• domenica 27 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
 

Daniel di Schuler

L'autore non ha inserito, ancora, una sua descrizione.
 

Statistiche

Articoli Da Articoli pubblicati Commenti pubblicati Commenti ricevuti
La registrazione 262 33 301
1 mese 11 0 3
5 giorni 0 0 0
Moderazione Da Articoli moderati Positivamente Negativamente
La registrazione 0 0 0
1 mese 0 0 0
5 giorni 0 0 0

Tutti gli articoli dell’autore

Classsificare per : Cronologico I più letti I più commentati

Ultimi commenti

  • 0 vote
    di Daniel di Schuler (xxx.xxx.xxx.128) 5 aprile 19:08
    Daniel di Schuler

    Bisogno dell’abolizione dell’articolo 18? Assolutamente no. Come del resto la sua presenza è del tutto irrilevante. Era l’occasione di fare un colpo pubblicitario, nei confronti dei mercati, con ben poca spesa. Tutto lì. Perchè mai gli imprenditori dovrebbero voler cacciare i sindacati dalla fabbriche? E’ anche grazie al loro consenso che i lavoratori italiani sono diventati tra i meno pagati d’Europa e tra quelli con le settimane lavorative più lunghe del mondo.

  • 1 vote
    di Daniel di Schuler (xxx.xxx.xxx.134) 2 aprile 22:31
    Daniel di Schuler

    Sono un ammiratore della confederazione. I miei genitori si sono conosciuti mentre lavoravano a St. Moritz; io sono nato a Como, da quelle parti ho vissuto fino alla maggior età e la parte italiana della mia famiglia è valtellinese, ed è inutile ricordare i legami storici tra la valle (parte del Grigioni fino al congresso di Vienna) e la Svizzera.
    Detto questo, proprio perchè conosco e amo la Svizzera quasi quanto l’Italia, trovo ridicoli gli italiani che pensano che basti cambiar di bandiera per risolvere i propri problemi. La grandezza della confederazione è fatta dai suoi cittadini; se i lombardi si comportassero a casa propria come gli svizzeri fanno a casa loro, non avrebbero alcun bisogno di abbandonare il tricolore per migliorare le proprie condizioni. Non lo fanno e non solo da oggi; le mie esperienze personali, sotto quel cielo che è cosi bello quando è bello, mi raccontano di "Brambilla" e "Cazzaniga", magari nei consigli comunali, mafiosi quanto e più dei loro disprezzati concittadini del sud, già alla fine degli anni 70. Mafiosi in tutto, tranne per il fatto di non avere il coraggio, o chiamatelo come volete, di premere il grilletto di una pistola. Basterebbe dargli un passaporto rossocrociato per fane degli "svizzeri"? Ma fatemi il piacere...
    Un’ ultima cosa. Non ho mai sopportato chi smette di dare il massimo, giocando per la propria squadra, perché pensa, in caso di retrocessione, di andare da un’altra parte.
    Io, nel bene e nel male, resto con l’Italia, come ho continuato a seguire Cantù anche quando era finita in A2: la squadra del cuore non si cambia. Se si ha un cuore.

  • 0 vote
    di Daniel di Schuler (xxx.xxx.xxx.134) 2 aprile 13:27
    Daniel di Schuler

    Eh, se la Lombardia fosse stata Svizzera...
    Mussolini, da Milano avrebbe preso il treno per andare a prendere possesso di Berna.
    Craxi avrebbe distrutto il PSS e in Spitalgasse 34, a Berna, adesso ci sarebbe un canapaio.
    Berlusconi ...
    Ghe vol poch a capì nagott.

  • 0 vote
    di Daniel di Schuler (xxx.xxx.xxx.59) 27 marzo 11:54
    Daniel di Schuler

    Con l’ICE ho avuto una serie di pessime esperienze personali. Uffici deserti con un solo impiegato, che per di più parlava un pessimo italiano, lasciato a sorvegliare la posizione. Studi di mercato, pagati profumatamente e in anticipo, rivelatisi di nessun valore; semplici fotocopie di altri, stranoti, fatti magari anni prima da organizzazioni di altri paesi. Liste di potenziali clienti, pagate sempre in anticipo, che si sono poi rivelate essere le fotocopie delle locali pagine gialle. No, non per modo di dire; proprio le fotocopie dell’elenco telefonico. Mai generalizzare? Io ho avuto a che fare con gli ICE di tutto l’Est Europeo (ho smesso di vivere e lavorare da quelle parti una decina d’anni fa, devo ammettere) e la situazione era quella che ho descritto. Altri imprenditori e professionisti dell’export, basati in Sud America in Oriente e in Africa, mi raccontavano situazioni del tutto simili. In confronto, gli uffici commerciali della ambasciate di morli paesi emergenti, offivano servizi di prim’ordine.

  • 1 vote
    di Daniel di Schuler (xxx.xxx.xxx.23) 22 marzo 18:58
    Daniel di Schuler

    Visto che sono stato un lavoratore subordinato per una buona parte della mia vita, dubito di avere alcunché da regolare con la categoria. Si invece parliamo dei sindacati che, orari e stipendi alla mano, hanno allegramente contribuito all’impauperimento dei lavoratori italiani, li tengo suppergiù nella stessa stima in cui tengo Confindustria.
    Sindacalisti scomodi? Ma in quale paese? Sindacalisti comodissimi i nostri, capaci delle più alte dichiarazioni di principio, ma non di contattare uno straccio d’aumento.
    Sindacalisti che gli imprenditori, di fatto, negli ultimi vent’anni sono andati d’accordissimo.

    Ti voglio raccontare un aneddoto. Sono un fedelissimo ascoltatore della Radio della Svizzera Italiana; il suo secondo programma è di gran lunga la miglior stazione che trasmetta nella nostra lingua. Una settimana fa il suo notiziario ha riferito che sindacati ed imprese di costruzioni svizzeri avevano firmato il nuovo contratto nazionale. Tra le nuove norme, una che vietava alle imprese il licenziamento dei sindacalisti per ragioni connesse alla loro attività sindacale. Inutile rilevare come, in certi casi, l’arretratezza della legislazione elvetica lasci esterrefatti. Non trovi,però, che meriti una riflessione che il fatto che in un simile paese, dove fino ad ieri l’attività sindacale è stata resa così difficile, i lavoratori godano di diritti reali, oltre che di stipendi, infinitamente superiori ai nostri.

    Che dipenda dal fatto che in svizzera i sindacalisti sono davvero, prima d’ogni altra cosa, dei lavoratori e si occupano, prima d’altro, della difesa puntuale, azienda per azienda, delle retribuzioni proprie e dei propri colleghi?

    Quel che è certo, è che trovo ridicolo il modo in cui, nel nostro paese, si difende lo status quo. A sentire molti, pare che l’italia sia un paradiso dei lavoratori, come se bastasse una norma, applicata ad una ristretta elite, a difenderli. La verità è che l’Italia, per i lavoratori, è ormai un inferno, fatto di stipendi bassissimi, orari lunghissimi e tanto, tantissimo, lavoro nero.

    Un inferno in cui non vedo cosa vi sia da difendere.

    Quanto alla mia buona fede che dirti? Giusto o sbagliato che ti possa sembrare, dico sempre e solo quel che penso davvero.

TEMATICHE DELL'AUTORE

Tribuna Libera Politica

Pubblicità

Palmares

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.