturismo in Italia nel 2025 rappresenta molto più di una nicchia: è un pilastro del turismo sostenibile, esperienziale e distribuito.
Con una domanda in crescita, una maggiore diversificazione dell’offerta e un forte impatto economico, il settore ha tutte le carte in regola per diventare ancora più competitivo a livello internazionale.
La sfida ora è chiara: investire in infrastrutture, servizi integrati e strategie digitali per intercettare una platea sempre più ampia e consapevole.
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C’è un dettaglio sorprendente nascosto tra le pietre di un antico tempio nel nord di Bali: un uomo in bicicletta scolpito in un bassorilievo. Un’immagine che a prima vista può sembrare fuori dal tempo, ma che in realtà racconta una storia precisa, documentata e profondamente legata all’incontro tra culture. L’incisione si trova nel tempio di Pura Maduwe Karang, uno dei complessi religiosi più importanti della parte settentrionale dell’isola.
La raffigurazione del ciclista non è antica quanto il tempio stesso, ma risale agli inizi del XX secolo, tra il 1900 e il 1920 circa. Questo dettaglio è fondamentale: la bicicletta, infatti, era già stata inventata e diffusa in Europa nel corso dell’Ottocento, ma rappresentava ancora una novità assoluta in molte aree del Sud-Est asiatico, inclusa Bali.
La spiegazione è tanto semplice quanto affascinante: il ciclista raffigurato sarebbe Wijnand Otto Jan Nieuwenkamp, artista e viaggiatore olandese tra i primi europei a esplorare Bali. Nieuwenkamp visitò l’isola nei primi anni del Novecento, spostandosi proprio in bicicletta — un mezzo che all’epoca suscitava grande curiosità tra la popolazione locale. Gli artigiani balinesi, colpiti da questa figura insolita e dal suo modo di viaggiare, decisero di immortalarlo in un bassorilievo del tempio, durante i lavori di restauro. Non si trattò quindi di un errore o di un mistero archeologico, ma di una rappresentazione contemporanea per l’epoca, inserita in un contesto sacro. In altre parole, la bicicletta fu scolpita come simbolo di modernità e incontro culturale: un oggetto nuovo, reinterpretato attraverso l’arte tradizionale balinese.

La presenza della bicicletta nel tempio racconta molto della cultura balinese: una società capace di integrare elementi esterni senza perdere la propria identità. All’inizio del Novecento, la bicicletta rappresentava innovazione, movimento, apertura al mondo. Inserirla in un tempio significava riconoscere questo cambiamento e renderlo parte della narrazione culturale locale. Oggi, quella stessa immagine assume un nuovo significato: anticipa, in qualche modo, il ruolo contemporaneo della bicicletta come mezzo sostenibile e strumento di viaggio consapevole.
A più di un secolo da quell’incisione, Bali è diventata una destinazione ideale per il cicloturismo. Pedalare sull’isola significa attraversare risaie terrazzate, villaggi tradizionali e templi immersi nella natura.
Le aree più adatte alla bici si trovano nell’entroterra, in particolare attorno a Ubud, dove il traffico è limitato e i paesaggi sono spettacolari.
Tra gli itinerari più suggestivi:
Risaie di Tegallalang: perfette per un’esperienza slow
Discesa dal Monte Batur: tra vulcani e villaggi
Strade rurali tra templi: per un viaggio tra cultura e natura

La bicicletta scolpita nel tempio di Pura Maduwe Karang non è solo una curiosità storica, ma un ponte tra passato e presente. Un tempo simbolo di novità e meraviglia, oggi la bici è al centro di una nuova idea di viaggio: sostenibile, autentica e lenta.
Bali offre un’esperienza unica per chi ama pedalare:
paesaggi tropicali straordinari
forte identità culturale
percorsi lontani dal turismo di massa
clima ideale tutto l’anno
Pedalare qui significa entrare in contatto diretto con il territorio, proprio come fece Nieuwenkamp oltre cento anni fa.
Quell’incisione ci ricorda che la bicicletta è molto più di un mezzo di trasporto: è un simbolo di scoperta. Oggi, scegliere Bali per un viaggio in bici significa seguire lo stesso spirito pionieristico, tra tradizione e innovazione, natura e cultura.
Un’esperienza che, come quel bassorilievo, continua a raccontare storie attraverso il tempo.
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