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Pedalare sull’Etna, in Sicilia, non è solo un’esperienza sportiva: è un viaggio sensoriale che unisce natura primordiale, cultura e tradizione enogastronomica. Il vulcano attivo più alto d’Europa offre un mosaico di itinerari ciclabili capaci di soddisfare ogni livello di preparazione, dai cicloturisti curiosi agli scalatori più esperti. Il territorio etneo si rivela come un teatro in continuo mutamento, dove la bicicletta diventa il mezzo ideale per esplorare paesaggi “incandescenti” e autentici.
Il percorso più iconico è senza dubbio il giro completo dell’Etna, un anello che si snoda tra i 150 e i 180 km a seconda delle varianti. Questo itinerario attraversa borghi storici, distese di fichi d’India e campi lavici, offrendo un’esperienza immersiva e varia. Lungo il tragitto si incontrano località come Adrano e Bronte, celebri per il pistacchio, e si pedala tra paesaggi agricoli resi fertili dalle eruzioni vulcaniche . Il fascino di questo percorso sta nella continua trasformazione del panorama: dalle zone coltivate alle colate laviche nere, fino ai boschi d’alta quota.
Le strade del vino dell’Etna: pedalare tra vigneti e cantineUno degli itinerari più affascinanti è quello delle Strade del Vino dell’Etna, soprattutto sul versante orientale. Qui la bicicletta diventa il filo conduttore tra cantine, vigneti e paesaggi che guardano il Mar Ionio. Il tour parte spesso da Giardini Naxos e attraversa aree ricche di aziende vinicole, offrendo soste tra degustazioni e prodotti locali . Oltre 20 cantine costellano il percorso, rendendolo ideale per chi cerca un’esperienza slow tra sport e cultura.
Per chi ama le sfide tecniche e i paesaggi più selvaggi, i percorsi nei dintorni di Zafferana Etnea rappresentano una scelta ideale. Qui il terreno cambia rapidamente: dai boschi di castagno alle distese di lava solidificata. Tra i tracciati più apprezzati troviamo anelli di 30–60 km con dislivelli importanti, ideali per ciclisti allenati . La vista sulla Valle del Bove e sul Mar Ionio aggiunge un elemento spettacolare all’esperienza.
L’Etna è anche un paradiso per gli amanti delle salite. Il Parco Ciclistico dell’Etna include ben sette versanti scalabili, con ascese che superano i 1500 metri di dislivello . Tra le più celebri c’è la salita da Ragalna al Rifugio Sapienza, lunga circa 20 km con pendenze costanti intorno al 6% . Queste strade sono spesso protagoniste del Giro d’Italia e rappresentano una vera sfida per ogni ciclista.
HighlightsIl periodo migliore per pedalare sull’Etna va da aprile a ottobre, evitando i picchi di caldo estivo nelle ore centrali. È fondamentale pianificare bene l’itinerario: le fonti d’acqua sono scarse e le condizioni meteo possono cambiare rapidamente. Scegliere una e-bike può essere una valida opzione per affrontare i dislivelli senza rinunciare al piacere del viaggio.
L’Etna non è solo una destinazione: è un’esperienza trasformativa. Pedalare qui significa attraversare paesaggi primordiali, incontrare comunità autentiche e vivere un territorio dove la natura detta ancora le regole. In un’epoca in cui il turismo cerca autenticità e sostenibilità, i percorsi ciclabili dell’Etna rappresentano una delle migliori espressioni di viaggio lento in Italia. Un viaggio che, chilometro dopo chilometro, lascia il segno.
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Il conto alla rovescia è iniziato: il Bike Park Plan de Corones, in Alto Adige, riaprirà ufficialmente sabato 16 maggio, dando il via alla nuova annata dedicata alla mountain bike gravity. Riconosciuto per la varietà dei tracciati e per una proposta distribuita su più accessi, il comprensorio sarà operativo complessivamente fino all’8 novembre.
L’apertura della stagione prenderà il via dall’impianto Kronplatz 2000, sul lato di Riscone (Brunico), dal 16 maggio all’8 novembre. A giugno l’offerta si amplierà con l’apertura di San Vigilio di Marebbe (Piz de Plaies) dal 19 giugno al 4 ottobre e di Valdaora (Olang 1+2) dal 20 giugno all’11 ottobre, rendendo progressivamente disponibili i principali accessi del comprensorio e assicurando la piena fruibilità nei mesi successivi attraverso i lati di San Vigilio e Valdaora. Gli impianti funzioneranno con orario continuato dalle 9.00 alle 17.00, garantendo operatività tutta la giornata.
Distribuito tra più versanti, il network del Plan de Corones si distingue per ampiezza e articolazione, con 18 trail che alternano sezioni scorrevoli, passaggi tecnici e discese più impegnative. Tra i tracciati più rappresentativi figurano il Herrnsteig, storico trail del Plan de Corones tra i più lunghi e impegnativi dell’area, insieme a Furcia Trail, Crazy Bunny Line, Gassl Trail, Piz de Plaies Trail e CC Top Line, espressione di un riding dinamico che valorizza le caratteristiche naturali dei diversi lati della montagna.

Nell’ambito del continuo sviluppo del comprensorio, sul lato di San Vigilio di Marebbe è in corso la realizzazione di una nuova ovovia, intervento strategico che contribuirà a elevare ulteriormente standard e accessibilità. Durante i lavori, la linea RUIS non sarà temporaneamente disponibile: la continuità dell’esperienza è comunque garantita dal reindirizzamento del Furcia Trail attraverso una variante di 1,7 km dal Rifugio P5 alla stazione intermedia Olang 1+2. Il progetto si inserisce in un più ampio piano di sviluppo, legato alla nuova infrastruttura e al potenziamento complessivo dell’esperienza, mantenendo elevati gli standard lungo tutta la stagione. Parallelamente, alcune linee saranno anche oggetto di ottimizzazioni mirate a migliorare fluidità e sicurezza.
Si consolida la collaborazione con CUBE, tra i principali brand a livello internazionale nel mondo della mountain bike. Il Bike Park Plan de Corones assume inoltre il ruolo di destination sponsor del CUBE Action Team, formazione enduro attiva nei principali circuiti internazionali. Una sinergia che rafforza il ruolo della località nel panorama della mountain bike evoluta, favorendo la presenza di atleti di alto livello e lo sviluppo di attività di training e produzione contenuti in contesto alpino.
Confermati anche per questa stagione i due team rider ufficiali del Bike Park Plan de Corones: Nadine Ellecosta, terza classificata nel circuito mondiale UCI Enduro, e Jan Laner, reduce dalla vittoria della Coppa Italia nella categoria Open. New entry nel Team Bike Park Plan de Corones sarà il tredicenne brissinese Aaron Wiechenthaler, un talento ancora grezzo ma di grande prospettiva, che vestirà i colori del bike park. Il gruppo si conferma così espressione di un progetto sportivo orientato allo sviluppo di atleti di alto livello. Rimane invariato anche il gruppo di shaper, elemento chiave nello sviluppo e nella manutenzione dei tracciati, guidato dall’esperienza di Markus Irschara, pioniere dello shaping in Alto Adige.

Il calendario accompagna la stagione con appuntamenti dedicati a tutti gli appassionati delle ruote:
Kronplatz King – 11 luglio
L’unica gara marathon in mountain bike con oltre 8 km di discese freeride, 9 km di single trail e arrivo finale in vetta a 2.275 m nelle Dolomiti.
Test Days – 11 e 12 luglio
Due giornate in quota dedicate alla presentazione di novità, accessori e tendenze del mondo bike, con la partecipazione di brand, appassionati e rider di diversi livelli, che insieme al Kronplatz King contribuiscono a dare forma a un fine settimana interamente dedicato alla bici.
SAAC Bike Camp – 27 e 28 giugno / 3 e 4 ottobre
Sessioni teoriche e pratiche guidate da istruttori certificati SAAC, dedicate alla sicurezza, alla tecnica di guida e alla scelta dell’equipaggiamento, per migliorare tecnica, consapevolezza e gestione della sicurezza in sella.
Enduro Tirol – 12 e 13 settembre
Gara di mountain bike del tour enduro.tirol che alterna tratti cronometrati in discesa a collegamenti pedalati, tra passaggi tecnici, trail naturali e percorsi panoramici nelle Dolomiti.
Da maggio a novembre, il Bike Park Plan de Corones conferma il proprio ruolo nel panorama MTB alpino, grazie a una proposta che unisce qualità dei tracciati, evoluzione costante e una programmazione capace di accompagnare rider e appassionati lungo l’intera stagione.
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Il cicloturismo europeo continua a pedalare forte e si conferma uno dei comparti più dinamici dell’intero settore travel. Non si tratta più di una nicchia per appassionati delle due ruote, ma di un vero motore economico capace di generare miliardi di euro, occupazione diffusa e nuove opportunità per territori rurali, borghi e destinazioni secondarie. Secondo gli ultimi dati europei, il valore economico del cicloturismo nel continente supera i 44 miliardi di euro l’anno e sostiene oltre 525.000 posti di lavoro. Una crescita alimentata dalla domanda di viaggi sostenibili, esperienze outdoor e turismo lento, ma anche dagli investimenti in infrastrutture ciclabili e servizi bike friendly. Al centro di questa rivoluzione c’è la rete EuroVelo, il grande sistema di ciclovie europee che attraversa il continente da nord a sud e da ovest a est. I 19 itinerari internazionali stanno trasformando il modo di viaggiare, incentivando vacanze più sostenibili e decentralizzate rispetto al turismo tradizionale.

Negli ultimi anni l’utilizzo delle ciclovie europee è aumentato in modo significativo. L’EuroVelo Usage Barometer 2025 ha registrato un incremento del traffico ciclistico del 5,6% rispetto all’anno precedente, con una crescita ancora più marcata nelle aree rurali. Il dato è particolarmente interessante perché dimostra come il cicloturismo stia diventando uno strumento concreto contro l’overtourism. Sempre più viaggiatori scelgono infatti percorsi lontani dalle mete congestionate, privilegiando territori autentici, piccoli centri e paesaggi naturali. Anche il cambiamento climatico e l’aumento dei costi dei trasporti tradizionali stanno influenzando le abitudini di viaggio. La bicicletta viene percepita come un mezzo capace di coniugare libertà, sostenibilità e benessere personale.
A vincere la sfida europea sono soprattutto i territori che hanno investito con visione strategica nel medio-lungo periodo. La Croazia, ad esempio, è diventata uno dei casi di studio più interessanti grazie a una pianificazione iniziata già nel 2015. L’Istria oggi è tra le destinazioni cicloturistiche più apprezzate d’Europa grazie a infrastrutture dedicate, servizi specializzati, intermodalità e marketing territoriale coordinato. Anche la Spagna continua a rafforzare la propria leadership nel settore. Le Baleari rappresentano il modello perfetto di destagionalizzazione turistica: nate come destinazioni balneari estive, oggi attirano cicloturisti durante tutto l’anno, contribuendo a distribuire i flussi turistici e a prolungare la stagione economica. Il trend coinvolge inoltre regioni montane, aree interne e percorsi naturalistici che stanno diventando sempre più attrattivi per chi cerca vacanze attive e immersive.

Tra i fattori che stanno accelerando la crescita del cicloturismo europeo c’è anche la tecnologia. L’intelligenza artificiale e le piattaforme digitali stanno rivoluzionando la pianificazione dei viaggi in bici, rendendo più semplice creare itinerari personalizzati in base a livello atletico, interessi culturali, condizioni climatiche e tipologia di bicicletta. Le app dedicate al bike travel, insieme alla diffusione delle e-bike, stanno ampliando enormemente il pubblico dei cicloturisti. Oggi viaggiare in bicicletta non è più riservato agli sportivi esperti: famiglie, senior e viaggiatori occasionali scelgono sempre più spesso vacanze su due ruote. Secondo diversi osservatori del settore, il 2026 potrebbe essere un anno record per il turismo bike in Europa, trainato dalla crescente attenzione verso sostenibilità ambientale, salute e qualità dell’esperienza turistica.
Nonostante paesaggi unici, clima favorevole e patrimonio culturale diffuso, l’Italia non riesce ancora a competere pienamente con i leader europei del cicloturismo. Il problema principale resta la frammentazione nella governance e la mancanza di una strategia nazionale condivisa. Eppure i numeri dimostrano che il potenziale è enorme. Nel 2025 il cicloturismo italiano ha generato circa 49 milioni di presenze e un impatto economico di oltre 6,4 miliardi di euro. Crescono soprattutto i giovani, le donne e la domanda di esperienze che uniscono bicicletta, cultura ed enogastronomia. Il futuro del turismo europeo passerà sempre più dalle due ruote. Le destinazioni che investiranno oggi in ciclovie sicure, servizi integrati e promozione internazionale saranno quelle che intercetteranno il nuovo viaggiatore del turismo lento: più consapevole, sostenibile e attento alla qualità del viaggio.
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Le Dolomiti Bellunesi, in Veneto, si confermano una delle destinazioni più complete dell’arco alpino per il turismo in bicicletta. Un territorio capace di parlare a pubblici diversi, dagli amanti del cicloturismo lento fino agli sportivi più esigenti, grazie a un’offerta articolata che comprende percorsi leisure, mountain bike, gravel e strada. Pedalare qui significa attraversare paesaggi patrimonio naturale, scoprire borghi autentici e vivere un’esperienza immersiva che va oltre il semplice sport. La bicicletta diventa così una chiave di accesso privilegiata per leggere il territorio e la sua identità contemporanea.
Per chi cerca un’esperienza rilassata e panoramica, il Bellunese offre ciclovie accessibili ideali anche per famiglie. Tra le più note spiccano la Ciclovia Monaco–Venezia e la Lunga Via delle Dolomiti, percorsi che attraversano vallate e vecchie ferrovie dismesse, regalando scorci spettacolari e pendenze dolci. L’Anello della Valbelluna rappresenta invece una soluzione perfetta per chi desidera esplorare il territorio con un itinerario ad anello, tra fiumi, colline e piccoli centri ricchi di storia. Qui il cicloturismo si intreccia con l’enogastronomia locale, offrendo numerose soste tra prodotti tipici e tradizioni.

Per gli appassionati di MTB, le Dolomiti Bellunesi sono un vero paradiso. I tracciati alternano salite tecniche, discese impegnative e panorami mozzafiato. Tra gli itinerari più rappresentativi troviamo il Sellaronda MTB Tour, il Civetta Bike Tour e il suggestivo Crepe Rosse MTB Tour. Non mancano percorsi meno conosciuti ma altrettanto affascinanti, come il Giro delle Malghe in Alpago o la Panoramica della Val Comelico, ideali per chi cerca un contatto autentico con la natura. Questi itinerari permettono di scoprire angoli meno battuti, lontani dai flussi turistici più intensi.
Il segmento gravel è in forte crescita e trova nel Bellunese un terreno ideale. Percorsi come il Grande Anello Bellunese e il nascente Grande Anello Dolomitico offrono tracciati misti, poco trafficati, perfetti per chi cerca avventura e libertà. Per gli amanti della bici da corsa, il territorio è sinonimo di grandi passi dolomitici e salite leggendarie del Giro d’Italia. Qui ogni pedalata si trasforma in una sfida personale, immersi in scenari iconici del ciclismo internazionale.

Il calendario eventi 2026 rafforza ulteriormente l’attrattività delle Dolomiti Bellunesi. Tra le novità spicca il Monte Avena Bike Day, una giornata senza traffico dedicata agli appassionati delle due ruote lungo le strade di una storica tappa del Giro. Grande attesa anche per la tappa della UCI Gravel World Series ad Auronzo, destinata a richiamare atleti da tutto il mondo. Tra gli appuntamenti più importanti figurano inoltre la Sportful Dolomiti Race, la Dolomites Bike Day e l’Alpago Bike Funtastic, evento centrale per la mountain bike italiana con gare tricolori e iniziative enogastronomiche come Bike&Food.
Il calendario degli appuntamenti principali:

Le Dolomiti Bellunesi si posizionano oggi come alternativa autentica alle mete alpine più affollate. Qui la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento per entrare in relazione con il territorio, attraversando paesaggi, borghi e culture locali.
Che si tratti di una pedalata slow o di una sfida sportiva, il Bellunese offre un’esperienza completa, capace di unire natura, sport e autenticità in un unico viaggio su due ruote.
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Prima di diventare protagonista di eventi colorati e ironici come la Carica delle Grazielle, la Graziella è stata una vera rivoluzione nel mondo della mobilità urbana. Nata negli anni ’60 e prodotta dalla storica azienda italiana Carnielli, questa bicicletta pieghevole fu progettata per essere pratica, leggera e facilmente trasportabile. Il suo design compatto, con ruote piccole e telaio richiudibile, la rese immediatamente popolare in un’Italia in pieno boom economico, dove cresceva il desiderio di libertà e movimento. La Graziella non era solo un mezzo di trasporto: diventò un simbolo di stile, modernità e accessibilità. Negli anni, questo modello iconico è rimasto nell’immaginario collettivo italiano, trasformandosi in oggetto vintage e, più recentemente, in protagonista di eventi cicloturistici che ne celebrano lo spirito giocoso e inclusivo.
Un evento iconico per il cicloturismo italianoSabato 16 maggio 2026 Ferrara, in Emilia Romagna, torna a colorarsi con la quinta edizione della Carica delle Grazielle, una pedalata collettiva che va ben oltre il concetto di evento sportivo. Non si tratta di una gara, ma di un’esperienza immersiva nel cicloturismo slow, dove il ritmo è volutamente rilassato e l’obiettivo è condividere il viaggio. La manifestazione parte da Piazza Trento e Trieste e propone un itinerario ad anello di circa 38 km, accessibile a tutti e pensato per essere vissuto senza fretta. Il motto dell’evento – “lenta, colorata, imperfetta” – riassume perfettamente lo spirito della giornata: celebrare la bellezza del pedalare senza competizione.
Il tracciato si sviluppa nel territorio ferrarese, una delle aree più vocate al cicloturismo in Italia. Le strade sono prevalentemente pianeggianti e si snodano tra campagne, argini e scorci tipici della pianura padana. Durante il percorso si attraversano ambienti rurali autentici, dove il tempo sembra rallentare. In alcune varianti e percorsi affini, si costeggia il fiume Po e si incontrano borghi legati alla storia estense, con lunghi tratti su strade secondarie ideali per una pedalata rilassata.
Uno degli elementi distintivi della Carica delle Grazielle sono le soste lungo il percorso: due punti ristoro animati da musica itinerante accompagnano i partecipanti in un’esperienza multisensoriale. Non mancano degustazioni di prodotti locali, perfette per scoprire la tradizione gastronomica ferrarese, tra salumi, dolci tipici e specialità del territorio.
Ferrara: una destinazione perfetta per la biciFerrara è considerata una delle capitali italiane della mobilità ciclabile. Il suo centro storico, patrimonio UNESCO, è perfetto da esplorare su due ruote, con piste ciclabili che collegano i principali punti di interesse.
Tra le tappe imperdibili:
Il territorio circostante offre numerosi itinerari cicloturistici che si estendono fino al Parco del Delta del Po, una delle aree naturalistiche più suggestive d’Italia. Qui i ciclisti possono pedalare tra valli, canali e oasi naturalistiche, incontrando fenicotteri e altre specie protette.
La Carica delle Grazielle è aperta a tutti, purché si utilizzi una bici in stile Graziella o simile, simbolo ironico e vintage dell’evento. L’atmosfera è festosa: abbigliamento creativo, musica, incontri e un grande party finale con premiazioni per i look più originali trasformano la giornata in un vero festival su due ruote.
In un’epoca dominata dalla velocità, eventi come questo rappresentano una nuova frontiera del turismo: più sostenibile, più autentico e più umano. Pedalare senza fretta permette di riscoprire il territorio, creare connessioni e vivere il viaggio in modo profondo.
Quando arrivareArrivare a Ferrara con anticipo permette di esplorare la città e godersi l’atmosfera pre-evento.
Ferrara offre numerose soluzioni bike-friendly, dai B&B agli hotel attrezzati per ciclisti.
La Carica delle Grazielle non è solo una pedalata: è un manifesto del cicloturismo contemporaneo. Un invito a rallentare, sorridere e riscoprire il piacere di viaggiare in bicicletta. Per chi ama le due ruote e cerca esperienze autentiche, questo evento rappresenta una delle migliori occasioni in Italia per vivere il territorio in modo originale, sostenibile e profondamente umano.
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