4/3/1943...LUCIO DALLA
Al Toniolo di Mestre (VE) il ricordo di un periodo importante nella carriera del cantautore

Non è facile raccontare in 75 minuti la carriera cinquantennale di un cantautore italiano tra i più apprezzati. Ci hanno provato l’attore Cesare Bocci (Camerino, 1957), voce narrante, in compagnia del trio “Saverio Mercadante” – Rocco Debernardis (Matera, ?), clarinetto ; Roberto Corlianò, pianoforte ; Francesco Tizianel, classe 1978, origini pordenonesi, chitarra – dando vita allo spettacolo 4/3/1943...Lucio Dalla, andato in scena al Teatro Toniolo quale terzultimo appuntamento della XL^ stagione di musica da camera e sinfonica curata dagli Amici della musica di Mestre.
Come si legge nell’intervista all’attore rilasciata agli Amici della Musica di Mestre, la collaborazione tra Bocci e il clarinettista nacque 10-12 anni fa e comprende spettacoli sui Beatles, Lucio Battisti e, appunto, Lucio Dalla. Gli ultimi due vengono portati in giro da 3-4 anni.
4/3/1943...Lucio Dalla parte da un testo della figlia di Debernardis, Federica, appassionata di musica italiana, che studiò tutto ciò che si poteva leggere a livello di interviste, aneddoti, testi soffermandosi su un periodo ben prestabilito: partendo dagli ultimi anni Sessanta, si ripercorre più o meno un decennio ossia alcuni dei momenti più salienti della sua carriera agli albori.
Abbiamo preferito raccontare gli aspetti umani di Lucio: come ha vissuto la sua popolarità, come ha vissuto il periodo prima della popolarità, il rapporto con la madre, con gli amici, con le grandi case discografiche, con il pubblico, con la sua omosessualità. Abbiamo voluto raccontare l’uomo attraverso le sue opere, straordinarie.
Oltre alla versione in trio esiste una versione per orchestra da camera.
I musicisti hanno eseguito dieci canzoni tra quelle più belle, che si legano al racconto, scelte in funzione della narrazione : Piazza grande ; Il gigante e la bambina ; 4 marzo 1943 ; Cara ; Anna e Marco ; L’anno che verrà ; Se io fossi un angelo ; Com’è profondo il mare ; La sera dei miracoli ; Caruso, ripetuta per il bis.
L’andamento della serata è stato quello della formula Teatro-Canzone, che intreccia melodie di Dalla con racconti fatti in prima persona.
Lo spazio iniziale è stato dedicato alla collaborazione con la storica dell’arte, illustratrice e paroliera Paola Pallottino (Roma, 9 aprile 1939), cominciata un po’ per caso tra il 1969 e il 1970 e durata poco meno di due anni, per un totale di otto canzoni, di cui una rimasta inedita (La ragazza e l’eremita, incisa in seguito da Angelo Branduardi) e due LP.
Il testo di 4 marzo 1943, che si chiamava in origine Gesubambino, fu modificato dalla censura prima di essere ammesso al festival di Sanremo del 1971, dove si classificò terza.
Il secondo brano della coppia, di cui si è parlato al Toniolo, Il gigante e la bambina, fu quello che determinò la frattura tra i due artisti : la Pallottino litigò con Lucio, ritenendo che fosse lui a doverla interpretare, invece Dalla l’aveva data a Ron.
Riguardo al testo, l’autrice fu molto seccata dagli interventi censori e da equivoci di interpretazione : Io raccontavo semplicemente la storia di un rapimento per amore, in cui nulla viene fatto a questa bambina, ma di fronte all’infamia così pettegola della gente e del paese, il gigante uccide la bambina. Non la violenta, non la stupra, la uccide, è un’altra cosa e lì vennero fuori tutta una serie di storie per cui vennero cambiate delle parole.
La Pallottino aprì la strada alla collaborazione con il poeta Roberto Roversi (Bologna, 28 gennaio 1923 – 14 settembre 2012), che durò quattro anni (1973 – 1976) e produsse tre LP ; Il giorno aveva cinque teste ; Anidride solforosa ; Automobili.
Anche Piazza grande, scritta insieme a Ron, partecipò al festival di Sanremo (1972, ottavo posto).
Racconta Dalla : Era la piazzetta di casa mia (piazza Cavour), in cui giocavo da bambino.

E’ stato interessante apprendere che il debutto nel 1964 nel mondo della canzone si deve a Gino Paoli, che voleva proporre Dalla come il primo cantante Soul italiano e si battè con la RCA, che voleva scaricarlo, affinché gli dessero un’altra possibilità.
Dando uno sguardo alla scaletta, Anna e Marco narra la storia di due ragazzi impacciati al banco cassa del bar che Lucio frequentava e di cui aveva immaginato la loro storia e i loro nomi ; Cara parla di un dialogo fra due innamorati ; La sera dei miracoli racconta dell’andare in giro per Roma di notte ; applauditissime Com’è profondo il mare (1977), interamente di Dalla, eseguita in solitudine con molta delicatezza dal chitarrista, che ha usato uno strumento acustico a sette corde e la conclusiva Caruso (1976), una canzone che fa parte dell’album DallAmeriCaruso. Soltanto nel 2023 è uscito l’omonimo Live, a documentare il concerto tenuto al Village Gate di New York il 23 marzo 1980.
Viene ricordata anche Attenti al lupo, di Ron, uscita con molto successo in 45 giri, che trainò l’album Cambio, edito nel 1990.
Prima di congedarsi Debernardis ha ricordato di aver suonato assieme a Lucio con la sua orchestra venti giorni prima della sua scomparsa, inaspettata, dovuta a un attacco cardiaco il primo marzo 2012 a Montreaux, Svizzera, dove la sera prima si era esibito .
Convincente e calda la voce di Cesare Bocci. Buona la prova dei musicisti, con un bel timbro del clarinetto di Debernardis, il quale ha concluso la serata con queste parole : Lucio sarà orgoglioso di vedere una sala così piena di gente.
Ma chi era Lucio Dalla?
Un musicista di formazione Jazz, che ha spaziato dal Beat alla sperimentazione ritmica e musicale fino alla canzone d’autore. Nello spettacolo Bocci/Dalla così si definisce : Non sono più un jazzista ; non sono un attore ; non sono un cantante di potenza.
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina
Se non sei registrato puoi farlo qui
Sostieni la Fondazione AgoraVox







