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Tokyo non è solo grattacieli, incroci luminosi e quartieri futuristici. È anche una città attraversata da fiumi storici, canali e baie che raccontano secoli di commercio, vita quotidiana e trasformazioni urbane. Pedalare lungo le sue acque significa entrare in una dimensione diversa della capitale del Giappone, dove natura e urbanità si intrecciano in un equilibrio sorprendente. Il percorso ciclabile lungo i corsi d’acqua è uno dei modi più autentici per scoprire Tokyo a ritmo lento, seguendo le tracce dell’antica Edo. Secondo la guida ufficiale del turismo di Tokyo, il ciclismo lungo le rive permette di esplorare la città con facilità grazie a tratti pianeggianti e ben collegati, ideali sia per principianti sia per cicloturisti esperti .
Il punto di partenza ideale è il celebre fiume Sumida, una delle arterie storiche della città. In epoca Edo, questo corso d’acqua era fondamentale per il trasporto delle merci e collegava i quartieri commerciali al mare. Oggi, pedalare lungo il Sumida significa attraversare alcuni dei luoghi più iconici di Tokyo. Si parte da Ryogoku, quartiere legato al sumo e alla tradizione sportiva giapponese, per poi costeggiare ponti colorati che riflettono la luce sulla superficie dell’acqua. Proseguendo verso nord si incontra l’imponente Tokyo Skytree, simbolo della Tokyo contemporanea, mentre sull’altra sponda si apre lo scenario storico del tempio Senso-ji di Asakusa. Questo contrasto tra antico e moderno è ciò che rende il percorso unico: un museo urbano a cielo aperto dove ogni curva del fiume racconta una storia diversa.
Edogawa e Arakawa: natura urbana e spazi apertiSpostandosi verso est si incontra il fiume Edogawa, un percorso più naturale e meno turistico. Qui il paesaggio si apre in ampie distese verdi, perfette per lunghe pedalate rilassanti. Il tracciato segue il confine tra Tokyo e la prefettura di Chiba, offrendo scorci rurali inaspettati a pochi chilometri dal centro. Lungo il percorso si incontra Shibamata, quartiere storico che conserva l’atmosfera della vecchia Tokyo. Qui si trova il tempio Taishakuten, noto per le sue intricate sculture lignee, e il museo dedicato a Tora-san, protagonista di una celebre serie cinematografica giapponese. È uno dei punti in cui la cultura pop si intreccia con la tradizione religiosa. Anche il fiume Arakawa rappresenta una delle principali direttrici ciclabili della città, con percorsi ampi e lineari che attraversano quartieri residenziali e aree verdi.
Uno degli aspetti più interessanti del ciclismo a Tokyo è la sua accessibilità. Le piste lungo i fiumi sono prevalentemente pianeggianti e permettono di coprire lunghe distanze senza particolare sforzo. Non a caso, sono utilizzate quotidianamente da residenti e turisti per spostamenti e attività ricreative. Il noleggio di biciclette è diffuso e conveniente, rendendo questo tipo di esperienza perfetto anche per chi visita la città per la prima volta. Inoltre, lungo i percorsi si trovano aree di sosta, parchi e piccoli caffè con vista sull’acqua.
Curiosità storiche: Tokyo città d’acquaPochi sanno che gran parte dell’attuale Tokyo è stata costruita su un sistema di canali e bonifiche risalenti al periodo Tokugawa. La città, un tempo chiamata Edo, era una delle più importanti città portuali dell’Asia orientale. I fiumi non erano solo elementi naturali, ma vere infrastrutture strategiche.
Ancora oggi, molte aree della città conservano questa identità “acquatica”, visibile soprattutto nei quartieri lungo il Sumida e nei canali secondari che attraversano la metropoli.
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C’è un momento preciso in cui Milano cambia volto. Succede quando il traffico rallenta, le luci della città si riflettono sull’asfalto e centinaia di biciclette iniziano a muoversi insieme nella notte. È questa l’atmosfera di Milano EPICNIGHT, il format ideato da EPICDAYS.CC che sta ridefinendo il concetto di pedalata urbana in Italia.
Non una gara, non una competizione, ma una vera esperienza collettiva su due ruote. La filosofia “NO-RACE”, cuore del progetto EPICDAYS, punta infatti sulla condivisione, sull’avventura e sulla scoperta del territorio senza cronometri né classifiche.
Milano EPICNIGHT nasce proprio da questa visione: vivere la città e i suoi dintorni in modo diverso, pedalando sotto le stelle, immersi in un mix di gravel urbano, social ride e spirito bikepacking.
Chi ha già partecipato alle EPICNIGHT organizzate a Bergamo o al Bike Festival di Riva del Garda conosce bene la sensazione: il rumore della città si spegne e lascia spazio al suono delle ruote, alle chiacchiere tra ciclisti e alla libertà di una lunga pedalata notturna.
Milano, con i suoi Navigli, i percorsi ciclabili urbani e le strade che si aprono verso la campagna lombarda, rappresenta il terreno ideale per questo tipo di esperienza. L’evento è aperto a tutti i tipi di biciclette — gravel, MTB, e-bike e bici da viaggio — e permette anche ai meno allenati di affrontare il percorso senza pressioni.
La forza del format sta proprio nella sua accessibilità. EPICDAYS studia percorsi privi di difficoltà tecniche importanti, con tracce GPS curate nei dettagli e checkpoint pensati per trasformare la pedalata in un viaggio esperienziale.
L’esperienza EPICDAYS: molto più di una semplice pedalataPartecipare a Milano EPICNIGHT significa entrare in una community che negli ultimi anni è cresciuta rapidamente nel panorama italiano del cicloturismo.
Durante il percorso ogni partecipante può scegliere il proprio ritmo. C’è chi pedala per performance personale, chi per socializzare, chi per fotografare Milano di notte e chi semplicemente per vivere il fascino di una lunga ride collettiva.
Il successo crescente delle pedalate notturne riflette una trasformazione più ampia del cicloturismo contemporaneo. Sempre più persone cercano esperienze immersive, sostenibili e condivise, lontane dalla logica agonistica tradizionale.
EPICDAYS intercetta perfettamente questa tendenza. Gli eventi combinano infatti avventura, turismo lento, scoperta del territorio e momenti sociali post-ride. Non a caso il progetto sta diventando un riferimento anche nel mondo del bikepacking italiano grazie a eventi come il Lombardy Gran Trail.
Milano EPICNIGHT rappresenta quindi molto più di una semplice uscita in bici: è una nuova forma di vivere la città, un modo per riconquistare il tempo lento e riscoprire il piacere della pedalata condivisa.
Una notte in bici da vivere almeno una voltaLa magia delle luci anteriori che attraversano la città, il silenzio delle strade secondarie, le soste nei punti ristoro e il party finale al rientro: Milano EPICNIGHT è uno di quegli eventi che restano impressi nella memoria di chi ama pedalare.
E mentre il ciclismo urbano continua a evolversi, Milano EPICNIGHT di EPICDAYS.CC dimostra che il futuro degli eventi bike passa sempre di più da esperienze autentiche, inclusive e capaci di creare connessioni reali tra persone e territorio.
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Dalle architetture moderniste di Barcellona alle montagne della Val d’Aran, passando per Girona, la Costa Brava e la storica città di Lleida: il Gran Tour Catalunya Gravel è uno dei percorsi più completi e spettacolari per chi ama il cicloturismo d’avventura. Questo itinerario gravel attraversa l’intera Catalogna seguendo strade secondarie, antichi cammini rurali e sterrati panoramici, offrendo un’esperienza immersiva tra cultura catalana, paesaggi mediterranei e grandi scenari pirenaici. Il percorso è ideale per chi desidera vivere un viaggio bikepacking autentico, alternando sfida sportiva, turismo lento e scoperta del territorio.
Il Gran Tour Catalunya Gravel parte da Barcellona, città cosmopolita e simbolo dell’identità catalana contemporanea.
Prima della partenza vale la pena esplorare la città e le opere di Antoni Gaudí, dalla Sagrada Família al Parc Güell. Il Quartiere Gotico racconta invece la storia della Barcellona medievale, costruita sulle fondamenta dell’antica colonia romana di Barcino. Lasciata la città, il percorso si dirige verso nord attraversando le colline del Parc Natural del Montseny, una delle aree naturalistiche più importanti della Catalogna, riconosciuta come riserva della biosfera UNESCO. Qui iniziano i primi sterrati gravel immersi in boschi e piccoli villaggi rurali.
Girona e la Costa Brava: il paradiso europeo del gravelLa prima grande tappa del tour è Girona, considerata oggi una delle capitali mondiali del ciclismo.
Girona affascina per le sue mura medievali, il quartiere ebraico e le colorate case affacciate sul fiume Onyar. Negli ultimi anni la città è diventata un punto di riferimento internazionale per il gravel grazie alla rete di percorsi che si sviluppano tra colline, vigneti e costa. Da qui il percorso raggiunge la Costa Brava, una delle aree più suggestive della Spagna mediterranea. Borghi come Begur, Pals e Calella de Palafrugell conservano intatto il fascino delle antiche comunità marinare catalane. Pals, in particolare, è uno dei borghi medievali meglio conservati della Catalogna, con torri romaniche e strade acciottolate immerse in un’atmosfera senza tempo. Le strade gravel costiere regalano viste spettacolari sul Mediterraneo, tra pinete, scogliere e calette nascoste.
Dopo aver lasciato la costa, il Gran Tour Catalunya Gravel entra progressivamente nei Pirenei catalani.
Il paesaggio cambia radicalmente: boschi di conifere, vallate glaciali e antichi villaggi in pietra accompagnano la salita verso la Val d’Aran. Storicamente isolata dal resto della Catalogna, questa valle ha sviluppato una cultura profondamente influenzata dal mondo occitano. Ancora oggi l’aranese, lingua locale derivata dall’occitano, è parlato insieme al catalano e allo spagnolo. La cittadina di Vielha rappresenta il cuore della valle e un punto strategico per i cicloturisti diretti verso i grandi passi pirenaici. Le strade sterrate della zona offrono alcuni dei migliori itinerari gravel d’Europa, immersi in una natura ancora incontaminata.
Dal cuore dei Pirenei il percorso scende verso sud in direzione di Lleida, attraversando paesaggi rurali spesso ignorati dal turismo internazionale.
Una città storica tra cultura araba e tradizione agricolaLleida è una delle città più antiche della Catalogna e conserva importanti testimonianze delle dominazioni romana e araba. Simbolo della città è la Seu Vella, la grande cattedrale-fortezza medievale costruita su una collina che domina tutta la pianura circostante. Durante il Medioevo Lleida fu un importante centro culturale e commerciale del Regno d’Aragona. Oggi il territorio è noto soprattutto per l’agricoltura e per i suoi paesaggi aperti, ideali per lunghe pedalate gravel su strade secondarie poco trafficate. L’area offre un’atmosfera completamente diversa rispetto alla costa: più silenziosa, autentica e profondamente legata alla tradizione rurale catalana.
L’ultima parte del Gran Tour Catalunya Gravel accompagna i ciclisti verso Barcellona attraversando l’entroterra catalano.
Il percorso attraversa territori vinicoli storici e aree ricche di patrimonio culturale. Una delle tappe più affascinanti è il monastero di Montserrat, luogo simbolo della spiritualità catalana arroccato su spettacolari formazioni rocciose. Qui il gravel si alterna a strade panoramiche e saliscendi immersi nella natura mediterranea. Avvicinandosi a Barcellona il paesaggio torna progressivamente urbano, ma il contrasto con le montagne pirenaiche percorse nei giorni precedenti rende il finale del viaggio ancora più emozionante.
Il Gran Tour Catalunya Gravel è molto più di un semplice itinerario in bicicletta: è un viaggio completo attraverso l’identità culturale, storica e paesaggistica della Catalogna. In un unico percorso è possibile attraversare città d’arte, coste mediterranee, vigneti, montagne alpine e villaggi medievali, pedalando su alcuni dei migliori sterrati d’Europa. La presenza di infrastrutture bike friendly, il clima favorevole e la forte cultura ciclistica rendono la Catalogna una destinazione ideale per il gravel e il bikepacking. Partire e tornare a Barcellona, passando per la Val d’Aran e Lleida, significa vivere un’avventura circolare capace di raccontare tutte le anime della Catalogna più autentica.
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La Francia continua a essere una delle destinazioni europee più amate dai cicloturisti. Merito di una rete capillare di ciclovie, infrastrutture dedicate, segnaletica impeccabile e paesaggi che cambiano radicalmente nel giro di pochi chilometri: oceano, vigneti, montagne, castelli e villaggi medievali si susseguono in un mosaico ideale per chi ama viaggiare lentamente. Secondo i dati ufficiali del turismo francese, il Paese dispone di oltre 22.000 chilometri di piste ciclabili e voies vertes dedicate alle due ruote. Negli ultimi anni la Francia ha investito fortemente nella mobilità dolce, trasformando il turismo in bicicletta in una delle colonne portanti del turismo sostenibile europeo. Il risultato è una rete di itinerari che permette di attraversare intere regioni in sicurezza, pedalando tra grandi fiumi, campagne vinicole e città d’arte.
Quando si parla di Francia in bicicletta, la mente corre subito alla Valle della Loira. La celebre Loire à Vélo è probabilmente l’itinerario cicloturistico più iconico del Paese: oltre 900 chilometri lungo il corso del fiume, attraversando alcuni dei castelli più spettacolari d’Europa. Da Orléans a Nantes, il percorso alterna piste ciclabili protette e tranquille strade secondarie, perfette anche per famiglie e cicloturisti alle prime esperienze. Chambord, Chenonceau e Amboise diventano tappe naturali di un viaggio che unisce cultura, gastronomia e paesaggi rurali. Pedalare qui significa vivere la Francia più elegante, tra vigneti storici, mercati locali e piccoli borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

Per chi cerca un viaggio lungo e vario, la ViaRhôna rappresenta una delle ciclovie più affascinanti d’Europa. L’itinerario segue il Rodano dalle Alpi svizzere fino al Mediterraneo per oltre 800 chilometri. Il percorso attraversa città come Lione, Valence e Avignone, ma soprattutto regala una straordinaria varietà di scenari: vigneti della Côte du Rhône, campi di lavanda provenzali, borghi medievali e paesaggi fluviali dominati da aironi e fenicotteri nella Camargue. La ViaRhôna è perfetta anche per chi utilizza e-bike, grazie alla presenza di numerosi servizi bike friendly, strutture ricettive attrezzate e punti di ricarica distribuiti lungo il tracciato.
Chi sogna l’oceano troverà nella Vélodyssée una delle esperienze più suggestive del cicloturismo europeo. Questa ciclovia percorre la costa atlantica francese tra spiagge immense, dune, pinete e piccoli porti di pescatori. L’itinerario fa parte della rete EuroVelo e collega Roscoff, in Bretagna, al confine spagnolo. Tra le tappe più amate ci sono La Rochelle, Arcachon e i grandi tratti naturalistici della Nouvelle-Aquitaine. Il fascino della Vélodyssée sta nella sua dimensione contemplativa: il rumore delle onde accompagna spesso il viaggio, mentre i tramonti sull’Atlantico trasformano ogni sosta in un’esperienza memorabile.

Per i ciclisti più allenati, la Francia offre alcune delle salite leggendarie del ciclismo mondiale. Col du Galibier, Alpe d’Huez, Mont Ventoux e Col du Télégraphe rappresentano autentici pellegrinaggi sportivi. Il Mont Ventoux, in particolare, continua ad attirare migliaia di appassionati ogni anno grazie al fascino epico delle tappe del Tour de France. Anche il confine tra Italia e Francia propone esperienze spettacolari, come la salita al Moncenisio o gli eventi cicloturistici che attraversano il traforo del Fréjus, trasformati in occasioni uniche per pedalare in ambienti normalmente riservati al traffico automobilistico.
La forza della Francia cicloturistica non sta solo nei paesaggi, ma nella qualità complessiva dell’esperienza. La presenza di strutture bike friendly, trasporti ferroviari efficienti, servizi di noleggio e una cultura sempre più orientata alla mobilità sostenibile rendono il Paese ideale sia per principianti sia per ciclisti esperti. Anche città come Parigi stanno investendo massicciamente nelle infrastrutture ciclabili, contribuendo a diffondere una cultura della bicicletta ormai radicata. Che si scelga una vacanza slow lungo la Loira o una sfida alpina sulle strade del Tour de France, la Francia in bicicletta riesce sempre a trasformare il viaggio in qualcosa di più di una semplice vacanza: un modo autentico di attraversare territori, sapori e storie pedalando senza fretta.
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Nel cuore delle Dolomiti Patrimonio UNESCO, Arabba, si conferma una delle destinazioni più iconiche per gli amanti del ciclismo su strada e del cicloturismo alpino. Situata a 1.602 metri nella valle di Fodom, in Veneto, questa località rappresenta un vero e proprio hub per chi sogna di pedalare lungo i passi che hanno scritto la storia del grande ciclismo. E’ impossibile non considerare Arabba come base strategica per vivere un’esperienza autentica, tra performance sportiva e scoperta del territorio.
Arabba è un punto di partenza privilegiato per affrontare alcune delle salite più celebri d’Europa: Passo Pordoi, Campolongo, Falzarego, Valparola, Giau e Fedaia. Queste ascese non sono solo sfide sportive, ma veri e propri monumenti naturali e culturali del ciclismo. Tra tutte, il Passo Pordoi spicca per i suoi 33 tornanti e per il legame con campioni come Fausto Coppi, mentre il Passo Fedaia è entrato nella leggenda grazie alle imprese di Marco Pantani. Pedalare qui significa immergersi in paesaggi spettacolari, dove ogni curva apre scenari mozzafiato tra rocce dolomitiche, boschi e vallate ladine.
Il Sellaronda, conosciuto come il Giro dei Quattro Passi, è probabilmente l’itinerario più famoso per chi sceglie Arabba come destinazione bike. Si tratta di un anello di circa 50 km che attraversa Campolongo, Gardena, Sella e Pordoi, offrendo un mix perfetto di salite, discese e panorami alpini. Accessibile in entrambi i sensi di percorrenza, è consigliato a ciclisti con un buon livello di allenamento, ma resta affrontabile anche da cicloamatori preparati. Le prossime edizioni del Sellaronda Bike Day saranno il 6 giugno e 12 settembre 2026.
Perché partire proprio da ArabbaLa posizione geografica rende Arabba uno dei punti più comodi per iniziare il Sellaronda: si trova infatti ai piedi di due dei passi principali, garantendo un accesso immediato al circuito senza lunghi trasferimenti.
Uno degli eventi più attesi è il Dolomites Bike Day, giornata non competitiva in cui alcuni passi dolomitici vengono chiusi al traffico per lasciare spazio esclusivamente ai ciclisti. Nel 2026 si terrà il 20 giugno e coinvolgerà Falzarego, Valparola e Campolongo per un totale di circa 51 km. Un’occasione unica per vivere la montagna in totale sicurezza e libertà, immersi in un silenzio raro e suggestivo.
Arabba non è solo ciclismo. Durante una vacanza estiva si possono alternare le pedalate a escursioni trekking, esperienze enogastronomiche e momenti di relax in quota. Gli impianti di risalita aperti in estate permettono di raggiungere facilmente panorami d’alta montagna, ideali anche per accompagnatori non ciclisti.
Oltre alla bici da corsa, la destinazione offre numerosi percorsi per mountain bike ed e-bike, rendendo l’esperienza accessibile anche a chi preferisce un approccio più rilassato o familiare. Con l’apertura del Sellaronda MTB Tour, dal 13 giugno fino al 27 settembre, Arabba si conferma il punto di partenza perfetto per affrontare uno dei percorsi in mountain bike più celebri delle Alpi. L’itinerario, impegnativo e altamente scenografico, si sviluppa attorno al massiccio del Gruppo del Sella, collegando i quattro iconici passi dolomitici in un susseguirsi continuo di paesaggi spettacolari. Grazie agli impianti di risalita attivi nello stesso periodo, è possibile portare la bici fino a circa 2.500 metri di quota, riducendo i dislivelli più duri e godendo allo stesso tempo di discese adrenaliniche e tratti panoramici sospesi tra le vette, dove cielo e montagne sembrano fondersi in un unico scenario.

Il periodo migliore va da giugno a settembre, con condizioni ideali per affrontare i passi. Eventi come il Dolomites Bike Day segnano momenti perfetti per pianificare il viaggio.
Le salite dolomitiche richiedono allenamento: dislivelli importanti e pendenze costanti mettono alla prova anche i ciclisti esperti.
Arabba offre hotel bike-friendly, residence e appartamenti, spesso attrezzati con servizi dedicati ai ciclisti come bike room e officine.
Arabba, nel cuore delle Dolomiti, è molto più di una semplice destinazione: è un’esperienza completa di cicloturismo alpino. Qui si pedala sulle strade dei campioni, si respira la storia del ciclismo e si vive un contatto autentico con la natura dolomitica. Che si tratti di sfidare se stessi sui grandi passi o di godersi un viaggio lento tra panorami unici, Arabba rappresenta una delle migliori mete in Europa per chi ama viaggiare in bicicletta.
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