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 Home page > Attualità > Cronaca > Fiat: anche Mentana scende in campo al fianco di Formigli

Fiat: anche Mentana scende in campo al fianco di Formigli

Dopo la Gabanelli tocca a Enrico Mentana, collega di rete, scendere in campo in difesa di Corrado Formigli condannato assieme alla Rai a risarcire 7 milioni di euro alla casa automobilistica torinese in seguito a un servizio andato in onda per Annozero nel dicembre 2010.

Dopo un intervento in apertura del Tg La7 delle 20, il giornalista ha postato uno status sul suo facebook. Una nota molto dura che tira in ballo la libertà di stampa di cui la Fiat "non può non sapere quanto sia importante" essendo in un modo o nell'altro protagonista del panorama editoriale italiano.

E continua ricordando come la casa automobilistica ha "cercato di ingraziarsi i giornalisti, con viaggi premio a esotiche rassegne o gare automobilistiche", fino all'invito al fair play "Perché un giornalista come Formigli guadagna certo più di un operaio di Pomigliano, ma infinitamente meno di un Marchionne, per di più pagando le tasse in Italia".

Ecco la nota completa:

La Rai e Formigli costretti a pagare alla Fiat 7 milioni di euro, di cui 5 milioni 250mila per danno non patrimoniale. Cosa è il danno non patrimoniale? E’ il danno morale, reputazionale, all’immagine della Fiat. Ora, la Fiat non è una Onlus. E’ la più grande azienda manifatturiera d’Italia, ma non solo. La Fiat è anche proprietaria di un giornale importante, la Stampa, e di una influente concessionaria di pubblicità, Publikompass, oltre a essere il secondo azionista della Rcs, che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Non può non sapere quanto sia importante la libertà di informazione, e quanto la metta a repentaglio la minaccia di pene economiche gravissime per chi osa scrivere o dire cose sgradite. Un simile salasso pecuniario per la Rai e Formigli avrebbe almeno un minimo di giustificazione se la Fiat non avesse mai cercato di ingraziarsi i giornalisti, con viaggi premio a esotiche rassegne o gare automobilistiche, o se non avesse cercato di influenzare per decenni giornalisti di ogni ordine e grado con auto in prova illimitata. Ma la Fiat ha sempre usato abbondantemente del suo potere, della sua influenza e della debolezza della categoria giornalistica, dimostrate da una abbondante casistica di servizi televisivi preventivamente entusiastici all’apparizione di ogni modello, Duna e Stilo comprese. Che oggi si comporti da vergine insidiata dall’orco della mala informazione è tanto ingiusto quanto grottesco. Sarebbe giusto che al Lingotto, finchè la sede della Fiat resta lì, si mettessero una mano sulla coscienza, e facessero un gesto adeguato di fair play. Perché un giornalista come Formigli guadagna certo più di un operaio di Pomigliano, ma infinitamente meno di un Marchionne, per di più pagando le tasse in Italia.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.57) 24 febbraio 2012 00:11

    La cifra non mi sembra alta se fossero stati condannati la Rai e Santoro. I giudici avrebbero dovuto far pagare a Formigli solo una cifra compatibile con il suo stipendio, non con il budget della Rai. Ma la condanna mi sembra giusta. Anno Zero ha affermato che la Fiat dovrebbe vendere l’Alfa Romeo, in quanto in una prova di velocità la Mito è stata battuta da una Mini e da una Citroen e cita anche Quattroruote che ha confrontato le stesse vetture. Ma il confronto completo di 4Ruote con tutte le prove che si fanno normalmente, conclude con questo punteggio complessivo:

    Mito : 85/100, Mini : 83/100, Citroen : 82/100. La prova completa di 4Ruote afferma quindi che la tecnologia complessiva della Mito è superiore alle altre due vetture ed aggiunge: quando si passa dalla pista alla strada "entrano in gioco altri fattori e la situazione si ribalta, favorendo la Mito " . Il comportamento su strada poi è molto più importante che la velocità in pista, dove gli acquirenti della Mito non andranno mai.
    Per sostenere la sua idea che la fiat dovrebbe vendere l’alfa Romeo, Anno Zero ha deformato la realtà.
    Santoro e Formigli potevano riportare tutte le prove di 4Ruote, dove nel complesso la Mito era migliore delle altre due.
    Libertà di stampa non vuol dire libertà di dire bugie. Quindi giustissima la condanna. Mi meraviglio però che non sia stato condannato Santoro al posto di Formigli, in quanto responsabile di Annozero.

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