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La bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto. È un simbolo di libertà, un motore di cambiamento sociale e uno degli strumenti che più hanno influenzato il modo di viaggiare negli ultimi due secoli. È proprio da questa idea che nasce “Ruota Libera”, la grande mostra ospitata a Villa Manin e promossa dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia.
L’esposizione rappresenta uno degli appuntamenti culturali più interessanti dell’estate per gli appassionati di cicloturismo, storia del ciclismo e mobilità sostenibile. Attraverso un percorso immersivo e narrativo, il visitatore viene accompagnato in un viaggio che parte dal 1815 e arriva fino alle biciclette contemporanee in fibra di carbonio e alle nuove tecnologie legate alla mobilità urbana.
Il percorso espositivo prende avvio con la draisina ideata dal barone Karl von Drais nel 1815, considerata il primo prototipo della bicicletta moderna. Realizzata interamente in legno e priva di pedali, nacque in un periodo segnato da una forte crisi climatica che ridusse drasticamente il numero dei cavalli disponibili per il trasporto.
Da quel momento, la bicicletta iniziò una lenta ma inarrestabile evoluzione. Inizialmente oggetto esclusivo e simbolo di prestigio sociale, diventò progressivamente accessibile a milioni di persone, trasformandosi in mezzo di lavoro, strumento di emancipazione e compagna ideale di viaggio.
Per chi ama oggi il turismo lento e le vacanze in bicicletta, la mostra offre anche una riflessione interessante su quanto la bici abbia contribuito a cambiare il concetto stesso di esplorazione del territorio.
Uno degli elementi più affascinanti di “Ruota Libera” è senza dubbio la presenza di 62 biciclette storiche e contemporanee provenienti da importanti collezioni italiane, tra cui il museo “Bicicleria” di Vicenza, il Museo della Bicicletta di Salcedo e la Collezione Renato Bulfon.
Tra i modelli più iconici spiccano:
Accanto alle biciclette, fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio permettono di comprendere l’evoluzione dei materiali e delle tecnologie: dai telai in ferro e acciaio fino all’alluminio e alla fibra di carbonio, passando per innovazioni come il cambio elettronico e i freni a disco.

La mostra dedica ampio spazio anche al ruolo della bicicletta nell’emancipazione femminile. Per molte donne, salire in sella tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento significò conquistare nuove forme di autonomia personale e libertà di movimento.
Figura simbolo di questa rivoluzione è Alfonsina Strada, unica donna ad aver partecipato al Giro d’Italia maschile nel 1924. La sua storia continua ancora oggi a rappresentare uno dei capitoli più importanti del rapporto tra sport, diritti e inclusione.
Secondo Lydia Alessio-Vernì, Direttrice Generale di ERPAC, l’unicità di “Ruota Libera” risiede proprio nella capacità di raccontare le trasformazioni sociali e tecnologiche attraverso un oggetto quotidiano e universale come la bicicletta.
Ed è forse questo il vero valore della mostra: ricordare che la bici non appartiene soltanto allo sport professionistico, ma anche al viaggio, alla scoperta lenta dei territori e alla sostenibilità ambientale.
In un momento storico in cui il cicloturismo continua a crescere in tutta Europa, esposizioni come questa aiutano a comprendere perché la bicicletta sia tornata protagonista anche nel modo contemporaneo di vivere il turismo.
La mostra “Ruota Libera” sarà visitabile fino al 30 agosto presso Villa Manin, in Friuli Venezia Giulia, dal martedì alla domenica.
Ogni prima domenica del mese è previsto l’ingresso a prezzo ridotto. Il programma include inoltre eventi collaterali e iniziative dedicate agli appassionati di ciclismo, cultura e mobilità sostenibile.
Per informazioni aggiornate su orari, biglietti ed eventi è possibile consultare il sito ufficiale di Villa Manin oppure contattare ERPAC FVG al numero 0432 821211.
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L’inizio dell’estate in Alto Adige ha il profumo dei prati in fiore, il silenzio dei boschi e il gusto delle tradizioni alpine. Dal 6 al 20 giugno 2026 tornano le Settimane E-Bike nell’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, un evento dedicato agli appassionati di cicloturismo che desiderano scoprire il territorio con un ritmo lento e sostenibile. Situata in una posizione strategica tra la Valle Isarco e la Val Pusteria, Rio Pusteria rappresenta una delle destinazioni più interessanti per chi ama viaggiare in bicicletta. Qui si sviluppa una rete di percorsi che attraversa oltre 40 malghe, boschi, alpeggi e piccoli villaggi di montagna, offrendo esperienze adatte sia ai ciclisti esperti sia a chi sceglie l’e-bike per vivere la montagna senza affrontare sforzi eccessivi.
L’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria comprende località come Maranza, Valles, Rodengo, Terento, Fudres e il centro di Rio di Pusteria. Si tratta di un territorio che conserva ancora l’autenticità della montagna altoatesina, lontano dai flussi turistici più intensi. Maranza è nota per i suoi panorami sulle Dolomiti e sulle Alpi della Zillertal, mentre Valles è una meta apprezzata dagli amanti delle escursioni e delle tradizioni rurali. Rodengo, invece, è famoso per il suo castello medievale e per l’altopiano che conduce verso l’Alpe di Rodengo e Luson, uno degli ambienti naturali più spettacolari dell’intero Alto Adige.

Tra gli appuntamenti più attesi delle Settimane E-Bike ci sono le giornate Bike & Hike, in programma l’11 e il 18 giugno. L’itinerario conduce attraverso l’Alpe di Rodengo e Luson, il più grande altopiano alpino d’Europa. Qui i ciclisti attraversano pascoli d’alta quota e malghe tradizionali prima di proseguire a piedi verso la Cima Lasta. Dalla vetta si apre un panorama straordinario che abbraccia le Dolomiti, le Alpi Sarentine e numerose cime della Val Pusteria. Questa esperienza rappresenta una perfetta combinazione tra bicicletta ed escursionismo, ideale per chi desidera immergersi completamente nella natura.
Le uscite del 12 e 19 giugno propongono un itinerario che unisce attività fisica, cultura e relax. Il percorso attraversa Sciaves e raggiunge l’Abbazia di Novacella, uno dei complessi monastici più importanti dell’arco alpino. Fondata nel XII secolo, l’abbazia custodisce una preziosa biblioteca storica, splendidi affreschi e una rinomata tradizione vitivinicola. Da qui si prosegue verso Bressanone, considerata la città più antica del Tirolo. Il suo centro storico, caratterizzato da eleganti portici, piazze e monumenti barocchi, merita una sosta approfondita. La pedalata continua fino a Varna, dove l’impianto Kneipp offre un’esperienza rigenerante grazie ai benefici dell’acqua fredda. Prima del rientro a Rio Pusteria, il tour include una visita al birrificio Hubenbauer e il passaggio attraverso Fortezza, località celebre per l’imponente forte costruito nel XIX secolo.

Le Settimane E-Bike non sono soltanto sport e natura. Una parte fondamentale dell’esperienza è dedicata alla scoperta delle eccellenze gastronomiche e culturali dell’Alto Adige. Durante gli appuntamenti Bike & Formaggio, previsti l’8 e il 15 giugno, i partecipanti raggiungono Brunico, una delle città più vivaci della Val Pusteria. Il centro storico, dominato dal Castello di Brunico, rappresenta una delle tappe culturali più interessanti della zona. Qui è prevista una visita al caseificio Capriz, realtà specializzata nella produzione di formaggi di latte caprino e vaccino proveniente esclusivamente da allevamenti locali. Le degustazioni consentono di conoscere da vicino i sapori autentici del territorio altoatesino.
Le giornate del 9 e 16 giugno sono dedicate alla scoperta delle tradizioni rurali della Val di Fundres. Seguendo la pista ciclabile che conduce al paese di Fundres, i partecipanti visitano il museo contadino, uno spazio che racconta la vita quotidiana delle comunità alpine attraverso attrezzi, documenti e testimonianze storiche. Il percorso prosegue poi verso Dun e la caratteristica Boden Alm, una malga immersa nel verde dove è possibile gustare piatti tipici altoatesini circondati da un paesaggio di grande fascino.
Le Settimane E-Bike 2026 a Rio Pusteria rappresentano una delle migliori opportunità per vivere una vacanza attiva in Alto Adige all’inizio dell’estate. La combinazione di percorsi accessibili, panorami dolomitici, malghe tradizionali, cultura locale e gastronomia rende questa esperienza particolarmente interessante per chi cerca un turismo lento e sostenibile. Pedalare tra i paesaggi della Valle Isarco e della Val Pusteria significa infatti entrare in contatto con l’anima più autentica delle montagne altoatesine, scoprendo un territorio dove natura, benessere e tradizione convivono ancora in perfetto equilibrio.
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Dal 29 maggio al 2 giugno 2026 le Marche diventano il palcoscenico di una nuova esperienza cicloturistica destinata a far parlare di sé: INFINITOO. Con partenza da Montefano, l’evento nasce per offrire un modo diverso di esplorare il territorio, lontano da logiche competitive e vicino allo spirito autentico del viaggio in bicicletta. INFINITOO si presenta come un’avventura self-supported: nessuna classifica, nessun cronometro, solo il piacere di pedalare e scoprire.
Il cuore dell’evento sono tre anelli di diversa difficoltà, progettati per raccontare le molte anime delle Marche.
Anello Mare: ciclismo e panorami sull’AdriaticoIl percorso da 150 km attraversa la suggestiva Riviera del Conero, toccando località iconiche come Recanati, Loreto, Numana e Sirolo. È l’itinerario ideale per chi cerca un mix di mare, cultura e pedalate accessibili.
Con i suoi 250 km e oltre 5.500 metri di dislivello, questo tracciato si inoltra nell’entroterra, raggiungendo borghi suggestivi come Cingoli, Elcito e Treia. Strade bianche e paesaggi incontaminati rendono l’esperienza più tecnica e immersiva.
Il percorso da 400 km unisce mare e montagna in un’unica avventura, attraversando la regione dalle coste fino alle creste appenniniche. È pensato per ciclisti esperti in cerca di un viaggio completo e impegnativo.
INFINITOO non è solo ciclismo: è un vero itinerario esperienziale. Lungo i percorsi si incontrano luoghi simbolo come la Rocca di Offagna, le Grotte di Osimo e l’Abbazia di Sant’Urbano. Non mancano le soste enogastronomiche: tra queste la Cantina degli Azzoni e Umani Ronchi, dove i partecipanti possono degustare vini locali e scoprire i sapori del territorio.
Bikepacking libero: ognuno crea il proprio viaggioIl format self-supported è uno degli elementi più innovativi di INFINITOO. Ogni partecipante riceve una traccia GPS e decide in autonomia ritmo, soste e pernottamenti. Questo approccio trasforma l’evento in un’esperienza altamente personalizzabile, perfetta per chi ama il bikepacking autentico.
Le Marche sono una delle regioni più sorprendenti d’Italia per il cicloturismo: poco traffico, paesaggi vari e un patrimonio culturale diffuso. INFINITOO rappresenta un’occasione unica per scoprirle in modo lento e profondo, pedalata dopo pedalata. Le iscrizioni sono già aperte e disponibili fino a esaurimento posti. Per gli appassionati di gravel e avventura, questo evento è destinato a diventare un punto di riferimento nel panorama italiano.
INFINITOO 2026 in bikepacking non è una gara: è un viaggio. E nelle Marche, ogni chilometro racconta una storia.
Per maggiori informazioni: battistrada
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L’Italia pedala sempre di più, ma continua a essere un Paese pericoloso per chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. La fotografia scattata nel 2025 parla chiaro: 222 ciclisti hanno perso la vita sulle strade italiane e la Lombardia si conferma la regione con il numero più alto di vittime. Un dato che riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla necessità di accelerare la trasformazione delle città verso modelli di mobilità più sostenibili. In occasione del 3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta, istituita dalle Nazioni Unite, FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – torna a chiedere con forza interventi concreti da parte di Comuni, Regioni e Governo per ridurre drasticamente collisioni, morti e feriti sulle strade urbane.
Il primo semestre del 2025 ha segnato un dato storico per la mobilità urbana italiana: gli spostamenti in bicicletta e in micromobilità hanno superato per la prima volta il 5% del totale degli spostamenti quotidiani. Un incremento significativo rispetto agli anni precedenti e al periodo pre-pandemico.
La crescita riguarda soprattutto i tragitti brevi nei centri urbani. Oltre l’81% degli spostamenti in bici avviene infatti entro i 10 chilometri, confermando come la bicicletta sia ormai considerata da milioni di italiani una valida alternativa all’automobile privata per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani.
Secondo FIAB, questo cambiamento rappresenta una rivoluzione culturale già in corso, sostenuta anche da una maggiore sensibilità ambientale, dalla necessità di ridurre traffico e inquinamento e da una nuova attenzione al benessere personale.
Sicurezza dei ciclisti in Italia: il nodo resta la velocità urbanaSe da un lato aumenta il numero di persone che scelgono la bici, dall’altro l’Italia continua a restare indietro rispetto agli obiettivi europei sulla sicurezza stradale.
Il nostro Paese registra infatti 51,4 vittime per milione di abitanti, posizionandosi soltanto al 19° posto in Europa. L’Unione Europea punta invece a dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019.
Per FIAB, la priorità assoluta è ridurre la velocità nei centri urbani attraverso politiche di moderazione del traffico, zone 30 e una nuova progettazione dello spazio pubblico.
Tra gli esempi più concreti di trasformazione urbana spicca Bologna, diventata il principale laboratorio italiano della moderazione del traffico.
A due anni dall’introduzione del progetto “Città 30”, il Comune ha registrato risultati significativi:
Tradotto in numeri assoluti, significa:
Parallelamente, le persone che scelgono la bicicletta sono aumentate del 19%, mentre il traffico automobilistico è diminuito del 9%.
Un modello che segue quanto già avvenuto in molte città europee: il 75% dei centri urbani che hanno introdotto limiti a 30 km/h ha registrato un calo di morti e feriti, mentre il 91% segnala benefici anche sulla qualità della vita, dalla riduzione dell’inquinamento acustico all’aumento degli spostamenti attivi.

I vantaggi della bicicletta non riguardano soltanto traffico e ambiente. Diversi studi recenti evidenziano anche gli effetti positivi sulla salute mentale.
Pedalare regolarmente contribuisce infatti a ridurre stress, ansia e depressione, migliorando il benessere psicofisico delle persone e incentivando uno stile di vita più attivo.
Per questo motivo FIAB continua a investire anche nell’educazione delle nuove generazioni. Il 6 giugno la Federazione sarà presente al Green&Blue Festival di Milano con il workshop “La strada è di tutti”, dedicato ai bambini delle scuole primarie, per insegnare in modo pratico il rispetto delle regole stradali e il valore della mobilità attiva.
Dal 16 al 19 giugno FIAB parteciperà inoltre a Velo-city 2026, il più importante congresso mondiale dedicato alla ciclabilità e allo sviluppo urbano sostenibile, in programma a Rimini.
L’evento rappresenterà un’occasione strategica per confrontarsi sulle migliori pratiche europee in tema di sicurezza stradale, infrastrutture ciclabili e città sostenibili.
La sfida per l’Italia è ormai chiara: accompagnare la crescita dell’uso della bicicletta con investimenti concreti in sicurezza, educazione e qualità urbana. Solo così pedalare potrà diventare davvero una scelta quotidiana sicura, sostenibile e accessibile a tutti e non solo durante la Giornata Mondiale della Bicicletta.
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La Valtellina accelera sulle due ruote e si prepara a vivere un’estate 2026 da protagonista del cicloturismo europeo. Tra ciclabili panoramiche, passi leggendari del Giro d’Italia, itinerari gravel, trail MTB e grandi eventi internazionali, il territorio della provincia di Sondrio si conferma una delle destinazioni bike più complete d’Italia. Con oltre quindici percorsi ciclopedonali e itinerari misti distribuiti tra fondovalle, vigneti terrazzati e montagne alpine, la valle lombarda offre esperienze adatte a ogni tipo di ciclista: dagli amanti della bicicletta da strada ai biker downhill, fino a chi sceglie e-bike o gravel per esplorare il territorio in modo lento e sostenibile.A rafforzare il legame tra Valtellina e ciclismo internazionale contribuiscono anche appuntamenti di primo piano come la storica partenza italiana del Tour de Suisse il 17 giugno 2026 da Sondrio e le giornate di Enjoy Stelvio Valtellina, durante le quali alcuni dei più celebri passi alpini vengono chiusi al traffico motorizzato per lasciare spazio esclusivamente ai ciclisti.
Tra gli itinerari più accessibili e panoramici spicca la Ciclabile della Valchiavenna, percorso di circa 40 chilometri che collega Colico a Chiavenna attraversando paesaggi alpini di straordinaria bellezza. L’itinerario tocca la Riserva del Pian di Spagna, il Lago di Mezzola e conduce fino alle Cascate dell’Acquafraggia e al Palazzo Vertemate Franchi, offrendo un mix perfetto tra natura, cultura e mobilità lenta. Il grande asse cicloturistico del territorio resta però il Sentiero Valtellina, oltre 110 chilometri lungo il fiume Adda da Colico a Bormio. Pianeggiante e servito dalla ferrovia, rappresenta uno dei migliori percorsi italiani per il turismo slow in bicicletta, ideale anche per famiglie ed e-bike. Per chi cerca un’esperienza più autentica e immersiva, la Via dei Terrazzamenti attraversa i celebri vigneti eroici della Valtellina tra Morbegno e Tirano. Qui i muretti a secco modellano la montagna in un paesaggio unico, dove la bicicletta diventa il mezzo ideale per scoprire cantine, borghi storici e tradizioni enogastronomiche.

Negli ultimi anni la Valtellina è diventata una destinazione di riferimento anche per il gravel biking. La varietà del territorio permette infatti di alternare strade sterrate, vecchie mulattiere, ciclabili e strade secondarie a basso traffico. Tra i percorsi più apprezzati ci sono la Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina, il Sentiero Rusca verso la Valmalenco e gli itinerari alpini dell’Alta Valtellina, dai Laghi di Cancano fino alla Val Viola. A Tirano si sviluppa inoltre la Raetica Classica, percorso ad anello che collega Italia e Svizzera attraverso passi alpini e vallate laterali, molto amato dai ciclisti endurance e dagli appassionati di bikepacking.
Per gli appassionati della bicicletta da strada, la Valtellina significa soprattutto grandi passi alpini. Il Passo dello Stelvio, il Mortirolo e il Gavia rappresentano autentici luoghi sacri del ciclismo internazionale. Il Passo dello Stelvio, con i suoi 2.758 metri, è il valico automobilistico più alto d’Italia e una delle ascese più iconiche del Giro d’Italia. Il Mortirolo continua invece a essere considerato una delle salite più dure al mondo, con pendenze che superano il 20%. Nel 2025 è nato anche Stelvio Epic Rides, progetto dedicato al cicloturismo in Alta Valtellina che propone dieci itinerari tra giugno e ottobre, valorizzando le grandi salite alpine oltre la stagione sciistica. Sempre più apprezzata anche l’iniziativa Spluga da Capogiro, che ogni domenica mattina estiva chiude al traffico la scenografica salita del Passo dello Spluga tra Campodolcino e Pianazzo.
La Valtellina è anche una delle capitali italiane della mountain bike. Livigno guida l’offerta con il Bike Park Mottolino e il Carosello 3000, che insieme propongono decine di chilometri di trail per ogni livello tecnico. A Bormio, il Bike Park Vallecetta e gli Stelvio Natural Trail attirano biker da tutta Europa grazie a percorsi downhill, freeride e cross country immersi nei boschi dell’Alta Valtellina. Molto dinamica anche la Valmalenco, dove il Palù Bike Park propone trail tra i 1.400 e i 2.400 metri, oltre a pump track e aree dedicate al trial. A Madesimo, invece, il Made Bike Park continua a crescere come punto di riferimento per il gravity riding alpino.

Il calendario 2026 sarà particolarmente ricco di eventi ciclistici internazionali. Tra gli appuntamenti più attesi figurano:
Granfondo iconica con partenza da Bormio e novità gravel per il 2026.
Per la prima volta nella storia il Giro di Svizzera partirà dall’Italia, con start ufficiale da Sondrio.
Evento dedicato ai grandi passi storici del Giro d’Italia.
Una delle cronoscalate più amate dagli appassionati della salita simbolo del ciclismo alpino.
Manifestazione dedicata al mondo gravel tra strade rurali e paesaggi valtellinesi.
La forza della Valtellina sta nella capacità di unire sport, natura, cultura e gastronomia in un unico territorio. In poche decine di chilometri si passa dai vigneti terrazzati ai ghiacciai alpini, dalle ciclovie per famiglie ai trail downhill più tecnici. La presenza diffusa di servizi bike friendly, noleggi, punti ristoro, trasporto ferroviario e strutture dedicate rende la valle una meta perfetta sia per weekend attivi sia per lunghi viaggi in bicicletta. Nel 2026 la Valtellina in bicicletta, non sarà soltanto una destinazione per ciclisti esperti, ma un laboratorio di turismo sostenibile capace di parlare a viaggiatori, sportivi e amanti della montagna autentica.
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