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La Ciclovia del Bacchiglione è uno degli itinerari più affascinanti per chi ama il cicloturismo nel Veneto. Seguendo il corso del fiume Bacchiglione, questo percorso ciclabile collega città d’arte, campagne storiche e paesaggi fluviali, offrendo un’esperienza ideale per chi desidera esplorare il territorio in bicicletta con ritmi lenti e sostenibili. Il tracciato cicloturistico si sviluppa tra Vicenza e Padova, attraversando un territorio ricco di storia, architettura e natura. È una ciclovia adatta sia ai ciclisti esperti sia a chi viaggia in famiglia, grazie a tratti pianeggianti, fondi ciclabili ben mantenuti e numerose aree di sosta lungo il percorso.
Pedalare lungo il Bacchiglione: tra acqua, campagna e storiaIl fiume Bacchiglione nasce dalle risorgive della pianura vicentina e attraversa alcuni dei paesaggi più suggestivi del Veneto centrale. La ciclovia segue spesso gli argini del fiume, regalando scorci panoramici su campi coltivati, boschi fluviali e piccoli borghi rurali. Partendo da Vicenza, la città celebre per l’architettura palladiana, i cicloturisti possono immergersi subito in un contesto ricco di cultura e storia. Dopo aver lasciato il centro storico, il percorso ciclabile si dirige verso est seguendo il corso del Bacchiglione. Uno dei punti più interessanti dell’itinerario è il passaggio vicino alle numerose ville venete, residenze nobiliari costruite tra il Cinquecento e il Settecento. Questi edifici storici rappresentano una delle principali attrazioni del territorio e testimoniano l’antico legame tra agricoltura, commercio fluviale e aristocrazia veneziana.
Proseguendo lungo la ciclovia, il paesaggio cambia gradualmente. La pianura lascia spazio a un ambiente sempre più ricco di corsi d’acqua, canali e percorsi ciclabili collegati. L’arrivo a Padova rappresenta uno dei momenti più suggestivi del viaggio. La città, famosa per la sua università storica e per il patrimonio artistico, è una tappa perfetta per una pausa culturale durante il viaggio in bicicletta. Da qui, molti cicloturisti scelgono di proseguire verso il Parco Regionale dei Colli Euganei, collegando la Ciclovia del Bacchiglione ad altri itinerari ciclabili del Veneto. Questo permette di trasformare una semplice escursione in un vero viaggio in bicicletta di più giorni.
Perché scegliere la Ciclovia del BacchiglioneNegli ultimi anni il cicloturismo è diventato una delle forme di turismo sostenibile più apprezzate in Italia. Percorsi come la Ciclovia del Bacchiglione rappresentano un esempio virtuoso di valorizzazione del territorio attraverso la mobilità dolce.
Il percorso offre numerosi vantaggi:
tracciato pianeggiante e accessibile
paesaggi fluviali rilassanti
ricchezza culturale e architettonica
collegamenti con altre ciclovie del Veneto
presenza di servizi per cicloturisti
Grazie a queste caratteristiche, la Ciclovia del Bacchiglione è perfetta sia per una gita giornaliera sia per un viaggio in bici più lungo alla scoperta del Veneto. Pedalare lungo il Bacchiglione significa attraversare lentamente uno dei territori più autentici del Nord Italia, dove natura, cultura e tradizione si incontrano lungo le rive di un fiume che da secoli racconta la storia di queste terre.
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Negli ultimi anni la bici gravel ha rivoluzionato il modo di vivere la montagna su due ruote. Versatile, dinamica e perfetta per alternare asfalto e sterrato, trova nell’Alta Badia una delle destinazioni più affascinanti dell’arco alpino. Qui, nel cuore delle Dolomiti, dichiarate Patrimonio Mondiale UNESCO, i percorsi gravel in Alta Badia, si snodano tra boschi silenziosi, pascoli d’alta quota e antichi borghi ladini.
L’Alta Badia è ideale per la gravel grazie a una rete capillare di strade bianche, forestali e tratti secondari poco trafficati. Il territorio, modellato nei secoli dall’agricoltura di montagna, offre un mix perfetto di natura, cultura e panorami iconici. Le cime del Gruppo del Sella, del Sassongher e del Santa Croce fanno da cornice a itinerari adatti sia ai principianti sia ai ciclisti più allenati.
Tra i percorsi più suggestivi spicca quello dedicato alla scoperta dei tradizionali masi ladini. Si tratta di un tour ad anello su fondo misto che attraversa prati e piccoli nuclei rurali, dove è possibile ammirare l’architettura tipica in legno e pietra. Le pendenze sono moderate e il tracciato è ideale per chi si avvicina per la prima volta alla gravel in montagna. Lungo il percorso non mancano punti panoramici e rifugi dove assaggiare specialità locali come canederli, speck e strudel.
Da La Val ai parchi naturali: gravel di media difficoltàChi cerca un tracciato più impegnativo può partire dal pittoresco borgo di La Val. Da qui si sviluppa un tour che alterna asfalto e sterrato ai piedi dei parchi naturali Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle. L’itinerario regala scorci spettacolari su pareti dolomitiche e vallate incontaminate, con salite regolari e discese tecniche ma mai estreme. È un percorso meno battuto, perfetto per chi desidera immergersi nella dimensione più autentica delle Dolomiti.
Un’altra proposta panoramica parte da Badia e conduce ai celebri prati dell’Armentara, ai piedi del massiccio del Santa Croce. In primavera e in estate l’altopiano si trasforma in un mosaico di fioriture alpine. Il fondo compatto rende il percorso ideale per la gravel, con salite pedalabili e viste aperte sulle vette circostanti.
L’Alta Badia non è solo natura: è anche organizzazione e accoglienza. Il territorio propone un’ampia offerta Bike Friendly con servizi dedicati a ciclisti su strada, gravel e mountain bike. Negli uffici turistici sono disponibili mappe dettagliate e consigli personalizzati, mentre guide certificate organizzano tour giornalieri per ogni livello di preparazione. Le strutture “Bike Expert” e “Bike Friendly” garantiscono deposito sicuro, area lavaggio, officina attrezzata, lavanderia e menù studiati per chi pedala. Molti hotel offrono colazioni energetiche e snack pomeridiani, oltre a convenzioni con noleggi e negozi specializzati. Un valore aggiunto è la possibilità di trasportare gratuitamente la bicicletta sugli impianti di risalita, facilitando l’accesso ai percorsi in quota.
Quando andare e consigli praticiIl periodo ideale per la gravel in Alta Badia va da maggio a ottobre. In estate le temperature sono piacevoli anche in quota, mentre settembre regala colori spettacolari e meno affollamento. Si consiglia una bici gravel con copertoni da almeno 35 mm, rapporti agili per le salite e abbigliamento tecnico a strati. Esplorare l’Alta Badia in gravel significa vivere un’esperienza completa: sport, cultura ladina, gastronomia d’eccellenza e scenari dolomitici tra i più iconici d’Europa. Un viaggio su due ruote che unisce avventura e comfort, perfetto per chi cerca emozioni autentiche lontano dal traffico e vicino alla natura.
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Pedalare tra città rinascimentali, canali, valli salmastre e antiche residenze ducali. Il territorio di Ferrara e del Delta del Po è uno dei paradisi italiani del cicloturismo lento. Per chi ama viaggiare su due ruote, queste rotte rappresentano un perfetto equilibrio tra paesaggi naturali e patrimonio culturale.
Il punto di partenza ideale è il circuito ciclabile sulle mura rinascimentali di Ferrara, uno dei percorsi urbani più suggestivi d’Italia.
Il tracciato, lungo circa 9 chilometri, corre sopra le antiche fortificazioni che circondano il centro storico. Pedalando si incontrano bastioni, porte monumentali e scorci sul Castello Estense e sulla città progettata nel XV secolo con la celebre Addizione Erculea, uno dei primi esempi moderni di pianificazione urbana europea.
È una pedalata facile e panoramica, perfetta per iniziare un viaggio cicloturistico nella provincia ferrarese.
Lasciando Ferrara verso est si entra nella campagna modellata dalla famiglia d’Este. Qui si incontrano le Delizie Estensi, residenze rinascimentali costruite tra canali e terreni bonificati.
La pedalata collega palazzi storici come il Verginese o il Belriguardo, attraversando strade secondarie tra campi e argini fluviali. È un percorso ideale per chi ama combinare storia e cicloturismo culturale.
3. Da Ferrara a Ostellato tra canali e birdwatchingUno degli itinerari più rilassanti segue i canali verso Ostellato e le sue oasi naturalistiche.
Il paesaggio cambia lentamente: dalle architetture rinascimentali si passa a zone umide frequentate da aironi, fenicotteri e altre specie migratorie. Qui il cicloturismo incontra il birdwatching, una delle attività più diffuse nel Delta.
Arrivati verso la costa adriatica si apre uno dei paesaggi più spettacolari d’Italia: le Valli di Comacchio.
Strade panoramiche e argini permettono di pedalare tra lagune, casoni da pesca e distese d’acqua salmastra. In alcune stagioni è possibile osservare colonie di fenicotteri rosa, simbolo naturalistico del Delta del Po.
Il Parco del Delta del Po offre decine di chilometri di ciclovie lungo gli argini del fiume.
Le strade sono quasi completamente pianeggianti e ideali per cicloturismo slow: si attraversano pinete, dune costiere, valli da pesca e piccoli borghi marinari.
L’ultimo itinerario conduce verso la costa, tra lidi sabbiosi e zone umide.
Qui il viaggio in bicicletta termina tra spiagge, canali e porti lagunari, dove è possibile degustare specialità locali come l’anguilla marinata di Comacchio.
Perché Ferrara e il Delta del Po sono ideali per il cicloturismoIl territorio ferrarese è spesso definito una delle capitali italiane della bicicletta. Le ragioni sono semplici:
percorsi pianeggianti e adatti a tutti
centinaia di chilometri di ciclovie
paesaggi naturali protetti
un patrimonio culturale unico tra Rinascimento e ambienti lagunari
L’anniversario UNESCO e le iniziative legate al turismo lento stanno rafforzando ulteriormente questa vocazione, trasformando l’area in una destinazione di riferimento per chi cerca viaggi sostenibili e autentici.
Consiglio per cicloturisti: primavera e autunno sono le stagioni ideali per pedalare tra Ferrara e il Delta del Po, quando il clima è più mite e la fauna delle valli è particolarmente attiva.
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La Via Romagna in bicicletta è uno dei nuovi itinerari cicloturistici più affascinanti d’Italia, pensato per scoprire il territorio romagnolo con lentezza e sostenibilità. Questo percorso attraversa l’intera Romagna, collegando la costa dell’Adriatico con l’entroterra collinare e appenninico, tra paesaggi agricoli, città d’arte e piccoli borghi ricchi di storia. Sempre più apprezzata dai viaggiatori su due ruote, la Via Romagna rappresenta un vero e proprio viaggio esperienziale che unisce natura, cultura ed enogastronomia. Un itinerario ideale per chi ama il cicloturismo in Italia e vuole pedalare lungo strade secondarie, ciclovie e tratti immersi nel verde.
La Via Romagna è un percorso cicloturistico che attraversa la regione romagnola da nord a sud, collegando la costa con l’entroterra e l’Appennino. L’itinerario si sviluppa per circa 460 chilometri, suddivisi in più tappe pensate per il turismo lento. Il tracciato tocca alcune delle località più rappresentative della Romagna, alternando piste ciclabili, strade di campagna e percorsi panoramici. È un itinerario adatto sia ai cicloturisti esperti sia a chi viaggia con e-bike o vuole affrontare il percorso in più giorni.
Le tappe più suggestive del percorsoUno degli aspetti più interessanti della Via Romagna è la varietà dei paesaggi attraversati. Il viaggio può iniziare dalla costa adriatica, tra le lunghe spiagge e le piste ciclabili della Riviera.
Pedalando verso l’interno si incontrano città storiche e borghi medievali che raccontano la storia della regione. Tra le tappe più amate dai cicloturisti troviamo:
Ravenna, famosa per i mosaici bizantini e i monumenti patrimonio UNESCO
Faenza, città della ceramica e dell’artigianato artistico
Brisighella, uno dei borghi più belli d’Italia
Forlì e Cesena, ricche di storia e cultura
i paesaggi naturali del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Ogni tappa offre l’occasione di fermarsi, visitare il territorio e assaporare le specialità locali.
La Via Romagna non è solo un percorso ciclabile: è anche un viaggio nella tradizione gastronomica di una delle regioni più accoglienti d’Italia. Durante il tragitto è facile incontrare agriturismi, cantine e piccoli ristoranti dove gustare prodotti tipici romagnoli come piadina, pasta fresca fatta a mano e vini locali. Le colline romagnole, con vigneti e uliveti, offrono panorami ideali per il cicloturismo lento e sostenibile. In primavera e in autunno il clima rende il viaggio particolarmente piacevole.
Negli ultimi anni il cicloturismo è diventato una delle forme di viaggio più richieste in Europa. La Via Romagna risponde perfettamente a questa tendenza perché combina:
paesaggi molto diversi tra loro
infrastrutture cicloturistiche in crescita
un forte patrimonio culturale
una tradizione di ospitalità diffusa
Il percorso permette di scoprire una Romagna autentica, lontana dal turismo di massa della costa, pedalando tra borghi, campagne e colline.
Un itinerario ideale per il cicloturismo lentoLa Via Romagna in bicicletta è un itinerario perfetto per chi cerca un’esperienza di viaggio sostenibile e immersiva. Grazie alla possibilità di suddividere il percorso in tappe brevi, è adatta anche a viaggi di più giorni o a vacanze attive. Che si scelga di percorrerla tutta o solo in parte, la Via Romagna rappresenta oggi una delle ciclovie più interessanti del panorama cicloturistico italiano, capace di unire mare, colline e Appennino in un unico grande viaggio su due ruote.
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Il percorso cicloturistico Terre di Tuscia sta emergendo come uno dei progetti più interessanti nel panorama del cicloturismo dell’Italia centrale. Situata tra il lago di Bolsena, i Monti Cimini e il confine con la Toscana e l’Umbria, la Tuscia – area storica che coincide in gran parte con la provincia di Viterbo, nel Lazio – offre un mix perfetto di natura, borghi medievali e strade secondarie ideali per la bici. Negli ultimi anni, il territorio ha assistito a un fenomeno sempre più diffuso: l’abbinamento tra gare di ciclismo e percorsi cicloturistici permanenti. Un modello che unisce sport, promozione territoriale e turismo slow, con ricadute positive durante tutto l’arco dell’anno.
In occasione di competizioni e granfondo organizzate nella Tuscia, spesso con epicentro a Viterbo e nei borghi limitrofi, vengono tracciati itinerari che, una volta concluso l’evento, restano fruibili come percorsi cicloturistici segnalati e scaricabili in formato GPX. Questa strategia risponde a una logica chiara: sfruttare la visibilità mediatica delle gare per promuovere un’infrastruttura ciclabile stabile. I tracciati attraversano località di grande fascino come Montefiascone, affacciata sul lago di Bolsena, e Caprarola, celebre per il Palazzo Farnese e i panorami sui Cimini. Il risultato è un’offerta strutturata che va oltre l’evento sportivo: chi scopre la Tuscia durante una gara può tornare con calma, magari in famiglia o con un gruppo di amici, per vivere un’esperienza di cicloturismo autentica.
Perché il percorso cicloturistico Terre di Tuscia attira sempre più viaggiatoriIl successo del percorso cicloturistico Terre di Tuscia si basa su alcuni elementi chiave:
Strade secondarie e bianche a basso traffico, ideali per gravel e bici da viaggio
Dislivelli dolci e panoramici, adatti anche a cicloturisti non agonisti
Borghi storici ed enogastronomia locale, con tappe in cantine e agriturismi
Collegamenti con la Via Francigena, che intercetta flussi di turismo lento internazionale
La presenza di percorsi permanenti aumenta la permanenza media dei visitatori. Non si tratta più di un turismo “mordi e fuggi” legato al weekend di gara, ma di soggiorni più lunghi, distribuiti tra primavera e autunno.
L’integrazione tra eventi ciclistici e tracciati permanenti rappresenta una leva concreta per lo sviluppo del territorio. Le strutture ricettive bike-friendly, le officine, le guide cicloturistiche e i produttori locali beneficiano di un flusso costante di viaggiatori. Inoltre, il cicloturismo ha un impatto ambientale ridotto rispetto ad altre forme di turismo di massa. Il modello adottato nella Tuscia si inserisce perfettamente nelle strategie europee di mobilità dolce e sostenibilità.
Una tendenza nazionaleQuello delle Terre di Tuscia non è un caso isolato. In molte aree italiane, dalle colline emiliane alle strade bianche toscane, le competizioni ciclistiche diventano vetrine territoriali. Ma qui, grazie alla varietà paesaggistica e alla densità di attrattori culturali, il progetto assume una dimensione particolarmente strategica.
Il percorso cicloturistico Terre di Tuscia si candida così a diventare un riferimento per chi cerca un’esperienza di viaggio in bici che unisca sport, cultura e lentezza. Un esempio concreto di come le gare possano trasformarsi in strumenti di promozione turistica sostenibile, generando traffico organico non solo online, ma anche sulle strade, tra uliveti, noccioleti e borghi di pietra.
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