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Cicloturismo a Favignana durante il FestivalFlorio 2026
Dal 28 giugno al 5 luglio 2026, Favignana si trasforma in un laboratorio culturale a cielo aperto grazie al FestivalFlorio, un appuntamento che dal 2012 unisce arti, persone e territori. Ma c’è un modo ancora più autentico per vivere questo evento: scoprirlo in sella a una bicicletta, attraversando l’isola tra spettacoli, paesaggi mediterranei e soste enogastronomiche. Pedalare a Favignana durante il festival significa unire cicloturismo e cultura, immergendosi in un contesto unico dove ogni angolo può diventare palco e ogni strada un percorso esperienziale.
FestivalFlorio 2026: cultura diffusa tra le Egadi
Il FestivalFlorio si sviluppa non solo a Favignana, ma coinvolge anche Marettimo e Levanzo, creando un sistema culturale diffuso tra le isole Egadi. Concerti, spettacoli teatrali, incontri letterari e masterclass si alternano in location suggestive come l’Ex Stabilimento Florio, simbolo della storia industriale dell’isola. L’edizione 2026 si aprirà con la consegna del Premio Favignana per il Teatro a Leo Gullotta, segnando l’inizio di una settimana intensa di eventi gratuiti.

Itinerario cicloturistico a Favignana: il giro dell’isola
Favignana è una delle destinazioni migliori in Italia per il cicloturismo grazie alla sua conformazione pianeggiante e alle distanze contenute. Il giro completo dell’isola è lungo circa 20 km, perfetto per una giornata lenta tra mare e cultura.
Tappa 1: Il centro e l’Ex Stabilimento Florio
Partendo dal porto, si raggiunge facilmente il cuore del festival. Qui è possibile assistere a eventi culturali e ritirare informazioni sul programma giornaliero.
Tappa 2: Cala Rossa e Cala Azzurra
Proseguendo in bici verso est, si incontrano alcune delle spiagge più iconiche: Cala Rossa e Cala Azzurra, con l’altrettanto bella spiaggia del Bue Marino,ideali per una pausa rigenerante tra un evento e l’altro.
Tappa 3: Punta Sottile e il faro
Pedalando verso ovest si raggiunge Punta Sottile, dove il faro regala tramonti spettacolari. Qui spesso si tengono eventi collaterali o momenti di relax lontano dalla folla.
Consigli pratici per il cicloturismo durante il festival
Noleggio bici
A Favignana il noleggio biciclette è diffuso e accessibile, con opzioni anche elettriche per affrontare il caldo estivo.
Orari e clima
Pedalare al mattino presto o al tramonto è la scelta migliore, evitando le ore più calde e godendo di una luce ideale per fotografie e panorami.
Integrazione con il festival
Molti eventi del FestivalFlorio si svolgono in luoghi facilmente raggiungibili in bici, rendendo il mezzo perfetto per spostarsi in modo sostenibile e senza stress.
Un’esperienza tra cicloturismo e cultura mediterranea
Un viaggio in bici a Favignana durante il FestivalFlorio non è solo una vacanza, ma un’esperienza immersiva tra arte, natura e identità locale. La possibilità di pedalare tra un concerto e una cala, tra un incontro letterario e un tramonto sul mare, rende questo evento unico nel panorama del turismo sostenibile. Per chi cerca una destinazione che unisca cicloturismo, cultura e bellezza naturale, Favignana nel periodo del FestivalFlorio rappresenta una scelta perfetta, capace di intercettare le nuove tendenze di viaggio legate all’esperienza, alla lentezza e alla scoperta autentica.
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Il Limburgo belga si conferma come una delle mete preferite per gli appassionati di ciclismo di tutto il mondo, grazie a oltre 2000 km di piste ciclabili segnalate e sicure, in gran parte senza traffico automobilistico, collegate da un sistema di nodi intuitivo che permette di pedalare da junction a junction senza perdersi. Questa regione fiamminga, situata nella parte orientale del Belgio lungo il fiume Mosa e confinante con Paesi Bassi e Germania, non è solo un semplice territorio da attraversare in bici: è un vero e proprio paradiso per cicloturisti, dove natura, storia e innovazione si fondono in esperienze che vanno ben oltre il classico tour su due ruote.
Una delle attrazioni più iconiche del Limburgo per i ciclisti è senza dubbio il progetto Cycling Between Terrils, un ponte ciclabile galleggiante che attraversa il lago Terhills nel Hoge Kempen National Park. Questo percorso unico, lungo circa 400 metri, collega due antichi terril — colline artificiali formate dai residui delle miniere di carbone del passato — trasformandoli in punti panoramici immersi nella natura. Originariamente testimonianze dell’industria mineraria del XX secolo, oggi questi terril offrono uno scenario spettacolare per chi pedala, con una vista a 360° sull’acqua e sulla vegetazione circostante. Il ponte fa parte del vasto network ciclabile della regione e può essere facilmente raggiunto seguendo i percorsi numerati o utilizzando il pratico pianificatore di itinerari online messo a disposizione da Visit Limburg.
Oltre ai terril, il Limburgo offre itinerari tematici che attraversano zone naturali affascinanti come le brughiere, i laghi di Bokrijk e le fitte foreste di Bosland, dove alcune piste permettono vere e proprie esperienze immersive: tra queste spicca il percorso che consente di pedalare in mezzo al lago, con l’acqua ai lati della carreggiata, creando una sensazione unica di contatto con l’ambiente circostante. L’intera rete ciclabile è perfetta non solo per cicloturisti esperti, ma anche per famiglie e amatori: numerosi percorsi ad anello di diversa lunghezza attraversano boschi, aree umide e zone agricole, offrendo soste in café bike‑friendly, punti di ricarica per e‑bike e possibilità di noleggio bici direttamente sul posto.
Pedalare nel Limburgo non significa solo muoversi su due ruote: è anche un’occasione per scoprire borghi caratteristici, gustare le specialità locali nei bistrot e nelle birrerie, e visitare siti culturali. Dalle cittadine storiche ai parchi naturali, ogni tappa regala scorci memorabili, rendendo questa esperienza ciclistica un perfetto mix di sport, cultura e relax.
Consigli pratici per cicloturistiPianificare un viaggio in bici nel Limburgo è semplice grazie agli strumenti messi a disposizione dall’ente turistico: mappe dettagliate, planner interattivi e servizi di noleggio bici rendono l’organizzazione intuitiva anche per chi visita la regione per la prima volta. Che si tratti di una fuga di un weekend o di una vacanza di più giorni, il Limburgo belga regala esperienze memorabili per ogni tipo di ciclista — dal principiante alla famiglia, fino al professionista in cerca di nuovi panorami da esplorare.
Il Limburgo belga non è solo una meta: è un’esperienza ciclistica completa che combina natura, innovazione e cultura. Dai ponti galleggianti ai percorsi lacustri, ogni pedalata rivela nuove sorprese in un territorio che ha fatto della bicicletta uno stile di vita.
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A chi è abituato all’Eroica classica e bazzica il mondo delle ciclostoriche, arrivare alla Nova Eroica Buonconvento , anche dopo dieci anni, fa sempre un certo effetto: tanto carbonio, tanti giovani, lycra e polpaccetti depilati. La musica techno e un po’”unzi unzi” al posto di Bellezza in bicicletta.
È tutto un po’ diverso insomma, dalle classiche tutte ferro e lana.
Poi però c’è il borgo medievale di Buonconvento con le sue stradine piene di vita, ci sono sono le botteghe e i negozi tirati a festa, per mettersi in mostra con i loro tesori, che per questo weekend diventano tutti “eroici”, dagli abiti al gelato.
E i pici al sugo, e i cantucci senza la c, e il vino buono che abbonda su ogni tavola del borgo e in ogni bicchiere dei 1.200 partecipanti.
E ci sono i ristori, fatti di cibo vero e abbondante a tentare atleti avezzi a barrette proteiche e sali. C’è il vino, anche alle 8, già pronto da bere, e in effetti se ci pensiamo ha senso: cosa vorresti con prosciutto, salame e pecora bollita, il caffellatte?
E c’è il paesaggio eroico della Val d’Orcia, delle Crete, del Brunello con il suo incanto, che ci accompagna in ogni percorso, fatto di sfumature che cambiano colore a ogni stagione, di crinali erbosi e orizzonti ondulati come un mare verde e oro.
Ci sono Brocci e Franco, uomini simbolo di questo incantesimo, eroici 24 ora al giorno, ubiqui e sempre pronti a fare, parlare, organizzare.
C’è la Epic Route, 290 chilometri per 5.500 metri, dedicata ai veri Eroi con la E maiuscola, che quest’anno erano in 54 alle 4 di sabato mattina a partire nella nebbia, con in testa il nostro Gino Eroico in sella alla sua bici di cent’anni fa.
E c’è la Family del sabato, l’unica che viene davvero first, l’Eroica per tutti, in cui i ciclisti di domani si cimentano sulle strade bianche in percorsi a loro misura.
E alla fine, c’è la polvere – e quest’anno ce n’era davvero tanta – che poco a poco, impercettibilmente ricopre tutto. Entra, proprio come la primavera di De Andrè, senza bussare in ogni fessura, s’insinua tra gli ingranaggi, si deposita sulla borraccia, che così, quando bevi la senti sotto i denti, sottile, ma persistente, e ritrovarla è un segreto, fastidioso piacere.
Polvere sotto le ruote, polvere nel naso, e davanti agli occhi.
E tutto diventa bianco, le biciclette e i ciclisti , gambe, braccia e faccia trasformati in enormi scaloppine infarinate e pronte da friggere.
Ed eccola la magia! La polvere ammanta la modernità e la rende più che magica, eroica.
Perché, bici antiche o moderne, lycra o lana, l’Eroica è l’Eroica, con i suoi riti, i colori e la meraviglia antica che la abita. Non si tratta di epoche, si tratta di persone, di luoghi, di sogni.
E di valori, che sono quelli di celebrare la bellezza e la fatica e non sono solo nel paesaggio e nelle salite, ma anche nel lavorare tutto l’anno per far sì che tutto questo non finisca, ma anzi si propaghi e prosperi, che generi altro valore e altre bellezze.
Un modo unico e inimitabile di fare turismo e tutela del territorio, e di tutto quello che esso contiene. Il cui primo grande simbolo è proprio la polvere.
Quella che definisce e protegge, che resiste e si trasforma, per diventare idee, nuovi lavori e professionalità, simbolo non di arretratezza contadina o al limite bucolica, ma di un progresso a misura d’uomo, felice e impolverato.
Ed è Eroica tutto l’anno, con qualsiasi bici e con qualsiasi gamba, alla scoperta del territorio più bello che c’è, sulle tracce degli antichi pellegrini della Francigena, ma con nuovi mezzi e nuove consapevolezze.
Di questo si è parlato anche durante il convegno che si è tenuto il “venerdì del villaggio”, di Ri-Generazione Eroica del territorio , di giovani e nuove opportunità di lavoro nel cicloturismo, con ulteriore diffusione della bicicletta. E noi, ci crediamo visto come rigenera chi pedala.
E ci siamo noi, che arriviamo da ogni parte del mondo e la riempiamo con la nostra fatica e la nostra gioia di pedalare e da ogni Eroica torniamo a casa sempre un po’ più felici e ricchi, sempre un po’ più impolverati. Ringraziando l’Eroica, in tutte le sue forme.
Il percorso permanente Terre Eroiche è fattibile tutto l’anno, più info qui
Dove dormire e mangiare: Hotel Ristorante Roma, Buonconvento
Foto di Guido Rubino e Valentina Peroni
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Quando si parla di mountain bike in Alto Adige, pochi eventi riescono a unire in modo così coinvolgente sport, natura, gastronomia e relax come i Rosadira Bike Days, in programma dal 10 al 14 giugno 2026 in Val d’Ega (BZ), nel cuore delle Dolomiti patrimonio mondiale UNESCO.
Per quattro giorni, tra le montagne di Nova Levante, Nova Ponente e Obereggen, il territorio si trasforma in un vero paradiso per gli amanti delle due ruote. I partecipanti possono scegliere tra tour guidati in MTB ed e‑MTB adatti sia ai principianti sia agli esperti, esplorando panorami unici tra il Catinaccio e il Latemar. Le escursioni percorrono sentieri forestali, single‑trail panoramici e tracciati immersi nella natura, con guide locali pronte a fornire consigli tecnici e itinerari su misura. Oltre ai tour, i Rosadira Bike Days propongono workshop di tecnica di guida e sessioni di manutenzione meccanica, ideali per chi desidera migliorare abilità e sicurezza sui sentieri.

Il pacchetto dell’evento include momenti dedicati alla gastronomia locale, con specialità tipiche dell’Alto Adige, degustazioni e convivialità dopo le escursioni, rendendo ogni giornata un’esperienza completa. Terminata la pedalata, la vacanza continua all’insegna del relax. Molte strutture partner offrono accesso a spa, piscine e aree relax, dove recuperare energie e godersi la vista delle Dolomiti.
Non sono solo giorni di sport: è anche un’occasione per incontrare altri appassionati di bici, condividere storie ed esperienze e partecipare a eventi collettivi — dai momenti conviviali alle sessioni “chill‑out” con musica e bevande. Le attività includono anche proposte pensate per i più piccoli, con percorsi ludici e iniziative che consentono ai giovani ciclisti di avvicinarsi alla mountain bike in sicurezza.

Il pacchetto Rosadira Bike Days si prenota tramite le strutture ricettive della zona, spesso includendo pernottamento, tour guidati, workshop e servizi aggiuntivi come “Guest Pass” per l’utilizzo dei mezzi pubblici locali. Se stai programmando una vacanza in bici per l’estate 2026, Rosadira Bike Days Val d’Ega è un evento da aggiungere subito alla tua lista. Cerca pacchetti disponibili, confronta hotel e scegli l’esperienza MTB che più si adatta al tuo stile!
Un mix perfetto di sport, natura, gusto e convivialità: i Rosadira Bike Days offrono agli appassionati di bicicletta un’occasione ideale per scoprire le Dolomiti in sella alla MTB, immergendosi in paesaggi mozzafiato e vivendo cinque giorni di avventure indimenticabili. Che tu sia un rider esperto o un cicloturista in cerca di nuove sfide, questa destinazione è pronta ad accoglierti!
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Anche quest’anno, arriviamo dai Liotto, e ci sentiamo a casa. Nel loro negozio tutto sprizza accoglienza e gentilezza, persino le bici, che, appena ci sali, le senti tue, come se ci girassi insieme da una vita. Anche quest’anno siamo qui per l’Aquila Gravel, una due giorni che unisce lo spirito agonistico delle gare a tutta, e quello cicloturistico che cerca nel pedalare più o meno lento un’esperienza immersiva nella natura, nei paesaggi e nel buon cibo.
E infatti, il sabato anche il nostro gruppo si divide, c’è chi corre, e chi parteciperà al “Giro delle Ville”. Sarà un giro tranquillo, penso io, di quelli tipo con il cestino e sciabadabadà, e invece.
Sì, perché questo percorso dal nome ingannevolmente mite prevede invece salite importanti, di asfalto come quella in piedi fino alla Basilica di Monte Berico o bianche, o quella più regolare ma decisamente più lunga verso Santa Tecla, in un percorso mosso che, come il filo di una collana, collega Ville Palladiane, interrotto solo da un intermezzo enogastronomico offerto da Cascina Amica a base di prodotti locali.
Passiamo da Villa Valmarana ai Nani, alla Rotonda, Villa Carli e Villa da Schio a Costozza e così via, per finire con la l’ascesa sterrata di Santa Tecla che ci porterà al meritato (dopo 600 metri di dislivello in meno di 30 chilometri) pranzo all’Agriturismo Marani.
Francesca in sala e Federico in cucina, ci accolgono letteralmente a casa per un pranzo semplice e raffinato insieme in cui praticamente tutto è coltivato da loro, persino l’olio. Sapori veri e antichi, ricette originali ed eleganti.
Fortunatamente dopo ci aspetta solo una lunga discesa per raggiungere i nostri eroi sul campo di gara, il lago di Fimon.
Anche se è una gara “vera”, organizzata sotto l’egida ACSI e parte del Campionato Italiano, l’atmosfera è allegra e rilassata, c’è tempo di fare tifo per i nostri compagni e festeggiare chi tra loro andrà a podio. Tempo per ritrovarsi, con vecchi amici di lì, e di ammirare il paesaggio incantato del piccolo lago circondato da una natura che si sta pian piano risvegliando.
La sera, nell’agriturismo da Pierina, il più antico di tutta Vicenza, teniamo fede al nostro posizionamento di veri cicloturisti goderecci e, dimentichi del tanto consigliato “carbo load”, ci rimpinziamo di ogni tipo di carne cotta sul più grande spiedo che abbia mai visto in vita mia, accompagnata da salumi nostrani e patate in tutte le guise.
La mattina presto (prestissimo visto il cambio di ora) raggiungiamo pedalando in un’alba meravigliosa e ancora frizzante la partenza, carichi di voglia di pedalare e proteine.
L’Aquila Liotto accoglie sotto le sue ali un parterre di eccezione, tanti Vip del ciclismo in griglia – Roberto Ciambetti, Vicepresidente vicario della Lega Ciclismo Professionistico, Leone Zilio, assessore allo sport della Città di Vicenza, l’ex campionessa del mondo Edita Pucinskaite e l’ex professionista e vincitore di una tappa del Giro d’Italia Marco Canola – e come starter, Marco Zecchinato Assessore della regione Venezia, che ha rinunciato alla sella per impegni professionali.
La giornata è perfetta, i percorsi dell’ Aquila Gravel, tra cui scegliere sono tre diversi per impegno, durata e dislivello: Le Risorgive, di 60 chilometri e 400 metri di dislivello, fra sorgenti e natura, L’Ortogonale, di 100 chilometri e 1000 metri di dislivello, un viaggio tra castelli e strade che echeggiano di Storia, e La Grande Guerra, di ben 130 chilometri di lunghezza e un dislivello di 1600metri, una sfida epica fra l’Altopiano del Faedo e il Sentiero della Pilla.
Da vera cicloturista, penso “godiamocela!” e mi oriento decisa verso le Risorgive, una versione mignon di tutto il bello e il buono che questa ride può offrire. Inclusi i ristori, che, grazie a Coldiretti e Campagna Amica Vicenza punteggiano tutti i percorsi di delizie del territorio.
La mia Liotto in acciaio non mi tradisce, affidabile e divertente, comodissima, mi porta al traguardo in ottimo stato, e con ancora una grande voglia di tornare.
Liotto family, ci rivediamo il 3 e 4 aprile 27!
Le foto sono di Denise Valsecchi e Alberta Schiatti
Le tracce dei tre percorsi:
https://www.komoot.com/it-it/collection/4237026/-aquila-gravel-percorsi-2026
L'articolo Aquila Gravel. un weekend in famiglia a “casa Liotto” proviene da Viagginbici.
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