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In difesa di Elsa Fornero

La ministra del lavoro sta facendo una riforma delle pensioni coraggiosa che ha come obiettivo il riequilibrio tra le generazioni. I giovani precari che lavorano a tratti e che avranno una pensione insufficiente non è giusto forniscano una pensione immeritata ai loro genitori.

Elsa Fornero sta facendo una riforma delle pensioni che per la prima volta da tanti anni fa gli interessi dei giovani. Il potere nella nostra società è in mano agli anziani che dispongono dei mezzi di informazione, dei sindacati, dei poteri forti e dispongono del potere politico. Questo governo Monti non è stato eletto né dal popolo né dai politici e quindi ha potuto mettere in un dicastero importante una ministra come Elsa Fornero che su indicazione dell'Europa sta facendo una riforma delle pensioni che mira all'equità intergenerazionale.

Il nocciolo del problema è che in Italia la spesa pensionistica è di circa 190 miliardi all'anno di cui una piccola percentuale è di beneficenza pubblica (pensioni di invalidità, ecc) e la gran parte è di previdenza (pensioni di anzianità, di vecchiaia o baby pensioni, reversibilità). Il quantitativo di soldi è ingente, tanto per farmi capire i soldi spesi per le pensioni in 10 anni è pari all'intero debito pubblico che è di 1900 miliardi.

Comunque i pensionati hanno versato i contributi all'INPS o altra cassa per una vita e adesso hanno diritto a godersi la pensione. Giustissimo. Il problema sta qui ovvero quanti soldi i pensionati hanno versato e quanti soldi i pensionati stanno godendo. C'è un buco nel bilancio tra le entrate e le uscite per ogni pensione dei nostri padri: i soldi versati non corrispondono ai soldi goduti.

L'odiato (da parte di molti) ex Ministro Brunetta ha affermato nella trasmissione "Servizio Pubblico" che per ogni due anni di lavoro si paga la pensione per meno di un anno. Secondo questo documento di un esperto pensionistico il lavoratore dipendente versa alle casse dell'INPS circa il 33% della propria retribuzione e i nostri vecchietti sono andati in pensione con il 72% della retribuzione (anno di pensionamento 2010, 65 anni di età e 35 di contributi). I lavoratori autonomi hanno versato il 20% del reddito alle loro casse di previdenza e sono andati in pensione con il 73% de loro ultimo reddito netto.

Non ci vuole molto per capire che i dipendenti si sono pagati la pensione per meno della metà dei loro 35 anni di contribuzione e per quanto riguarda gli autonomi per molto, molto meno. Però entrambi si godranno la pensione non per 15 anni ma per molti più anni, visto che sono andati in pensione ben prima dei 60 anni e che l'età media è oltre gli 80.

Non voglio tediare con i conteggi, quindi arrivo al punto: chi sta pagando la pensione che gli anziani non si sono pagati? Evidentemente i giovani. Loro lavorano per pagare sia i loro contributi che la pensione dei loro padri (la parte che non si sono pagati). Loro si trovano pure a reggere la competitività di questo nostro disgraziato paese, attraverso la precarizzazione del lavoro: lavori un anno e tre mese sei a piedi (se sei bravo).

I giovani riceveranno dallo Stato come pensione quello che sono stati in grado di versare all'INPS e non un euro in più, non come i loro padri. Inoltre riceveranno la pensione se i figli dei giovani attuali pagheranno loro la pensione.

La Fornero, Ministra del lavoro, ha evidentemente visto questo problema. Ai giovani dovrebbe arrivare un sussidio statale quando passano da un lavoro precario all'altro e sono disoccupati. In tutta Europa i giovani hanno dei sostegni governativi ma in Italia no. La soluzione è quella di pagare meno la pensione degli anziani per avere i soldi da dare al giovane precario disoccupato che sta cercando un nuovo lavoro semestrale.

In Europa si fa così e l'Europa ci ha chiesto di adeguarci. Una soluzione alternativa è quella di trovare i soldi altrove per pagare la parte di pensioni non maturate da chi è a riposo e con i soldi risparmiati offrire ai giovani politiche di sostegno ma questo in una epoca in cui c'è un debito da 1900 miliardi da pagare non si può più fare. I soldi servono per pagare il debito e non per darli ai cittadini.

Per questi motivi va la mia ammirazione per il coraggio della dottoressa Fornero e per il suo spirito di uguaglianza tra le generazioni. Poi spero che non sia l'unica operazione equità del governo Monti e che si passi a tassare i beni patrimoniali commerciali della chiesa e si faccia un bel taglio alle spese militari. Già che ci sono mi piacerebbe che l'Europa si riunisse per fare una patrimoniale seria alla francese a livello comunitario, sarebbe molto più giusta degli eurobond.

I commenti più votati

  • Di (---.---.---.185) 10 dicembre 2011 13:53

    INVITO ANCORA I PARTITI A RIVEDERE LA RIFORMA DELLE PENSIONI   ....IO NON LA DIFENDO: solo a noi é CHIESTO IL CORAGGIO.

    Don’t cry for me, Fornero! Io stramaledico lei, Monti e ponzio pilato e vi auguro di sprofondare nel liquame in cui ci avete scaraventato in un colpo. Sono dello sfigatissmo 1952, donna e DISOCCUPATA: ho detto tutto. Nessuno mi assume più neanche a pulire i cessi della Bocconi, perché lo fanno già gli extracomunitari. Aspettavo di andare in pensione di vecchiaia (dopo avere lavorato 30 anni) nel 2012 poi nel 2013 ora nel 2018??? SEI ANNI DOPO??? Avete abolito DA SUBITO QUOTE E AUMENTATO ETA’ VECCHIAIA, quando non manca neanche 1 mese al 2012. La invito a rivedere anche questo aspetto delle PENSIONI, non solo le minime, soprattutto per noi del 1952 che saremo l’agnello sacrificale. Se cosi non fosse, spero che tutti voi tecnici senza GIUSTIZIA E COSCIENZA veniate disintegrati, nell’esplosione che evoco, assieme alle banche e alla finanza per cui noi dobbiamo pagare.

     

    VOI MI RUBATE CIRCA 80.000 EURO CHE DOVRO’ TROVARE PER VIVERE E,QUESTO FURTO CHE AVETE RESO LEGALE, LO FATE CON IL BENESTARE DI NAPOLITANO!!!

     

    Marina Ulzi

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.224) 10 dicembre 2011 11:01

    Dimmi la verità ,il tuo vero nome è Ichino,non ti nascondere vecchio birbone.Ciao.

  • Di (---.---.---.213) 10 dicembre 2011 11:05

    Ciao Sandro, il meccanismo nella tua descrizione è molto semplice da capire, ma da cittadino comune mi chiedo allora perchè lo stato continua ad incassare i contributi dai lavoratori se sa che ci rimette? forse in quello che citi (detto dal più alto che bravo Brunetta) non ricordi che lo stato mette a frutto, o così DOVREBBE fare, tutto il denaro che per 35 anni ciscuno di noi gli versa, ecco perchè non molla l’osso. Ci si vuole far credere che i conributi versati da ME sono quelli che MI tornano ma risulta abbastanza facile capire che quanto incassato oggi ha un valore decisamente diverso da quanto verrà (aimè FORSE) pagato domani. Lo stato (leggi INPS) NON HA SVOLTO IL SUO DOVERE quando ha detto "date a me i contributi (che li metto a frutto) e trascorsi tot anni avrete una pensione. Dobbiamo pagare noi per le inadempienze altrui? Come dire che tu versi i tuoi soldi in banca e un brutto giorno questa ti dice che non te li restituisce più in quanto a causa del mercato non li ha. Tu che fai, ti accontenti o ti incazzi?
    Detto questo però concordo con te che il sistema va rivisto, ma non per i soli "in regola" la cui sola sfortuna è di essere ancora soggetti a prelievo coatto dei contributi, cioè i dipendenti, ma per chi ha avuto agevolazioni tali che negli anni in cui sono stati concessi erano "concedibili", oggi non lo sono più, vedi baby pensioni, tanto per citare un caso tra molti.
    Rimane comunque che questi problemi sono equiparabili ad un foro in una vasca piena di fori, tappato quello l’acqua sale e ne trova un altro; fino a che non si chiude il rubunetto del DEBITO non andremo da nessuna parte. La ricchezza di uno stato è frutto del suo lavoro e delle sue capacità, cose queste quantificabili, non fumo. In base a questo l’economia si deve regolare, altro che produrre da operai e spendere da imprenditori.
    Chi gestisce l’economia, POLITICA e banche (sempre aimè private) hanno un dovere MORALE verso la società, quello di farla progredire al massimo delle sue capacità, niente di più. Invece ci hanno prospettato vite lussuose piene di possibilità, ma il sogno è finito ed è ora di svegliarsi.

  • Di (---.---.---.199) 10 dicembre 2011 12:11

    Chi spara sulle pensioni, spesso fa un gioco sporco ed ideologico e fa finta di non sapere che:

    1) in Italia c’è una evasione fiscale pari a 120 miliardi di euro ogni anno (dati Corte dei Conti)? ....Trà le più elevate al mondo?

    2) il Italia abbiamo una corruzione dilagante che ogni anno la Corte dei Conti ci dice che ci divora altri 64 miliardi di euro? Appalti supergonfiati, stipendi di Presidenti, Managers, Dirigenti statali supergonfiati per finanziare politici e corruttele varie?

    3) in Italia esiste un sistema Parentopoli ed Amicopoli ... vedi Amici di Alemanno a Roma, che all’interno delle amministrazioni Comunali, Regionali, Statali, Sanità, Università.... hanno assunto anche cani e porci e li hanno pure messi in posizioni di comando con stipendi da favola? Uccidendo trà l’altro sul nascere il MERITO e le CAPACITA, creando così un sistema basato sulle raccomandazioni, le conoscenze, facendo danno su danno! L’amministrazione pubblica Italiana è ritenutà trà le più inefficenti, trovandoci in compagnia dei paesi africani!

    4) in Italia esiste una Malavita ormai infiltrata nella Politica e nei più alti livelli dello Stato!
    Malavita economicamente e finanziariamente potentissima con un giro di affari solo in Italia che la Corte dei Conti stima in 150 miliardi l’anno!

    5) in Italia esiste un lavoro nero stimato in circa 300 miliardi di euro all’anno (20% PIL), che non solo evade le tasse, ma non paga i contributi pensione ed elude anche le più elementari norme di sicurezza, scaricando oltretutto sulla collettività tutti i costi degli infortuni che ne derivano!

    Chi sta tagliando le pensioni, senza prima voler affrontare e risolvere questi problemi, fa semplicemente il gioco degli Evasori, dei Corrotti , della Malavita, di chi vuole un’Italia peggiore, medioevale! Sicuramente non fa il gioco per un’Italia moderna, per il rilancio dell’economia e del lavoro dei giovani come invece sostiene di voler fare!

  • Di radi33 (---.---.---.6) 10 dicembre 2011 12:48

    Questo argomento delle pensioni è una enorme falsità. Il punto focale è la dedizione al lavoro che viene richiesta a tutti i cittadini. Semplicemente, non si deve pensare alla pensione, a lavorare poco, per quanto basta, ma bisogna produrre molto ed a poco prezzo, considerando che la vita dev’essere dedicata al lavoro.

    L’uomo lavora per vivere, non vive per lavorare, perchè questa è una distrorsione fondamentale ed illogica del senso stesso della sua vita.

    Ciò premesso questo argomento delle pensioni che vanno riformate per dare spazio ai giovani è pura, vecchie e bieca retorica dell’egoismo dei pochi,ed anche miopi, ma economicamente potentissimi soggetti, che nel mondo, condizionano pretendono di condizionare la vita di tutti.

    Monti è un lacchè di questi signori e sta facendo assieme alla signora Fornero ed alla masnada di camerieri che compongono il consiglkio dei ministri, quello che questi potentati desiderano dall’inizio del secolo scorso.
    Hanno subito molti infortuni, strada facendo (Stalin, Hitler) ed i vari rais arabi in tempi più recenti, che hanno condizionato e fortemente rallentato il loro disegno economico, politico e sociale, ma ora la strada è spianata, proprio grazie alla nostra inettitudine e bonomia.

    Possono realizzare quanto agognato e perseguirto sistematicamente per decenni, grazie alla connivenza delle popolazioni più sciocche, che di volta in volta si lasciano fuorviare dalle problematiche inesistenti poste sul tappeto.

    Ma, Sandro, il mondo finirà domani?, Il lavoro in Italia finiràforse tra alcuni decenni? Razionalmente no. E allora dove sta il problema? L’’importante è che ci sia il lavoro e per tutti e che tutti paghino le tasse su questo lavoro e che si lavori sempre meno, vivendo sempre di più la propria vita, fondandola sui valori autentici per la natura dell’uomo e non in nome del PIL o di una crescita economica insensata, inutile e distruttiva per il pianeta.

    Insomma, meno balle dal governo monti, che nojn sta facendo niente di nuovo, anzi, sta realizzzando quanto fecero tutti i governi più irriverenti del benessere dei cittadini e auspicabilmente, ma sarà impossibile per la propria matrice culturale, più fatti autentici che mirino al riequilibrio dell’ingiustizia sociale diffusa ed a una moralizzazione del Paese che non può essere limitatat alla rimozione di un ciarlatano dalla direzione del più importante TG nazionale.

    Si aprano gli occhi che è tempo di svegliarsi da questa lunga anestesia intellettiva!

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.82) 10 dicembre 2011 12:50
    Fabio Della Pergola

    Vere le critiche al sistema Italia globale (quello dell’evasione, malavita, corruzione eccetera), ma una cosa sono le questioni di pertinenza di magistratura e polizia o anche di connivenze politiche (su cui, sia chiaro, si dovrebbe intervenire con ben altra determinatezza... ma se l’italia continua a eleggere gente come quella che abbiamo visto, c’è poco da sperare) altra cosa è ragionare sul sistema pensionistico.

    L’articolo mette in luce incongruenze datate e comprensibili se uno semplicemente si fa due calcoli. Pensare che un qualsiasi lavoratore si paghi la pensione con i suoi contributi solo per una parte della sua vita da pensionato significa che l’altra parte gliela paga qualcun altro. O lo Stato gliela regala generosamente o gliela pagano le generazioni successive.
    Prima o poi questo non regge.

    • Di (---.---.---.122) 10 dicembre 2011 18:33

      Grazie Fabio per il commento ma soprattutto grazie all’IP xxx.xxx.xxx.224 (non sono Ichino), xxx.xxx.xxx.213 che esprime un punto di vista condivisibile ma è da ricordare che i soldi versati all’INPS dai nonni sono stati immediatamente mangiati e non sono stati investiti e così i miei e tuoi contributi, xxx.xxx.xxx.199 che dice cose giuste e ovvie ma che non impediscono di agire sulle pensioni, radi33 che dice diverse cose che non condivido e Marina che esprime una triste situazione di difficoltà che capiterà un po’ a tutti i precari quando andranno in pensione.

      Un aspetto toccato implicitamente dal mio testo e che mi aspettavo di ritrovare nei commenti è quello del pareggio dell’INPS. Effettivamente la cassa di previdenza statale è in pareggio, magari anche in attivo. Insieme a questo vie la questione demografica ovvero che da molti decenni la popolazione cresce, quando i nostri padri andavano a lavorare, il loro numero era basso perché la popolazione italiana era molto piccola.

      Per esempio nel 1950 http://cronologia.leonardo.it/stori... la popolazione era di circa 47 milioni, adesso siamo in 60 milioni.

      Una parte dei 60 milioni attuali lavora e versa contributi che servono a pagare le pensioni alla parte dei 47 milioni che oggi è ancora viva ed è in pensione. Per pagare le pensioni ai giovani, occorre che tra trent’anni la popolazione aumenti da 60 milioni a 75 milioni oppure non ci saranno i soldi. Si suppone che questo incremento di italiani non ci sarà per cui le pensioni dei giovani saranno molto limitate.

      Grazie di nuovo per i commenti, la fatica di scrivere un testo è sempre ricompensata dalla fatica degli altri che commentano sia positivamente che negativamente. Un po’ meno piacere fanno i tanti dislike ricevuti, ma me lo aspettavo.

    • Di Sandro kensan (---.---.---.122) 10 dicembre 2011 18:36
      Sandro kensan

      Opsss. Come sempre questo sistema dove bisogna loggarsi in continuazione è una rottura. Il commento sopra è il mio.

    • Di (---.---.---.6) 12 dicembre 2011 01:27

      Bene Sandro, poniamo l’argomento strettamente sulla base dell’aritmetica, ignorando le vere ragioni dell’ostracismo alle pensioni di anzianità.
      Poniamo anche il caso che, come tu affermi, con l’attuale gettito contributivo l’INPS (nelle cui casse, per inciso, hanno attinto per decenni tutti i partiti di governo), non disponga dei fondi necessari per pagare le pensioni di anzianità.
      Cosa bisogna fare? Aumentare la contribuzione ad un livello adeguato o, come si vuole fare per un atto di giustizia intergenerazionale, elevare l’età pensionabile.
      Ma la permanenza al lavoro oltre una determinata soglia di età, genera una rarefazione della disponibilità dei posti lavoro, già aggravata dalla costante crescita dell’uso di macchine in luogo del fare dell’uomo. Non per nulla negli scorsi anni si è praticato in nome di questa alternanza generazionale, un’azione d’incentivo all’abbandono dei posti di lavoro con incentivi al prepensionamento. 
      Inoltre, le aziende tendono ad assumere giovani ad elevata scolarizzazione per posizioni medio.basse,nelle quali sostiuire i cinquantenni e trattenere nelle elevate direttive i più attempati, impedendo il ricambio ai vertici.
      Insomma, c’è quantomeno una certa incoerenza di prospettiva rispetto alle enunciazioni ad effetto: lavoro ai giovani ed alle donne, prolungamento del periodo di lavoro ed effetiva applicazione di questi criteri nel mondo del lavoro.
      Ciò detto, per ovviare almeno in parte a queste discrepanze reali del mondo del lavoro e far coincidere coerentemente gli enunciati di facciata di questo governo, con la realtà dei fatti, si potrebbe, anche, oltre all’elevazione dell’età pensionabile, aumentare la percentuale di contribuzione per la pensione. E’ evidente che quest’intervento dovrebbe essere realizzato considerando quanto, al minimo, dovrebbe guadagnare al netto della busta paga, un qualsiasi lavoratore che debba sostenere i costi della sua esistenza quotidiana. E’ evidente che a parte alcune categorie professionali, caratterizzate da elevata redditualità, per le altre l’unica soluzione sarebbe quella di elevarne il reddito, onde evitare che il lavoro si trasformasse in un costo presente a fronte di incerto, data la caducità della vita, guadagno futuro. 
      Sandro, lascia stare i numeri e considera l’esistenza dell’egoismo e della propaganda...
      C’è una spesa da contrarre immediatamente in Italia ed in Europa: quella per la politica, per la burocrazia, per le smisurate eccedenze reddituali dei manger e dei consulenti degli isituti di credito e degli enti di stato. In Italia ci sarebbe denaro per una cospicua finanziaria e per incrementare il reddito ridicolo di chi, con questi livelli di costo della vita, non può viverne una dignitosa, qualunque siano le sue scarse attitudini e capacità.
      ciao. 

    • Di Sandro kensan (---.---.---.126) 12 dicembre 2011 12:22
      Sandro kensan

      > * Bene Sandro, poniamo l’argomento strettamente sulla base > dell’aritmetica, ignorando le vere ragioni dell’ostracismo alle > pensioni di anzianità.

      Non mi pare tanto una questione di aritmetica, se ti prestano 1000 euro devi dare di ritorno mille euro più gli interessi, se io do allo stato mille euro di contributi mi aspetto questa cifra indietro in pensione magari rivalutata. > > Poniamo anche il caso che, come tu affermi, con l’attuale gettito > contributivo l’INPS (nelle cui casse, per inciso, hanno attinto per > decenni tutti i partiti di governo), non disponga dei fondi necessari > per pagare le pensioni di anzianità.

      L’INPS ha i soldi per pagare le pensioni di anzianità, chi ha detto il contrario? Basta prelevare i soldi dalle tasche dei giovani.

      > Cosa bisogna fare? Aumentare la contribuzione ad un livello adeguato > o, come si vuole fare per un atto di giustizia intergenerazionale, > elevare l’età pensionabile.

      Fare a meno di pesare sulle spalle dei giovani, questo è il senso del mio testo.

      > Ma la permanenza al lavoro oltre una determinata soglia di età, > genera una rarefazione della disponibilità dei posti lavoro, già > aggravata dalla costante crescita dell’uso di macchine in luogo del > fare dell’uomo. Non per nulla negli scorsi anni si è praticato in > nome di questa alternanza generazionale, un’azione d’incentivo > all’abbandono dei posti di lavoro con incentivi al prepensionamento.

      I giovani andranno in pensione con il sistema contributivo per cui avranno una pensione pari a una bassa percentuale del loro ultimo stipendio. Anche gli attuali pensionati potrebbero andare in pensione a prematuramente con il 40-50% del loro ultimo stipendio, liberando un posto di lavoro. Direi di più, la riforma della Fornero da la possibilità di uscire dal lavoro in anticipo pagando una penale (che penale non è, solo una questione di soldi: tot hai versato e tot ti diamo di pensione).

      > Inoltre, le aziende tendono ad assumere giovani ad elevata > scolarizzazione per posizioni medio.basse,nelle quali sostiuire i > cinquantenni e trattenere nelle elevate direttive i più attempati, > impedendo il ricambio ai vertici. > > Insomma, c’è quantomeno una certa incoerenza di prospettiva rispetto > alle enunciazioni ad effetto: lavoro ai giovani ed alle donne, > prolungamento del periodo di lavoro ed effetiva applicazione di > questi criteri nel mondo del lavoro.

      In parole povere servono i soldi nei padri per darli ai figli. Questo è molto chiaro. Con i soldi dei padri si possono fare politiche sociali come assistenza a chi è disoccupato.

      > Ciò detto, per ovviare almeno in parte a queste discrepanze reali del > mondo del lavoro e far coincidere coerentemente gli enunciati di > facciata di questo governo, con la realtà dei fatti, si potrebbe, > anche, oltre all’elevazione dell’età pensionabile, aumentare la > percentuale di contribuzione per la pensione. E’ evidente che > quest’intervento dovrebbe essere realizzato considerando quanto, al > minimo, dovrebbe guadagnare al netto della busta paga, un qualsiasi > lavoratore che debba sostenere i costi della sua esistenza > quotidiana. E’ evidente che a parte alcune categorie professionali, > caratterizzate da elevata redditualità, per le altre l’unica > soluzione sarebbe quella di elevarne il reddito, onde evitare che il > lavoro si trasformasse in un costo presente a fronte di incerto, data > la caducità della vita, guadagno futuro. > > Sandro, lascia stare i numeri e considera l’esistenza dell’egoismo e > della propaganda... > > C’è una spesa da contrarre immediatamente in Italia ed in Europa: > quella per la politica, per la burocrazia, per le smisurate eccedenze > reddituali dei manger e dei consulenti degli isituti di credito e > degli enti di stato. In Italia ci sarebbe denaro per una cospicua > finanziaria e per incrementare il reddito ridicolo di chi, con questi > livelli di costo della vita, non può viverne una dignitosa, qualunque > siano le sue scarse attitudini e capacità.

    • Di (---.---.---.163) 13 dicembre 2011 11:30

      Gentile sig Fabio perche le sue affermazioni risultino veritiere dobbiamo prima di tutto verificare i conti dell’inps e stabilire una volta per tutte dove sono andati a finire tutte le entrate
      inps relative a contributi dei lavoratori.
      Dobbiamo prima di tutto verificare alcuni punti:
       1 da dove vengono pagate le pensioni di invalidita
       2 da dove vengono pagate le pensioni sociali
       3 da dove vengono pagate le malattie
       4 da dove vengono pagate le casse integrazioni
       5 da dove vengono pagati i prpensionamenti concessi ai dipendenti delle banche e delle
       grandi industrie.
       6 da dove vengono pagati gli stipendi dei dipendenti dei funzionari e dei direttori generali
       e a quanto ammontano
      Solo dopo queste operazioni possiamo cominciare a ragionare se il sistema e’ giusto
       o e SBAGLIATO.
      purtroppo in quarantanni sono state fatte 5 riforme il cui unico obiettivo era quella di alzare
      l’età pensionabile per portarla il primo possibile alla soglia della morte. in modo da pagare
      meno pensioni possibili.
       PS IN ITALIA SE UNA GIOVANE VENTENNE SI SPOSA UN SETTANTENNE dopo 2 0 3
      anni comincia a percepire una pensione di reversibilà chissa per quanti anni ancora
      alla faccia di chi ha lavorato 40 anni


  • Di (---.---.---.185) 10 dicembre 2011 13:53

    INVITO ANCORA I PARTITI A RIVEDERE LA RIFORMA DELLE PENSIONI   ....IO NON LA DIFENDO: solo a noi é CHIESTO IL CORAGGIO.

    Don’t cry for me, Fornero! Io stramaledico lei, Monti e ponzio pilato e vi auguro di sprofondare nel liquame in cui ci avete scaraventato in un colpo. Sono dello sfigatissmo 1952, donna e DISOCCUPATA: ho detto tutto. Nessuno mi assume più neanche a pulire i cessi della Bocconi, perché lo fanno già gli extracomunitari. Aspettavo di andare in pensione di vecchiaia (dopo avere lavorato 30 anni) nel 2012 poi nel 2013 ora nel 2018??? SEI ANNI DOPO??? Avete abolito DA SUBITO QUOTE E AUMENTATO ETA’ VECCHIAIA, quando non manca neanche 1 mese al 2012. La invito a rivedere anche questo aspetto delle PENSIONI, non solo le minime, soprattutto per noi del 1952 che saremo l’agnello sacrificale. Se cosi non fosse, spero che tutti voi tecnici senza GIUSTIZIA E COSCIENZA veniate disintegrati, nell’esplosione che evoco, assieme alle banche e alla finanza per cui noi dobbiamo pagare.

     

    VOI MI RUBATE CIRCA 80.000 EURO CHE DOVRO’ TROVARE PER VIVERE E,QUESTO FURTO CHE AVETE RESO LEGALE, LO FATE CON IL BENESTARE DI NAPOLITANO!!!

     

    Marina Ulzi

  • Di paolo (---.---.---.147) 12 dicembre 2011 10:12

    Mi inserisco per due brevi considerazioni .
     La prima è che una riforma del sistema pensionistico era inevitabile dal momento che a scassare il tutto ci hanno pensato decenni di follia demagogica e clientelare che hanno portato gente a percepire la pensione dopo 15 anni (compresi di eventuali riscatti di laurea e servizio militare) 6 mesi ed un giorno . Una anomalia solo italiana .

    La seconda è che non bisogna pretendere che i contributi versati complessivamente siano pari a l’onere pensionistico a carico dello Stato. L’INPS è una forma tassazione , ma il cittadino contribuente subisce altre forme di imposizione fiscale (Irpef,Iva,Irpeg,addizionali, bolli ecc.... ) . Se valesse un criterio di cassa (tanto mi dai tanto ti do) allora se uno schiatta un mese od anno dopo essere entrato in pensione ,lo stato dovrebbe versare al coniuge l’intero importo (rivalutato) versato,oppure i soldi me li tengo ,fatto salvo un contributo di solidarietà , e ci faccio quello che voglio . E non è cosi’ visto che è prevista soltanto solo una quota di reversibilità al coniuge ed esiste l’obbligo del versamento Inps , non la facoltà di versare o meno.
    L’equilibrio deve essere sul sistema fiscale complessivo . Poi è chiaro che anche l’INPS deve avere un bilancio entrate e uscite in equilibrio per non entrare in crisi di liquidità .E mi risulta che l’Inps sia ben patrimonializzata ed in attivo di bilancio .

    Infine estendo tutta la mia solidarietà a Marina Ulzi . Non esiste alcuna giustificazione ,neppure di bilancio, per attuare una follia (di segno opposto) come quella che ha messo in campo Elsa Fornero .Le risorse andavano cercate nei mille rivoli di spreco , evasione e privilegi che stanno ammazzando questo questo paese .Ma attenzione la Fornero ha congelato una situazione che già di fatto esisteva con la riforma Maroni (i leghisti che protestano!! ) ,la puttanata è aver trasformato lo scalino in scalone ,ossia in un salto secco a regime 2012 ,anzichè 2018 .
    Purtroppo , a prescindere dall’urgenza della manovra ,temo che dietro ci sia la manina di un signore che tutti ormai davano per finito ( quello con la lontra in testa ) ma che evidentemente conserva ancora intatto tutto il suo potere distruttivo .

    • Di Sandro kensan (---.---.---.126) 12 dicembre 2011 12:03
      Sandro kensan

      Un solo appunto al tuo testo:
      «

      L’equilibrio deve essere sul sistema fiscale complessivo . Poi è chiaro che anche l’INPS deve avere un bilancio entrate e uscite in equilibrio per non entrare in crisi di liquidità .E mi risulta che l’Inps sia ben patrimonializzata ed in attivo di bilancio .»

      Alcune casse previdenziali avevano, come detto da te, molti immobili comprati con i soldi dei futuri pensionati. Penso sia questo che tu dici quando parli di INPS "ben patrimonializzata". Vuoi dire che ci sono molte case di proprietà dell’INPS e degli altri enti di previdenza comprati con i soldi di chi ha versato i contributi pensionistici.

      Forse ti è sfuggita la cartolarizzazione del Governo Berlusconi e del Ministro Tremonti che ha assunto la proprietà di questi immobili (palazzi nei centri delle città) e li ha svenduti. Appartamenti da 300 mila euro sono stati venduti a 100 mila euro per fare cassa visto che lo Stato non aveva liquidi.

      Quindi non ci sono più patrimoni che appartengono all’INPS. La stessa sede dell’INPS della mia città non appartiene più all’INPS il quale ente è in affitto, quindi i soldi delle pensioni sono andati alla fiscalità generale e non l’inverso, come affermi tu.

  • Di (---.---.---.163) 13 dicembre 2011 10:59

    Vogliono mettere contro padri e figli per continuare a perpetrare abusi e furti ai danni della popolazione.
    I conti delle pensioni non sono stati fatti dai lavoratori ma dai politici e in un sistema equo
    tutto dovrebbe funzionare a dovere.
    I POLITICI HANNO SBAGLIATO I CONTI NON UNA VOLTA MA NEL GIRO DI 40 ANNI sono state fatte riforme delle pensioni almeno 5 volte.
    IL vecchietto che ha cominciato a pagare nel 1976 il 33% DELLA SUA RETRIBUZIONE,
    se anziche’ dare i sui soldi al carrozzone INPS che paga migliaia di dipendenti e di direttori generali, casse integrazioni ecc ecc, li avesse investiti in una assicurazione privata,
    adesso era libero di scegliere se continuare a lavorare o riposarsi.
    I politici hanno anche sbagliato a cambiare le regole del mercato del lavoro, tengono i vecchi a lavorare per fare cassa, i giovani, ns figli, a spasso o con rapporti di lavoro mal pagati e saltuari.
    RISULTATO I VECCHI SI SOSTITUISCONO ALLO STATO NEL MANTENERE I FIGLI DISOCCUPATI.
    Con la prossima manovra ,siccome questa e’ ANCORA INSUFFICENTE, toccheranno da capo le pensioni. e continueranno ad aumentere le tasse.
    RISULTATO : Per salvare i grandi patrimoni italiani AI vecchi non sarà pagata la pensione
     perchè DATA L’ETA RIPOSERANNO ALL’OMBRA DEI CIPRESSI . I GIOVANI
     continueranno a rimanere disoccupati. Lavoreranno solo gli exstra comunita
     ri privati di tutti i diritti del lavoro e con misere retribuzioni.
    QUESTO E’ IL QUADRO REALE DELLA NOSTRA ITALIA

  • Di paolo (---.---.---.33) 13 dicembre 2011 21:06

    E’ vero quello che dici Sandro la cartolarizzazione sta "svendendo" il patrimonio immobiliare INPS e qualcuno prima o poi dovrà metterci il naso perché è una faccenda che puzza lontano un miglio .
    E insospettisce il fatto che ci sia la tentazione di far accorpare nell’INPS anche le casse private di alcune categorie di lavoratori autonomi ( Enasarco ecc.. ) .
    Ciò nonostante l’INPS è in attivo di bilancio di circa il 5% , che non è poco per un ente erogatore di pensioni e anche assistenziale .Probabilmente incidono anche i contributi versati di lavoratori extracomunitari che non beccheranno mai una pensione .
    ciao

  • Di (---.---.---.113) 11 febbraio 2012 19:17

    I giovani precari non lavorano per pagare le pensioni ai padri. I padri le pensioni se le sono pagate coi contributi versati negli anni di attività.


    Dal fondo pensioni viene pagato l’assistenzialismo, che dovrebbe essere una voce di bilancio a parte. Senza contare i falsi invalidi, che sono una piaga molto diffusa nel nostro paese.

    Esistono vari modi per far quadrare i conti: uno molto semplice, seguito dalla Fornero, è di tagliare su una voce di spesa per lo Stato che però è pagata dai contribuenti che hanno diritto alla propria pensione. L’altra, quella più difficile e mai praticata a livello politico perché impopolare, è di separare finalmente l’assistenzialismo dalla voce pensionistica perché trattasi di cose differenti. Non sarà mai praticata a livello politico perché l’assistenzialismo porta voti. E perché prendere la voce "assistenzialismo", che per lo stato è un’uscita di soldi, e defalcarla dal bilancio pensionistico significa mantenerla intatta e semplicemente cambiarne il nome. 
    O meglio c’è una differenza: ora è a carico del sistema pensionistico, cioè dei contributi versati dai singoli futuri pensionati. Se si stornasse, come dovrebbe essere, sarebbe a carico di tutta la collettività.

    Diciamo le cose come stanno: i giovani oggi non lavorano per pagare la pensione ai padri, ma per pagare l’assistenza agli invalidi e i falsi invalidi. Come hanno fatto i loro padri.

    In tutto questo gli evasori fiscali che fanno?

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