Se avete seguito attentamente il mio piccolo dossier sul "sottosuolo" umbro e precisamente la mia spiegazione sul forte intreccio delle due M, ovvero mafia e massoneria, avrete capito che Perugia è il centro di tutti questi poteri occulti.
La definirei la capitale della cosiddetta "area grigia", ovvero l’esempio vivente di come alcuni apparati della magistratura, medici, avvocati, imprenditori, politici si organizzino per delinquere in maniera assolutamente trasversale.
E allora accade che un gruppo di ex pentiti di mafia, una volta sospesogli il programma di protezione, si organizzino e formino una struttura criminale molto potente e raffinata, composta da micro cellule operanti non solo in Umbria, ma anche in Lombardia, Toscana, Sicilia, Campania e Calabria.
Una struttura molto particolare, e strana.
E’ strana perchè nonostante i componenti siano stati pentiti, queste persone hanno mantenuto i loro legami con i rispettivi clan di appartenenza. Immagino che se io mi pentissi, appena esca, venga fatto fuori perchè ho parlato, giusto? Ma per loro non è così.
Vediamo chi sono facendo nomi e cognomi.
Grazie all’ottima operazione della DDA di Perugia, e grazie soprattutto alle intercettazioni, si è scoperto che questo gruppo operava ufficialmente fra il 2006 e il 2007. Ed era composto da Paolo Carpinassi, imprenditore che aveva il compito di trattare con gli spacciatori albanesi; Marcello Russo, pugliese ex pentito; Salvatore Conte, casalese ex pentito affiliato al clan camorristico La Torre e Salvatore Menzo, il capo dell’organizzazione, siciliano di Niscemi ed ex pentito pure lui.
Grazie al pentimento dell’imprenditore Carpisassi e all’arresto di Marcello Russo, si scoprì che questa organizzazione criminale avrebbero commesso un omicidio sul territorio umbro.
La vittima designata era proprio il camorrista ex pentiro Salvatore Conte. In un intercettazione telefonica gli ex pentiti dissero che era diventato ingestibile e quindi fu emersa la sentenza di morte. Il suo corpo privo di vita venne ritrovato in un bosco a Carpiano di Monterubino, vicino Gubbio.
Traffico di armi, droga, soldi che girano, e omicidio. Elementi che fanno capire di come sia pericolosa questa struttura che apparentemente sembrerebbe non esistere più.
Ma non c’è solo quello.
La struttura degli ex pentiti si va ad intrecciare con l’inchiesta sulla truffa telefonica. Quella per cui era stato arrestato preventivamente Niki, e che da quella maledetta cella non ne uscì più vivo.
Nell’indagine sulla truffa telefonica oltre a tante altre persone rimangono coinvolti anche tre personaggi che io definirei chiave: i due fratelli Cimieri, Francesco e Giuseppe, e Carlo Contini.
Francesco Cimieri è latitante a Londra. Giuseppe Cimieri e Carlo Contini sono entrambi residenti a Perugia. E in un intercettazione telefonica è emerso che Salvatore Menzo, il capo di questa struttura criminale, era in contatto con i fratelli Cimieri e avrebbero fatto accordi per riciclare 80 milioni di franchi svizzeri attraverso la Repubblica di San Marino.
E qui entra la politica! Sarei curioso di sapere come avrebbero trasportato questi soldi. Tramite coperture politiche?
Questa è un ulteriore prova per farvi capire, care teste di capra, che anche qui le due "M" sono un tutto uno.
Ma c’è di più. Il camorrista ucciso Salvatore Conte, da pentito avrebbe parlato di faccende particolari che riguardano mafia messinese, Sacra Corona Unita, ’ndrangheta e massoneria.
Le due M hanno uno spirito di conservazione molto forte, uccidono se è necessario. Con incidenti, falsi suicidi, e omicidi diretti. In questo caso c’è scappato il morto, ma forse non è l’unico.
E allora ritorniamo a
Niki.
Niki, nell’inchiesta telefonica, è l’unico a morire. Perchè? La risposta io ce l’ho, e basta fare un semplice ragionamento. La madre d’altronde, tramite il suo blog, l’ha spiegato in tutti i modi. Ovvio che qui c’è in gioco qualcosa di molto grande, che non si limita solamente nel territorio locale o nazionale. Questo è un intrigo internazionale di alti livelli. Un asse che parte dalla Sicilia, passa per la Calabria, attraversa la Campania, approda a San Marino per poi atterrare a Londra e magari fare affari con la Russia e altri paesi dell’est. E a Londra si trovano proprio
quelle società informatiche dove, forse, ci lavorano ancora i fratelli Cimieri e tanti altri.
Ma, e questo è un mio modesto parere, lo smistamento parte proprio da Perugia.
E allora cominciamo con delle domande inquietanti: questa struttura criminale è stata veramente smantellata? Il capo Salvatore Menzo, che tra l’altro gestisce pure un Night, è stato arrestato?
Giuseppe Cimieri pare che sia stato solo interrogato e pare che sia libero e continua a fare il proprio lavoro, Contini anche.
Poi c’è Francesco Cimieri che non è mai stato arrestato perchè latitante a Londra. Ma si sente così "braccato" che scrive comodamente sul suo profilo
Facebook. Anzi vanta pure di amicizie, sempre su Facebook come l’onorevole del PDL Guglielmo Picchi*, anche egli residente a
Londra.
Per carità, il 90 per cento dei contatti su Facebook non sono amicizie ma gente che si aggiunge o aggiungi giusto per far numero. E quindi non vuol dire che l’onorevole Picchi sia un amico di Francesco Cimieri. Anzi, magari prima che scoppiasse tutto questo scandalo, potevo averlo anche io come "amico".
Ma ora che le cose si sanno, è grave che un rappresentante dello Stato abbia un contatto di un latitante. Se tante volte lo incontrasse sarebbe il caso di dirgli che si costituisse, visto che non tanto lui, ma è lo Stato che vergognosamente Latita.
Care teste di capra, avrete capito che questo è un post molto delicato perchè non sto parlando di cose vecchie, ma sono cose tremendamente attuali. Le indagini sono ancora in corso, ma la cosa preoccupante è di come le persone indagate, e specialmente i dirigenti, lavorino tranquillamente senza paura o vergogna. E ciò mi fa inquietare e sospettare che ci siano delle forti coperture.
Ho paura che quando tutto finirà, l’inchiesta verrà chiusa, ci sarà un processo con un nulla di fatto, tutto sarà come prima. Mentre
Niki è stato ucciso.
La mia è una semi conclusione perchè questo articolo è ancora aperto. Non mi darò pace affinchè non avrò risposte su alcune domande che mi sono posto.
Lo facciamo soprattutto per Niki, ma anche per salvaguardare i futuri giovani che inconsapevolmente possono incappare in questi giri della morte.
Il prossimo capitolo spiegherà ancora meglio come questa struttura criminale è al centro di forti interessi.
ps ovviamente tutto quello che ho scritto non frutto della mia fantasia ma la fonte è
qui.
*In data 2 luglio 2009, appena pubblicato questo articolo sul
mio blog, l’onorevole Guglielmo Picchi dal suo profilo Facebook ha cancellato Francesco Cimieri dalle sue amicizie.