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 Home page > Tribuna Libera > La crisi dell’euro è vicina?

La crisi dell’euro è vicina?

E' ora di cominciare a riflettere sul nostro futuro valutando tutto.
Simon Johnson ci aiuta a ragionare sugli scenerai possibili nel caso di una rottura disordinata dell'euro. E' fantascienza o realtà? 

La miglior cosa è parlarne nonostante tutto.

Premessa

Io seguo da tempo il blog americano di Simon Johnson baselinescenario.com.

Simon Johnson è un professore universitario del MIT e come spiega la sua biografia in lingua inglese ha lavorato come Chief Economist al FMI (fondo monetario internazionale). E' consulente, al tempo stesso, di molte multinazionali.

Lo seguo, tuttavia, non per motivi curriculari o per la sua importanza nel dibattito che avviene nella comunità economica mondiale ma perché ho constatato che le sue analisi ed i suoi giudizi, quasi sempre, diventano la realtà che viviamo.

Mi sono convinto, osservandolo nel tempo soprattutto da quando questa terribile crisi ci ha costretto ad occuparci di economia politica, che i suoi pareri esprimono il punto di vista prevalente della comunità finanziaria americana che, a mio modesto parere, ancora oggi da le carte nello scenario mondiale.

Il suo giudizio sulla crisi dell'euro è sempre stato molto netto e determinato ma mai è stato così ultimativo come in questo articolo che riporto tradotto in italiano ed indicando, al tempo stesso, il link originale per chi voglia leggerlo nell'aspro sapore originale.

Lo riporto non perché lo ritengo vangelo, che anzi spero tanto che si sbagli e che quel che dice non avverrà nel nostro futuro di medio periodo, ma perché si tratta di un'analisi piuttosto ragionevole, e comunque molto argomentata, sui fatti che vediamo snocciolarsi nel nostro vivere collettivo. 

Mi piacerebbe che noi si potesse discutere nel merito, aprendo gli occhi su ciò che ci aspetta, anche perché, se è vero quel che dice Johnson, le prossime elezioni le vincerà certamente Grillo e questo, per me, non sarà certo una consolazione.

Quando gli italiani dovessero scoprire che la loro ricchezza, costruita negli anni e nelle generazioni, è diventata fumo e come tale si sarà volatilizzata nel vento tutto sarà possibile ed ogni scenario immaginabile potrà diventare realistico.

Un'amica, con la quale ho parlato di questo testo, mi ha portato a riflettere sul fatto che questo tipo di ragionamenti inducono pessimismo e possono generare la diffusione di comportamenti che aggravano la crisi come, ad esempio, ritirare i pochi soldi che si hanno dalle banche e cambiarli in dollari.

Se ciò fosse conveniente non vedo perché non farlo ma dubito che sia così e, nella volatilità di tutti i mercati, mosse del genere potrebbero essere anche negative.

Ho riflettuto su questo ragionamento che non è competamente infondato ma ho deciso lo stesso di portare questo articolo a conoscenza dei miei quattro lettori.

Intanto non è detto che le cose stiano come dice questo signore ma la situazione è così difficile che bisogna essere disposti a guardarla in faccia senza sconti per nessuno, soprattutto per noi stessi, anche se ciò dovesse comportare un pò di preoccupazione.

Per quanto ansiogeni tali ragionamenti siano, essi parlano del destino di tutti noi ed è per questo che vanno ascoltati per rifletterci sopra.

E' meglio sapere quel che potrebbe accaderci che trovarselo addosso in maniera inaspettata...

 

---------------La fine dell'euro: guida alla sopravvivenza-----------------------------------------------------------------

di Peter Boone e Simon Johnson

In ogni crisi economica arriva un momento di chiarezza

In Europa, presto, milioni di persone si sveglieranno per rendersi conto che l'euro, come lo conosciamo, non c'è più

Il caos economico li attende.

Per capire perché, innanzitutto spogliatevi delle vostre illusioni. 

La crisi in Europa fino ad oggi è stata una serie di presunti punti di svolta “decisivi” mentre ciascuno di essi si è rivelato essere soltanto un altro passo in giù per una collina ripida

Le prossime elezioni in Grecia, il 17 giugno, sono un altro momento del genere. 

Anche se le cosiddette forze "per il salvataggio" potranno prevalere in termini di seggi parlamentari, una qualche forma di nuova moneta presto invaderà le strade di Atene

E' già quasi impossibile salvare l'appartenenza greca alla zona euro: i depositanti fuggono dalle banche, i contribuenti ritardano i pagamenti delle imposte e le aziende posticipano il pagamento dei loro fornitori - sia perché proprio non possono pagare o perché si aspettano che presto saranno in grado di pagare in dracme a buon mercato.

La troika della Commissione europea (CE), della Banca centrale europea (BCE), e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) non si è dimostrata in grado di ripristinare la prospettiva di recupero della Grecia e qualsiasi programma di nuovi prestiti incontrerà le stesse difficoltà. 

In stato di apparente frustrazione, il capo del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha detto la scorsa settimana, "Per quanto riguarda Atene, penso anche a tutte quelle persone che stanno cercando, in continuazione, di sfuggire il fisco".

L'empatia della signora Lagarde si sta esaurendo, e questo è un peccato - tanto più che il fallimento greco dimostra soprattutto quanto sia sbagliata una moneta unica per l'Europa

La reazione greca riflette il dolore e l'enorme difficoltà che viene dal tentativo di organizzare "la svalutazione interna" (un eufemismo per grandi tagli ai salari e ed alla spesa) per ripristinare la competitività e risanare un livello eccessivo di indebitamento.

Di fronte a cinque anni di recessione, a oltre il 20 per cento di disoccupazione, ad ulteriori tagli e ad un flusso di promesse non mantenute dai politici dentro e fuori il paese, una reazione politica appare del tutto naturale. 

Con i dirigenti del FMI, i funzionari CE, ed i giornalisti finanziari che ragionano sull'idea di un "exit greco" dall'euro, chi ora può permettersi di investire o firmare contratti a lungo termine in Grecia? 

L'economia della Grecia può solo peggiorare.

Alcuni politici europei ci dicono, adesso, che l'uscita ordinata per la Grecia è possibile nelle condizioni attuali e che la Grecia sarà l'unica nazione che lascerà la moneta comune. 

Si sbagliano

L'uscita della Grecia dall'euro sarà semplicemente un altro passo in una catena di eventi che condurrà verso una dissoluzione caotica della zona euro.

Durante la prossima fase della crisi, l'elettorato europeo sarà bruscamente svegliato dai grandi rischi finanziari che derivano dai tentativi falliti per mantenere la moneta unica viva. 

Se la Grecia lascia l'euro entro la fine dell'anno, il suo governo dovrà affrontare un default di circa 300 miliardi di euro in debito pubblico estero, tra cui circa 187 miliardi nei confronti del FMI e del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF).

Ancora più importante, ed attualmente meno evidente per i contribuenti tedeschi, la Grecia avrà un default di 155 miliardi di euro direttamente nei confronti del sistema dell'euro (composto dalla BCE e dalle 17 banche centrali nazionali della zona euro). 

Questo include 110 miliardi di euro forniti automaticamente alla Grecia attraverso il sistema dei pagamenti Target2 - che gestisce le relazioni tra le banche centrali dei paesi che utilizzano l'euro.

Dal momento che i depositanti e gli istituti di credito fuggiranno dalle banche greche, qualcuno dovrà finanziare una tale fuga di capitali, altrimenti le banche greche fallirebbero. 

Questo ruolo viene assunto dalle altre banche centrali dell'area dell'euro, che hanno grandi fondi depositati nei saldi del conto Target2. 

La maggior parte di questi prestiti è, in pratica, fatta dalla Bundesbank dal momento che la fuga di capitali va per lo più in Germania anche se tutti i membri del sistema euro condividono le perdite secondo impostazioni predefinite.

La BCE ha sempre negato con determinazione di aver preso una quantità eccessiva di rischio nonostante le sue politiche di finanziamento sempre più disinvolte. 

Ma tra Target2 ed acquisti di obbligazioni dirette fatte dalla BCE, l'esposizione del sistema dell'euro verso i paesi periferici in difficoltà è di circa 1,1 trilioni di euro (1.100 miliardi ), questa è la nostra stima basata sui dati ufficiali disponibili.

Ciò equivale ad oltre il 200 per cento del capitale (in senso lato) del sistema euro. 

Nessuna banca responsabile dovrebbe sostenere che questa somma sia un piccolo rischio per la sua capitalizzazione o per i suoi contribuenti. 

Queste grandezze valgono, tra l'altro, il 43 per cento del prodotto interno lordo tedesco, che ora è intorno a 2.570 miliardi di euro. 

Con la Grecia che sta dimostrando quanto tutto questo finanziamento sia profondamente rischioso, il sistema euro apparirà molto più fragile e pericoloso per i contribuenti e gli investitori.

Jacek Rostowski, il ministro delle Finanze polacco, ha recentemente avvertito che la calamità di un default della Grecia potrebbe provocare una fuga dalle banche e dal debito sovrano in tutta la periferia e che - per evitare una sciagura più grande - tutti i paesi membri restanti devono essere sostenuti con un finanziamento illimitato per almeno 18 mesi.

Il signor Rostowski esprime preoccupazione, tuttavia, sulla disponibilità della BCE nel fornire un firewall e nessun altro soggetto ha la capacità, la legittimità o la volontà per farlo.

Siamo d'accordo: poiché la gente si rende conto che la BCE ha già una grande quantità di rischio di credito nei suoi libri, sembra molto improbabile che la BCE possa iniziare a fornire fondi senza limiti a tutti gli altri governi che dovessero sopportare la pressione del mercato obbligazionario. 

La traiettoria di austerità-gestione-default greco è probabile possa ripetersi altrove - quindi perché i tedeschi dovrebbero volere che la BCE improvvisamente aumentasse i prestiti a tutti gli altri, due, quattro volte di più degli attuali?

Lo scenario più probabile è che la BCE, con riluttanza e resistenza, fornisca fondi alle altre nazioni – alternando dare e non dare- e che ciò semplicemente non sarà sufficiente per stabilizzare la situazione. 

Dopo aver visto gli effetti distruttivi dell'uscita greca, e sapendo che la BCE ed i contribuenti tedeschi non tollerano un numero illimitato di ulteriori perdite, gli investitori ed i depositanti risponderanno con la fuga delle banche degli altri paesi periferici e limitando investimenti e spese.

La fuga di capitali potrebbe durare per mesi, lasciando le banche nella periferia a corto di liquidità e costringendole a contratti di credito - spingendo le loro economie in più profonde recessioni ed i loro elettori verso la rabbia

Anche se la BCE si rifiutasse di fornire grandi quantità di finanziamenti visibili, i meccanismi automatici del sistema di pagamento europeo avranno come conseguenza la fuga di capitali dalla Spagna e dall'Italia verso le banche tedesche comportando così prestiti sempre più grandi dalla Bundesbank alla Banca d'Italia ed al Banco di Spagna, in sostanza agli stati italiani e spagnoli

I contribuenti tedeschi cominceranno a vedere i risultati di questo schema e ad aver sempre più paura di ulteriori perdite.

La fine del sistema dell'euro somiglia a questo scenario

La periferia soffre sempre più di profonde recessioni - che non rispettano gli obiettivi fissati dalla troika – ed i loro fardelli di debito pubblico diventano sempre più insopportabili. 

L'euro scenderà notevolmente rispetto alle altre valute ma non in un modo che possa rendere l'Europa più attraente come luogo per investimenti.

Invece, ci sarà la consapevolezza che la BCE abbia perso il controllo della politica monetaria, sia stata costretta a creare crediti per finanziare la fuga di capitali e sostenere i debiti sovrani in difficoltà - e che tali fondi potrebbero non essere pienamente rimborsati. 

Il mondo non vedrà più l'euro come una moneta sicura, piuttosto gli investitori eviteranno le azioni emesse da tutta la regione ed anche la Germania potrà avere problemi per emettere debito a tassi di interesse ragionevoli. 

Infine, i contribuenti tedeschi cominceranno a soffrire un'inflazione inaccettabile ed a vedere disegni di legge incontrollabili per salvare le loro partner della zona euro.

La soluzione più semplice per la Germania stessa sarà lasciare l'euro, costringendo altre nazioni a muoversi e seguirne l'esempio. 

Il senso di colpa della Germania sui conflitti del passato e la paura di perdere i benefici di 60 anni di integrazione europea potranno, senza dubbio, ritardare l'inevitabile. 

Ma grossi problemi sorgono quando si rinvia l'inevitabile - quando la diga finalmente si rompe le conseguenze saranno molto più devastanti dal momento che i debiti saranno più grandi e l'antagonismo sociale sarà più intenso.

La disordinata rottura dell'area dell'euro sarà molto più dannosa per i mercati finanziari globali della crisi del 2008

Nell'autunno 2008, la decisione era se e come i governi dovessero fornire un salvataggio delle grandi banche e dei creditori delle banche. 

Adesso, alcuni governi europei devono affrontare la loro propria insolvenza

I conti dell'economia europea valgono quasi 1/3 del PIL mondiale

Il totale del debito sovrano in essere della zona euro vale circa 11 trilioni (11.000 miliardi) di dollari, di cui almeno 4.000 miliardi devono essere considerati come un rischio a breve termine per la ristrutturazione del sistema.

I ricchi mercati europei dei capitali ed il sistema bancario, tenendo conto anche del mercato di 185 trilioni (migliaia di miliardi) di dollari in contratti derivati che sono in euro, saranno in fermento e ci sarà una grande fuga di capitali dall'Europa verso gli Stati Uniti e l'Asia

Chi può essere sicuri che le nostre megabanche globali siano realmente pronte a sopportare le perdite probabili? 

E' quasi certo che un gran numero di pensionati e di famiglie vedranno i loro risparmi spazzati via direttamente oppure dall'inflazione che ridurrà i fondi che si saranno salvati

Il potenziale di disordini politici e di disagio umano è sconcertante.

Negli ultimi tre anni i politici europei hanno promesso di "fare tutto il possibile" per salvare l'euro. 

E' ormai chiaro che questa promessa è al di la della loro capacità di mantenerla - in quanto richiede misure che sono inaccettabili per i loro elettori-.

Nessuno sa con certezza quanto tempo potrà ritardare il completo collasso dell'euro, forse mesi o anche molti anni ancora, ma ci stiamo muovendo costantemente verso una brutta fine.

Ogni volta che le nazioni falliscono in una crisi, comincia il gioco delle colpe

Alcuni in Europa e la leadership del FMI stanno già coprendo le loro tracce, il che comporta che la corruzione e quei "greci che non pagano le tasse" hanno causato tutto il fallimento. 

Questo è sbagliato: il sistema euro sta generando disoccupazione, miserabile e profonde crisi in Irlanda, Italia, Grecia, Portogallo e Spagna

Nonostante la Troika sponsorizzi programmi di aggiustamento, le condizioni continuano a peggiorare in periferia. 

Non possiamo incolpare i corrotti politici greci per tutto ciò.

E' tempo che i funzionari europei e quelli del FMI, con il sostegno degli Stati Uniti e degli altri, si mettano a lavorare su come smantellare l'area dell'euro

Anche se lo scioglimento non sarà veramente ordinato, ci sono mezzi per ridurre il caos

Molte questioni tecniche, di mercato, legali e finanziarie potrebbe essere risolte in anticipo. 

Abbiamo bisogno di piani per iniziare: introduzione di nuove valute, più default di debiti sovrani, ricapitalizzazioni delle banche e dei gruppi assicurativi e scavare nelle attività e nelle passività del sistema euro. 

Alcune nazioni presto avranno bisogno di riserve in valuta estera per rafforzare le loro nuove valute. 

La cosa più importante: l'Europa deve recuperare i suoi grandi successi, tra cui il libero scambio e la mobilità del lavoro in tutto il continente, mentre si libera da questo errore colossale della moneta unica.

Purtroppo per tutti noi, i nostri politici si rifiutano di andare in questa direzione - odiano ammettere i loro errori e la loro incompetenza passata ed, in ogni caso, il compito di coordinare queste diciassette nazioni con problemi diversi nel vento che va verso il basso nel crepuscolo di questo regime monetario è, forse, impossibile.

Dimenticatevi di un salvataggio da parte del G20, del G8, del G7, di una nuova Unione Europea del Tesoro, dell'emissione di eurobond, di un grande schema di debito su larga scala, o di qualsiasi altra favola

Ognuno di noi viaggia per proprio conto.

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Conclusioni

Stamattina, 30 maggio 2012, i segnali che vengono dallo scenario economico sono assai preoccupanti.

L'euro è ai minimi da tanti mesi rispetto al $ e vale 1,2467 per $.

Questo dato, benché possa favorire le esportazioni dell'aria euro, in realtà dipende dall'aggravarsi della crisi spagnola, per il caso Bankia, come dimostra l'opposizione della BCE alla ricapitalizzazione dell'Istituto proposta dalla Spagna.

Lo spread sul decennale continua a crescere ed al momento è (u'09:36:32 2,49%', '11', '451', u'1.,87%', '10', '518', '-67', '-14,602%').

Questi dati ci dicono che nella comunità europea i tedeschi si finanziano a costi bassissimi, quasi negativi essendo questi i dati: Germania 1,346%, Francia 2,516%, Italia 5,856%, Spagna 6,526%.

Fatto 1 il costo del denaro tedesco questi sono i valori degli altri: Germania 1,000, Francia 1,872, Italia 4,371, Spagna 4,870.

Può durare una comunità nella quale c'è chi sta bene e continua a finanziare il suo debito a bassissimo costo e chi sta male, per rinnovare il proprio debito, deve pagare più di 4 volte il costo del ricco tedesco?

Non credo che questa situazione possa durare a lungo e se non c'è solidarietà perché, come dice Johnson, gli euro bond sono un'illusione qualcosa bisognerà fare per evitare il default.

Per stare insieme ci devono essere delle convenienze reciproche ed oggi gli interessi tedeschi prevalgono in modo eccessivo e squilibrato nella vita comunitaria.

La Spagna è ormai vicina al default perché l'esperienza ci dice che al 7% bisogna chiedere aiuto del fondo di garanzia e quel 6,526 sta li minaccioso a ricordarcelo.

Pure noi con quel 5,856 non stiamo certo al caldo...

Dunque la politica deve muoversi con urgenza, con la stessa urgenza dei mercati, ma i nostri leader sembrano completamente insensibili al burrone che si avvicina.

In un bell'articolo, Fischer, ex ministro degli esteri tedesco, ha detto: ''Per due volte nel XX secolo, la Germania con mezzi militari ha distrutto se stessa e l'ordine europeo. Poi ha convinto l'Occidente di averne tratto le giuste lezioni: solo abbracciando pienamente l'integrazione d'Europa, abbiamo conquistato il consenso alla nostra riunificazione. Sarebbe una tragica ironia se la Germania unita, con mezzi pacifici e le migliori intenzioni, causasse la distruzione dell'ordine europeo una terza volta. Eppure il rischio e' proprio questo''.

Questa evidenza sarà capita dalla signora Merkel? 

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.215) 30 maggio 2012 18:37
    Damiano Mazzotti

    A mio parere c’è una parte degli americani che pensa di salvarsi dalla loro crisi dei derivati facendo affossare l’euro.. Questa visione molto limitata della realtà non comprende la possibilità che affossando l’Europa l’America perde il loro migliore alleato e mercato...

    Ciò non toglie che avere politici come la Merkel tra le palle può creare solo dei grossi problemi.... Forse pure il figlio di Bossi avrebbe trovato Berlino sulla carta geografica.

    Io sinceramente spero che gli americani arrivino a comprendere anche la necessità di un avvicinamento geopolitico alla Russia, altrimenti il continente asiatico ingoierà tutti i "greco-romano-giudeo-cristiani" in meno di dieci anni.... Se Cina e India non decideranno di scatenare una guerra nucleare prima.

  • Di pierobonicellidellavite (---.---.---.210) 30 maggio 2012 22:45
    Avevo inviato ad Agoravox un articolo che non è stato pubblicato .
    Glielo invio come commento al suo articolo , molto più corposo e documentato del mio. 

    Moneta Unica e Memoria corta 
    Il titolo è provocatorio , ma è opportuno ricordare che , quando nel 1998 l’ Italia aderì alla Moneta Unica , non soddisfaceva ai parametri del trattato di Maastrickt .

    Ci furono due dichiarazioni di Germania e Francia che chiarivano che se l’ Italia non avesse aderito, la moneta unica non si sarebbe fatta.!

    Purchè l’ Italia aderisse , sia Francia che Germania fecero finta di non vedere che noi non solo non eravamo conformi , ma ne eravamo ben lontani !

    Il loro obiettivo era di sbarazzarsi di un competitore forte come l’ Italia , che restava competivo con le " note svalutazioni competitive ". Con la moneta unica ciò non sarebbe più potuto accadere !

    Il biglietto ce l’ hanna fattta pagare dopo ! 

    E’ nato così l’ Euro , una creatura politica, giudicata un aborto finanziario a detta dei più quotati economisti di tutto il mondo ! Non era un giudizio difficile perchè la storia , non la politica , mostra che tutte le volte che un Paese debole ha aderito alla valuta con ,o di , un Paese forte : il risultato è stato che il paese debole si è indebolito sempre più ed il paese forte si è rinforzato !

    Due soli esempi : l’ unificazione Italiana distrusse economicamente il Sud . L ’ Argentina ancorò la propria valuta al dollaro USA e fece bancarotta ( anche se si chiama default) .

    Non c’è nella storia un solo caso in cui si è verificato il contrario ! Non è mai successo che il debole abbia cannibalizzato il più forte ! 
    Il caso Euro è oggi sotto gli occhi di tutti : l’ economia più forte , cioè la Germania si è rinforzata . Tutti gli altri paesi , in progressione temporale dai più deboli ai meno deboli, sono incamminati verso la bancarotta ! Come non vedere che la progressione con cui i paesi vanno in difficoltà è sempre la stessa : , dai più deboli ai meno deboli , uno dopo l’ altro!

     E’ interessante vedere , la situazione del 1998 rispetto ai parametri di Maasticht, dei 12 paesi che aderirono subito :

    - Debito/ Pil : paesi peggiori : Belgio , Italia e Grecia

    ,-Deficit / Pil : paesi peggiori Grecia , Italia e Spagna

    - Inflazione : paesi peggiori Grecia, Spagna e Italia

    - disoccupazione: paesi peggiori Spagna ,Finlandia , italia , Grecia, Francia .

    Si noti che la Grecia era il paese più debole , seguita da Italia e Spagna a pari demerito !.

     Perciò ciò che succede oggi è niente altro che ciò che è sempre accaduto. E che la Storia ha sempre confermato.

    Dire che senza l’ Euro l’ Italia sarebbe andata peggio è solo un opinione , rispettabile ma non confermata dai fatti!
    Perchè i paesi che stanno andando in crisi profonda sono proprio quelli deboli della area Euro ! E perchè non sono andati in crisi prima ? 
  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.95) 31 maggio 2012 10:32
    Damiano Mazzotti

    Prima non c’era la concorrenza di Cina, India, Brasile, Corea del Sud, ecc.

    La Germania ha investito in ricerca e sviluppo industriale e formativo...

    Nelle scuole ha prepensionato i vecchi insegnanti, che nelle materie tecnologiche e scientifiche possono insegnare prevalentemente il vecchio sapere...

    In Germania hanno messo giovani a insegnare ai giovani e sono sempre stati dei pianificatori.... anche se a livello politico hanno dei seri problemi egoistici e a livello finanziario sono degli avari che a forza di pensare solo al denaro sono incappati nel problema del casino finanziario dei derivati e dei grossi debiti che stanno cercando di fare pagare ai paesi europei più deboli tramite la "magia" finanziaria dello SPREAD...

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