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Ranucci ha ripercorso i suoi inizi negli anni Novanta, rendendo omaggio a Roberto Morrione, vero e proprio maestro e punto di riferimento nella sua formazione. Ha ricordato il clima vissuto in RAI dopo la nomina di Bruno Vespa alla direzione del TG1 nel 1991, una fase segnata da tensioni e cambiamenti interni che incisero profondamente sugli equilibri della redazione.
Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze sul campo, tra cui il lavoro come inviato durante l’attacco alle Torri Gemelle e nei principali scenari di conflitto internazionale. In particolare, il giornalista ha raccontato la sua permanenza a Fallujah, da cui nacque un’inchiesta sull’uso del fosforo bianco che mise in discussione la versione ufficiale statunitense.
Nel corso dell’incontro, Ranucci ha ripercorso anche alcune delle più complesse inchieste economiche seguite nel corso della sua carriera, come il caso Parmalat, sottolineando le difficoltà legate alla ricostruzione dei sistemi finanziari e alle verifiche sul campo.
Non sono mancati i riferimenti a momenti personali e professionali delicati, come la vicenda che lo vide contrapposto a Flavio Tosi e il cosiddetto dossier “Tarantula”, costruito con l’obiettivo di colpire la sua credibilità attraverso accuse rivelatesi infondate.
A chiudere l’incontro, una metafora ereditata da Morrione: quella del trapezista.
“Nel momento in cui ti senti più in difficoltà, con un salto passi dal punto più alto di un trapezio all’altro”.
Un’immagine che racchiude il senso più profondo del suo lavoro: il giornalismo come scelta di responsabilità, fatta di rischio, rigore e continua ricerca della verità.
Unico artista italiano selezionato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19, con Thetis Crespi prosegue la sua indagine sulle forme del classico, della mitologia e dell’universalità archetipica, sperimentando l’arte digitale mediante un’opera olografica in omaggio alla ninfa Teti, figura simbolica e primordiale, incarnazione delle profondità marine e della dimensione invisibile del vivente. L’essere marino diventa un organismo portatore di memoria ancestrale e di una dimensione mitica sospesa tra natura e immaterialità: un ecosistema di memoria che custodisce le origini della vita e il futuro del pianeta. Tra scienza e mito, la figura di Teti emerge come una coscienza liquida: non rappresenta il mare, ma ne incarna la dimensione invisibile, profonda e primordiale.
Thetis si inserisce all’interno di As Above, So Below, progetto promosso da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19 e riconosciuto come Evento Collaterale della 61. Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio all’8 giugno 2026 proprio negli spazi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca. Curata da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene, la mostra riunisce sette artisti e collettivi internazionali oltre ad Andrea Crespi — Marshmallow Laser Feast, Yoko Shimizu, Antoine Bertin, Almagul Menlibayeva con Suad Gara, Elnara Nasirli e Orkhan Mammadov — chiamati a confrontarsi con l’oceano come sistema vivente, archivio di memoria profonda e spazio di interdipendenza tra umano e più-che-umano. Muovendosi tra installazione, suono, intelligenza artificiale e ambienti immersivi, la mostra costruisce una piattaforma transdisciplinare che intreccia arte, scienza e tecnologia, trasformando lo spazio architettonico in un luogo di risonanza e ascolto.
La collaborazione tra Andrea Crespi e One Ocean Foundation si inserisce in un percorso già avviato, che include il progetto Blockchain for the Ocean, prima iniziativa crypto della fondazione dedicata alla tutela degli ecosistemi marini, in cui arte e tecnologia diventano strumenti di impatto ambientale. “Thetis, l'opera di Andrea Crespi selezionata per la nostra mostra As Above So Below” spiega Jan Pachner, Segretario Generale One Ocean Foundation, “incarna perfettamente lo spirito di One Ocean Foundation: attivare nuove forme di consapevolezza attraverso l'unione di arte, scienza e tecnologia. ll nostro rapporto con Crespi è nato grazie al progetto Blockchain for the Ocean, ed è parte di un percorso condiviso che unisce arte contemporanea e impegno ambientale al fine di sensibilizzare sulla complessità e la fragilità degli ecosistemi marini”.
"Per As Above, So Below, evento collaterale di La Biennale di Venezia Arte 2026” dichiarano i promotori di ZEITGEIST19, “abbiamo invitato Andrea Crespi, tra gli artisti partecipanti, a sviluppare un'opera site-specific che esplora la materialità digitale e le soglie percettive. La sua pratica si colloca nello spazio tra organico e sintetico, dove i sistemi naturali vengono reimmaginati attraverso un linguaggio tecnologico. In Thetis, Crespi evoca un'intelligenza marina primordiale, utilizzando la medusa come metafora della memoria evolutiva e della persistenza della vita attraverso il tempo profondo, a sintesi del nostro concetto di interconnessione".
As Above, So Below è riconosciuto come UN Ocean Decade Action e fa parte dell’UNESCO Blue Thread, inserendosi in una rete internazionale di iniziative dedicate alla protezione degli ecosistemi marini. Attraverso un approccio congiunto, poetico e scientifico, As Above, So Below affronta l’instabilità ecologica non come un’emergenza astratta, ma come una condizione vissuta di interdipendenza. Invita il pubblico a riconsiderare i fondamenti della vita, ciò che viene dato per scontato e ciò che rischia di andare perduto. L’Evento Collaterale As Above, So Below inaugurerà sabato 9 maggio 2026 e si evolverà in una piattaforma viva di conversazioni accanto alle opere in mostra. Concepite come uno spazio attivo di scambio, la mostra e le sue articolazioni si estendono oltre la presentazione in un processo continuo di riflessione e coinvolgimento. Saranno accompagnate da un programma pubblico di talk curati con artisti internazionali, scienziati marini, ricercatori e studiosi. Questi incontri offriranno ulteriori prospettive su biodiversità, sostenibilità e relazione tra cultura e sistemi naturali. La mostra si concluderà l’8 giugno 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale degli Oceani, rafforzando il legame tra visione curatoriale e impegno ambientale globale.
Vernissage, 8 maggio dalle 10.00 alle 18.00 Orari apertura mostra: dal 9 maggio, 10:00-18:00 Location: Fabbrica H3, ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Isola della Giudecca, Venezia. Commissionato e organizzato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19. A cura di Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene. Web: 1ocean.org | zeitgeist19.com - asabovesobelow.space As Above, So Below Podcast https://www.zeitgeist19.com/
Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
Marta Volterra
Eleonora D'Urbano
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Per chi è interessato proprio a queste tematiche si apre la via dell'analisi metodica e del confronto tra fonti alternative: se senti la necessità di espandere la tua visione sulle zone d'ombra della nostra epoca, approfondisci i misteri contemporanei attraverso lo studio di saggi e ricerche indipendenti.
Questo interesse, lontano dall'essere un semplice svago, rappresenta il desiderio ancestrale di decodificare un mondo che spesso nasconde le sue trame più affascinanti dietro il velo dell'ovvietà.
L’attrazione verso il mistero non è un prodotto della modernità, ma affonda le radici nella struttura stessa della mente umana, che da sempre interpreta l'ignoto come una sfida intellettuale. Nel corso dei secoli, questa spinta ha generato miti e leggende, ma oggi si è trasformata in una ricerca documentata che tenta di rispondere a quesiti rimasti in sospeso.
Il pubblico contemporaneo è magneticamente attratto dall’idea che esista un piano sottostante alla realtà visibile, un intreccio di cause ed effetti non ancora pienamente svelato. Tale fame di risposte nasce spesso da un intuito critico che spinge a cercare prove e collegamenti proprio nei punti in cui le versioni istituzionali appaiono meno coerenti o troppo semplificate.
I temi che alimentano maggiormente il dibattito attuale spaziano dall'archeologia di frontiera alla possibilità di contatti con intelligenze non umane.
Resta centrale l'interrogativo sulle culture antiche, le cui prodezze architettoniche e conoscenze astronomiche sembrano a tratti incompatibili con le tecnologie allora disponibili. Queste discrepanze alimentano l’ipotesi di influenze esterne o dell'esistenza di civiltà prediluviane dotate di saperi ormai perduti.
Allo stesso modo, il fenomeno degli avvistamenti e dei fenomeni definiti soprannaturali continua a essere un pilastro dell'indagine moderna, supportato da testimonianze che faticano a trovare una collocazione nei modelli fisici convenzionali. A queste tematiche si legano le analisi sulle cospirazioni globali: teorie che ipotizzano l'azione di gruppi di potere capaci di condizionare lo scacchiere internazionale.
Sebbene eterogenei, questi ambiti condividono il medesimo presupposto: la realtà è un mosaico di cui possediamo solo poche tessere.
Per chi decide di addentrarsi in questi territori complessi, la lettura rimane la bussola più affidabile. Esiste una produzione letteraria vastissima curata da ricercatori che hanno dedicato la vita intera all'esame di reperti, archivi e testimonianze dirette.
Confrontarsi con le idee di chi ha setacciato le prove sul campo permette di sviluppare un senso critico necessario per distinguere tra le speculazioni infondate e le ipotesi basate su indizi concreti. Questi testi non si limitano a esporre teorie, ma offrono gli strumenti per imparare a porre domande diverse alla realtà che ci circonda.
Intraprendere lo studio di tali opere significa accettare una sfida intellettuale che porta a riconsiderare vecchie certezze, aprendo la mente a possibilità che la storia ufficiale, per prudenza o per metodo, tende spesso a trascurare.
A iniziare gli omaggi è la sua Sardegna. Il 30 aprile a Cagliari, in una ricorrenza molto sentita come quella della 370ª Festa di Sant'Efisio (patrono della città e di tutta la Sardegna), ci sarà infatti un “Concerto per Andrea” che vedrà la partecipazione di molti musicisti, anche internazionali, che proporranno sia brani propri che di Parodi.
Alle 21 in Piazza del Carmine saliranno sul palco Andrea Andrillo, Francesca Corrias con il quartetto Sunflower, Gigi Marras, Francesco Marras Perantoni, l’attrice Lia Careddu. Ed inoltre la napoletana Flo e la catalana Sandra Bautista.
Molti dei musicisti sono presenti in qualità di ex vincitori del Premio Andrea Parodi riservato alla world music e organizzato dalla fondazione omonima. Il bando della nuova edizione è in scadenza il 9 maggio ed è disponibile su www.premioandreaparodi.it/
Le iscrizioni devono essere effettuate tramite il format presente su www.premioandreaparodi.it/
Nel mese di maggio ad omaggiare Parodi ci saranno altri due eventi, uno a Parigi e uno in Val di Susa, vicino a Torino.
L’evento francese sarà il 21 maggio nell’ambito della quinta edizione di “Canzoni & parole”, festival della canzone d'autore italiana. All'Istituto italiano di Cultura andrà in scena “Andrea Parodi, voix de l’île, voix du monde”, con la partecipazione di Elena Ledda, Mauro Palmas, Gigi Marras, Alberto Bertoli e i Tazenda. La manifestazione è promossa dall’associazione parigina Musica italiana, con la direzione artistica di Rambaldo degli Azzoni Avogadro.
Venerdì 22 maggio si tornerà in Italia per una serata ad Avigliana, vicino a Torino, al Teatro Fassino, alle ore 21, nell’ambito del Valsusa Filmfest. “La voce dell’anima sarda: ricordo di Andrea Parodi”, questo il titolo dell’evento, sarà un excursus sulla storia del musicista sardo, curato da Enrico Deregibus e con gli interventi di Valentina Casalena Parodi e Luca Parodi e le esibizioni dei Tazenda e di Elena Ledda con Mauro Palmas (ingresso € 10,00, prevendite su www.vivaticket.com o scrivendo a: [email protected])
Ancora a Parigi per “Canzoni & parole” sabato 23 maggio, in mattinata, alla Maison d’Italie, ci sarà “Aspettando Abacada”, un estratto in anteprima di un docufilm su Andrea Parodi in fase di realizzazione, alla presenza del regista Alberto Marras.
Ad ottobre poi sarà la volta della 19a edizione del Premio Andrea Parodi, che coinciderà proprio con l’anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 17 ottobre 2006. La manifestazione sarà infatti dal 15 al 17 ottobre a Cagliari, in un luogo di grande prestigio come il Teatro Massimo.
Il Premio è realizzato dall'omonima Fondazione con la direzione artistica di Elena Ledda ed è diventato ormai un importante punto di riferimento per la world music, non solo in Italia.
Tra tutti gli iscritti una commissione artistica scelta dall’organizzazione selezionerà, in maniera anonima, i finalisti, che si esibiranno dal vivo nella fase finale.
Il vincitore assoluto avrà diritto ad una borsa di studio di € 2.500, oltre alla possibilità di esibirsi in alcuni festival partner del Parodi nel 2027. Molti altri i premi previsti. Per visionare il bando e avere maggiori informazioni:
fondazione.andreaparodi@gmail.
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Ufficio Stampa: Ender Comunicazione
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