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Privilegi e costi della casta delle toghe nel periodo di crisi

Con l’acuirsi della crisi economica iniziata nel 2007, non si fa altro che parlare, a ragione, dei privilegi della politica. Tutto iniziò con il libro "La casta" di Stella, e provocò l’indignazione degli italiani che a stento arrivano a fine mese, oppure non ci arrivano per niente a causa del lavoro precario e della prepotente disoccupazione giovanile. Qui parleremo invece degli scandalosi privilegi e favoritismi degli appartenenti della Magistratura. Una lotta di "caste" che non risparmia nemmeno l'attuale Governo Monti.

Il mio articolo non è volto assolutamente alla delegittimazione della Magistratura. Siamo tutti ben consci che nel passato, come nel presente, esistono dei valorosi Magistrati che per vocazione combattono il malaffare e i connubi del Potere. Rischiano la vita e alcuni - come Falcone e Borsellino, il “giudice ragazzino” Livatino o Scopelliti - sono stati uccisi per le loro coraggiose inchieste.

Ma, come in politica, non ci si può far scudo di questi eroi per difendere dei privilegi che non esistono in nessun altro stato europeo. Privilegi che provocano uno sperpero pubblico che toglie denaro soprattutto alla macchina sempre inceppata della Giustizia stessa, la quale ogni anno riceve condanne dall’Unione europea. Inoltre non fa “Giustizia” nemmeno per quegli eroi stessi che molto spesso vengono citati strumentalmente. Perché per fare carriera non esiste la cosiddetta meritocrazia. Tutti i magistrati, indipendentemente da quello che fanno, hanno gli scatti automatici.

In soldoni: chi vuole lavora, chi no si astiene. Ed in entrambi i casi hanno la garanzia di una continua e regolare crescita in termini di “status” e di busta paga. Come se un giornalista iniziasse a scrivere gli stessi articoli al Corriere della Sera, sapendo che dopo alcuni anni, comunque vada, diventerà direttore. Così come tutti gli altri suoi colleghi.

Lo stipendio e la pensione del Magistrato sono i più alti d’Europa. Appena si diventa Magistrato attraverso un concorso (poi spiegherò che una volta ammesso all’esame, tutto diventa più facile rispetto al resto dei cittadini italiani) si viene nominato uditore giudiziario (in pratica una carica che non fa nulla: ascolta per imparare) e percepisce per i primi sei mesi al netto di tutte le ritenute ben € 1.680,50.

E dopo sei mesi, sempre che non si abbia ancora alcuna funzione, cioè si ascolti e basta, il nuovo stipendio è al netto di tutte le ritenute di ben € 1.820,77. E poi inizia lo scatto automatico senza alcuna distinzione: da chi scalda semplicemente la scrivania a chi conduce pericolose inchieste!

Così il giovane magistrato risulta essere il laureato di primo impiego a più alto reddito. Non c’è paragone con l’industria privata o, per restare nel pubblico, con i medici o i professori universitari.

Ma c’è qualcosa di più scandaloso e molti dei lavoratori italiani ne sono all’oscuro, perfino i politici non posseggono questo privilegio: la scala mobile. La scala mobile, o più specificatamente “l’identità di contingenza” fu istituita nel lontano 1975 e serviva ad adeguare gli stipendi al costo della vita. Fu abolita nel 1992 dal Governo Amato, tranne per i magistrati. Per capire meglio, vi riporto le tabelle tratte da una fonte insospettabile che sarebbe il sito della Associazione Nazionale Magistrati: potrebbe dare molto fastidio a chi deve scioperare per poter aggiornare il suo stipendio, oppure per non farselo ulteriormente diminuire.

E dall’introduzione della moneta unica e la crisi che stiamo vivendo, i salari sono dimezzati. Al contrario dei magistrati che se lo vedono quintuplicare. Lo dicono gli stessi dell’ANM: “Se, infatti, si mettono a confronto gli stipendi dei magistrati prima dell’ingresso nella moneta unica e quelli degli anni successivi è agevole riscontrare che gli stipendi sono cresciuti circa del 30% in 5 anni e circa del 60% in 10 anni" (vedi tabelle)”.

Ma non è finita, lo scandalo maggiore riguarda la Magistratura Amministrativa. “L'Espresso" (di questa settimana, ndr) ha letto i resoconti ufficiali di alcune riunioni, e ha scoperto che la mattina del 15 aprile 2011, mentre la Banca d’Italia diffondeva nuovi drammatici dati nazionali su occupazione e recessione economica, i rappresentanti dei magistrati del Tar e del Consiglio di Stato si sono approvati nuove e ricche indennità. Esattamente come la casta dei politici: si auto approvano leggi che aumentano lo stipendio. Per le nuove indennità del solo Consiglio di Stato si spenderanno 960 mila euro l’anno.

Quella della Magistratura Amministrativa poi è una casta di tutto rispetto. Come sappiamo l’Italia a causa dei processi in ritardo, subisce danni di milioni di euro l’anno. Danni economici che il resto dei cittadini italiani pagano, e perfino il Fondo Monetario Internazionale da qualche tempo ha deciso di monitorare la questione sulla lentezza dei processi.

Perché tutto questo?

I magistrati amministrativi percepiscono un totale di tre mesi di ferie. Come se non bastasse, nel periodo lavorativo, per mancanza di personale (e forse leggendo i numeri, con qualche privilegio in meno, si potrebbero assumere più persone) o per sostituzioni, intraprendono le cosiddette “missioni”: ovvero fanno udienza in un'altra città in albergo a 4 stelle per quindici giorni, rimborso dei pranzi e delle cene o un compenso alternativo in denaro.

I magistrati civilisti o penalisti invece hanno diritto a 45 giorni di ferie, In aggiunta ai 45 giorni di cui sopra, vanno calcolati altri 2 giorni di congedo ordinario e 4 giorni di festività soppresse.

Anche il concorso per diventare Magistrato ha un privilegio in più rispetto agli altri concorsi pubblici. Nel concorso “ordinario”, una volta che non si supera, si è esclusi definitivamente o per lo meno bisogna aspettare le prossime uscite sulla Gazzetta Ufficiale. Invece chi si presenta davanti alla commissione di esami per diventare Magistrato, nominata naturalmente dal CSM e composta in grandissima parte da magistrati, sa che se verrà bocciato non dovrà dire addio per sempre al sogno di indossare una toga: c’è una seconda possibilità e come se non bastasse, perfino la terza.

Ma una casta non è tale se non si hanno ulteriori privilegi. Un qualsiasi giudice è esente dalle multe per sosta vietata, perfino se parcheggia per andare a casa. Ha uno sconto del tutto particolare per acquistare la macchina FIAT (vedi tabella sopra), possono svolgere attività extragiudiziarie in barba all'indipendenza della Magistratura come il senatore ed ex sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo che usufruisce stipendi e privilegi da entrambi le caste, o come Di Pietro che da deputato percepisce anche la pensione d’oro da magistrato e di fatto risulta la persona più ricca del parlamento dopo Berlusconi. Ma anche il nuovo Governo Monti non scherza e con la nomina dei sottosegretari i conflitti di interessi si intersecano con quelli della Magistratura:Paolo Peluffo, componente del Consiglio di Stato (quello che auto aumenta lo stipendio dei magistrati amministrativi) Giovanni Ferrara, procuratore della Repubblica di Roma, procura meglio conosciuta come "il porto delle nebbie" perché in quel luogo molte inchieste si archiviano.

Inoltre i magistrati non hanno nessuna responsabilità civile e penale, e se sbagliano con dolo o meno è lo Stato (quindi noi cittadini) a pagare.

E come se non bastasse i familiari dei magistrati hanno vie preferenziali per quanto riguarda appetitose convenzioni con la sanità e la scuola; ma anche percorsi facili in politca come Michel Martone, figlio del magistrato Martone (nome tra l'altro comparso nell'inchiesta P3), che è stato appena nominato sottosegretario al Lavoro. E non parliamo del CSM che quasi mai condanna un magistrato (basti ricordare il magistrato beccato in fragranza di reato mentre cercava di approcciarsi con un ragazzino) oppure condanna magistrati scomodi come la Forleo (famosa per l'inchiesta sul caso Antonveneta) che contesta la Casta togata stessa.

Sono dati oggettivi che meriterebbero una riflessione e poi anche una domanda: ma questo scontro tra il Potere Politico e quello Giudiziario, è alimentato da nobili idee, oppure semplicemente è puro scontro per il mantenimento di privilegi da una parte e dall’altra? Ai lettori l’ardua sentenza.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.87) 23 giugno 2012 16:03

    salve,vorrei sapere in miliardi di euro il costo complessivo della magistratura in maniera tale da potermi farmi un idea di quanto incide questo servizio sul mio portafoglio e quante cause sono veramente serie oppure il solito abuso di potere da parte delle forze dell ordine. Stufo di pagare la saluto, Alessio piconi— e-mail newgallery@hotmail.it

  • Di (---.---.---.122) 29 maggio 2013 22:30

    in questo articolo ci sono scritte un mare di cazzate. Il concorso in magistratura è l’unico in cui se si viene bocciati tre volte allo scritto non ci si può più presentare. In tutti gli altri concorsi pubblici ci si può presentare all’infinito. Dove sta il privilegio? Un funzionario della carriera direttiva nelle agenzie fiscali (un funzionario, non un dirigente) prende uno stipendio netto di 1700 euro. Inoltre non è che l’uditore "ascolta" e non favella. Si fa un mazzo tanto dietro ai giudici togati. Aggiungiamo che quello in magistratura è ora un concorso di II grado, per farlo non basta la laurea ma ci vuole o l’abilitazione forense o un periodo di 5 anni in una PA. Se poi vogliamo parlare dei 45 giorni di ferie comprensivi dei festivi, che vanno dal 1 agosto al 15 settembre, io con i miei 32 giorni posso farmi 6 settimane di ferie, esattamente come i magistrati. Insomma, prima di scrivere cazzate documentatevi un po’.

  • Di (---.---.---.33) 24 luglio 2013 19:41

    Il giudice del lavoro del tribunale di Teramo, Alessandro Verrico ben stipendiato al mese dallo stato, è tenuto a comportarsi correttamente nel rispetto della legge. Invece agisce diversamente. Infatti di recente, il ben stipendiato giudice Alessandro Verrico , ha emesso una sentenza con una norma non più vigente, abrogata, sapendo egli stesso, Alessandro Verrico che la norma era abrogata. Comportamento che fa sorgere tanti strani sospetti.

    Il giudice Alessandro Verrico dovrà farsi un ’esame di coscienza.

     

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