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 Home page > Attualità > Cronaca > Storia di un Italiano detenuto all’estero

Storia di un Italiano detenuto all’estero

E’ un articolo per la storia di mio figlio Angelo detenuto ingiustamente in India dal 9 marzo 2007, dove si era recato per turismo, il primo viaggio della sua vita. Tutta la storia sul mio blog http://giovannifalcone.blogspot.com.

Spero possa interessare, seguirò con altri articoli, chiedo con questa iniziativa di essere aiutato e far passare la notizia agli altri ragazzi di fare attenzione dove si va, non tutto è paradiso come ci viene descritto.

SALMO 7 (alcune parti)
E’ LA MIA INNOCENZA A DARMI RAGIONE
 
2 Signore, mio Dio, in te mi rifugio
di salvarmi ti grido e di liberarmi
dalla furia che mi perseguita.
9 tu che giudichi i popoli, o Altissimo,
rendi giustizia alla mia pietà:
è la mia innocenza a darmi ragione
17 gli cascherà il suo male sul capo,
la sua stessa violenza gli piomberà

sulla testa .


E’ il lamento di un innocente perseguitato, abbandonato dalle magistrature terrene, si rivolge alla suprema cassazione divina con un giuramento d’innocenza,
il giusto giudice dei popoli non può restare indifferente di fronte al diritto violato.
Tratto da "Lungo i fiumi..." I SALMI, per te Angelo, mia delizia e gioia, è passato quasi un anno, un anno di vita che ti è stata rubata ingiustamente da uomini senza scrupoli in posti dove pensavi trovare gioia e felicità, nella terra del Mahatma GANDI, padre della non violenza e dei diritti umani. Anche se nessun prete prega per Voi (circa 3000 nel mondo), lo faccio io, tutti i giorni certo che il Signore Dio non vi abbandonerà come stanno facendo i nostri governanti. Ti voglio tanto bene, il tuo papà. Giovanni Falcone
 
Ho voluto ripetere quest’articolo già pubblicato il 20 febbraio 2008, ho cambiato la foto mettendo quella che vedete per rendere la drammaticità del momento, aggiunta al fatto che dal mese di agosto del 2008 giorno della sua condanna a 10 anni duro carcere non mi danno neanche la possibilità di parlare con Angelo, nè a me e neanche all’Ambasciata e tutto tace nessuno fa nulla, e la Convenzione ONU 16.12.1966? E la Risoluzione ONU 30.08.1955 "regole minime per il trattamento dei detenuti"? E la Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari?

Non dovrebbe anche in questo caso il Ministero ricorrere alle competenti sedi istituzionali Internazionali come si sta facendo per il caso Battisti? L’ennesima dimostrazione che non siamo tutti uguali, dimostrabile anche con quanto fatto per il caso don Sandro, giornalisti rapiti in zone di guerra seppure vietate alla loro presenza o per altri cittadini lavoratori rapiti a vario titolo.
 
Semplicemente questi italiani "desaparecidos" sono stati condannati dal nostro Parlamento in barba all’art. 27 della Costituzione Italiana.
 
GRAZIE A TUTTI I NOSTRI RAPPRESENTATI PARLAMENTARI A MIO NOME E DI TUTTI GLI ALTRI PARENTI DEI DETENUTI ITALIANI ALL’ESTERO.
 

Commenti all'articolo

  • Di Kocis (---.---.---.94) 4 marzo 2009 15:04

    Sarebbe certamente utile, per noi lettori, conoscere le "dinamiche" di questa tristissima vicenda.

    Cordialità , solidarietà ed auguri

    Kocis

    • Di Giovanni Falcone (---.---.---.147) 8 marzo 2009 09:38

      Caro Kocis, sono giovanni il papà di Angelo, tutta la storia la puoi trovare sul mio blog http://giovannifalcone.blogspot.com oppure contattandomi direttamente, sul profilo trovi i contatti, comunque 3384005065. Grazie comunque a tutti, vi chiedo di far passare la notizie e se vi capita di sentire ragazzi o persone in genere che vogliono andare in vacanza in quei luoghi e non l’India, ditegli di ripensarci ed eventualmente di conttarmi, inoltre vi invito su facebook cercando "applicazione dei diritti internazionali ai detenuti italiani all’estero" di Franca Corradini. Domani il 9 marzo ricorre il 2° triste anniversario dell’arresto, sono 5 mesi che mi vjietano anche i contatti telefonici e al mio paese ci sarà una giornata per non dimedicare, un Convegno con parlamentari, giornalisti e quanti vogliano intervenire. Falcone Giovanni

  • Di illupodeicieli.leonardo.it (---.---.---.129) 4 marzo 2009 16:44

    Mi dispiace immensamente, a prescindere da eventuali colpi di tuo figlio: è la mancanza di rispetto umano, è il voler dimenticare le persone, nostri connazionali, che per un insieme di sventure rimangon intrappolati nelle prigioni straniere , umiliati e offesi ma sopratutto volutamente lasciati in mano di persone che hanno dimenticato ,se mai hanno imparato, la comprensione. Se i nostri emeriti rappresentanti del popolo invece di concludere affari (per noi di solito sconvenienti:vedi proprio Fiat e Tata, colui che licenzia il personale e le hostess troppo in forma) anche davanti alle tv o i media indiani, nei discorsi ufficiali internazionali, a metà discorso ricordassero che esistono tuo figlio o Carlo Parlanti o le altre decine di persone, volutamente dimenticate in questi paesi, e detenuti nelle condizioni inumani che tutti conosciamo (ci lamentiamo delle nostre carceri!), forse anche qualche principe del foro nostrano, sempre pronto a difendere certe persone e anche gratis pur di comparire in tv , si darebbe da fare per far valere i diritti di tuo figlio e di tanti altri. Come sempre si fanno figli e figliastri.Per quello che posso fare , copierò l’articolo e lo posterò nei miei blog. I più sinceri auguri per tutto da un genitore padre ,tra l’altro,di un giovane 25enne.

  • Di Paolo (---.---.---.196) 4 marzo 2009 23:55

    Purtroppo lo sappiamo che la giustizia non è uguale per tutti.
    Qualsiasi sia il motivo che ha portato suo figlio in prigione, ciò non toglie il diritto ad un padre di poterlo incontrare, ma in alcuni casi come il suo così non avviene.
    Le auguro di poter riuscire presto nella sua lotta per la salvaguardia dei diritti suoi e di suo figlio ad ottenere quanto desiderato.
    Speriamo anche che la sua storia possa essere nuovamente ospitata su Agoravox con aggiornamenti ed approfondimenti, questo è il canale giusto con un’ampia portata d’ascolto.
    Ci tenga informati.

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