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Con procedura G15493 Atac ha assegnato alla Italcertifer l’attività di convalidazione del progetto esecutivo della quarta asta di manovra presso il capolinea Laurentina della linea B.
La necessità di un nuovo tronchino d’inversione presso il capolinea sud era emerso già dal 2012 a seguito dell’attivazione della diramazione Bologna-Conca d’Oro (poi Jonio): a causa dei limiti di capacità di Laurentina i treni provenienti dalle diramazioni spesso si accodavano tra le stazioni di Magliana, Palasport e Fermi.
Un progetto poi abbandonato a causa di imprecisati problemi nel progetto esecutivo, che fu realizzato solo per la vasca in calcestruzzo e senza che venissero mai posati i binari. La riduzione di treni nel corso degli anni ha poi “risolto” il problema dell’accodamento, non essendoci più convogli sufficienti in linea.
L’arrivo dei nuovi treni Hitachi e la fine delle revisioni sui CAF esistenti sta ponendo fine, fortunatamente, alla crisi della metro B: da qui la necessità di riprendere il progetto della quarta asta di Laurentina per aumentare la capacità di gestione dei treni in arrivo, che risolverà il problema delle code di treni avvicendati alle stazioni precedenti.
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Con bando PI264412-25 Cotral ha avviato la gara per individuare la società che si occuperà della ristrutturazione completa della sede centrale in via Bernardino Alimena, alla Romanina.
L’investimento, pari a 8,2 milioni di euro, è stato deliberato dal CdA in accordo al Piano Industriale 2023-2027: l’immobile sarà ristrutturato completamente per migliorarne l’efficientamento energetico e i livelli di confort dei dipendenti, che sono coinvolti in un processo di co-design dei nuovi uffici.
I lavori avranno una durata di un anno dalla stipula del contratto.
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In merito all’articolo “Rete bus periferica: BIS esce dalla gestione del lotto ovest?” riceviamo e ripubblichiamo la replica di Bus International Service – BIS, società capogruppo nella gestione del lotto 2 – ovest della rete autobus periferica di Roma.
L’ipotesi contenuta nel nostro articolo, ovvero di una possibile uscita dalla società dalla gestione della rete autobus periferica, risulta essere priva di qualsiasi fondamento.
BIS si è infatti aggiudicata un contratto di servizio della durata di otto anni - il minimo per giustificare sul piano industriale l’ammortamento degli investimenti convenuti - dei quali ne è trascorso soltanto uno. Per offrire un servizio sempre migliore ai passeggeri la società sta perfezionando un ingente programma di investimenti in bus, impianti ed altri asset tecnici e digitali posto a base della gara pubblica da cui è derivata l’aggiudicazione del lotto ovest della rete autobus periferica di Roma.
L’aggiudicazione del lotto 5 della gara delle Unità di Rete della Regione Lazio comprova la volontà società di un crescente radicamento sul territorio di Roma e del Lazio.

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Le audioguide sono dedicate:
alla linea C nel suo complesso, ripercorrendone la storia fino a oggi;
alla stazione Porta Metronia, che ospita il museo della Domus del Comandante;
alla stazione Colosseo – Fori Imperiali, che colpisce per la sua posizione unica, l’uso dei materiali architettonici e le diverse aree espositive dedicate ai reperti dell’antica Roma.
I podcast sono disponibili su:
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Il progetto di realizzazione curato da Alstom per le commesse italiane potrebbe subire una battuta d'arresto.

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A supportare la tesi disfattista della Francia è l'esempio avuto in Germania alcuni anni fa, dove un lotto di treni regionali con tale alimentazione realizzati proprio da Alstom è stato dismesso dopo pochi mesi di servizio e sostituito con prodotti equivalenti ad alimentazione convenzionale a gasolio o a batteria.
Proprio a causa delle dichiarazioni rilasciate oltre confine, in questi giorni sono emerse forti preoccupazioni da parte della politica locale per lo sviluppo dei treni a idrogeno ordinati da Trenord da immettere sulla ferrovia Brescia-Edolo, per i quali il progetto H2iseo rischia di saltare in aria.
Ricordiamo che Trenord ha ordinato 14 elettrotreni nel 2020 finanziati anche con fondi PNRR da immettere in servizio nell'anno 2026, in concomitanza dei giochi olimpici invernali di Milano-Cortina.
La posizione del costruttore transalpino, diramata poco tempo dopo l'articolo di Europa Verde, ribadisce l'intenzione a portare avanti il progetto nonostante lo stop dei finanziamenti dal Governo francese, salvando così la fornitura dei treni e le infrastrutture a servizio della Brescia-Edolo.
Il problema non è solo onorare la fornitura dei treni prestabiliti, quanto il mantenimento di questa tecnologia e delle relative strutture, oltre alla produzione di idrogeno che ha ancora costi molto elevati, nonostante la ricerca in tale segmento vada avanti da più di vent'anni.
In Italia non è solo questa ferrovia lombarda a beneficiare in futuro dei treni a idrogeno; anche Stadler sta investendo su tale segmento nel sud Italia nelle ferrovie a scartamento ridotto e di recente la Regione Siciliana avrebbe ordinato da quest'ultima due treni con tale alimentazione.
Nel comunicato stampa diramato da Stadler lo scorso 9 ottobre, il costruttore svizzero ha dichiarato di avere ordini dall'Italia per 19 treni a scartamento ridotto con tale alimentazione, richiesti rispettivamente da FCE Catania (2 unità), ARST Sardegna (8 unità) e Ferrovie della Calabria (9 unità).
L'argomento dei treni a idrogeno è caldo e tornerà certamente a far discutere.
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