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Ricerca geologica online con GeoSciences IR: 267 prodotti tra dataset, applicazioni, banche dati e formazione nelle Scienze della Terra.
Conoscenza, formazione e innovazione: disponibile on line GeoSciences IR, l’infrastruttura di ricerca cloud interamente italiana dedicata alla geologia, realizzata attraverso il progetto omonimo finanziato dal MUR nell’ambito del PNRR e coordinato da ISPRA. Un vero e proprio “universo geologico” digitale di altissimo livello scientifico che, per la prima volta, riunisce dati, servizi, strumenti e conoscenze necessari allo svolgimento delle attività di monitoraggio, pianificazione, progettazione, analisi e controllo nei diversi ambiti delle Scienze della Terra.
L’infrastruttura non raccoglie soltanto informazioni e dati, ma anche strumenti, tecniche e pratiche operative su temi fondamentali quali geologia 3D, frane e tettonica attiva, sinkholes, difesa, uso e consumo del suolo, monitoraggio satellitare e in situ e ricerca mineraria. A tutti questi temi, si affianca un’importante offerta formativa che comprende corsi, tutorial, videolezioni e webinar.
Realizzata per i Servizi Geologici Regionali, GeoSciences IR mette a disposizione delle amministrazioni, della comunità scientifica e dei cittadini 267 prodotti liberamente accessibili, tra cui 117 dataset, 18 applicazioni e tools informatici, 44 vocabolari, 25 visualizzatori personalizzati, 56 prodotti formativi, diversi documenti tecnici e linee guida.
All’interno dell’infrastruttura confluiscono portali e banche dati di grande rilievo, come GeMMA, che raccoglie le informazioni sul patrimonio minerario italiano, compreso l’inventario dei depositi di rifiuti estrattivi e che sarà disponibile a breve, o ITHACA dedicata alla caratterizzazione delle faglie capaci in Italia. Sono inoltre presenti collegamenti a piattaforme strategiche come IdroGEO, il portale sul dissesto idrogeologico che consente, tra l’altro, di verificare il livello di rischio da frane e alluvioni nel proprio territorio, recentemente ampliato e rinnovato proprio grazie a GeoSciences IR.
L’accesso ai contenuti è immediato e intuitivo: dal sito del progetto si accede direttamente ai prodotti nel catalogo tematico e, con pochi clic, si passa dalla conoscenza all’azione. I dati prodotti dai 16 istituti di ricerca e università, partner del progetto, possono essere consultati e visualizzati attraverso strumenti dedicati, mentre applicazioni e servizi consentono di tradurre le informazioni in strumenti operativi. Un percorso che si completa con un’area dedicata alla formazione, pensata per rispondere alle esigenze degli utenti di approfondire e aggiornare le proprie competenze. La formazione è, infatti, uno dei punti di forza dell’infrastruttura: corsi, tutorial, video lezioni e webinar accompagnano l’utente in tutti gli ambiti delle Scienze della Terra, offrendo sia percorsi introduttivi sia occasioni di aggiornamento continuo per tecnici, professionisti e studenti.
Al progetto GeoSciences IR partecipano 16 partner di cui 13 Università (Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Bari, Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi dell’Insubria Università degli Studi del Molise, Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi della Tuscia, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Palermo) e 3 Enti di Ricerca (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale, Consiglio Nazionale delle Ricerche).
(Fonte: ISPRA)
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Exprivia sviluppa la realtà virtuale per il rover ESA su Marte ExoMars 2030, simulando operazioni su Oxia Planum prima dell’atterraggio.
Exprivia parteciperà alla prossima grande sfida europea dell’esplorazione marziana nella missione ExoMars. La tecnologia del gruppo ICT italiano svilupperà una applicazione di realtà virtuale e aumentata che consentirà agli scienziati e agli operatori del Rover Operations Control Center (ROCC) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) di simulare, testare e perfezionare le operazioni del rover Rosalind Franklin il cui atterraggio su Marte è previsto nel 2030.
La piattaforma permetterà di ricreare in un ambiente immersivo le condizioni operative che il rover incontrerà una volta approdato sulla superficie del pianeta rosso, offrendo agli operatori la possibilità di addestrarsi all’uso del veicolo robotico in modalità virtuale prima dell’arrivo effettivo nella regione di Oxia Planum. Attraverso simulazioni avanzate, sarà possibile sperimentare procedure, manovre e scenari complessi, migliorando la preparazione delle squadre e riducendo i rischi operativi una volta avviata la missione reale.
In questo contesto, Exprivia curerà lo sviluppo software dello strumento, mettendo a disposizione le proprie competenze nella progettazione di piattaforme digitali complesse, nella raccolta di immagini e gestione dei dati e nelle tecnologie immersive. L’ambiente virtuale – ricreato graficamente dall’azienda polacca Bones, partner del progetto – integrerà modelli tridimensionali del terreno marziano e strumenti di simulazione avanzata, consentendo di riprodurre verosimilmente la superficie del terreno e un’interazione realistica tra il rover e il contesto di missione.
L’utilizzo della realtà virtuale e aumentata rappresenta un elemento chiave per l’esplorazione spaziale moderna. L’ESA sperimenta da anni queste tecnologie per l’addestramento degli astronauti e degli operatori di missione, riconoscendone il valore nel migliorare l’efficacia delle operazioni e nel raccogliere dati preziosi sul comportamento dei sistemi. Rispetto alle attività svolte direttamente “sul campo”, le simulazioni immersive consentono infatti di osservare, misurare e analizzare in modo più completo l’interazione uomo-macchina, fornendo informazioni fondamentali per ottimizzare l’impiego dei rover in condizioni reali.
La piattaforma sviluppata da Exprivia sarà modulare e aggiornabile, progettata per integrare nel tempo nuovi dati, strumenti scientifici e profili di missione. Un’impostazione che la rende pronta ad accogliere in futuro anche simulazioni relative ad altre missioni e ad altri corpi celesti, come la Luna, rafforzando ulteriormente il contributo italiano alle attività di esplorazione spaziale europea.
“La partecipazione di Exprivia come partner tecnologico di questa missione spaziale robotica si inserisce nel solco di una collaborazione consolidata tra la nostra realtà ed ESA, che nel corso degli anni ha già portato a risultati significativi in ambito aerospaziale – osserva Roberto Medri responsabile commerciale della unità Aerospace&Defence di Exprivia – Progetti come questo mostrano non solo la capacità dell’Europa di affrontare le grandi sfide dell’esplorazione planetaria facendo leva su competenze specializzate, ma anche il ruolo dell’industria italiana di contribuire in modo concreto alle più avanzate missioni internazionali”.
(Fonte: SEC)
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Il sistema di osservazione Copernicus dell’Unione Europea sta rivoluzionando il modo in cui aziende e istituzioni monitorano ambienti forestali, deforestazione e stock di carbonio biogenico. Grazie a Copernicus e reporting su deforestazione e carbonio biogenico, sempre più realtà internazionali possono adottare strategie di sostenibilità trasparenti e affidabili, fondamentali per misurare l’impatto climatico delle attività umane.
Copernicus è il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, che sfrutta satelliti come i Sentinel per raccogliere dati continui su foreste, suolo e uso del territorio. I dati raccolti consentono di stimare:
Queste informazioni sono fondamentali per il cosiddetto reporting ambientale, ovvero la rendicontazione accurata degli impatti su clima e biodiversità di prodotti e attività economiche.
La tecnologia Copernicus fornisce immagini e misure satellitari che permettono di:
I sensori ottici e radar Sentinel osservano cambiamenti di copertura forestale su vaste aree, permettendo di identificare con precisione l’aumento o la riduzione delle superfici boschive.
Il carbonio biogenico rappresenta la quantità di carbonio immagazzinato in piante e suoli naturali. Copernicus consente di stimare questi stock e di includerli nei sistemi di reporting aziendale.
Attraverso i dati satellitari, le aziende possono valutare rischi legati alla deforestazione nelle loro catene di approvvigionamento e migliorare gli standard di sostenibilità delle materie prime.
Un reporting chiaro su deforestazione e carbonio aiuta le aziende a raggiungere gli obiettivi climatici e a comunicare progressi agli stakeholder, clienti e investitori.
In Europa esistono regolamenti che obbligano le imprese a garantire prodotti a deforestazione zero nei mercati dell’UE. Il reporting basato su dati satellitari fornisce prove solide per il rispetto di tali norme.
Con sistemi di monitoraggio avanzati, è possibile intervenire prontamente per contrastare la perdita di biodiversità e preservare funzioni ecosistemiche cruciali.
Un esempio concreto di utilizzo dei dati Copernicus è il progetto pilota realizzato da Inter IKEA Group in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea EUSPA. L’obiettivo era testare come i dati satellitari potessero:
Grazie a questa collaborazione, l’azienda ha potuto sviluppare strumenti più accurati di rendicontazione ambientale e rafforzare le proprie strategie di sostenibilità.
(Fonte: EUSPA)
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Terremoto di magnitudo 5.9 al largo della costa campana a 414 km di profondità. Ecco perché il sisma non ha provocato danni.
Nella notte del 10 Marzo 2026, alle ore 00.03 italiane, i sismografi dell’INGV hanno registrato un terremoto di magnitudo 5.9 a 414 km di profondità al largo della costa campana (vedi Immagine 1). Più precisamente, l’epicentro del terremoto è stato localizzato a circa 6 km in direzione Ovest Sud-Ovest dalla più vicina isola di Capri e a 38 km in direzione Sud Sud-Ovest della città di Napoli.

La profondità dell’evento è insolita, poiché molto inferiore rispetto alle tipiche profondità sismogenetiche dei terremoti italiani, che avvengono più comunemente tra 10 e 30 km sotto la superficie. Per questo motivo, l’origine di un terremoto così profondo va ricercata in processi geodinamici profondi, indipendenti dall’attività tettonica più superficiale. In particolare, il fenomeno è legato alla subduzione della microplacca ionica sotto la Calabria, nel bacino tirrenico. La subduzione è un processo geologico che comporta lo sprofondamento di una placca più densa al di sotto di una placca meno densa e il suo trascinamento in profondità nel mantello. Il termine deriva dal latino subducere, che significa “portare sotto”. Questo fenomeno caratterizza i margini convergenti delle placche tettoniche. La porzione di crosta che sprofonda nel mantello prende il nome di “slab”, e lo slab ionico sta penetrando nel mantello, al di sotto del Tirreno, da oltre 30 milioni di anni.
Le zone di subduzione sono tra le regioni più sismicamente attive del pianeta e sono responsabili dei terremoti più potenti mai registrati. Tra questi figurano il Terremoto di Valdivia del 1960 (magnitudo 9.6, 22 maggio 1960), il Terremoto dell’Alaska del 1964 (magnitudo 9.2, 27 marzo 1964) e il Terremoto dell’Oceano Indiano del 2004 (magnitudo 9.1, 26 dicembre 2004).

Ci sono mai stati terremoti simili in Italia?
Terremoti di grande profondità nel Tirreno non sono rari. Secondo i dati dell’INGV, negli ultimi quarant’anni sono stati registrati diversi eventi significativi: uno di magnitudo 5.8 il 28 ottobre 2016 a 481 km di profondità, uno di magnitudo 5.8 il 29 ottobre 2006 a 221 km, e uno di magnitudo 5.4 il 3 novembre 2010 a 506 km. Il terremoto profondo più intenso registrato nel Tirreno è quello del 27 dicembre 1978, con magnitudo 5.9 a 392 km di profondità. Inoltre, uno studio del 1951 ha stimato un terremoto con magnitudo compresa tra 6.8 e 7.1, avvenuto a circa 600 km di profondità al largo dell’isola di Lipari.
Per fare un confronto, il più recente terremoto italiano di magnitudo 6 che ha causato gravi danni è stato il terremoto di Amatrice, avvenuto il 24 agosto 2016, che devastò Amatrice e diversi centri limitrofi. In genere, terremoti di questa magnitudo possono provocare danni molto gravi o addirittura il collasso degli edifici. Nel caso del sisma registrato nel Tirreno, tuttavia, non si sono verificati danni significativi proprio a causa della sua grande profondità. Quando un terremoto ha origine a centinaia di chilometri sotto la superficie terrestre, le onde sismiche subiscono una forte attenuazione durante la loro propagazione verso l’alto. Questo processo riduce sensibilmente l’intensità delle vibrazioni percepite in superficie e, di conseguenza, anche i potenziali danni.
Fonti:
https://sismoslab.ingv.it/images/ping/PING_224.pdf
A. Polonia, L. Torelli, A. Artoni, M. Carlini, C. Faccenna, L. Ferranti, L. Gasperini, R. Govers, D. Klaeschen, C. Monaco, G. Neri, N. Nijholt, B. Orecchio, R. Wortel, The Ionian and Alfeo–Etna fault zones: New segments of an evolving plate boundary in the central Mediterranean Sea? https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0040195116300099
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La Conferenza Esri Italia 2026 si svolgerà a Roma il 13 e 14 maggio, un’occasione unica per conoscere le novità sulle tecnologie e le applicazioni più recenti, essere al passo con l’innovazione, confrontarsi con esperti e tutti i protagonisti del mondo delle tecnologie innovative per la gestione del nostro territorio.
Partecipa alla Conferenza Esri Italia 2026: due giornate gratuite a Roma dedicate a GIS, innovazione digitale, case study di successo e networking strategico. Scopri come trasformare i dati in valore concreto e costruire nuove opportunità di crescita.
La Conferenza Esri Italia 2026, in programma il 13 e 14 maggio 2026 a Roma presso l’Ergife Palace Hotel, si conferma il principale evento nazionale per chi desidera comprendere come i Sistemi Informativi Geografici (GIS) stiano rivoluzionando il modo di governare territori, servizi e dati nelle amministrazioni pubbliche e nelle imprese italiane.
Con lo slogan “GIS – Integrating Everything, Everywhere”, l’edizione 2026 mette al centro l’integrazione tra persone, processi e tecnologie, con un focus chiaro su valore strategico, innovazione e trasformazione digitale.
Nel contesto attuale, in cui le organizzazioni pubbliche e private devono affrontare sfide complesse — dalla sostenibilità alla resilienza territoriale, dalla digitalizzazione dei servizi alla pianificazione urbana — il GIS emerge come una leva imprescindibile per il decision-making basato sui dati geospaziali.
La Conferenza Esri Italia 2026 offre sessioni dedicate a temi chiave come:
Questi contenuti, progettati per generare insight concreti e applicabili, sono pensati per decision maker e leader di progetto che vogliono portare valore misurabile nella propria organizzazione.
Una delle componenti più apprezzate della Conferenza è la presentazione di case study e best practice di successo, dove enti pubblici e aziende raccontano progetti reali, risultati raggiunti e modelli replicabili.
L’edizione 2025 ha già dimostrato il potenziale di questo approccio: con oltre 2.500 partecipanti, 200 relatori e decine di interventi, sono state condivise esperienze di eccellenza dall’uso dei GIS nella pianificazione urbana alla gestione del rischio idrogeologico, dalla sostenibilità ambientale alla digitalizzazione dei servizi pubblici.
Questa formula, basata su casi d’uso tangibili, è particolarmente preziosa per chi deve giustificare investimenti, progettare innovazione o disegnare politiche pubbliche data-driven.
La Conferenza Esri Italia è soprattutto comunità: un luogo dove manager, dirigenti pubblici, CIO, responsabili di progetto e partner tecnologici si incontrano, dialogano e tessono relazioni durature.
Le due giornate offrono spazi per confrontarsi con esperti di settore, partecipare a workshop tematici e creare connessioni con altri professionisti che condividono le stesse sfide. Questo contesto favorisce alleanze strategiche, scambi di competenze e nuove opportunità di collaborazione, cruciali per le organizzazioni che vogliono stare davvero al passo con i tempi.
La sessione plenaria della Conferenza sarà nuovamente condotta da Davide Coero Borga, autore e divulgatore scientifico noto per la sua capacità di comunicare con chiarezza le implicazioni strategiche delle tecnologie emergenti.
In un settore in rapida evoluzione come quello dei GIS e dei dati spaziali, una guida autorevole come Coero Borga aiuta i partecipanti a cogliere non solo le tecnologie, ma le opportunità di impatto reale sul business e sulla governance territoriale.
Anche quest’anno, Partecipazione gratuita a tutte le sessioni, inclusi plenarie, workshop e presentazioni, e da Accesso diretto a case study di alto valore strategico per enti pubblici e grandi aziende.
Tantissime saranno le opportunità di Networking con leader di progetto, decisori istituzionali e partner tecnologici, oltre a un focus concreto su tematiche che guidano la trasformazione digitale in Italia.
Non perdere l’occasione di partecipare all’appuntamento di riferimento per chi opera nei settori della geografia digitale, dell’innovazione pubblica e delle tecnologie data-driven.
La Conferenza Esri Italia 2026 è l’evento strategico dove trasformare idee in progetti, networking in opportunità, dati in decisioni migliori.
Iscriviti ora e assicurati un posto a due giornate di visione, apprendimento e connessioni che possono cambiare il futuro della tua organizzazione.
(Fonte: Esri Italia)
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