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Quelle come me sorridono sempre, ma appena appena, giusto con gli occhi.
Perché anche un sorriso può fare male sulla pelle viva.
Quelle come me aspettano un abbraccio. Ogni momento.
Dal risveglio fino a quando scende sera.
Chissà che non arrivi, portato da una falena che,
come me, si fa strada nel buio.
Da “Lavanda per l’orco”, Ed. Secop 2023
In copertina: occhi sorridenti – Foto di Milivojevic da Pixnio
Per l’anno 2026 la storica rubrica domenicale di poesia Per certi versi è affidata a Roberta Lipparini
L'articolo Per certi versi / Quelle come me sembra essere il primo su Periscopionline.it - l'informazione verticale.
di Antonio Micciulli*
(tratto dalla sua pagina Facebook )
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I diritti delle donne sono basati sul loro sesso, sul loro sesso biologico e cromosomico. Negare questo significa negare le mutilazioni genitali, negare le discriminazioni subite dalle donne in quanto considerate il “sesso debole”, negare le discriminazioni subite quando venivano invitate a non fare certi sport o certe attività con la scusa che avrebbero messo a rischio il loro potere riproduttivo, negare le discriminazioni subite nel campo dell’istruzione.
Alle donne era vietato andare in bicicletta, scalare montagne o accedere a corsi universitari in quanto donne. Persino Calamandrei, padre costituente espresse perplessità sulla loro capacità di giudizio a causa della loro fisiologia, (umore troppo legato al loro ciclo), sconsigliando il loro ingresso in magistratura (ingresso che avvenne solo nel 1963).
Dunque fino a poco fa il sesso delle donne era un impedimento a partecipare a pieno titolo a tutte le espressioni sociali pubbliche: studi, lavoro, sport, arte.
Nel campo dello sport penso a Roberta “Bobbi” Gibb, che corse la maratona di Boston nel 1966 senza numero, non ufficialmente, arrivando alla fine senza essere fermata e a Kathrine Switzer che nel 1967 partecipò alla marcia di Boston iscrivendosi solo con le sue iniziali (di fatto omettendo il nome femminile), ottenendo il pettorale 261, e nonostante il tentativo da parte di un organizzatore di impedirle di correre, riuscì a finire la gara in 4 ore e 20 minuti, aprendo così all’ammissione delle donne nella maratona di Boston (nel 1972).
Le donne non potevano gareggiare, perché considerate troppo fragili o inabili a resistere così a lungo.
È grazie a donne straordinarie che oggi i pregiudizi sul nostro sesso sono stati in parte abbattuti, ma questo non vuole dire che siamo uguali fisiologicamente agli uomini/maschi (costretta a definirli così a causa del fatto che il sostantivo ‘uomo’ può essere anche usato in modo generico, includendo così di fatto anche le donne).
Oggi la battaglia per l’uguaglianza, attraverso il transumanesimo, però vuole portarci a credere che le differenze biologiche siano fatti personali e individuali, non esperienze collettive. Essere donna, pur nella sue infinite variazioni, è anche essere parte di una comunità accomunata proprio da esperienze collettive che fanno parte del suo straordinario sviluppo fisiologico (mestruazioni, gravidanza, potere riproduttivo, piacere sessuale). Esattamente come per i maschi uomini, che a loro volta sono accomunati da esperienze legate al loro sviluppo fisiologico, pur nelle infinite variazioni possibili.
Dunque a differenza di quanto affermano coloro i quali si oppongono alla reintroduzione dei test SRY genetico per avere accesso nella categorie sportive femminili e cioè che è un passo indietro e discriminatorio verso atleti transgender e intersex , il riconoscimento che il sesso biologico determina un’appartenenza è una realtà inalienabile che rimette al centro il concetto di umanità: le donne per troppo tempo sono state definite esseri umani per difetto.
La verità profonda è che i corpi parlano attraverso la loro biologia (bio-vita, biologia e biografia sono connesse), hanno un loro sapere e sono il ponte che ci lega al nostro senso di esistere, al nostro spirito e che modificarli artificialmente per inserirli a tutti i costi in una della due grandi categorie maschi e femmine volendo cancellarne la biologia, cancella il potere invisibile ma tangibile che li abita. Il transumanesimo vuole proprio questo: disconnetterci dal nostro potere. Il sesso biologico nonostante tutte le narrazioni transumaniste non si cambia, lo si modifica artificialmente ma non lo si cambia!
Dunque la battaglia delle atlete a difesa della loro categoria non è un atto discriminatorio verso transgender o intersex o altre categorie ma bensì un’azione di autodeterminazione collettiva! Le donne non sono maschi mancati, non si possono definire in funzione dei maschi, sono altro. Hanno loro parole incarnate in un corpo femmina.
Le donne sanno bene, per esperienza ancestrale, quanto il corpo conosca cose che sfuggono alla coscienza individuale ma non a quella collettiva! Non è un caso che Anna Maria van Shurman, contemporanea di Cartesio, opponesse il suo “sum ergo cogito” al più famoso ma parziale “ergo cogito sum” del filosofo francese.
Cover: Foto di <a href=”https://pixabay.com/it/users/jimbo457-27590699/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=8972844″>Jim Cramer</a> da <a href=”https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=8972844″>Pixabay</a>
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Intervista ad Andrea Gandini
Nei tuoi interventi su Periscopio hai sempre detto che con Donald Trump l’America poteva cambiare passo rispetto alle guerre aperte. Ti sei ricreduto?
Pensavo che Trump, come lui stesso diceva, avesse deciso di venire a patti con la Cina, rinunciando ad una leadership unilaterale del mondo nel XXI secolo, vista la debolezza dei fondamentali economici Usa e la forza crescente della Cina. Così sosteneva in campagna elettorale e il movimento Maga: rinunciare ad dominio completo del mondo e concentrarsi sul proprio paese in gravissima crisi.
Ma con le sortite su Groenlandia, Venezuela e Iran l’idea di dominare il mondo non è venuta meno.
Perché questo cambio di rotta?
Probabilmente si è reso conto che il dollaro (e le criptovalute) vivono una crisi maggiore di quello che pensava e bisogna assolutamente mettere dei controvalori sotto il dollaro, privato dal 1971 dell’oro. E cosa meglio dei petrodollari? Da 50 anni sono il vero controvalore del dollaro insieme ai fondamentali dell’economia americana (saldo estero, debito pubblico, forza della manifattura) che però non ci sono più.
Quindi Trump non è matto come si tende a dire, ma persegue una chiara strategia?
Trump sarà anche demente ma c’è del metodo in questa follia e credo sia stato spinto anche dal deep state USA a proseguire nella tradizione americana. La guerra in Iran fa parte della “predazione” (a basso costo) e chiarire chi comanda nel mondo, anche se questa volta l’azzardo è mortale. Non ha messo in conto una crisi interna.
In che senso?
Una completa vittoria degli Stati Uniti sull’Iran, segnerebbe una svolta enorme a suo favore. Se l’Iran dovesse cambiare regime, passare dalla sfera russo- cinese a quelle americana, garantendo, nel contempo, la sicurezza ai paesi arabi del Golfo e quella supremazia definitiva in Medio Oriente che Israele cerca da 80 anni, farebbero bingo sia lui che Netanyahu. E la Cina dovrebbe rimandare la sua ascesa.
E succederà questo?
Non credo. L’Iran reggerà un tempo sufficiente, ai feroci bombardamenti americani, per determinare uno choc delle borse, uno tsunami anche per l’Europa. Recessione e inflazione metteranno a tappeto per 6 mesi tutte le economie occidentali.
La Cina (insieme alla Russia) farà così il primo decisivo passo verso quel Nuovo Ordine Mondiale su cui lavorano silenziosamente dal 2009. Intanto le loro petroliere passano già per Hormuz.
Anche l’Europa sarà colpita, fino a che punto?
La UE è molto più dipendente degli USA dal petrolio e l’Italia sarà la più colpita, come nel 2008, non potendo contare più sul gas russo. E’ probabile una recessione da maggio a tutto il 2026.
Come potrà reagire l’Europa?
Il colpo sarà tremendo. L’Europa sta capendo quanto dannosa sia l’alleanza con gli Stati Uniti che da sempre perseguono interessi totalmente divergenti da quelli europei.
Questa è anche la ragione per cui nel 2003, dopo i dissensi di Germania e Francia per la guerra in Iraq, gli USA spinsero per un allargamento (dal 2004) ai Baltici e Polonia, oggi i loro più fidi alleati. Paesi come Spagna, Francia, Inghilterra l’hanno capito, tentennano Italia e Germania, mentre i Paesi Baltici e Polonia, paralizzati dalla paura per la Russia, sono totalmente allineati agli USA. Non a caso danno le loro basi per gli attacchi USA sull’Iran così come Macedonia, Kosovo, Bulgaria. Spingono per un ulteriore allargamento UE e si oppongono ad una rifondazione in chiave di autonomia dagli USA, una scelta, a questo punto, inevitabile.
E se la UE non cambia cosa succede?
Che alle elezioni del 2029 vinceranno tutte le destre sovraniste e by by UE per almeno 5 anni.
Pensi che dopo la fine della tregua l’Iran possa essere ancora bombardato e “riportato all’età della pietra”, come diceva Trump, se non accetta le condizioni USA e, a quel punto, cederà? E che Israele riuscirà con i suoi inumani attacchi al Libano, in Cisgiordania e Gaza a piegare i popoli arabi che ancora resistono?
La novità storica del XXI secolo è che nessuna superpotenza può più piegare, come fu nel ‘900 e nei secoli scorsi, una popolazione che è contraria all’invasore. L’Afghanistan lo dimostra, come anche tutte le altre guerre perse degli Usa (ed altri).
E la Russia in Ucraina?
Anche la Russia sa bene che può annettersi solo Crimea e Donbass, cioè le zone russofone. E’ questa una buona notizia nella storia dell’umanità. Vale anche nel caso dell’Iran e dei palestinesi: non possono essere vinti con le bombe.
E’ quindi prevedibile che nel 2027 avremo a che fare con un Nuovo Ordine Mondiale in cui la Cina comincia a svolgere un ruolo di rilievo?
Si, non solo Cina ma anche India e Brasile sono in forte ascesa. La Russia chiuderà la guerra in Ucraina con l’annessione di Crimea e Donbass. Ci avviamo verso un Nuovo Ordine Mondiale e già oggi le banche centrali vendono i titoli del Tesoro USA, il debito federale sfiora i 40mila miliardi e si teme un’inflazione a maggio del 5%.
C’è chi paventa una guerra civile negli Stati Uniti. E’ davvero possibile?
Il rischio esiste. Tutti gli indici dicono che mai come oggi la società americana è divisa in blocchi contrapposti. Il movimento Maga (circa 40 milioni sui 77 che hanno votato Trump) è radicale. La lotta contro gli immigrati mina però la crescita USA e la scarsità di manodopera crea già problemi anche nelle aree rurali pro-Trump. Nella sanità un quarto del personale è straniero e già scarseggia il personale, anche in agricoltura, i prezzi stanno salendo, tutti processi esplosivi…
Chi vincerà le elezioni in Francia nel 2027’
Penso la destra e ciò porterà all’implosione dell’Europa che conosciamo. Il centro-sinistra, se non fa gravi errori, potrebbe vincere invece le elezioni in Italia.
E Cuba come andrà a finire?
La Russia sta portando un pò di petrolio e la Cina i pannelli solari. Se interrompono il lunghissimo embargo Usa e il regime, trincerato in se stesso da troppo tempo, farà aperture, consigliato dalla Cina, su proprietà privata e concorrenza, che faranno contenti gli esuli americani, allora esce dalla crisi.
E’ un mondo migliore o peggiore quello che si annuncia?
Penso un Mondo Migliore. Viene meno il bellicismo americano, piegato dallo chock finanziario che sta arrivando e dalla sconfitta di Trump alle elezioni di mid-term di novembre 2026.
Nel 2027 riprende il commercio internazionale e la crescita di quasi tutti i paesi, specie i più poveri che subiranno nel 2026 il maggior impatto dalla crisi finanziaria americana.
L’Europa dovrà ripensarsi completamente e in Italia avremo forse un Governo di centro-sinistra.
L’arrivo della Cina ci farà bene, com’è stato con la lotta USA-URSS nei primi 30 anni del dopoguerra. Dal timore del comunismo dell’URSS abbiamo avuto (grazie certo anche alle lotte dei lavoratori) un capitalismo dal volto umano, il welfare e i salari sono quasi triplicati. Potrebbe succedere la stessa cosa con la paura della Cina: i nostri salari e il welfare potrebbe rinascere, bisognerà pur dimostrare che il capitalismo è migliore della Cina.
E dell’Europa cosa ne sarà?
E’ la maggiore criticità. L’Europa dovrà trovare il coraggio di cambiare molte cose, aprirsi alla Cina e alla stessa Russia, fare finalmente gli interessi dei suoi cittadini e non quelli americani e diventare un polo mondiale con un modello di sviluppo centrato sulla libertà, eguaglianza e welfare alternativo sia alla Cina che agli USA.
I giovani (ma direi gran parte dei paesi e dell’umanità) vogliono paradossalmente proprio questo.
Lo sai che gli economisti quasi sempre sbagliano le previsioni?
Concordo, ma nel 2008 fui uno dei pochi che previde la recessione (l’Annuario CDS e il suo inserto con una grande freccia in giù lo testimoniano) e ora tutti gli indici vanno in quella direzione…quindi azzardo.
Cover: fotogramma dal Film di Susanne Bier “Un mondo migliore”
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Parole a capo <br> Luca Pizzolitto: “Prima dell’estate e del tuono”. Alcune poesie. Scaffale poetico: Floriana Porta “dialoga” con Emily Dickinson
Ringrazio Luca Pizzolitto per avermi permesso di pubblicare alcune sue poesie. E’ un “piccolo” libro che s’apre di grandi immagini tra dolore, speranza e desiderio d’infinito.
Dall’introduzione di Gianfranco Lauretano, cogliamo due sollecitazioni “in profondità”. “Pizzolitto raggiunge poesie che oscillano dal vuoto al pieno della luce. Un’attenzione scarna e sostanziale riporta alla superficie inquadrature isolate, spesso neppure fissate in immagine certa, ma solo percepite attraverso il sottilissimo senso dell’anima.” (…) “La voce di un poeta che percorre un deserto all’alba o attraversa una foresta in salita per giungere a un monastero in montagna. Lo sguardo lanciato ai mondi esteriori e interiori, che si riflettono incessantemente, intrecciano senza indugio morte e rinascita, voce e silenzio, viandanza e sosta, così che “la luce dagli occhi scompare”, ma anche “il verde ramo sfida l’inverno”. In queste poesie la parola si fa corpo e viceversa, il deserto scende nel viaggio interiore verso una luce già presente, e la salvezza, anche se lontana, rimane necessaria e invocata. La poesia, qui, è spazio sacro di resistenza e ripresa.“.
Del fuoco conservi antica memoria,
la misura del passo prima della caduta
il ramo ritorto la spina del pruno
la veste gualcita del tempo
dalle lampare la luce scolora il buio
muore la grazia nell’afa di luglio
madre di ogni rimpianto,
salvezza dei corpi santissimi dei naufragati.
Ora che tutto brucia
e tace la peonia in fiore
ora che i nostri corpi
sono carne senza riparo
– si apre la terra al pianto
tra le mani un volto,
un corpo che non è più il mio.
Nel giardino sotto casa
stanno potando gli alberi
il respiro delle foglie nel sogno
atteso del sale tre dalie in fiore
ottobre è avanzo di luce,
memoria stretta delle mani.
Poso l’orecchio sui tuoi seni stanchi,
bianco tremore d’assenza
si fa a pezzi il cuore nel canto alla vita.
Primavera del silenzio tradito
nella notte di foglie ossessivi pensieri
bussi alla porta che non ha nome
vesti d’oriente la materia scura del mondo,
il solco di luce il vuoto istante che segue l’amore
non fa freddo eppure tremi.
Corpi d’ulivo obliqui nell’acqua
corpi nel vento di marzo
corpi nel sangue, benedetti.
È la bianchezza terribile della morte
è la forma inesatta del cielo
gli anni perduti la rovina di luce
i deserti, le stanche paure.
Lungo il sentiero dei coralli
stringi al legno il lato scarno
del viso, ventre trafitto di madre
fredda fine d’inverno la cena
lasciata a metà – febbraio
insegne al neon, uccelli in volo.
Oggi la rosa sulla pietra d’altare è fuoco,
taglio di lontananza.
Ho guidato fino a sfinirmi fino a perdere
la misura esatta delle cose ho gettato
il cuore nell’acqua sporca del Giordano
ho seppellito il ricordo sulla riva
disabitata del fiume –
qui dove i grilli muoiono soli, nel pudore e nel canto.
Foto di Chris Horvath da Pixabay
Luca Pizzolitto nasce a Torino il 12 febbraio 1980, città dove attualmente vive e lavora come educatore professionale.
Crocevia dei cammini, Getsemani e Prima dell’estate e del tuono sono i suoi ultimi libri pubblicati, tutti con l’editore peQuod. Del 2025 è la plaquette deserti.
Per la suddetta casa editrice cura la collana di poesia “Portosepolto”. Per i tipi de Ilglomerulodisale quella di plaquette “Amorgos”. Ha fondato il blog poetico “Bottega Portosepolto”.
Collabora con i blog “L’estroverso” e “La poesia e lo spirito”, con le riviste on line “Poesia del nostro tempo” e “Ytali” e con la casa editrice Puntoacapo.
LO SCAFFALE POETICO
Segnalazioni editoriali interne (o contigue) al mondo della poesia.
FLORIANA PORTA IN UNA MOSTRA PER I 140 ANNI DALLA MORTE DI EMILY DICKINSON
Per i 140 anni dalla scomparsa della poetessa Emily Dickinson, al Castello Reale di Moncalieri dal 6 marzo al 24 maggio 2026 è visitabile la mostra “Fammi un quadro del sole”. Tra le protagoniste di questo evento, c’è la poeta e pittrice Floriana Porta. La ringraziamo per la sua disponibilità e cortesia.
1) Puoi dirci con alcune “parole chiave” come è nato questo progetto e qual è il tuo contributo artistico?
La prima parola chiave che mi viene in mente – e attorno alla quale ruota tutta la mia ricerca artistica e poetica – è “acquerello“. Questo mio progetto artistico trasforma le parole della Dickinson in vere e proprie visioni, fondendo acquerello, carte, inchiostri e frammenti poetici nei sontuosi spazi dell’appartamento della principessa Maria Letizia Bonaparte.
La seconda parola è “blu“. Il blu che ho scelto per identificarla rappresenta, in qualche modo, non solo la sua voce e il suo canto, ma il suo doppio corpo, spirituale e insieme “carnale”. Questo mio blu crea, inoltre, uno spazio visivo dove la parola poetica sembra anche, a tratti, dissolversi nell’aria, evidenziando il legame tra “silenzio” e “rivelazione”, tema tanto caro alla Dickinson. Il corpo è la realtà concreta che subisce il tempo, mentre l’aria è l’elemento in cui la coscienza si espande, trasformandosi e sfuggendo alla mortalità.
La terza parola è “presenza“. Una presenza che colma il vuoto dell’assenza. Una presenza-assenza persistente, costante, viva. Penso che dipingere significhi dare forma a un’assenza.
2) La figura di Emily Dickinson è stata da sempre una delle icone magiche centrali per tante generazioni, soprattutto per i giovani di ieri e di oggi. Perché resta così “viva” e presente dopo oltre un secolo e mezzo dalla sua scomparsa?
Perché la sua poesia è stata un’esplorazione, diretta e tagliente, dell’interiorità umana, capace di rispecchiare tutte le emozioni, passate e presenti. E nonostante la vita reclusa, la Dickinson ha trasformato la sua stanza in un vero e proprio “laboratorio” per analizzare l’intensità emotiva, la natura, l’amore, la morte e l’eternità con una modernità davvero sorprendente!

(Creazione di Floriana Porta)
3) A settembre, con Pecore Nere Editorial, uscirà un tuo nuovo libro di poesie “Nel giardino dei tuoi passi”. Possiamo dire che è un dialogo con la Dickinson al di là del tempo ma dove lo spazio è a distanza di fiato?
Direi proprio di sì. Ho immaginato ciò che hanno sfiorato le sue mani, la sua pelle; ho fantasticato sulle erbe e sui profumi inebrianti che le offriva, ogni giorno, il suo giardino; ho, in pratica, ricreato tutto il suo mondo col pennello e con la penna, spaziando dall’infinità del cosmo alle profondità dell’animo umano, trasformando il giardino nel “teatro” della sua esistenza, un “eden” fiorente, rigoglioso, che vive ancora. Credo che il suo giardino sia il punto d’incontro tra l’anima, il tempo e Dio.
Floriana Porta è nata a Torino nel 1975, vive a Vinovo e fin da piccola ha avuto la necessità di scrivere, comporre, disegnare e fotografare. Si presenta con forme espressive di rara intensità e la sua opera – poetica e figurativa – si dispiega fra natura e bellezza, introspezione e sogno, elementi imprescindibili della sua riflessione esistenziale. Uno stile ermetico, il suo, lontano dalla retorica e dal sentimentalismo, caratterizzato da raffinatezza, contemplazione e armonia. Pittrice, poeta, fotografa e illustratrice, si dedica alla fusione tra la parola scritta e la creazione artistica. Ha pubblicato quindici libri, è presente in numerose antologie e collabora con importanti siti e blog culturali. Allieva di Fernando Bibollet e di Antonio Carena, ha frequentato il Liceo Artistico Renato Cottini a Torino e due anni l’Accademia Albertina di Belle Arti sempre nel capoluogo piemontese, sezione Decorazione, guidata da Nino Aimone. Ha esposto i suoi acquerelli e le sue chine in diverse mostre legando la figura femminile alla natura e alla sacralità della bellezza. In “Parole a Capo” sono state pubblicate sue poesie in diverse occasioni: il 15 dicembre 2022; il 29 giugno 2023; l’11 luglio 2024.

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