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 Home page > Attualità > Economia > La crisi si approfondisce: ora tocca all’Europa

La crisi si approfondisce: ora tocca all’Europa

Il voto del Senato americano di ieri sera non è bastato a calmare i mercati.
Ormai si pensa che la Camera approverà ma non basta.
Gli Stati Uniti da soli non sono in grado di fronteggiare una crisi di questa portata.

Il voto del Senato americano di ieri sera non è bastato a calmare i mercati.
Ormai si pensa che la Camera approverà ma non basta.

Gli Stati Uniti da soli non sono in grado di fronteggiare una crisi di questa portata.
Certo la mossa che hanno fatto contribuisce non poco a evitare drammatizzazioni, ma l’indicazione che viene dalle borse di tutto il mondo ed in particolare da Wall Street è che l’enorme massa monetaria resa disponibile per evitare un crollo drammatico sembra insufficente a coprire lo schifo che si annida nei bilanci occulti di tante banche e tante imprese sparse per tutto il globo.

Osservado gli indici americani ed il comportamento delle principali imprese quattro cose sembrano impprtanti.

1)° Il dollaro si rafforza sull’euro. Sembra quasi che il mercato dica: cara Europa non dormire perchè sei meno pulita di quello che vuoi far credere; cara BCE, che continui a fare operazioni marginali, svegliati che fischia il vento ed infuria la bufera che potrebbe colpirti più violentemente di quanto sta accadendo negli USA.

2)° La recessione generalizzata sembra avvicinarsi. Le imprese più colpite nella loro capitalizzazione sono quelle che vendono prodotti consumer. Qualche esempio aiuterà a concretizzare: Apple, che vende, tra l’altro, Ipod ed Iphone, nell’ultimo mese ha perso il 37,45% cioè più di un terzo della sua capitalizzazione; Nokia, primo fornitore al mondo di telefonini, nella crisi è stata ridemensionata di oltre il 50% e nell’ultimo mese ha perso 28,06%; Intel, primo produttore al mondo di microchip, nell’utlitmo mese ha perso oltre il 21%.
La cosa è abbastanza uniforme per tutte le imprese che vendono bene materiali, automobili, petrolio, case, ecc.


Questo significa che il mercato pensa che le vendite caleranno, che le imprese perderanno, che ci sarà stagnazione e recessione. 
Il sole24Ore pubblica un articolo molto interessante che conferma come la crisi finanziaria colpisca l’economia reale.

3)° L’Europa deve fare la sua parte per ridurre l’impatto del ciclone che avanza. 
10 economisti prestigiosi
prendono posizione apertamente per il cosiddetto piano Sarkozy e chiedono un intervento della EU per ricapitalizzare le banche europee.
Ha un bel dire Berlusconi che tutto è sotto controllo. Se l’Europa non vara un piano tipo quello americano la recessione potrebbe colpire il vecchio continente con effetti drammatici, come gli eventi recenti delle banche europee lasciano.
Domani si riuniranno i leader di Francia, Inghilterra, Germania ed Italia, i 4 europei del G8, per dicutere sul da farsi.
Dalle indiscrezioni sembra che i francesi vogliano un intervento come quello americano ma i tedeschi no.
Comunque qualcosa l’Europa dovrà fare ed i mercati spingono nella direzione di qualcosa di grosso.

4)° Infine non c’è allegria nemmeno nei dinamici cinesi, indiani, brasiliani e compagnia cantando. I soldi sono pochi e gli investimenti scappano anche da li. Certo quei paesi hanno accumulato ingenti fondi ma senza la droga dello sviluppo vertiginoso c’è poco da stare allegri. Sembra che le fabbriche nate in Cina come funghi, allo stesso modo chiudano.
Tempi complessi questi, difficili per tutti altro che noi stiamo al riparo.
Quando i vulcani eruttano potrebbe non essercene per nessuno.

Commenti all'articolo

  • Di reza (---.---.---.88) 3 ottobre 2008 21:20
    Reza

    Sta finendo un’epoca ormai, consumare ed acquistare in quest’epoca e a debito era possibile e conveniente, addirittura facile.
    Debiti per tutto: per la casa, per l’auto, per i vestiti, per le vacanze e per la busta della spesa, nell’epoca di neoliberisti 11 settembrini antislamici, quelli dei debiti sfrenati, perizie gonfiate, mutui farlocchi, derivati dinamite e per finire bilanci cabriolet.
    Le redini del sistema finanziario globale sono sfuggite di mano a quelli che lo comandavano e gli altri non hanno alternative e, di conseguenza, molti risparmiatori e correntisti avranno presto un’amara sorpresa , perché falliranno anche banche italiane, basta solo aspettare.
    Non so se questi cittadini di oggi riusciranno a sopportare la situazione , non so se ora il padre di famiglia italiana porta al banco dei pegni gli anelli di fidanzamento, le fedi nuziali della mamma e gli orecchini della nonna, per racimolare qualcosa, come si faceva negli anni di dopo guerra (II°mondiale) e quindi, temo che questa volta, molti italiani, non accetteranno e non subiranno passivamente le spiacevoli conseguenze delle prossime ed imminenti tempeste finanziarie, perché il rischio di polverizzazione dei conti correnti è alle porte.
    Per ora dobbiamo porre tutte le nostre speranze che i 700 miliardi abbiano l’effetto dei vigili di fuoco, ma se i vigili del fuoco sono ancora comandati dai neoliberisti 11 settembrini antislamici, cé poco da sperare. 

     

    • Di Paolo Praolini (---.---.---.173) 4 ottobre 2008 11:39

      Il problema della crisi finanziaria purtroppo non si riuscirà a dissolvere con lo sversamento di denaro pubblico deciso con il decreto Paulson.
      Qui occorre che tutte le nazioni si mettano in testa di rivedere completamente i sistemi economici/finanziari sottoponendoli a severe regole e nuove leggi che possano evitare nuovamente la creazione di prodotti della finanza inconsistenti e dei sistemi speculativi.
      Nella crisi di Wall Street del 1929 a cui si riuscì ad intervenire solo nel 1933 con la presidenza Roosvelt, furono fatti grandi interventi di tipo legislativo per evitare quanto accaduto.
      La riforma di Roosvelt era constiuita da questi quattro principali interventi:
      Social security act, fu garantito un intervento per la protezione delle classi sociali meno protette,
      Public Authorities, l’avvio di investimenti pubblici finanziati dai privati con con garanzia dello stato,
      Glass Steagall Act,si intervenì separando le attività delle banche dalla finanza,
      Securities Act, interventi con cui si instaurarono controlli sulle atività della borsa.
      I risultati di questi interventi portano risultati solamente agli inizi deli anni ’40 con la ripresa della crescita del PIL del paese (USA).
      Pertanto ora tutti i governi dovranno rimboccarsi le maniche e pensare a regolarizzare questo sistema finanziato da cittadini ed imprese con cui si sono arricchiti operatori e manager della finanza di mezzo mondo.
      Se si faranno questi interventi legislativi a livello mondiale potremo tra qualche anno vedere risalire l’indice di produttività dei paesi occidentali.




  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.229) 4 ottobre 2008 14:41

    Paolo Praolini è sempre molto preciso... Rifacendo le 4 cose fatte da Roosevelt probabilmente si eviterebbero molti problemi, ma forse occorre qualcosa di più.... Il mondo è ormai saturo di beni e ci sono 6 miliardi di persone che devono bere e mangiare... Occorre un economista creativo che sia in grado di progettare un sistema economico globale simile a quelli del Nord Europa, come Svezia e Danimarca dove esiste il Reddito da Cittadinanza, ogni cittadino riceve un reddito mensile, il cittadino deve poi investirl osu di se attraverso lo studio e il lavoro... I soldi delle banche non servono a nulla se non c’è chi vuole e chi sa investire i soldi in cose pratiche e utili... Altrimenti inventeranno nuovi strumenti finanziari per fare soldi solo coi sodli e fregare così i soldi alla gente comune... Perchè un giocatore inesperto perderà sempre difronte a giocatori esperti....

  • Di Willy (---.---.---.217) 6 ottobre 2008 22:10

    Questa crisi si origina dal deleverage (riduzione della leva finanziaria globale) che presto potrebbe condurre alla deflazione (la stretta creditizia generalizzata è sotto gli occhi di tutti)...l’economia reale ne sta risentendo la politica dovrà ridurne l’impatto...a differenza del ’29 oggi abbiamo una forte espansione monetaria e fiscale...o no?

  • Di DD (---.---.---.140) 4 novembre 2008 12:20

    Qui non si tratta solo di creare nuove leggi. Qua Finalmente necessitiamo di una nuova filosofia economica-politica-sociale-finanziaria-culturale-comportamentale. Perchè la società essendo oggi più complessa dei secoli passati ha unito tutte le discipline e tutto deve essere affrontato con il tutto. Facile a dirsi, difficile a farsi. Rendiamoci conto innanzitutto chi ha creato questo sistema, chi lo ha sostenuto e soprattutto che mentalità-filosofia(economica, di vita, politica ecc) condivideva. C’é chi ci vuole succubi e pecore in questo sistema. Credete che non lo sapessero che avremmo raggiunto questa situazione? Credete veramente che non lo sapevano?
    1-CHI E’ STATO?
    2-Che mentalità economica sosteneva(e purtroppo sostiene ancora)?


    E’ tempo di cambiare...tutti...

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