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Sciacalli e terremoto: quello che hanno segnalato i media è "privo di fondamento"

Lo sciacallaggio post-tragedie è un argomento ghiotto per tanti: per indignarsi, per scagliarsi contro i cattivi, per accusare l'altro, che spesso è il diverso e, nel caso italiano, diventa lo straniero. 

Subito dopo il terremoto dello scorso 24 agosto tra le varie polemiche da social (quelle sui Vip che si fotograno, quelle sulle "colpe" della tragedia... ) c'è quella che si concentra sugli sciacalli, ovvero sugli individui che si recano nelle zone di disastro per poter rubare oggetti di valore approffittando della confusione e dell'incustodia. 

Ci sono titoli tipo quelli del Il Giornale, che non si lascia scappare una notizia così ghiotta "Sciacalli maledetti: stanno già rubando tutto": il quotidiano parla di tre persone, tra cu un nomade. Naturalmente non ci sono fonti, né tantomeno link. 

Molti giornali hanno anche parlato di un uomo ad Amatrice, colto sul fatto e arrestato; ci sono state poi segnalazioni ad Arquata e sempre ad Amatrice tre persone sono state sorprese a rovistare. 

La Questura di Rieti è dovuta quindi ufficialmente intervenire e in un comunicato: 

Dall'AGI

"Con riferimento alle notizie apparse sugli organi di stampa in merito a presunti episodi di sciacallaggio, che sarebbero avvenuti presso i centri interessati dall’evento sismico, la Questura di Rieti precisa che quanto in essi segnalato è privo di ogni fondamento" (...)

"I servizi di vigilanza, specificamente finalizzati al contrasto di possibili episodi di sciacallaggio, sono stati infatti attuati sin dai primi istanti con personale delle forze dell'ordine, e poi rafforzati nelle ore serali e notturne con l'arrivo dei reparti organici", ha assicurato la Questura. Allo stato, "sentite anche le altre forze di polizia, non risulta alcun episodio di illegittima introduzione di persone nelle abitazioni evacuate, tantomeno di furti perpetrati". Sono stati eseguiti controlli su persone sospette o "semplicemente presenti all'interno di aree interdette o in procinto di entrarvi", ma tutte le verifiche, conclude la Questura, "hanno avuto esito negativo e le persone sono state indirizzate ai competenti organismi di Protezione civile o semplicemente allontanate".

Episodi di sciacallaggio si erano verificati dopo il terremoto a L'Aquila e in Emilia. Non esiste un reato specifico (lo promise Berlusconi dopo il sisma del 2009) ma per episodi di questo tipo si può arrivare a condanne fino a 10 anni. 

Sempre dall'Agi: 

Gli 'sciacalli' possono finire sotto processo per il reato di furto in abitazione (articolo 624 bis del codice penale), per cui e' previsto anche l'arresto obbligatorio in flagranza e la possibilita' di applicare misure cautelari. Le condotte di sciacallaggio sono inoltre aggravate (secondo l'articolo 625 cp) se il "colpevole" usa "un qualsiasi mezzo fraudolento", e se "il fatto e' commesso su cose esposte per necessita'". La pena puo' arrivare a 10 anni di reclusione se vengono applicate anche le aggravanti comuni (articolo 61 del codice penale), quali quelle dei "motivi abietti" o di "avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la pubblica o la privata difesa". 

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