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Editoriale di Travaglio sul carcere: la mia indignazione ed il mio disgusto

Dopo aver letto l'ultimo editoriale di Travaglio sul carcere e sulla sua polemica nei confronti di un decreto che semplicemente darà la possibilità a circa 3000 detenuti (una percentuale purtroppo bassissima) di finire l'ultima anno di pena agli arresti domiciliari, ho provato un senso di nausea, di ribrezzo nei confronti di questo giornalista legalitario e liberista. Un uomo cinico, senza un briciolo di umanità e di coscienza contro le ingiustizie sociali. Uno che dice, con tutta la sua spietata semplicità: "Se uno sbaglia, deve pagare!".

Ed è proprio quella parola: "sbaglia" che dovrebbe farci riflettere. Nessuno di noi è immune dallo sbaglio, e il nostro Stato ce la fa pagare cara. Troppo spesso anche con la vita.

Questo mio scritto potrebbe capirlo solamente quelli che hanno avuto il buonsenso di approfondire e conoscere la realtà del carcere. E nessuno di noi dovrebbe avere la sicurezza di sentirsi escluso.

E mi fanno ribrezzo tutti quelli che approvano i suoi articoli, specialmente l'ultimo. Con quale coraggio esaltate il suo pessimo editoriale e poi come pecore andate a fare gli slogan per Stefano Cucchi? Ma come mai tanta gente rappresenta l'ossimoro vivente? Con quale coraggio fate finta di preoccuparvi per tutti quei ragazzi detenuti che muoiono in carcere in una media di un morto ogni due giorni?

Ma con che coraggio se poi vi indignate che un decreto faccia uscire dal carcere (attenzione non in libertà, ma agli arresti domiciliari) una cifra ridicola di detenuti? In realtà non vi interessa nulla, vi sentite tutti al sicuro.

E con quale coraggio esaltate un uomo che a suo tempo aveva infangato la morte del grande giornalista Mauro Rostagno e, a differenza del grande giornalista D'Avanzo, non ha chiesto scusa?

Come si fa ad esaltare uno che approva come dogma le carte processuali e quindi per lui Pinelli è davvero caduto da solo dalla finestra? E mi limito al sociale, per quanto riguarda il suo amore per il governo Israeliano e per il libero mercato è ancora un altro discorso che esula l'argomento principale.

Il carcere non vi appartiene vero? Un mio amico di nome Niki Aprile Gatti è finito in carcere, preventivamente e senza essere ancora accusato. E' finito dentro da innocente, ed è stato ucciso senza che nessuno gli avesse dato il tempo di dimostrare la sua innocenza. Poi cosa devo sentire? Quel vergognoso giornalista di Travaglio dirsi favorevole agli arresti preventivi e guai ad abolirli o al limite limitarli? E molti di voi : "Bravo Travaglio, sei un grande!"

Il problema dell'uomo in generale è che ha poca voglia di approfondire, studiare e quindi comodamente delega il proprio pensiero a questi guru dell'informazione. Loro sono abili perché approfittano del mal di pancia delle persone e le indirizzano verso falsi obiettivi. Poi qui rasentiamo il ridicolo: un liberista e legalitario come Travaglio ha i fan di "sinistra", quelli che dovrebbero essere sensibili su certi temi come l'ingiustizia, le carceri e l'emarginazione sociale.

No, davvero! Il suo editoriale è un insulto all'intelligenza di tutte quelle persone che si battono contro il malato Sistema Carcerario, poiché trasuda ipocrisia, mista a disinformazione. Poi quanti commenti istintivi, senza un pizzico di raziocinio. Travaglio è diventato popolare grazie alla nostra mediocrità.

Per concludere vi riporto una lettera che scrisse Sole, l’argentina Maria Soledad Rosas che si suicidò in carcere. Lei, Baleno (Edoardo Massari) e Pelissero erano tre giovani anarchici e squatters che nei primi anni '90 furono vittime di un complotto giudiziario e istituzionale. Accusati ingiustamente di aver compiuto azioni ecoterroristiche nel torinese, subirono una terribile gogna mediatica che portò al suicidio di Sole e Baleno e la condanna di Pellissero (non per associazione terroristica).

"Compagni la rabbia mi domina in questo momento. Io ho sempre pensato che ognuno è responsabile di quello che fa, però questa volta ci sono dei colpevoli e voglio dire a voce molto alta chi sono stati quelli che hanno ucciso Edo: lo Stato, i giudici, i magistrati, il giornalismo, il T.A.V., la Polizia, il carcere, tutte le leggi, le regole e tutta quella società serva che accetta questo sistema.

Noi abbiamo lottato sempre contro queste imposizioni e' per questo che siamo finiti in galera.

La galera e' un posto di tortura fisica e psichica, qua non si dispone di assolutamente niente, non si può decidere a che ora alzarsi, che cosa mangiare, con chi parlare, chi incontrare, a che ora vedere il sole. Per tutto bisogna fare una "domandina", anche per leggere un libro. Rumore di chiavi, di cancelli che si aprono e si chiudono, voci che non dicono niente, voci che fanno eco in questi corridoi freddi, scarpe di gomma per non fare rumore ed essere spiati nei momenti meno pensati, la luce di una pila che alla sera controlla il tuo sonno, posta controllata, parole vietate.

Tutto un caos, tutto un inferno, tutto la morte.

Così ti ammazzano tutti i giorni, piano piano per farti sentire più dolore, invece Edo ha voluto finire subito con questo male infernale. Almeno lui si e' permesso di avere un ultimo gesto di minima liberà, di decidere lui quando finirla con questa tortura.

Intanto mi castigano e mi mettono in isolamento, questo non solo vuol dire non vedere nessuno, questo vuol dire non essere informata di niente, non avere nulla neanche una coperta, hanno paura che io mi uccida, secondo loro il mio e' un isolamento cautelare, lo fanno per "salvaguardarmi" e così deresponsabilizzarsi se anche io decido di finire con questa tortura. Non mi lasciano piangere in pace, non mi lasciano avere un ultimo incontro con il mio Baleno.

Ho per 24 ore al giorno, un'agente di custodia a non più di 5 metri di distanza.

Dopo quello che e' successo sono venuti i politici dei Verdi a farmi le condoglianze e per tranquillizzarmi non hanno avuto idea migliore che dirmi: "adesso sicuramente tutto si risolverà più in fretta, dopo l'accaduto tutti staranno dietro al processo con maggiore attenzione, magari ti daranno anche gli arresti domiciliari". Dopo questo discorso io ero senza parole, stupita, però ho potuto rispondere se c'è bisogno della morte di una persona per commuovere un pezzo di merda, in questo caso il giudice.

Insisto, in carcere hanno ammazzato altre persone e oggi hanno ucciso Edo, questi terroristi che hanno la licenza di ammazzare.

Io cercherò la forza da qualche parte, non lo so, sinceramente non ho più voglia, però devo continuare, lo farò per la mia dignità e in nome di Edo.

L'unica cosa che mi tranquillizza sapere e' che Edo non soffre più. Protesto, protesto con tanta rabbia e dolore."

Sole.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.46) 20 dicembre 2011 19:06

    Ho tutto il rispetto per le sofferenze che tu ed altri avete patito, ma queste non ti autorizzano a criminalizzare chi non la pensa come te.

    Sembra che tu riduca tutti i problemi del mondo nell’essere o meno dalla tua parte; in questo modo non ti restano energie ed intelligenza per capire il punto di vista degli altri. Mi auguro che tu riesca ad uscire da questa situazione, che e’ una specie di carcere che tu hai addosso: un carcere costruito da altri, ma il cui carceriere adesso sei tu.

    Auguri

    Geri

    • Di (---.---.---.144) 20 dicembre 2011 21:34

      Sei un poveretto!

    • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.119) 21 dicembre 2011 12:06

      Geri, ma ci fai o ci sei? Ma hai letto l’articolo?Punto primo: per fortuna ancora non mi è mai successo niente(ma mai dire mai visto come si stanno mettendo le cose), e non capisco dove tu abbia letto(se mai lo hai fatto) questo. Punto secondo: fare delle critiche vuol dire criminalizzare? Il tuo commento è alquanto imbarazzante. Un saluto caro "uomo libero"!

    • Di (---.---.---.152) 22 dicembre 2011 16:55

      Sig. Geri, non mi pare che Damiano Aliprandi abbia criminalizzato chi non la pensa come lui. Ha, semplicemente, contestato una modalità di pensiero che non fa altro che dividere i buoni dai cattivi. Cosa che è, ovviamente, stupida e altrochè banale, perchè tutti sappiamo che la categorizzazione BUONI e CATTIVI non esiste.
      Secondo punto: una società può essere considerata evoluta, sulla base della situazione delle sue carceri e del suo sistema penitenziario. In Italia il carcere uccide. Mi sembra un’involuzione, più che un’evoluzione, no?
      Dal mio punto di vista, considero il carcere come un’istituzione stupida, che oltre a dividere nettamente i buoni dai cattivi, etichettando i cattivi in maniera indelebile, non ottempera al suo dovere costituzionale. Ovvero la riabilitazione. Le statistiche parlano (non io): la maggior parte delle persone che escono dai carceri stanno peggio di prima, non hanno appigli sociali, facilmente tornano a delinquere. Tutto questo perchè il carcere semplicemente rinchiude, ma non lavora su dimensioni quali la reintegrazione del tessuto sociale, il lavoro ecc ecc. Infatti vengono di anno in anno aumentate le spese a favore dei secondini e diminuite quelle a favore degli educatori e psicologi.
      E un giornalista che fa leva sulla pancia dei suoi lettori e non sulla loro testa. Siccome il tema è già facilmente "ideologizzabile" (insomma carcerati brutti e cattivi) è ovvio che, soprattutto da parte di chi ha un così largo consenso come lui, il tema dovrebbe essere trattato con le dovute precauzioni. Anche e soprattutto perchè stiamo parlando di persone e non di bestie.

      Termino come Vik, credo che riguardo al carcere ne abbiamo tutti bisogno

      -Restiamo Umani-

      Furetta Idealista

    • Di (---.---.---.242) 12 luglio 2013 05:08

      Piacerebbe che in questo paese si pensasse più ad Abele che a Caino!Ovvio la condizione carceraria fa schifo,ma mettere la gente a spasso senza lavoro e tutele,è come un’invito a tornare a delinquere,e intanto i colletti bianchi non pagano mai!Le carceri ci sono,e non le hanno rese agibli e ci dovevano essere anche i braccialetti per le persone in attesa di giudizio!Indulti e amnistie non servono a ridurre il problema,ma a rinviarlo più avanti,e intanto ci può sempre scappare il morto!poi se la legge e le forze dell’ordine non funzionano aumenterà la voglia di farsi giustizia da soli,che non è una bella cosa!Intanto ritengo che i massacratori di Aldovrandi dovrebbero scontare il massimo della pena,così come chi ha torturato e ucciso un pensionato durante una rapina in villa insomma LA LEGGE DOVREBBE ESSERE UGUALE PER TUTTI!


  • Di (---.---.---.165) 20 dicembre 2011 21:48

    che le carceri italiane abbiano dei problemi, grossi problemi, non è in discussione

    che molti governi non democratici, ed anche alcuni "democratici", abbiano utilizzato il carcere come arma politica, purtroppo anche questo non è in discussione

    ma penso bisognerebbe lottare per risolvere i suddetti problemi e non abolire le carceri

    in carcere non ci sono solo innocenti o dissidenti ...

  • Di (---.---.---.165) 20 dicembre 2011 21:55

    detto questo, condivido il decreto del ministro per liberare un pò di detenuti in quanto la situazione non è umana, ma non condivido il giudizio su Travaglio in quanto in principio ha ragione

  • Di (---.---.---.123) 21 dicembre 2011 22:24

    Vorrei lasciare un commento per fare in modo che la disinformazione non sia così dilagante... purtroppo è normale che con una tale mole di informazione qualcosa possa sfuggire alla nostra attenzione, infatti è per questo motivo che io non faccio il giornalista!
    In quanto Editoriale, è normale che non ci siano approfondimenti, è un Editoriale! Comunque, se vi fosse sfuggito, quest’estate uscì su Il Fatto Quotidiano un’inchiesta sulle carceri scritta dal sig. Travaglio che vorrei leggeste, grazie.
    http://diksa53a.blogspot.com/2011/0...

  • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.239) 21 dicembre 2011 22:57

    L’avevo letta la sua "inchiesta". Le do un consiglio, provi ad ascoltare il parere di chi conosce molto bene la realtà carceraria con tutti i suoi problemi strutturali e sovrastrutturali come le Associazioni tipo Antigone o partiti (pochissimi al dire la verità) come i radicali o Rifondazione che si dedicano a questi temi da anni. Lo scopo di quell’articolo(che traspira di ipocrisia) di Travaglio era finalizzato a preparare i suoi lettori nel contrastare la ventilata Amnistia. Ma lui e suoi legalitari possono dormire tranquilli, abbiamo una classe politica vigliacca e non vuole perdere consensi e quindi l’amnistia non si farà mai. Detto questo, io sono davvero preoccupato per la disinformazione su questi temi, soprattutto assecondando il mal di pancia delle persone.

    Cesare Beccaria si starà rivoltando dalla tomba.

    ps a proposito la ringrazio per aver citato quell’inchiesta, invito a rileggerla e poi confrontarlo con questo suo editoriale, focalizzatevi sulla costruzione delle carceri(proposta vergognosa) e scoprirete la "coerenza" di Travaglio. Prima dice una cosa e poi si smentisce il giorno dopo.

    • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.239) 21 dicembre 2011 23:08

      Poi sarebbe da controbattere le sue "soluzioni" punto per punto. Ma sinceramente non ne ho tempo e voglia. Per favore se volete informarvi del carcere e le soluzioni, vi consiglio di leggere chi ne capisce e lotta da anni. Non possiamo affidarci a quest’uomo che del carcere in realtà non gli importa nulla. Su certi temi, lasciamo spazio a chi ne sa qualcosa. Poi affidare la soluzione del carcere a Travaglio e come affidare gli ebrei a un Hitler. Scusatemi per il forte paragone.

  • Di paolo (---.---.---.59) 25 dicembre 2011 20:17

    Caro Damiano , non ho letto l’editoriale di Travaglio e quindi non formulo giudizi . Non credo tuttavia che Travaglio ritenga che Pinelli sia caduto dalla finestra cosi’ come non credo che il suo successo sia legato alla mediocrità di chi lo ascolta , come tu affermi .Non siamo né in presenza di un santone né di un guru mediatico ma piuttosto di un giornalista molto ben informato su fatti e situazioni che vengono regolarmente occultate dalla stampa di regime e questo ,ovviamente , può far piacere a me e dispiacere a te , ma di Giornalismo sempre si tratta .

    Venendo al tema del tuo articolo , mi sembra piuttosto banale sottolineare che in carcere non si stia bene ,anzi decisamente piuttosto male visto lo stato in cui versa il sistema carcerario italiano, tuttavia ,in linea di principio, dovrebbe essere scontato che chi sbaglia paga e sconta la pena tutta fino in fondo,cosi’ come avviene nei paesi più civili del nostro . Fin qui direi che sono perfettamente d’accordo con Travaglio .Semmai il problema italiano è l’esatto opposto , ossia che si esce dal carcere , anche dopo aver commesso delitti tremendi , con una facilità disarmante.

    Fatta questa premessa è altrettanto evidente che fatti tragici come quelli di Stefano Cucchi o Niki Gatti devono bruciare sulla coscienza di tutti ma non autorizzano strumentalizzazioni di sorta .

    Il vero problema italiano è quello della carcerazione preventiva , e qui sono d’accordo con quello che sostieni . Anche qui però non credo che Travaglio ne facesse un mantra (come tu ci suggerisci),il problema è che non è possibile eliminarlo (ci sono casi in cui è indispensabile per evitare la fuga o l’inquinamento delle prove) .Semmai ha bisogno di una regolamentazione che ne impedisca l’uso indiscriminato e sproprorzionato .Purtroppo anche la "giustizia" sconta le inefficienze generali del paese.

    Infine , e concludo , lascia perdere le carceri argentine , grandissimo rispetto e solidarietà umana per Sole ma , e fino a prova contraria ,l’Italia non è , e spero che non lo sarà mai ,il paese dei " desaparecidos ". Non esageriamo.

    • Di Damiano Aliprandi (---.---.---.183) 26 dicembre 2011 21:11

      Caro Paolo, credimi ma i dati parlano chiaro. Non è vero che si esce con grande facilità dal carcere, ogni tanto c’è l’informazione dei mass media che creano appositamente terrore citando dei rari casi come se fossero la regola. D’altronde quando Basaglia abolì il manicomio, molti giornali citarono un caso di un malato psichiatrico che dopo liberato, uccise una persona. Purtroppo i luoghi comuni sul carcere si rafforzano anche per colpa della cattiva informazione. Per quanto riguarda Travaglio, mi dispiace deluderti ma è vera la sua opinione sulla morte di Pinelli(almenochè poi cambia versione come fa sempre) e sulla sua difesa della carcerazione preventiva. Sulla storia di Sole e il compagno: è successo in Italia, non in Argentina! Grazie per il tuo commento critico ma civile!

  • Di (---.---.---.86) 25 dicembre 2011 20:53

    sei patetico ,citi Travaglio per attirare l’attenzione sui tuoi ragli!



  • Di paolo (---.---.---.15) 26 dicembre 2011 15:43

    Ogni tanto si scopre un imbecille ,peccato non sapere chi è .

  • Di (---.---.---.144) 10 febbraio 2012 10:04

    Ahi che articolaccio.

    Ma come si fa a pensare di risolvere la disumanita’ delle carceri con decreti contingenziali una-tantum, e prendere per bestie tutti quelli che propongono soluzioni piu’ razionali, umane, durature, come riformare il codice penale, costruire piu’ carceri e piu’ adatte, abolire leggi che le rimpinzano.
    Che retorica vuota, che porcheria.

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