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Immersa nella suggestiva Valle Isarco, l’Abbazia di Novacella rappresenta una delle gemme culturali e spirituali più importanti dell’Alto Adige. Fondata quasi un millennio fa, l’abbazia non è solo un complesso monastico: è un vero scrigno di arte, storia e viticoltura, che attira ogni anno circa 60.000 visitatori da tutto il mondo.
Per gli amanti del cicloturismo, questo itinerario ha inizio a Bressanone, città ricca di storia e architettura, e si snoda lungo i vigneti fino a raggiungere l’Abbazia di Novacella. Il percorso può poi proseguire oltre l’abbazia, seguendo la Valle Isarco fino a Brunico o fino al Passo del Brennero, permettendo di vivere un’esperienza ciclistica completa tra paesaggi alpini, cultura e tradizioni enogastronomiche.
All’interno dell’Abbazia, il patrimonio artistico è vasto e sorprendente. Il cortile interno ospita il celebre Pozzo delle Meraviglie, realizzato nel 1669, che raffigura le sette meraviglie del mondo antico insieme all’Abbazia stessa. Il chiostro gotico affrescato, la Cappella di San Michele e la chiesa abbaziale con i suoi cicli decorativi barocchi completano un quadro architettonico di rara bellezza. La Biblioteca barocca, con oltre 20.000 volumi e affreschi cinesi nella Sala Cinese, testimonia la vocazione culturale e educativa del complesso, che risale al XII secolo con la fondazione della scuola interna.

Le cantine di Novacella sono tra le più antiche al mondo ancora attive. Il percorso ciclistico permette di arrivare direttamente ai vigneti, dove è possibile partecipare a visite guidate o alla Visita Guidata Deluxe, che consente l’accesso a spazi esclusivi con degustazioni di vini di montagna accompagnati da prodotti tipici locali. L’esperienza enoturistica combina la passione per la bicicletta con l’eccellenza enologica, rendendo la tappa all’Abbazia un vero e proprio viaggio sensoriale.
La vocazione all’accoglienza del complesso monastico continua oggi come nel Medioevo. La comunità dei Canonici Agostiniani gestisce l’abbazia, le parrocchie e le attività educative, e offre strutture ricettive, enoteca e un’osteria che valorizzano i prodotti locali. Gli ospiti possono così vivere un’esperienza immersiva tra arte, cultura e natura, con la possibilità di soggiornare in camere in stile monastico e gustare i piatti tipici delle Alpi abbinati ai vini della cantina.

Pedalare da Bressanone fino all’Abbazia di Novacella significa attraversare vigneti secolari, respirare la storia di nove secoli di spiritualità e arte, e assaporare vini di montagna d’eccellenza. Chi desidera continuare il viaggio può spingersi oltre Novacella verso Brunico o affrontare la sfida alpina del Passo del Brennero, vivendo un itinerario cicloturistico che unisce sport, cultura e enoturismo nel cuore delle Alpi altoatesine.
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Il turismo italiano sta vivendo una trasformazione generazionale senza precedenti, e i viaggi in bicicletta ne sono l’esempio più dinamico. Secondo recenti proiezioni sul settore turistico, nel 2026 la spesa complessiva dei residenti italiani raggiungerà 86 miliardi di euro, con i millennial in sella — ovvero la fascia 30–45 anni — a fare da vero motore della crescita.
Questa generazione non solo viaggia di più, ma spende anche di più rispetto alle precedenti: la spesa media annuale dei 30–45enni si attesta a 2.650 euro, superiore ai 2.350 euro della generazione X e ai 2.100 euro dei baby boomer. La propensione al viaggio raggiunge il 63% in questa fascia, ben oltre il 54% della generazione X e il 41% dei baby boomer.

Il cicloturismo in Italia è oggi un fenomeno in forte espansione, con dati che confermano la sua importanza economica e sociale. Secondo il rapporto “Viaggiare con la bici 2025”, realizzato da Isnart, Unioncamere e Legambiente, nel 2024 sono state registrate 89 milioni di presenze cicloturistiche, un incredibile aumento del 54% rispetto all’anno precedente. Questo segmento rappresenta ormai oltre il 10% del totale dei turisti in Italia, con una quota importante di millennial tra i ciclo‑viaggiatori. Sul fronte economico, l’impatto diretto del cicloturismo ha raggiunto quasi 9,8 miliardi di euro, cifra che sottolinea quanto la mobilità lenta e sostenibile non sia più una nicchia ma un pilastro del turismo italiano.
I dati di Isnart‑Legambiente mostrano che il cicloturismo attrae un profilo di viaggiatore economicamente solido e culturalmente orientato: la metà dei ciclo‑viaggiatori è millennial, con reddito medio‑alto e grande interesse per paesaggi, borghi, storia e cucina locale.
Questo fenomeno cresce anche perché la bici permette di scoprire territori meno conosciuti, di coniugare attività fisica, sostenibilità e cultura, e di trasformare il viaggio in un’esperienza lenta e immersiva.
Via Claudia Augusta
Percorso storico che unisce natura, cultura e panorami alpini.
Ciclovia dei Laghi Lombardi
Itinerario facile e panoramico, perfetto per scoprire borghi e percorsi lacustri.
Toscana tra colline e borghi medievali
Soggiorni autentici e degustazioni nei borghi di Firenze, Siena e Val d’Orcia.
Costiera Amalfitana e Cilento
Suggestioni costiere e mare, ideale per e‑bike e ciclisti esploratori.
Ciclovia del Po
Pianura, natura e cultura lungo il grande fiume.
In conclusione, i millennial in sella, guidano la crescita del cicloturismo italiano nel 2026, con una spesa media superiore del 20% rispetto agli over 61 e una propensione a vivere esperienze attive, sostenibili e personalizzate. I dati di Isnart e Legambiente confermano che la bicicletta è molto più di un mezzo: è un modo per viaggiare, scoprire e reinventare il turismo italiano
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Nel cuore delle Dolomiti patrimonio UNESCO, l’Alta Badia, in provincia di Bolzano, è una delle destinazioni più ambite d’Europa per chi ama pedalare. Qui la natura alpina si fonde con infrastrutture cicloturistiche d’eccellenza, accoglienza specializzata e una cultura ladina autentica che arricchisce ogni esperienza in sella. Che si scelga la bici da corsa, la mountain bike o l’e-bike, il ciclismo in Alta Badia offre percorsi diversificati per ogni livello di preparazione. Le strade perfettamente asfaltate e i panorami spettacolari rendono ogni uscita un viaggio tra pareti rocciose, prati d’alta quota e masi tradizionali. Pedalare in queste vallate significa andare oltre la performance sportiva: è un’immersione in tradizioni secolari, sapori locali e pratiche di sostenibilità sempre più centrali nell’offerta turistica.
L’Alta Badia è punto di partenza ideale per scalare alcuni tra i passi più iconici del ciclismo mondiale. Dal Passo Pordoi al Passo Sella, dal Passo Gardena al Passo Giau, fino al Passo Falzarego e al Passo Valparola, ogni salita racconta pagine epiche del grande ciclismo. Per chi sogna un’impresa memorabile, l’ascesa alle Tre Cime di Lavaredo rappresenta una vera consacrazione sportiva. Tornanti impegnativi e pendenze severe sono ripagati da uno degli scenari più iconici delle Alpi. Tra gli itinerari più amati spicca il giro del Sellaronda, che consente di concatenare quattro passi dolomitici in un unico anello panoramico. Un’esperienza che richiama ciclisti da tutto il mondo, soprattutto durante le giornate a traffico chiuso.
Maratona dles Dolomites-Enel: la regina delle granfondo europeeEvento simbolo del ciclismo in Alta Badia è la Maratona dles Dolomites-Enel, in programma il 5 luglio 2026 per la 39ª edizione. Con oltre 32.000 richieste di partecipazione da 85 nazionalità, la manifestazione è considerata una delle granfondo più prestigiose d’Europa.
I percorsi, interamente chiusi al traffico, attraversano Campolongo, Sella, Pordoi, Gardena, Giau, Falzarego e Valparola. Tre le distanze:
138 km con 4.230 metri di dislivello (Maratona)
106 km con 3.130 metri di dislivello (Medio)
55 km con 1.780 metri di dislivello (Sella Ronda)
Il tema 2026 è “Pax”, un messaggio di pace e condivisione che trasforma la fatica in un linguaggio universale capace di unire popoli e culture. Nei giorni precedenti, la “settimana del ciclista” propone escursioni guidate, eventi culturali, degustazioni e attività family-friendly, rendendo la vacanza in bici un’esperienza completa.
Per chi cerca una sfida estrema nasce la SuperMaratona, presentata insieme all’alpinista Hervé Barmasse. Un percorso di 285 km e 8.400 metri di dislivello che attraversa 13 passi dolomitici, ripercorrendo tutte le salite affrontate nelle edizioni storiche della Maratona. Non è solo una prova fisica, ma un viaggio rievocativo nella storia del ciclismo e delle Dolomiti. Un’esperienza pensata per chi vuole misurarsi prima di tutto con sé stesso, in un contesto naturale unico al mondo.

Oltre alla dimensione sportiva, l’Alta Badia conquista per l’offerta turistica d’eccellenza: hotel bike-friendly con officine e depositi custoditi, rifugi panoramici, ristoranti stellati e cucina ladina tradizionale. Canederli, speck e vini altoatesini diventano il perfetto recupero post-ride. Grazie a una mobilità sempre più orientata alla sostenibilità e a eventi che promuovono strade chiuse al traffico, il ciclismo in Alta Badia si conferma modello virtuoso di turismo attivo. Per chi cerca una destinazione capace di unire performance, paesaggi iconici e cultura alpina, l’Alta Badia non è solo una meta: è un’esperienza da vivere, pedalata dopo pedalata.
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Le Fiandre sono il paradiso dei ciclisti: con oltre 15 000 km di piste ciclabili ben segnalate e sicure, puoi esplorare città storiche, campi verdeggianti e scorci d’acqua con la stessa lentezza poetica di un viaggio in bici. Tra i percorsi “Flanders’ Finest” spicca l’Itinerario Ciclabile dei Castelli della Schelda (59 km), un tour perfetto per escursionisti su due ruote che amano unire natura, borghi autentici e testimonianze storiche.
Il viaggio ha inizio nella tranquilla cittadina di Bornem, lungo le rive della maestosa Schelda, il fiume che attraversa gran parte del Belgio settentrionale.
L’Abbazia di Bornem è un complesso monastico restaurato di oltre 400 anni con una splendida biblioteca e chiostri sereni: il luogo perfetto per scaldare i muscoli prima di partire.
Proseguendo si giunge al padiglione De Notelaer, un elegante edificio neoclassico affacciato sul fiume.
Le rive della Schelda sono costeggiate da prati umidi, saline, canneti e βoscate – un habitat perfetto per il birdwatching o una sosta panoramica.
Lungo un viale alberato si raggiunge d’Ursel Castle, una residenza aristocratica fiamminga in un suggestivo giallo ocra.
Attorno al castello si estende un parco ideale per una breve passeggiata nella natura e, in alcune giornate speciali, puoi visitare anche gli interni sontuosi.

Il percorso continua verso il tranquillo borgo di Weert. Qui il silenzio viene rotto solo dal mormorio dell’acqua della Schelda e dal canto degli uccelli, un’esperienza rigenerante lontano dalla frenesia urbana.
Attraversando sentieri sterrati e argini, si arriva a Sint-Amands, celebre per la sua ansa del fiume Schelda, spesso definita la più pittoresca della regione.
La zona ispirò molti artisti, incluso il poeta Emile Verhaeren, la cui tomba si trova qui vicino insieme a un museo dedicato alla sua vita e opera.

Circa tre quarti del percorso ti porteranno a Fort Liezele, costruito all’inizio del XX secolo come parte delle difese di Anversa.
Oggi il forte ospita un museo interessante che racconta il suo ruolo nelle due guerre mondiali, ideale per gli appassionati di storia militare.
L’ultima parte del tracciato dei Castelli della Schelda riporta verso Bornem, passando accanto alle antiche fortificazioni e campi aperti. Terminare la giornata all’Abbazia, con una pausa rilassante nei chiostri o nel parco, chiude l’esperienza in modo perfetto.
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Il Cammino Medievale è un itinerario ad anello di circa 160 km nell’Alto Molise che parte e termina ad Isernia, attraversando luoghi ricchi di storia, natura e spiritualità. Originariamente strutturato per i pellegrini a piedi, il percorso è perfettamente fruibile anche in bicicletta, diventando una proposta ideale per gli amanti del cicloturismo lento, dei paesaggi poco conosciuti e delle esperienze di viaggio immerse nella cultura locale. Contrariamente a quanto alcuni potrebbero pensare, il tracciato non richiede varianti per chi va in bici: la struttura originaria rimane adatta alla pedalata, con segmenti che esplorano altopiani, salite panoramiche e discese suggestive.
Per chi decide di affrontarlo in bicicletta, il Cammino Medievale può essere suddiviso in 4 tappe principali combinando le classiche 8 tappe pensate per i camminatori. Questa suddivisione bilancia distanze e dislivelli, rendendo il tour perfetto anche per chi non è un ciclista professionista ma desidera un’esperienza intensa e gratificante.
Tappe suggerite:
Isernia → Capracotta – Attraverso Miranda, Carovilli e Vastogirardi, tra colli e panorami aperti.
Capracotta → Pietrabbondante – Tra borghi antichi, eredità storiche e paesaggi rurali.
Pietrabbondante → Sant’Elena Sannita – Tratti rilassanti e discese, con tappe intermedie perfette per soste.
Sant’Elena Sannita → Isernia – Chiudendo l’anello tra borghi, ponti medievali e l’arrivo cittadino.
Paesaggi, cultura e spiritualitàPedalare il Cammino Medievale significa immergersi in scenari silenziosi dove la presenza dell’uomo si fonde con quella della natura. Tra altopiani, colline verdeggianti e valli tranquille, il percorso attraversa borghi medievali ben conservati e luoghi simbolici di un’Italia autentica che spesso sfugge alle rotte turistiche tradizionali.
Lungo il tragitto si incontrano chiese, cappelle e antichi eremi che raccontano secoli di storia religiosa e civile: dal Santuario di Santa Maria di Loreto a Capracotta, alla Cattedrale di Isernia, ogni tappa è un invito a rallentare e assaporare il territorio.
Tipo di bici: una bici da turismo oppure una e-bike con pedalata assistita sono ottimali, soprattutto per affrontare tratti collinari e salite.
Preparazione fisica: adatta a ciclo-pellegrini di media esperienza; la suddivisione in 4 tappe aiuta a distribuire lo sforzo.
Guide e tracce: è consigliabile procurarsi una guida dettagliata del Cammino Medievale che include altimetrie, dati chilometrici e indicazioni precise.
Bagaglio: scegliere bagagli leggeri e ben bilanciati facilita le salite e migliora il confort.
Il Cammino Medievale in bicicletta è molto più di un semplice itinerario cicloturistico: è un’esperienza che coniuga natura, storia, autenticità e scoperta lenta. Si tratta di un percorso ideale per chi desidera vivere l’Italia profonda, lontano dal turismo di massa, pedalando tra borghi antichi, valli silenziose e panorami mozzafiato.
Che tu sia un appassionato di ciclismo lento, un ciclo-pellegrino alla ricerca di nuovi orizzonti o un viaggiatore curioso delle terre meno battute, il Cammino Medievale ti aspetta con la sua meravigliosa promessa di avventura su due ruote.
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