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Antonella Policastrese

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Ultimi commenti

  • 1 voto
    di Antonella Policastrese (---.---.---.146) 28 aprile 2011 17:06
    Antonella Policastrese

    Il giusto museo per il premier. Chissà come si divertirebbe fra tutti quegli aggeggi lunghi, grandi e piccoli. Ma c’è anche quello del gallo cedrone?Farebbe esibire le sue meteorine in uno scatenato Bunga Bunga passando in rassegna quei peni e fingendo che qualcuno sia il suo, indossandolo per acrobatiche performances

  • 0 voto
    di Antonella Policastrese (---.---.---.192) 26 aprile 2011 12:48
    Antonella Policastrese
    • E’ giusto quello che tu sostieni. Le cose stanno così. Ma se avessimo un’opposizione seria, da passare dalla parole ai fatti, cominciando da se stessa a,non avrebbero vita facile nè i Scilidioti nè gli avvoltoi posizionati in attesa di divorare le carcasse degli animali morti.
  • 6 voti
    di Antonella Policastrese (---.---.---.192) 26 aprile 2011 11:10
    Antonella Policastrese
    • La cosa buffa è che tutti i giorni si batte il tam tam della crisi,di un potere d’acquisto ridotto al lumicino per le famiglie italiane, di aumenti di luce gas e generi di prima necessità, ma non si toccano i santuari delle casse dei parlamentari. Se la politica fosse davvero un servizio a favore dei cittadini, se questa gente rappresentasse davvero politicamente in parlamento la voce della gente, sentirebbero loro stessi la necessità di autotassarsi e costituire un fondo per famiglie in difficoltà giovani senza lavoro, scuole ridotte a colabrodo, dopo i tagli sconsiderati della Gelmini. Invece per loro i lussi rimangono, gli agi crescono in base alle loro necessità, alla fine del mandato avranno pensioni d’oro ,mentre chi è povero e in difficoltà se la sbrigasse da solo.
  • 1 voto
    di Antonella Policastrese (---.---.---.210) 24 aprile 2011 14:10
    Antonella Policastrese

    La privatizzazione dell’acqua tramite la multinazionale Veolia era risaputa da tempo. In Calabria Veolia è attiva e cerca in ogni modo d’inserirsi nei più svariati settori, come quello della gestione dei rifiuti. Ora vuole mettere la scarpa ammollo per aggiudicarsi una commessa a livello nazionale per gestire interamente la privatizzazione dell’acqua. Tempo addietro Chavez difronte alle multinazionali europee che volevano appropriarsi del prezioso liquido, ebbe la forza di mandarli tutti via e l’acqua da loro rimane un bene pubblico. Qui nell’opulento occidente non si esita a giocare e fare affari sulla pelle della gente e tra un po’ vareranno qualche normativa su come respirare l’aria pagandola con qualche balzello. I referendum vanno fatti e a livello legislativo ci sarà pure qualche scappatoia da non permettere a questi zaraffi di privarci di ogni cosa.Il territorio va difeso, prima che ci facciano fare la fine degli Indiani d’America:confinati in qualche riserva.

  • 0 voto
    di Antonella Policastrese (---.---.---.18) 23 aprile 2011 17:46
    Antonella Policastrese

    Crisi di modelli. Crisi d’identità crisi di pensiero. Nell’era della globalizzazione che avrebbe prodotto benessere per tutti, abolito le frontiere e le distanze, in nome di un progresso tecnico e scientifico, il pensare comincia a essere una minaccia e il centro dell’universo diventano le tecnologie strumenti che da soli non significano nulla, in quanto dietro ci sta sempre la mano dell’uomo inteso giustappunto come pensiero, intelligenza non artificiale centro nevralgico dell’universo. Affermando la logica di un capitalismo teso al consumo per la sua stessa sopravvivenza sono caduti tutti quei meccanismi che hanno tenuto in piedi la società. Non a caso in nome di un qualcosa di nuovo le conquiste ottenute nel corso del tempo come il lavoro di otto ore la tutela dei lavoratori, le organizzazioni sindacali si son spappolate e tutto è diventato relativo. Relativo a uno sfruttamento selvaggio del pianeta di risorse oltre che della persona. La leva che tiene in piedi questo meccanismo è il livellamento sociale avvenuto tramite mezzi di comunicazione che hanno perso la loro funzione primaria e concentrati nelle mani di sfruttatori hanno deteriorato e vanificato l’essenza stessa del vivere. In Italia l’esempio è lampante. Oggi il nuovo politburò è rappresentato dalle reti Mediaset che portano la gente ad adeguarsi a un vivere di celluloide dove i sogni sono possibili. Come dire tante Cenerentole e principi ranocchi che dal niente possono raggiungere successo soldi e benessere.E allora anche se sei povero, disoccupato, precario cassa integrato non importa. C’è sempre un momento di svolta nella vita. Basta solo avere fiducia in un domani che non esiste e seguire l’ottimismo di quattro soldi di chi attualmente ti ruba la vita e ti condanna all’indigenza assoluta. Ciò che è triste è che i capitani d’industria coraggiosi in una società terziarizzata godono di qualsiasi beneficio, collocati nei punti cardine dove la professione rende fior di quattrini ragion per cui per mantenere inalterato un simile status di cose è necessario promuovere l’ignoranza abolendo chi ancora pensa e potrebbe essere un ostacolo sul cammino per Eldorado. Ci siamo infiacchiti e abbiamo sostituito la filosofia con i numeri, le scienze umane con la tecnologia in quanto il pensare è l’esatto opposto di un capitalismo che distrugge e uccide anche l’intelligenza.Per soldi si fa tutto e per soldi ci si vende. Il motto è diventato ma chi me la fa fare? E’ in questa fluidità tutto si perde e niente si afferma

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