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  Home page > Attualità > Politica > Ma per chi ha votato la camorra?
di dAW (sito) mercoledì 1 giugno 2011 - 22 commenti oknotizie
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Ma per chi ha votato la camorra?

 

Insomma, ma a Napoli per chi ha votato la Camorra? Ma non era Lettieri l’uomo di Cosentino, e quindi della Camorra, capace di controllare pacchetti e pacconi di voti nei quartieri malfamati? Sapete chi ha vinto a Scampia? De Magistris, con il 66%. Eppure non se ne parla. La camorra non esiste più quando vince uno di sinistra. E attenzione che il prossimo anno si voterà a Palermo: scommettiamo che anche la mafia sparirà dalla Sicilia?

Per mesi da sinistra ci raccontavano che bisognava difendere Napoli con i denti e con le unghie, che non la si doveva lasciare nelle mani di Cosentino e dei Casalesi. Insomma, tutto ma non la Camorra a Palazzo municipale. Si sentiva il tanfo della criminalità organizzata, il Prefetto della città mandava agenti in borghese a sorvegliare i seggi, il clima era teso.

E qual è stato il risultato delle elezioni? Ovviamente ha vinto, o meglio, ha trionfato con percentuali degne di Bucarest ai tempi di Ceausescu, De Magistris. Ossia esattamente lo sfidante dell’ “uomo di Cosentino”, del “lacché dell’indagato per presunti contatti e legami con il clan dei Casalesi”. E ha vinto con oltre il 65% dei voti, segno tangibile che la popolazione, sempre quella che avrebbe dovuto votare in massa per l’uomo di Cosentino e per il candidato preferito dalla Camorra, ha incoronato per acclamazione il Masaniello manettaro come nuova guida della stanca Napoli.

Ma allora? Era o non era Lettieri l’uomo di Cosentino, capace di controllare pacchetti e pacconi di voti nei quartieri malfamati? Era o non era la città immersa in un clima torbido dove le mani della Camorra arruffavano tutto e mettevano addirittura la croce sul candidato del centrodestra? O per caso stanno meditando di dirci che De Magistris è riuscito nel miracolo di cancellare la malavita locale, di eliminare (ancor prima di indossare la fascia tricolore) ogni ramificazione camorristica a Napoli?

Ma come… non l’aveva già fatto cinque anni fa Rosetta Jervolino quando, tra lo sconcerto generale e l’incredulità del globo terracqueo, riuscì a confermarsi Sindaco al primo turno con oltre il 57% dei voti? Per tutta la campagna elettorale, l’ugola partenopea ci raccontava allarmata che la Camorra era in agguato, che i clan volevano cacciarla, che una strana aria aleggiava sul capoluogo campano. Sondaggisti ed esperti paventavano un sicuro ballottaggio, con la Jervolino a combattere voto su voto per la riconferma. La storia, come detto, andò in modo diverso. E la Camorra? Scomparsa, mai più una parola sulle infiltrazioni dei clan nelle urne. Anche perché sarebbe stato imbarazzante commentare il 66% ottenuto a Scampia.

Scene già viste, già sentite, e non solo a Napoli. Il prossimo anno si voterà a Palermo, per il Sindaco. Cinque anni fa vinse (al primo turno) il pidiellino Diego Cammarata: il suo sfidante, Leoluca Orlando, tuonò sconcertato per la mano di Cosa Nostra che si era infilata nell’urna, con le “schede non regolari”, con “elettori defunti”, e cose di questo tipo. Eh sì, perché la Mafia si era assentata da Palermo solo in un’occasione, nel 1993. Quando Orlando ottenne il 75,3% dei consensi.

Tacere, a volte, è la cosa migliore da fare.

di dAW (sito) mercoledì 1 giugno 2011 - 22 commenti oknotizie
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    di Claudio Paudice (xxx.xxx.xxx.3) 1 giugno 2011 13:55

    Purtroppo, con questo articolo, daw dà prova di non conoscere affatto Napoli, e dimostra che scrive per sentito dire. Quello che c’è di imbarazzante non è il 66% di DeM ottenuto a Scampia, ma il suo pezzo, che di informativo non ha nulla, ma compensa con la faziosità. Sembra quasi di leggere un articolo de Il Giornale. Quanto scrive insinua, in maniera subdola, che qualcuno della sinistra abbia detto o sia partito dal presupposto che a Napoli ci siano PER LA MAGGIOR PARTE camorristi. E questo, si capisce, è falso. Come è falsa quest’affermazione:" E ha vinto con oltre il 65% dei voti, segno tangibile che la popolazione, sempre quella che avrebbe dovuto votare in massa per l’uomo di Cosentino e per il candidato preferito dalla Camorra…". Questa invenzione, dacchè non è scaturita da dichiarazioni di ambienti politici, è frutto dell’autosuggestione dell’articolista (che pretende di informarsi da Il Giornale e scrivere poi le sue opinioni su spazi indipendenti. E’ evidente che poi non ci fa bella figura), ed è offensiva per tutti i napoletani. Forse si è confuso con il suo leader politico (guardi le dichiarazioni di ieri sulla Carfagna). E’ dalla sua parte che dicono, o meglio insinuano con mezze frasi da vigliacchi, che a Napoli camorra e società civile sono sinonimi. Nessuno (tranne quelli dalla sua parte) ha mai dato modo di affermare: "O per caso stanno meditando di dirci che De Magistris è riuscito nel miracolo di cancellare la malavita locale?". Nessuno ha detto questo, è una cosa così stupida che nessuno la direbbe, anche perché è un giorno che è sindaco. La mancanza di argomenti è compensata dallo zelo che infonde nello scrivere sciocchezze. Per fortuna, e glielo dico per esperienza, a Scampia non sono tutti camorristi, come lei crede, tanto da essere sbalordito da quel 66%. E’ evidente che la camorra comandi dei pacchetti di voti. Lo sappiamo, e anche De magistris lo sa. Quello che De magistris non ha detto, ma che aggiunto Lei in maniera -ripeto - subdola e vergognosa - è che la "popolazione" avrebbe dovuto votare in massa per l’uomo di Cosentino. Lei non conosce molto Napoli, (e si vede) quindi non sa quanto controllo c’è stato alle urne. E non solo e non tanto da parte della polizia in borghese, quanto della società civile, che non è sprovveduta quanto lei. Questo articolo è offensivo già dal sottotitolo: “Insomma, ma per chi ha votato la camorra?” Lascia intendere che i camorristi siano in numero superiore alla gente perbene, e quindi decisivi in una consultazione elettorale.

    Quindi, per riprendere l’unica frase del suo articolo che condivido, invece di scrivere scempiaggini, “Tacere, a volte, è la cosa migliore da fare”.

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