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Bolzano si conferma una delle destinazioni più bike-friendly d’Italia, trasformando la bicicletta nel mezzo ideale per esplorare il territorio durante la bella stagione. Con oltre 50 chilometri di piste ciclabili perfettamente integrate nel tessuto urbano, il capoluogo altoatesino propone un modello di turismo sostenibile che unisce mobilità dolce, paesaggio e scoperta autentica. Tra primavera ed estate, muoversi in bici significa attraversare quartieri, parchi e aree culturali con fluidità, senza interruzioni. La rete ciclabile cittadina permette di vivere un’esperienza immersiva, dove ogni pedalata diventa parte integrante del viaggio.
Uno degli itinerari più iconici segue il corso del Talvera verso nord. Questo tracciato accompagna i ciclisti fuori dal centro urbano, regalando scorci che alternano corsi d’acqua, vigneti e viste alpine. Lungo il percorso si incontrano luoghi simbolici come Castel Mareccio e Castel Roncolo, testimoni del legame tra storia e paesaggio. Questo itinerario rappresenta perfettamente il dialogo tra città e natura, offrendo un’esperienza accessibile e panoramica, ideale anche per chi cerca percorsi rilassanti.
Tra i percorsi in bicicletta nei dintorni di Bolzano, la ciclabile dell’Adige è senza dubbio uno dei più importanti. Inserita lungo il tracciato dell’antica Via Claudia Augusta, questa pista pianeggiante è perfetta per famiglie e ciclisti meno esperti. Da qui si diramano collegamenti strategici verso la Val Venosta, la Valle Isarco e la celebre Strada del Vino dell’Alto Adige. Il sistema è supportato da servizi efficienti: noleggi bike, bike sharing e integrazione con i trasporti pubblici rendono l’esperienza semplice e accessibile a tutti.
Piaceri su due ruote: tra vino, cultura e gastronomiaUn itinerario imperdibile è “Piaceri su due ruote”, un percorso che unisce il centro storico alle colline vitate. Partendo da piazza Walther, il tracciato attraversa vicoli storici e aree a forte vocazione enologica, toccando tappe come Castel Roncolo, l’Abbazia di Muri-Gries e la zona di Santa Maddalena. Questo percorso è perfetto per chi cerca un’esperienza completa: attività fisica, degustazioni e scoperta della tradizione locale si fondono in un viaggio lento e coinvolgente.
La Strada del Vino dell’Alto Adige rappresenta uno dei percorsi più affascinanti per chi ama pedalare tra natura e cultura. Considerata la più antica d’Italia, offre tre itinerari ciclo-enogastronomici accessibili e senza forti dislivelli. I tracciati si snodano tra vigneti, meleti, borghi storici e laghetti, seguendo in parte il corso dell’Adige. Tra le tappe più suggestive spiccano il Lago di Caldaro e Termeno, simboli della viticoltura locale.
A pochi chilometri da Bolzano, Laives è una meta ideale per una gita in bicicletta. I percorsi attraversano meleti in fiore, boschi e masi storici, offrendo paesaggi particolarmente suggestivi in primavera, quando i papaveri colorano le rive dell’Adige. Un valore aggiunto è il servizio di bus escursionistico attivo dal 4 maggio al 31 ottobre, che collega il centro alle zone montane più alte, ampliando le possibilità di esplorazione.
San Genesio: panorami alpini e percorsi immersiviPer chi cerca un’esperienza più panoramica, San Genesio, sull’altopiano del Salto, è la scelta perfetta. Situato a circa 1.100 metri di altitudine, offre viste spettacolari sulle Dolomiti. In primavera, i prati si riempiono di crochi e diventano punto di partenza per itinerari come il Sentiero delle Leggende, il sentiero Guggn e il Sentiero di San Martino. Da non perdere il ponte sospeso Marterloch, lungo 272 metri, una delle passerelle più impressionanti dell’Alto Adige.
Bolzano si afferma così come una destinazione ideale per il cicloturismo, capace di soddisfare ogni tipo di viaggiatore: dagli amanti delle passeggiate urbane ai ciclisti più esperti in cerca di itinerari panoramici. La combinazione di infrastrutture efficienti, paesaggi unici e cultura locale rende ogni percorso un’esperienza autentica. Qui la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma il modo migliore per scoprire il territorio in modo lento, sostenibile e coinvolgente.
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Genova si prepara a vivere ancora una volta l’adrenalina pura dell’urban downhill con il ritorno del Red Bull Genova Cerro Abajo 2026, in programma il 27 e 28 giugno 2026. Dopo due edizioni che hanno conquistato pubblico, atleti e media di tutto il mondo, la città ligure si conferma come una delle tappe più iconiche del circuito internazionale. Un evento che unisce sport, viaggio e scoperta urbana, trasformando Genova in una meta imperdibile anche per gli appassionati di cicloturismo alla ricerca di esperienze fuori dall’ordinario.
Il tracciato genovese è ormai diventato leggendario. Con i suoi 2,2 km di sviluppo e ben 279 metri di dislivello, collega Monte Peralto a Largo della Zecca in una discesa continua che mette alla prova tecnica, resistenza e sangue freddo. Tra creuze, caruggi e scalinate secolari, i rider affrontano curve strette, ostacoli naturali e strutture artificiali progettate per aumentare spettacolarità e difficoltà. Questo mix rende Genova una delle location più affascinanti e impegnative dell’intero circuito urban downhill. Per chi viaggia in bici, è anche un’occasione per esplorare una città verticale, ricca di scorci panoramici e percorsi alternativi lontani dal turismo di massa.

Le edizioni precedenti hanno registrato numeri impressionanti: tra 35.000 e 40.000 spettatori lungo il percorso e centinaia di migliaia di visualizzazioni in streaming su Red Bull TV. Un successo che ha proiettato Genova al centro della scena sportiva internazionale. L’evento non è solo una gara, ma un’esperienza diffusa che coinvolge l’intero tessuto urbano. Durante il weekend, la città si anima con visitatori, appassionati e curiosi che seguono la competizione dai numerosi punti panoramici. Un format perfetto anche per chi ama viaggiare in bici e vivere eventi sportivi immersivi, combinando adrenalina e scoperta del territorio.
Grande attesa per il ritorno dei vincitori delle passate edizioni: Tomáš Slavík e Roger Vieira, pronti a difendere il titolo in una competizione sempre più agguerrita. Occhi puntati anche sugli italiani, in particolare su Lucas Vega, beniamino locale, e su Hannes Alber, presenza stabile tra i migliori del circuito. Il livello della competizione si è già alzato nel primo appuntamento stagionale a Valparaíso, dove Sebastián Holguín ha dominato una gara resa insidiosa da condizioni difficili, confermando quanto il 2026 sarà una stagione imprevedibile.

Il Red Bull Genova Cerro Abajo rappresenta un’occasione perfetta per pianificare un viaggio bike-friendly. Oltre all’evento, Genova offre itinerari panoramici tra mare e colline, percorsi gravel nell’entroterra e salite iconiche per chi ama le sfide. Durante il weekend della gara, l’accesso è gratuito: un dettaglio che rende l’esperienza ancora più accessibile e coinvolgente. Basta posizionarsi lungo il percorso per vivere da vicino ogni salto, curva e frenata al limite.
Con la terza edizione consecutiva, il Red Bull Genova Cerro Abajo 2026 consolida il ruolo della città come punto di riferimento globale per l’urban downhill. Un evento capace di valorizzare il territorio, attirare turismo internazionale e ridefinire il rapporto tra sport e spazio urbano. Per chi ama la bicicletta, non è solo una gara: è un’esperienza da vivere, pedalare e raccontare.
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Mancano poco più di due mesi alla Maratona dles Dolomites 2026, in programma domenica 5 luglio, e l’attesa cresce tra ciclisti e appassionati di tutto il mondo. La 39ª edizione della celebre granfondo dell’Alta Badia si presenta con un tema potente e profondamente attuale: Pax, pace. Non si tratta solo di una gara ciclistica, ma di un’esperienza collettiva capace di unire migliaia di persone sotto un unico ideale. In un contesto globale segnato da tensioni e divisioni, la Maratona diventa simbolo concreto di solidarietà, rispetto e condivisione. Pedalare fianco a fianco, aiutarsi lungo le salite, condividere fatica e bellezza: sono questi i gesti semplici che trasformano una competizione in un messaggio universale.
Anche per il 2026, la Maratona dles Dolomites conferma il suo fascino senza tempo. A fronte di 8.000 pettorali disponibili, le richieste hanno superato quota 32.000. Un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan il richiamo globale dell’evento. La partecipazione è equamente divisa tra italiani e stranieri, con ben 85 nazionalità rappresentate. Un mosaico culturale che rende l’atmosfera ancora più unica. Fondamentale, come sempre, il contributo dei 1.500 volontari che garantiscono organizzazione e sicurezza, mentre la diretta televisiva su Rai2 porterà l’evento nelle case di milioni di spettatori.
I percorsi: tre sfide tra i passi più iconici delle DolomitiIl cuore della Maratona resta la bellezza dei suoi percorsi, che attraversano alcuni dei passi dolomitici più celebri, chiusi al traffico per l’occasione. Pedalare qui significa immergersi in uno scenario naturale unico al mondo.
Il percorso regina, per chi cerca una sfida epica tra salite leggendarie e panorami mozzafiato.
Una distanza impegnativa ma più accessibile, perfetta per ciclisti allenati.
Il tracciato più breve, ideale per vivere l’esperienza senza affrontare distanze estreme.
Tra i passi affrontati: Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Falzarego, Giau e Valparola. Nomi che evocano storia, fatica e pura emozione ciclistica.
Una settimana di eventi: non solo garaLa Maratona dles Dolomites è molto più della corsa domenicale: è una vera e propria settimana dedicata al ciclismo.
Il Maratona Village rappresenta il cuore pulsante dell’evento, con espositori, talk, spettacoli e aree food. Tra gli appuntamenti più attesi:
Un programma pensato per coinvolgere ciclisti, famiglie e appassionati, trasformando l’evento in una festa diffusa sul territorio.
Uno degli aspetti più significativi della Maratona dles Dolomites è il suo impegno sociale. Per il 2026, 400 iscrizioni solidali hanno generato oltre 83.000 euro destinati a progetti benefici.
Tra le iniziative sostenute:
Un modo concreto per trasformare lo sport in un motore di cambiamento.

Per chi non partecipa alla Maratona, giugno offre due eventi imperdibili:
Un percorso di 53 km attorno al Gruppo del Sella, completamente chiuso al traffico.
Un anello di 51 km tra Campolongo, Falzarego e Valparola, tra i paesaggi più iconici delle Dolomiti.
Eventi non competitivi, aperti a tutti, perfetti per vivere la montagna in modo sostenibile e autentico.
La Maratona dles Dolomites 2026 non è solo una delle granfondo più ambite al mondo. È un’esperienza che unisce sport, natura e valori. Il tema Pax invita a riflettere, a rallentare, a ritrovare un senso di comunità anche attraverso la fatica condivisa. Pedalare tra queste montagne diventa così un gesto simbolico: ogni salita affrontata insieme è un passo verso una visione più umana e solidale del mondo.
E forse è proprio questo il segreto del suo successo: non si corre solo per arrivare al traguardo, ma per sentirsi parte di qualcosa di più grande.
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Mobilità condivisa in Italia: il contesto geopolitico cambia le abitudini
Negli ultimi mesi, il blocco dello Stretto di Hormuz ha avuto ripercussioni dirette sui mercati energetici globali, causando un aumento significativo dei prezzi di benzina e gasolio. In Italia, Paese fortemente dipendente dalle importazioni di energia, l’impatto è stato immediato: il costo dei carburanti ha raggiunto livelli che non si vedevano da anni, incidendo sulle abitudini quotidiane di milioni di cittadini.
Di fronte a questa nuova realtà economica, sempre più italiani stanno ripensando le proprie modalità di spostamento, orientandosi verso soluzioni più economiche, sostenibili e flessibili. Tra queste, la mobilità condivisa sta vivendo una crescita senza precedenti.
Il boom del bike sharing nelle città italiane
Tra le diverse forme di mobilità condivisa, il bike sharing è sicuramente il protagonista di questa trasformazione. Le principali città italiane – da Milano a Roma, passando per Torino, Bologna, Genova e Firenze – stanno registrando un aumento consistente degli utenti iscritti ai servizi di biciclette condivise.
Le ragioni sono molteplici: oltre al risparmio economico rispetto all’uso dell’auto privata, la bicicletta offre vantaggi in termini di rapidità negli spostamenti urbani, evitando traffico e problemi di parcheggio. Inoltre, l’attenzione crescente verso la sostenibilità ambientale sta spingendo sempre più persone a scegliere mezzi a zero emissioni.
Infrastrutture e incentivi: un ecosistema in evoluzione
Il successo della mobilità ciclabile non sarebbe possibile senza un miglioramento delle infrastrutture urbane. Negli ultimi anni, molti comuni italiani hanno investito nella realizzazione di piste ciclabili, zone a traffico limitato e aree urbane più sicure per ciclisti e pedoni.
Parallelamente, incentivi pubblici e agevolazioni fiscali hanno contribuito a rendere la bicicletta – sia privata che condivisa – una scelta ancora più conveniente. Anche le aziende stanno facendo la loro parte, introducendo programmi di mobilità sostenibile per i dipendenti, come il rimborso per gli spostamenti casa-lavoro in bici.
Ciclismo urbano e turismo lento: nuove opportunità
L’aumento della mobilità su due ruote non riguarda solo gli spostamenti quotidiani, ma apre nuove prospettive anche nel settore turistico. Il cicloturismo, già in crescita negli anni precedenti, sta beneficiando ulteriormente di questa transizione.
Sempre più viaggiatori scelgono itinerari in bicicletta per scoprire il territorio italiano in modo lento e sostenibile, privilegiando percorsi naturali, borghi e strade secondarie. Questo trend rappresenta un’opportunità importante per le economie locali, in particolare nelle aree meno battute dal turismo di massa.
Le sfide future della mobilità condivisa
Nonostante la crescita, la mobilità condivisa in Italia deve affrontare alcune sfide cruciali. Tra queste, la necessità di una maggiore integrazione con il trasporto pubblico, una distribuzione più capillare dei servizi anche nelle aree periferiche e una maggiore sicurezza per i ciclisti.
Inoltre, sarà fondamentale mantenere alta l’attenzione politica e istituzionale su questi temi, affinché gli investimenti continuino e il cambiamento non sia solo una risposta temporanea all’emergenza dei carburanti, ma una trasformazione strutturale del sistema dei trasporti.
Il caro carburanti, accelerato dal blocco dello Stretto di Hormuz, ha agito come catalizzatore per un cambiamento già in atto. La mobilità condivisa, e in particolare il bike sharing, si sta affermando come una soluzione concreta e sostenibile per il futuro delle città italiane.
Se supportata da politiche adeguate e infrastrutture efficienti, questa tendenza potrebbe consolidarsi nel lungo periodo, trasformando radicalmente il modo in cui gli italiani si muovono – non solo per necessità, ma per scelta.
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Cicloturismo a Favignana durante il FestivalFlorio 2026
Dal 28 giugno al 5 luglio 2026, Favignana si trasforma in un laboratorio culturale a cielo aperto grazie al FestivalFlorio, un appuntamento che dal 2012 unisce arti, persone e territori. Ma c’è un modo ancora più autentico per vivere questo evento: scoprirlo in sella a una bicicletta, attraversando l’isola tra spettacoli, paesaggi mediterranei e soste enogastronomiche. Pedalare a Favignana durante il festival significa unire cicloturismo e cultura, immergendosi in un contesto unico dove ogni angolo può diventare palco e ogni strada un percorso esperienziale.
FestivalFlorio 2026: cultura diffusa tra le Egadi
Il FestivalFlorio si sviluppa non solo a Favignana, ma coinvolge anche Marettimo e Levanzo, creando un sistema culturale diffuso tra le isole Egadi. Concerti, spettacoli teatrali, incontri letterari e masterclass si alternano in location suggestive come l’Ex Stabilimento Florio, simbolo della storia industriale dell’isola. L’edizione 2026 si aprirà con la consegna del Premio Favignana per il Teatro a Leo Gullotta, segnando l’inizio di una settimana intensa di eventi gratuiti.

Itinerario cicloturistico a Favignana: il giro dell’isola
Favignana è una delle destinazioni migliori in Italia per il cicloturismo grazie alla sua conformazione pianeggiante e alle distanze contenute. Il giro completo dell’isola è lungo circa 20 km, perfetto per una giornata lenta tra mare e cultura.
Tappa 1: Il centro e l’Ex Stabilimento Florio
Partendo dal porto, si raggiunge facilmente il cuore del festival. Qui è possibile assistere a eventi culturali e ritirare informazioni sul programma giornaliero.
Tappa 2: Cala Rossa e Cala Azzurra
Proseguendo in bici verso est, si incontrano alcune delle spiagge più iconiche: Cala Rossa e Cala Azzurra, con l’altrettanto bella spiaggia del Bue Marino,ideali per una pausa rigenerante tra un evento e l’altro.
Tappa 3: Punta Sottile e il faro
Pedalando verso ovest si raggiunge Punta Sottile, dove il faro regala tramonti spettacolari. Qui spesso si tengono eventi collaterali o momenti di relax lontano dalla folla.
Consigli pratici per il cicloturismo durante il festival
Noleggio bici
A Favignana il noleggio biciclette è diffuso e accessibile, con opzioni anche elettriche per affrontare il caldo estivo.
Orari e clima
Pedalare al mattino presto o al tramonto è la scelta migliore, evitando le ore più calde e godendo di una luce ideale per fotografie e panorami.
Integrazione con il festival
Molti eventi del FestivalFlorio si svolgono in luoghi facilmente raggiungibili in bici, rendendo il mezzo perfetto per spostarsi in modo sostenibile e senza stress.
Un’esperienza tra cicloturismo e cultura mediterranea
Un viaggio in bici a Favignana durante il FestivalFlorio non è solo una vacanza, ma un’esperienza immersiva tra arte, natura e identità locale. La possibilità di pedalare tra un concerto e una cala, tra un incontro letterario e un tramonto sul mare, rende questo evento unico nel panorama del turismo sostenibile. Per chi cerca una destinazione che unisca cicloturismo, cultura e bellezza naturale, Favignana nel periodo del FestivalFlorio rappresenta una scelta perfetta, capace di intercettare le nuove tendenze di viaggio legate all’esperienza, alla lentezza e alla scoperta autentica.
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