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GUERRA Mentre in Italia la “sinistra” era troppo concentrata sulla guerra tra politici e magistrati per accorgersene (sul referendum scriveremo nei prossimi giorni), il mondo si avvicinava a un conflitto nucleare come non mai dai tempi della Guerra Fredda. Perché la resilienza del sistema di difesa iraniano “a mosaico”, illustrata nel primo articolo di questa newsletter da un autore apocrifo ma ben documentato, pone il governo iraniano, spiega un ex corrispondente dell’Economist da Tehran, di fronte a un dilemma: “soccombere a un nemico che vuol smembrare l’Iran oppure vincere una guerra convenzionale e provocare un’escalation, che potrebbe assumere la forma di un attacco nucleare”.
LAVORO La crisi della storica casa editrice Hoepli fa luce sulle condizioni dei lavoratori dell’editoria, decine di migliaia di professionisti sottopagati e ultraprecari. Mattia Cavani ricostruisce con amara ironia le faide tra parenti all’interno della proprietà e soprattutto il loro impatto sui novanta dipendenti della libreria editrice milanese. INTERNAZIONALE In Africa le vecchie potenze coloniali in parte cedono il passo all’ascendente potenza cinese, in parte la coinvolgono, più o meno di buon grado, nei propri affari. Come spiega Caterina Maggi gli sfruttatori cambiano, ma per gli sfruttati la situazione resta sostanzialmente immutata.
GUERRA&CAPITALISMO La guerra evidenzia ancora una volta il ruolo geopolitico del gas e del petrolio, i loro effetti redistributivi, i mutamenti di fase nell’economia mondiale. Alessandro Siglioccolo ci spiega quanto incide l’energia sui rapporti tra e negli Stati. GUERRA&LAVORO I missili che si abbattono sul Medio Oriente colpiscono anche lavoratori spesso lasciati privi di protezioni perché la produzione deve andare avanti. Un’ampia ricostruzione di Francesco Barbetta delle condizioni in cui operano i lavoratori israeliani e i 240mila lavoratori stranieri in queste settimane di guerra. POLITICA Domenica a Roma sono scesi in piazza gli iraniani che dicono no alle dittature di oggi e di ieri e agli interventi militari esterni e rivendicano il diritto di abbattere da sé i propri oppressori. Il servizio di Rainews24.
POLITICA Uno stile di governo fatto di dichiarazioni in favor di telecamera per catturare la benevolenza degli elettori, leggi con clausolette in calce scritte piccole piccole, che ne capovolgono il titolo e azioni non ostentate che razzolano male ciò che si era predicato bene. Così Pedro Sanchez è diventato l’ultima star di un popolo di sinistra in cerca di leader e di speranza. Il nostro fact checking per misurare la distanza tra parole e fatti. A Genova Silvia Salis, potenziale candidata premier del campo largo nel 2027, ha già adottato uno stile simile: solidarietà al popolo palestinese e alla Flotilla, no a Casapound in città e intanto aumenti tariffari, tagli ai servizi e all’occupazione nelle aziende del comune, biblioteche e musei a rischio privatizzazione. Una lettera di Roberto Delogu e Marco Veruggio alla sindaca sulla situazione delle aziende partecipate pubblicata la scorsa settimana su Good Morning Genova, testata giornalistica vicina alla sindaca, ma rimasta senza risposta.
ALL’ARMI La guerra si avvicina sempre più all’Italia e non solo perché il governo Meloni invia una nave militare a Cipro e ha un atteggiamento ambiguo sull’utilizzo delle basi NATO da parte degli USA. Come dimostra il materiale che pubblichiamo oggi il coinvolgimento dell’imperialismo italiano (nel quadro di quello europeo) nelle guerre in Medio Oriente è ben più profondo, radicato e di lunga data. Gianni Alioti ci spiega il ruolo di Leonardo nel genocidio a Gaza, proprio nei giorni in cui alcuni paesi del Golfo si rivolgono a Italia e Francia per comprare sistemi d’arma utili a proteggersi dalle ritorsioni iraniane (visto che gli Stati Uniti hanno dato buca). Seguono due articoli del collettivo ‘Ferrovieri contro la Guerra’, uno sul pacchetto sulla mobilità ferroviaria militare approvato a dicembre dal Parlamento Europeo, l’altro sui cantieri già aperti sulla rete ferroviaria italiana per facilitare il trasporto rapido di soldati e materiale bellico.
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