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di Spettacolando martedì 19 aprile 2011 - 1 commento oknotizie
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Striscia la Notizia querela giornalista USA che li aveva criticati

Barbie Nadeau, giornalista americana di Newsweek e Daily Beast, in suo articolo del 15 novembre parlava de Il problema di Berlusconi con le donne. Il commento tirava in ballo anche Striscia la Notizia, il noto programma satirico di Canale 5 diretto da Antonio Ricci:

 

Sono le 8.30 di sera e tutti gli occhi sono puntati verso il programma più popolare della tv italiana, Striscia la Notizia. Due uomini di mezza età sono illuminati da una luce stroboscopica, uno di loro ha in mano una cintura da cui pende una treccia d’aglio dalla forma vagamente fallica. Una donna gli striscia sotto scivolando sul pavimento con la pancia a terra, con addosso un abito ornato di lustrini fornito di tanga e profondo scollo a V che arriva oltre l’ombelico. Quando si alza, uno dei due uomini lascia dondolare la treccia di aglio di fronte alla sua bocca aperta. Lei la prende in mano e se la strofina su un lato della faccia. «Vai, girati, fatti dare un’occhiata», dice l’altro uomo, e le tocca il didietro. «Grazie, bambola».

In rete e non l’articolo ha cominciato ad essere dibattuto e la cosa non è andata giu' ad Antonio Ricci e, come racconta la stessa Nadeau oggi su Daily Beast: “Striscia e le autorità italiane hanno rivolto a me la loro attenzione”. Si è iniziato con piccoli attacchi durante la trasmissione satirica finché:

Un pomeriggio, poche settimane prima del mio intervento sull’Italia alla conferenza Women in the World organizzata da Newsweek e da Daily Beast, un agente di polizia si è presentato nel mio appartamento mentre cenavo. I miei figli, di 11 e 9 anni, volevano sapere perché l’agente voleva che lo seguissi in commissariato. Ma come potevo spiegarglielo senza fare riferimento alle sconcezze di Striscia? Insomma, ero sotto indagine per diffamazione aggravata del produttore e creatore di Striscia, e rischiavo di finire in prigione per tre anni.

L’agente venuto a notificare l'atto le spiega che si tratta di “una minaccia, una forma di intimidazione”, perché “In Italia, è il modo in cui funzionano le cose”.

Durante la conferenza sulle donne a New York, preferii non nominare Striscia nel timore che le mie parole potessero essere usate contro di me, visto che l’evento era trasmesso in streaming. E infatti un’altra partecipante al dibattito, Emma Bonino, fu molto criticata in Italia per le cose che disse.

di Spettacolando martedì 19 aprile 2011 - 1 commento oknotizie
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