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Dire Fiandre significa parlare la lingua della bicicletta. In questa regione del Belgio, una rete ciclabile che supera i 12.000 chilometri consente di esplorare città storiche, campagne ondulate e borghi autentici pedalata dopo pedalata. Le Fiandre sono un punto di riferimento per chi ama il cicloturismo e il bikepacking, grazie a 25 percorsi ad anello Flanders’ Finest (tra 25 e 65 km) e a nove Itinerari Iconici che conducono nei luoghi simbolo del territorio. Ma per chi desidera trasformare il viaggio in una vera impresa sportiva, la nuova Ultimate Flanders 525 rappresenta una delle esperienze più intense d’Europa.
La Ultimate Flanders 525 è un itinerario ciclistico di 525 chilometri che attraversa le Fiandre da est a ovest, con circa 6.000 metri di dislivello complessivo. Il numero 525 rende omaggio alle vittorie ottenute in carriera da Eddy Merckx, leggenda assoluta del ciclismo mondiale.
Il percorso parte da Tongeren, la città più antica del Belgio, e termina a Ypres, nelle Fiandre Occidentali. Non è pensato come una gara, ma come un’esperienza da vivere in più giorni, ideale per un cicloviaggio sportivo o un’avventura di bikepacking.

Fin dai primi chilometri, tra i frutteti dell’Haspengouw e le colline dell’Hageland, diventa chiaro che le Fiandre non sono affatto pianeggianti. Salite brevi e intense, continui saliscendi e tratti in pavé scandiscono il ritmo del viaggio.
Attraversando il Brabante Fiammingo, si pedala tra villaggi legati ai grandi campioni del ciclismo e città universitarie come Lovanio. Qui il paesaggio alterna boschi, strade secondarie e piccoli centri, offrendo un perfetto equilibrio tra natura e cultura.
Dopo circa 280 km si entra nel cuore epico del tracciato: le Ardenne Fiamminghe. È qui che la Ultimate Flanders 525 incontra le salite leggendarie del Giro delle Fiandre.
Tra i muri simbolo spiccano:
Queste salite in pavé non sono soltanto difficoltà altimetriche: sono icone del ciclismo internazionale, teatro di imprese leggendarie.
Superata la sezione più impegnativa, il paesaggio si apre verso i campi delle Fiandre Occidentali. Attraversando i suggestivi Flanders Fields, tra strade bianche e campagne coltivate, si raggiunge infine Ypres, città simbolo della memoria europea

La Ultimate Flanders 525 non è soltanto una sfida fisica. È un’immersione totale nella cultura fiamminga. Lungo il percorso si incontrano caffè storici, panetterie artigianali e birrifici tradizionali, oltre a chiese, monumenti e murales dedicati ai campioni del pedale.
Imperdibile una tappa al museo KOERS Museum di Roeselare, uno dei luoghi più significativi al mondo dedicati alla storia del ciclismo.
La Ultimate Flanders 525 nelle Fiandre in bicicletta è molto più di un itinerario cicloturistico:
Unisce sfida sportiva e scoperta culturale
Permette di pedalare sulle strade della storia del ciclismo
È perfetta per il bikepacking e i viaggi a tappe
Offre infrastrutture ciclabili eccellenti e servizi dedicati
Per chi cerca un’esperienza autentica, intensa e memorabile, le Fiandre si confermano una delle migliori destinazioni cicloturistiche al mondo. Qui ogni chilometro racconta una storia, e ogni tratto in pavé diventa parte del viaggio.
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Domenica 1 marzo 2026 torna la Randonnée di Napoli, giunta alla sua settima edizione e confermata come uno degli appuntamenti cicloturistici più attesi del Sud Italia. La manifestazione, ideata e organizzata da Napoli Pedala ASD con il patrocinio morale del Comune di Napoli e della Regione Campania, è tappa ufficiale del calendario nazionale ARI e dei Rando Tour Magna Grecia e Campania.
La Randonnée non è una gara agonistica, ma un’esperienza di cicloturismo accessibile, impegnativa e suggestiva, perfetta per chi ama pedalare lontano, senza l’assillo delle classifiche, sfruttando al massimo la ricchezza paesaggistica, storica e culturale del territorio.
La partenza è prevista tra le 7:00 e le 8:00 del mattino dall’area del Parco San Laise (ex Base NATO) a Bagnoli, location strategica che quest’anno si riconnette al percorso del Giro d’Italia.
Percorso principale (~200 km): uno dei tracciati più affascinanti dell’estremo sud, che si snoda tra il golfo di Napoli, le colline di Posillipo, il primo checkpoint di Torre del Greco, e prosegue verso Pompei, dove per la prima volta la Randonnée farà il suo ingresso ufficiale.
Percorso ridotto (~100 km): pensato per chi cerca un’esperienza cicloturistica di medio raggio, ma non vuole rinunciare alla bellezza dei paesaggi campani.
Il rinnovato tracciato include luoghi iconici come il Valico di Chiunzi, affrontato da Corbara verso Tramonti tra vigneti e panorami, e i tornanti da Maiori a Castellammare di Stabia, con scorci mozzafiato sulla Costiera Amalfitana, resa famosa anche dal passaggio del Giro.
La circumnavigazione attorno al Vesuvio regala scenari unici, mentre il ritorno verso Napoli include soste in punti suggestivi, tra cui il Fondo Agricolo Nappo, simbolo di rigenerazione sociale e comunitaria.
Oltre alla sfida personale, la Randonnée di Napoli ha un forte valore culturale e sociale. L’evento è dedicato al campione Michele Scarponi e nel village di partenza è presente la “panchina bianca”, simbolo della lotta per la sicurezza stradale e contro la violenza sulle strade nei confronti di ciclisti e utenti fragili.
Questa manifestazione non è soltanto un’occasione per affrontare chilometri su due ruote, ma un momento di sensibilizzazione attraverso il cicloturismo sostenibile — un volano per la mobilità ecologica e lo sviluppo turistico responsabile del territorio.
La Randonnée di Napoli apre il programma del Napoli Bike Festival 2026, giunto alla sua quindicesima edizione, che proseguirà con eventi unici come:
19 aprile – La Vulcanica, ciclostorica napoletana vintage
22–24 maggio – Vesuvio Gravel, avventura bikepacking nella natura
25 ottobre – Napoli Obliqua, percorso urbano collettivo tra vicoli e piazze
Il festival rappresenta un vero e proprio manifesto della bicicletta come strumento di esplorazione, libertà e cambiamento sociale, unendo passione, ambiente e condivisione di comunità.
Iscrizioni, dettagli e partecipazioneLe iscrizioni per la Randonnée di Napoli 2026 sono aperte fino al 26 febbraio 2026 attraverso la piattaforma ARI, con requisiti minimi che includono il tesseramento a un ente sportivo riconosciuto e certificato medico valido.
Chiunque ami pedalare — dal ciclista esperto a chi ama il viaggio lento in bicicletta — troverà in questa manifestazione un’esperienza indimenticabile, fatta di fatica, incontro con il territorio e scoperte impreviste.
La Randonnée di Napoli 2026 non è solo un evento sportivo: è un’esperienza multisensoriale tra paesaggio, cultura e identità. È il modo migliore per riscoprire Napoli e la Campania in sella alla propria bicicletta, celebrando la bellezza del viaggio lento e del cicloturismo consapevole.
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Oltre il traguardo c’è il deserto. E da oggi c’è anche il singletrack più lungo di Israele: il nuovo percorso Yahel – Timna, oltre 100 chilometri di tracciato continuo off-road nell’Arava meridionale, è stato completato con l’inaugurazione del tratto Yotvata–Timna. Un’infrastruttura cicloturistica strategica, realizzata con un investimento di circa 20 milioni di shekel (5,4 milioni di euro).
L’apertura ufficiale è avvenuta durante la seconda Conferenza annuale sulla bicicletta dell’Arava meridionale, con una pedalata inaugurale che ha visto la partecipazione di decine di ciclisti. Ma il vero traguardo è territoriale: con Yahel–Timna, l’Arava si consolida come il più grande parco ciclabile di Israele, forte di oltre 350 km di percorsi bike tra sterrati, singletrack tecnici e tratti su asfalto.
Il nuovo singletrack Yahel–Timna si snoda in un ambiente desertico spettacolare, tra canyon, formazioni rocciose e panorami sconfinati. L’area è particolarmente apprezzata nei mesi invernali, quando il clima dell’Arava offre temperature miti, scarse precipitazioni e terreno asciutto, condizioni ideali per pedalare anche su lunghe distanze.
Dal punto di vista tecnico, il tracciato è pensato per biker con buona preparazione: fondo compatto, tratti scorrevoli alternati a sezioni più tecniche e leggere ondulazioni che rendono il percorso dinamico e mai monotono. La continuità dei 100 km permette di pianificare sia un’esperienza in più tappe sia una sfida endurance in giornata per i più allenati.
Il percorso collega il kibbutz Yahel alla celebre area del Parco di Timna, uno dei siti naturalistici più iconici del sud di Israele, noto per le antiche miniere di rame e le spettacolari colonne rocciose. Il tratto Yotvata–Timna rafforza l’accessibilità cicloturistica della zona, creando un asse che unisce natura, archeologia e avventura outdoor.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati e asfaltati oltre 350 km di percorsi ciclabili nell’Arava meridionale, con investimenti per decine di milioni di shekel. Solo un anno fa era stato inaugurato anche un itinerario su strada di 12 km tra l’incrocio di Elifaz e il lago del Parco di Timna, ampliando ulteriormente l’offerta per ciclisti su strada e gravel.

La crescita del ciclismo in Israele coinvolge centinaia di migliaia di appassionati alla ricerca di itinerari di diversa difficoltà. Il progetto Yahel–Timna rappresenta un esempio concreto di come le infrastrutture ciclabili possano generare impatto economico locale, attrarre turismo sportivo internazionale e sostenere strutture ricettive, servizi guida e noleggi bike.
Tutti i percorsi dell’area sono gestiti e mantenuti durante tutto l’anno, garantendo standard elevati di fruibilità e sicurezza. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’Arava meridionale in una destinazione di riferimento per il cicloturismo nel deserto, capace di competere con le grandi mete MTB internazionali.
Con i suoi 100 km di singletrack continuo, Yahel–Timna non è solo un record nazionale: è una nuova frontiera per chi cerca avventura, paesaggi estremi e una pedalata che va davvero oltre il traguardo.
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La Ciclovia della Val Chiusella è un itinerario cicloturistico che unisce natura, storia e cultura nel cuore del Piemonte, tra le province di Torino e Biella. Percorrendo questa valle alpina, i ciclisti hanno l’opportunità di esplorare paesaggi incontaminati, borghi medievali e antiche strade rurali, vivendo un’esperienza di viaggio lenta e immersiva. Ideale per chi ama il turismo sostenibile, questo percorso valorizza piccoli centri abitati e consente di pedalare a contatto diretto con la natura senza rinunciare alla sicurezza e al comfort.
La Val Chiusella si distingue per i suoi itinerari ciclabili variegati, adatti sia a chi cerca un’escursione giornaliera sia a chi desidera affrontare un viaggio di più giorni. Tra i punti di interesse principali ci sono villaggi pittoreschi come Tessabit, Issiglio e Vistrorio, antichi mulini, ponti storici e aree naturalistiche lungo il torrente Chiusella. La ciclovia consente di coniugare attività fisica e scoperta culturale, diventando un modello di vacanza attiva e rigenerante.
Un’esperienza per tutti i cicloturistiGrazie alla varietà dei percorsi, la Ciclovia della Val Chiusella è adatta sia ai cicloturisti esperti sia a chi si avvicina per la prima volta a itinerari di più giorni. L’utilizzo delle e-bike rende accessibili anche i tratti più impegnativi con dislivelli maggiori, mentre le bici gravel o da trekking permettono di esplorare sterrati e sentieri secondari. Per chi preferisce viaggi più brevi, sono disponibili percorsi ad anello e tappe giornaliere che combinano natura e borghi storici.
La ciclovia supporta un turismo attento all’ambiente: le strade secondarie e i tratti protetti garantiscono un’esperienza sicura e sostenibile, lontana dal traffico urbano. Inoltre, l’itinerario favorisce il contatto diretto con le comunità locali, incentivando la scoperta delle tradizioni artigianali e gastronomiche piemontesi, come formaggi, miele e prodotti da forno tipici.
Il periodo ideale per affrontare la Ciclovia della Val Chiusella è primavera e autunno, quando il clima è mite e i panorami alpini offrono colori straordinari. Estate e inverno possono essere adatti con la giusta preparazione e attrezzatura. Le strutture ricettive lungo il percorso includono agriturismi, B&B e piccoli hotel, sempre più attenti alle esigenze dei cicloturisti, con servizi come deposito bici, officine e guide locali.
Per pianificare al meglio il viaggio, è possibile combinare treno e bici, sfruttando le stazioni ferroviarie della valle. Le mappe dettagliate e le app di navigazione ciclistica come Komoot o Ride with GPS aiutano a personalizzare itinerari e tappe, garantendo un’esperienza su misura.
Il valore del cicloturismo nella Val ChiusellaLa Ciclovia della Val Chiusella rappresenta un esempio virtuoso di come il cicloturismo possa valorizzare territori meno conosciuti, promuovere economie locali e sostenere un turismo responsabile. Pedalare lungo la valle non significa solo spostarsi da un borgo all’altro, ma immergersi in un paesaggio alpino unico, scoprendo storie, tradizioni e sapori che trasformano il viaggio in bicicletta in un’esperienza indimenticabile e consapevole.
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È stato presentato ieri alla Bit di Milano il Green Road Award 2026 – l’Oscar del Cicloturismo assegnato alle Regioni che investono in infrastrutture e servizi per la vacanza su due ruote – arrivato all’undicesima edizione. Con l’evento milanese si aprono ufficialmente le candidature per le Regioni che avranno tempo fino all’8 maggio per proporre, ognuna, fino a due ciclovie.
La premiazione è prevista a Sanremo – in onore della Cycling Riviera, salita lo scorso anno sul gradino più alto del podio – venerdì 5 giugno, nella settimana che celebra le due ruote con la Giornata mondiale della Bicicletta del 3 giugno.
Dopo il clamoroso successo dello scorso anno – in cui il Premio ha festeggiato i dieci anni con il record di 30 candidature da regioni, territori e province autonome – si rinnova, dunque, la “gara” virtuosa tra le regioni italiane: i premi vengono, infatti, assegnati alle ciclovie che dimostrano di possedere criteri di eccellenza e il punteggio più alto in vari parametri, inclusi progettazione, segnaletica, servizi, promozione.
Dal 2025, in occasione del Giubileo, l’Oscar del Cicloturismo premia anche un cammino, purché sia percorribile in bicicletta mentre – da quest’anno – verrà premiata anche una ippovia, sempre che sia ciclabile.

Il Green Road Award 2026 è incentrato sul tema del silenzio. Andare in bicicletta consente, infatti, di annullare il frastuono della vita di tutti i giorni e di recuperare quella stanza segreta dell’anima, dove i pensieri smettono di correre e si può, finalmente, pedalare e camminare ognuno al proprio passo.
Dice Ludovica Casellati, esperta di cicloturismo e ideatrice del premio. “Il successo del cicloturismo è ormai un’attestata realtà. Gli ultimi dati disponibili del rapporto “Viaggiare con la bici 2025” di Isnart-Unioncamere registrano 89 milioni di presenze per il 2024 e un impatto economico di quasi 9,8 miliardi di euro, che significano lavoro e vantaggi per tutti gli stakeholder sui territori. Oggi vorrei però sottolineare anche l’aspetto più intimo: andare in bicicletta fa bene al corpo e alla mente perché mette al centro le persone e loro inclinazioni. Vedere il mondo dal sellino di una bici consente davvero di riconnetterci con noi stessi e contribuisce in modo importante al miglioramento del benessere personale e della qualità della vita, oggi una necessità tutt’altro che secondaria. Questa è la ragione ispiratrice del tema scelto per questa edizione: il Silenzio. In bicicletta il mondo abbassa la voce e restano il suono delle ruote sull’asfalto, il respiro che trova il suo ritmo e la melodia della natura che ci avvolge e accompagna. È in questo spazio silenzioso che il viaggio diventa ascolto”.

Alla presentazione – che ha visto a fianco di Ludovica Casellati, Peppone Calabrese, conduttore Linea Verde Rai e Ambassador del premio – sono intervenuti Marina Lalli Presidente di Federturismo Confindustria, Federica Cudini di Bosch eBike Systems, Marcello Di Caterina di Alis, Antonio Dalla Venezia della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Sebastiano Venneri di Legambiente e, padrone di casa, Luca Lombardi, Assessore Turismo e Marketing Territoriale Regione Liguria, vincitrice dell’Oscar del Cicloturismo 2025 che ha detto: “Lo scorso anno abbiamo vinto con la nostra stupenda Cycling Riviera-Parco Costiero Riviera dei Fiori, 33 km da Ospedaletti a Imperia lungo il tracciato costiero della vecchia ferrovia a binario unico Genova-Ventimiglia, e pertanto sarà un grande onore per noi ospitare la cerimonia di premiazione del Green Road Award 2026. Come Regione Liguria crediamo moltissimo nel turismo legato alle attività outdoor come il ciclismo tanto è vero che, grazie al finanziamento del Ministero del Turismo di 3 milioni di euro, daremo vita al progetto “La Liguria degli anelli” che ci permetterà di realizzare quattro nuove ciclovie: Anello mare entroterra; nel genovesato (da Genova a Lavagna), Anello dell’ Alta Valle Argentina nell ‘ imperiese (da Bordighera/Ventimiglia a Riva Ligure), Anello del Melogno nel savonese (da Loano a Finale Ligure), e sempre nell’ imperiese l’Anello San Romolo-Sanremo. Metteremo quindi a nuovo 460 chilometri di strade bianche e provinciali con anche l’installazione di circa 20 stazioni di ricarica: sarà bellissimo pedalare circondati dai meravigliosi panorami mozzafiato della Liguria”.

Presenti in Bit anche alcuni membri della giuria, che è composta da giornalisti, opinion leader, partner, personalità dei settori bike, ambiente, ospitalità e turismo.
I partner dell’undicesima edizione dell’Oscar del Cicloturismo sono due importanti attori della mobilità sostenibile: Bosch eBike Systems, prodotti innovativi e servizi digitali per le due ruote elettriche e Alis, Associazione della Logistica Intermodale Sostenibile.
Regolamento e info per inviare le candidature sul sito Green Road Award
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