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Geologia, GIS e comunicazione: Silvia Ilacqua in Rai spiega il dissesto idrogeologico che ha causato la frana di Niscemi nel Sud Italia e l’importanza dei dati territoriali.
Il dissesto idrogeologico nel Sud Italia viene spesso raccontato come una sequenza di eventi eccezionali e imprevedibili. Nell’intervista andata in onda su Rai Radio 3, la geologa Silvia Ilacqua ribalta questa visione, spiegando che frane e alluvioni sono il risultato di processi lenti, noti e in molti casi monitorabili.
Il problema non è solo la pioggia intensa o l’evento meteorologico estremo, ma la fragilità intrinseca di territori complessi, spesso gestiti senza una reale conoscenza geologica.
Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda il ruolo dell’uomo. Secondo Silvia, l’urbanizzazione non pianificata, l’abbandono delle aree interne e la scarsa manutenzione del territorio amplificano fenomeni che, dal punto di vista geologico, sarebbero, almeno in parte, gestibili.
La trasformazione del suolo altera l’equilibrio naturale dei versanti e dei bacini idrografici. Senza una pianificazione basata su dati geologici e geomorfologici, ogni evento meteo diventa potenzialmente critico.
Nel suo intervento, Silvia Ilacqua sottolinea l’importanza dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) come strumenti chiave per analizzare il territorio. Il GIS consente di integrare dati geologici, idrologici e urbanistici, offrendo una visione complessiva del rischio.
L’uso consapevole dei dati territoriali permette di individuare aree vulnerabili, supportare le decisioni delle amministrazioni e passare da una gestione emergenziale a una strategia di prevenzione.
Oltre all’aspetto tecnico, l’intervista mette in luce un tema caro a GeosmartMagazine: la comunicazione scientifica. Per Silvia, spiegare la geologia in modo chiaro è essenziale per superare l’idea del disastro come fatalità.
Rendere comprensibili concetti complessi significa aiutare cittadini e decisori a comprendere il territorio in cui vivono e a riconoscere il valore della prevenzione.
L’intervento in Rai conferma il profilo ibrido di Silvia: geologa, esperta GIS e professionista della comunicazione scientifica. Un approccio che unisce competenze tecniche e capacità divulgative, oggi fondamentali per raccontare il territorio in modo corretto e responsabile.
Per ascoltare l’intervista, clicca qui.

Guarda il nostro video youtube qui sotto realizzato da Silvia sulla Frana di Niscemi
(Fonte: Rai)
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Opere di difesa costiera: l’ISPRA pubblica il nuovo geodatabase nazionale per il monitoraggio, per la pianificazione e per la gestione del litorale italiano.
Le opere di difesa costiera rappresentano oggi uno degli elementi più rilevanti nella gestione del litorale italiano. Secondo i dati più recenti, quasi un quinto della costa nazionale è interessato dalla presenza di strutture rigide, con un’estensione che nel 2020 superava i 1.500 km, pari al 18% della linea di costa.
Dal 2000 al 2020 la lunghezza di costa interessata da opere rigide è cresciuta del 27%, con un incremento superiore ai 200 km. Alcune Regioni mostrano valori ancora più significativi.
La Calabria registra l’aumento più marcato, con una crescita del 66% della costa interessata da opere rigide. Seguendo il trend attuale, dal 2020 ad oggi si stimano ulteriori 50 km di costa modificata da questi interventi.
I cambiamenti climatici stanno amplificando i processi di erosione costiera. L’aumento della frequenza e dell’intensità di eventi estremi, come cicloni mediterranei e mareggiate, si combina con l’innalzamento del livello del mare e con le modifiche dei regimi di vento e correnti.
Episodi recenti, come il ciclone Harry che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna, evidenziano una tendenza strutturale. Questi fenomeni si sommano agli impatti delle attività umane, rendendo necessarie strategie di adattamento basate su dati scientifici e pianificazione integrata.
Negli ultimi decenni sono state installate lungo le coste italiane quasi 11.000 opere rigide, con effetti differenti sui sistemi naturali circostanti.
In Liguria sono frequenti i pennelli perpendicolari alla costa, progettati per intrappolare i sedimenti. Lungo il versante adriatico prevalgono le scogliere staccate dalla riva, utilizzate per attenuare l’energia delle onde. In Calabria tirrenica sono presenti sistemi complessi di pennelli a “T”, progettati per rispondere a condizioni locali specifiche.
Le Linee Guida nazionali evidenziano come queste soluzioni possano ridurre l’impatto delle mareggiate in siti localizzati, ma allo stesso tempo ostacolino il trasporto naturale dei sedimenti, influenzando negativamente tratti costieri più estesi.
Conoscere la distribuzione e le caratteristiche delle opere rigide è fondamentale per sviluppare strumenti di gestione più efficaci. La pianificazione coordinata e gli interventi locali, come i ripascimenti, richiedono una base informativa aggiornata e affidabile.
ISPRA ha pubblicato un geodatabase nazionale liberamente accessibile che identifica e caratterizza i tratti di costa influenzati da opere di difesa rigide, come scogliere, pennelli, muraglioni e strutture radenti.
Il nuovo GeoDB si integra con i geodatabase ISPRA “Assetto Costiero”, che analizzano l’intero litorale nazionale. Il sistema sarà ulteriormente aggiornato grazie ai risultati del progetto PNRR-MER, in linea con la direttiva europea INSPIRE.
Il geodatabase ISPRA rappresenta oggi il riferimento nazionale per la definizione della linea di costa e costituisce uno strumento essenziale per il monitoraggio, la progettazione e la gestione sostenibile delle aree costiere italiane.
Per il link al geodatabase, clicca qui.
(Fonte: ISPRA)
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Giovedì 26 febbraio alle ore 11:00, Esri Italia organizza un webinar gratuito dedicato a come integrare GIS e BIM, a cura dei Solution Architect Mariafrancesca Carrieri e Stefano Schiavini.
L’evento, dal titolo “Trasforma i dati in decisioni strategiche: l’integrazione tra BIM e GIS”, è pensato per professionisti, aziende ed enti che vogliono comprendere come migliorare la gestione dei dati e ottimizzare i processi decisionali.
Hai perso la diretta o vuoi rivedere il webinar “Trasforma i dati in decisioni strategiche: l’integrazione tra BIM e GIS”?
È ora disponibile il video su YouTube
Capire come integrare GIS e BIM significa adottare un workflow capace di scambiare dati tra sistemi diversi senza perdita di informazioni.
Questo approccio mette il dato al centro e consente di:
La sinergia tra Building Information Modeling (BIM) e Geographic Information System (GIS) rappresenta oggi un passaggio chiave per trasformare la progettazione tradizionale in una gestione integrata e data-driven.
Oggi è possibile scoprire concretamente come integrare GIS e BIM grazie alla nuova soluzione basata su ArcGIS, che offre un’esperienza web innovativa.
Il software permette di:
Comprendere come integrare GIS e BIM significa anche abilitare una collaborazione più efficace tra team.
Per la prima volta, i gruppi di lavoro possono collaborare su progetti BIM dinamici all’interno di sistemi connessi in tempo reale. Grazie all’integrazione:
Gli eventi online di Esri Italia sono momenti di approfondimento gratuiti pensati per supportare:
L’obiettivo è aiutare il mercato a comprendere come integrare GIS e BIM adottando le tecnologie geospaziali più innovative.
Non perdere l’occasione: partecipa al webinar del 26 febbraio alle 11:00 e scopri come trasformare i dati in decisioni strategiche.
(Fonte: Esri Italia)
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Il Museo virtuale UNESCO dei beni culturali trafugati è una piattaforma digitale globale innovativa creata per sensibilizzare il pubblico, in particolare le nuove generazioni, sul fenomeno del traffico illecito di beni culturali e sulle implicazioni culturali, sociali e identitarie legate alla sottrazione illegale di opere d’arte e reperti storici.
Il Museo Virtuale UNESCO dei beni culturali trafugati è la prima piattaforma globale immersiva dedicata alla lotta contro il traffico illecito di beni culturali. Più che un semplice spazio digitale, il museo utilizza tecnologie avanzate di digitalizzazione 3D e realtà virtuale per offrire un’esperienza educativa interattiva.
Questa iniziativa UNESCO nasce con l’obiettivo di mettere in luce l’importanza del patrimonio culturale come elemento fondamentale dell’identità collettiva e di promuovere una maggiore conoscenza delle opere sottratte illegalmente, raccogliendo modelli tridimensionali e narrazioni multimediali relative a circa 600 oggetti culturali trafugati selezionati dai database internazionali più autorevoli, come il database INTERPOL Stolen Works of Art.
La piattaforma dei beni culturali trafugati si pone diversi obiettivi chiave nell’ambito della protezione del patrimonio culturale mondiale:
Il museo mira a aumentare la consapevolezza pubblica sul fenomeno del traffico illecito di beni culturali, sulle sue conseguenze per le comunità di origine e sulla perdita di memoria storica.
Attraverso contenuti narrativi ed educativi associati a ciascun oggetto esposto, la piattaforma favorisce la comprensione del contesto culturale e storico delle opere trafugate, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.
Il museo presenta inoltre una Sala Ritorni e Restituzioni, in cui vengono illustrate le migliori pratiche di restituzione degli oggetti alle comunità o Stati d’origine, mostrando casi emblematici di cooperazione internazionale.
La piattaforma utilizza tecnologie digitali avanzate come la modellazione 3D, digitalizzazione 2D e realtà virtuale, permettendo ai visitatori di esplorare in modo immersivo gli oggetti culturali sottratti.
Grazie a queste tecnologie, ogni reperto virtualizzato viene presentato con informazioni dettagliate, narrazioni contestuali e testimonianze delle comunità colpite dal furto, offrendo una esperienza interattiva educativa e coinvolgente.
Il progetto del Museo Virtuale UNESCO dei beni culturali trafugati è stato presentato ufficialmente nel corso della conferenza internazionale MONDIACULT 2025 e vede la collaborazione con INTERPOL, utilizzando il suo database internazionale per selezionare gli oggetti ancora mancanti.
Inoltre, la piattaforma accoglie contributi e supporto da parte di diversi Stati membri e partner internazionali, rendendo il museo uno strumento globale di cooperazione nella lotta al traffico illecito di opere d’arte.
(Fonte: UNESCO)
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Il contesto normativo ha rafforzato il ruolo del valutatore immobiliare:
Banche, servicer NPL e tribunali richiedono valutazioni sempre più strutturate e conformi agli standard UNI. Il numero di professionisti certificati non è sufficiente a coprire la domanda.
Achademia Real Estate
Società di consulenza con sede a Milano, attiva dal 2006 nelle valutazioni immobiliari e nella due diligence per imprese, enti e istituzioni.
AEDE Srl
Società operativa dal 2007 con sedi a Savigliano, Roma, Firenze e Modica.
Lavora con gruppi bancari, leasing, servicer NPL e tribunali, e ha avviato percorsi di certificazione UNI 11558 per il proprio personale.
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(Fonte: Stimatrix)
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