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Damiano Aliprandi

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  • Primo articolo mercoledì 11 Novembre 2011
  • Moderatore da lunedì 12 Dicembre 2011
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Ultimi commenti

  • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.131) 7 febbraio 2012 14:31

    L’articolo in questione non spiega però cosa sia la responabilità civile dei magistrati. Non si capisce perchè dovrebbe ostacolare la Giustizia. Non è possibile che quando passano leggi che distruggono lo Stato Sociale tutto tace, ma quando si toccano i privilegi di quest ultra casta che è la Magistratura,scoppiano le barricate e di fatto le riforme sulla Giustizia poi non vengono mai attuate;privilegi e immunità rimangono intatti. Si, viene da lontano. Ma nell’87 con un referendum dove il popolo voleva la responsabilità civile dei Magistrati.
    Poi come accade di solito, il parlamento non ratificò la volontà popolare.

    Per equità visto che va di moda e usata in maniera inappropriata,eviamo la responsabilità personale anche ai medici che fanno le operazioni. Sia chiaro: le responsabilità ovviamente devono essere accertate. Non si capisce perchè debba pagare lo Stato (quindi noi) per i casi di malagiustizia e non chi la commette. L’argomento è lungo e complesso, su agoravox ho scritto qualcosa in merito.

  • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.202) 5 febbraio 2012 14:19

    Siamo stati vittima di un inganno mediatico e trasversale sulla questione Battisti. A parte la sua condanna avvenuta in un clima, quello degli anni 70, dove si cercava un capro espiatorio, qui c’è una questione giuridica oggettiva:

    La decisione del governo brasiliano di non concedere l’estradizione di Cesare Battisti è giusta: c’è l’art.3.1.f del Trattato di Estradizione sottoscritto dai due Stati nel 1989, e cioè che l’estradizione debba essere negata quando “la parte richiesta (in questo caso, il governo brasiliano) abbia ragioni ponderabili per supporre che la persona ricercata sarà sottomessa ad atti di persecuzione e discriminazione.... o che la sua situazione possa risultare aggravata. In gioco ci potrebbero essere, dunque, da una parte, la [non] affidabilità del sistema carcerario italiano, e dall’altro, più sostanzialmente l’istituto dell’ergastolo, una pena che la Costituzione federale del Brasile esclude espressamente (Art. 5, XLVII, II), e a cui il Battisti è stato condannato qui da noi. Ora, quando l’anno scorso il Supremo Tribunale Federale aveva negato il rifugio politico al Battisti, ne aveva nel contempo sollecitato l’estradizione “alla condizione formale di commutazione della pena dell’ergastolo con una pena di privazione della libertà di una durata non superiore a trenta anni, con detrazione del periodo in cui egli è detenuto in questo paese”. Il nostro Paese, in assenza di una legge che permetta la commutazione di una pena (dall’ergastolo ad una pena temporanea) per una condanna passata in giudicato, non ottempera questa clausola. 
    Gli unici fuorilegge in tutta questa storia sarebbero i nostri governanti ( e noi italiani che siamo vittima di forte ignoranza e manipolazione)che reclamano giustizia e diritto! Cerchiamo di ragionare e studiare. Siamo fin troppo manipolati se continuiamo ad affidare il nostro pensiero ad altri.
  • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.131) 30 gennaio 2012 14:34

    Scusate gli errori, ma avevo scritto di fretta :)

  • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.131) 30 gennaio 2012 14:33

    Non facciamo però in finti "bastian contrario". I maggiori giornali come Repubblica, Il Fatto e trasmissioni televisive come appunto quella di Santoro e mettiamoci anche quelli del Popolo Viola che in mancanza di Berlusconi ora si dedicano a discreditare qualsiasi ribellione che non sia fatta in chiave puramente antiberlusconiana, hanno intrapreso la stessa campagna di questo articolo. D’altronde basta fare un giro sui gruppi di discussione su Facebook e tutti quelli che appartengono alla cosiddetta "massa critica" sono arrivati a dire perfino che il movimento crea disagi e che potevano farlo prima quando cìera Berlusconi. A me pare che il pensiero unico ancora una volta abbia fatto presa. Detto questo, è scontato che se un movimento di protesta nato dal basso e senza una guida con idee costruttive e di opposizione al neoliberismo, se la sciato solo se ne appropriano le forze reazionarie. Lo sbaglio è proprio questo: snobbare le proteste. Dopo B , chi è dotato di buon senso, si sapeva che si sarebbe creato un vuoto che a riempirlo poteva essere nientemeno che il poplusimo. Abbiamo lasciato le proteste in mano ad un Pappalardo e affini. Per quanto riguarda la mafia, appiamo che è come il prezzemolo: si insinua dappertutto. Un po’ come accadde ai moti di Reggio Calabria: la ’ndragheta si divise e stava ad entrambe le barricate. Pesniamo che alle rivolte di Terzigno contro le discariche non si siano infiltarti dei camorristi? Ma con questo dobbiamo criminalizzare il movimento? E per ultimo, a proposito di pensiero unico e manipolazione della "massa critica" come mai eravamo in pochi a denunciare la strumetalizzazione del Popolo Viola da parte dell’IDV? Le destre si erano insinuate acnhe lì!

  • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.183) 26 dicembre 2011 21:11

    Caro Paolo, credimi ma i dati parlano chiaro. Non è vero che si esce con grande facilità dal carcere, ogni tanto c’è l’informazione dei mass media che creano appositamente terrore citando dei rari casi come se fossero la regola. D’altronde quando Basaglia abolì il manicomio, molti giornali citarono un caso di un malato psichiatrico che dopo liberato, uccise una persona. Purtroppo i luoghi comuni sul carcere si rafforzano anche per colpa della cattiva informazione. Per quanto riguarda Travaglio, mi dispiace deluderti ma è vera la sua opinione sulla morte di Pinelli(almenochè poi cambia versione come fa sempre) e sulla sua difesa della carcerazione preventiva. Sulla storia di Sole e il compagno: è successo in Italia, non in Argentina! Grazie per il tuo commento critico ma civile!