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Il ricatto del dittatore

Di (---.---.---.0) 8 marzo 2014 22:13

Lei ha una memoria molto elastica: la estende oltre ogni limite per la consueta "reductio ad Hitlerum" del perfido Putin, operando peraltro degli spericolati stiracchiamenti analogici. 

Eppure in Russia si vota, e alle ultime elezioni in ogni seggio sono state installate dal "dittatore" delle webcam per sorvegliare la regolarità delle operazioni di voto, monitorate peraltro anche dall’OSCE, che al riguardo ha solo rimproverato uno sbilanciamento mediatico a favore di Putin. 
Il che è strano: non risulta che Putin possieda tre televisioni, due giornali, una casa editrice, una squadra di calcio, un partito, come invece è stato per un noto politico italiano al quale l’OSCE non ha avuto nulla da rimproverare. 
Per fortuna in questo caso la sua memoria è troppo corta per fare associazioni che getterebbero dubbi sulla obiettività dell’OSCE.

E’ anche troppo corta per ricordare che in Ucraina Presidente e Parlamento erano stati regolarmente e democraticamente eletti: lo dice l’OSCE, mica io. Ed è troppo corta per ricordare che sono stati rovesciati con un colpo di stato da forze apertamente sostenute e finanziate dagli USA (e dalla UE per conto degli USA). Tra l’altro forze nelle quali le componenti neonaziste sono riccamente rappresentate. Ma in questo caso non ha analogie da proporre, grazie alla sua memoria selettiva.

Di passaggio noto che le straordinarie proprietà della sua memoria le hanno fatto dimenticare un episodio che, pure, è piuttosto recente: quella simpaticona di Victoria Nuland (neocon/sionista vice di Kerry) intercettata mentre discute su chi far andare al potere in Ucraina e che manda a fottersi la UE, che vorrebbe impicciarsi di cose che non la devono riguardare: l’adesione dell’Ucraina all’Unione, ad esempio. La memoria si accorcia e il ricordo (puff!) scompare come lo Stregatto; la memoria si allunga e (puff!) a Putin spuntano i baffetti; si accorcia e (puff!) il presidente ucraino nominato dalla Nuland è legittimo come se fosse stato eletto dagli ucraini.

Va notato, infine, che lei dimentica il fatto che in Crimea, dove la popolazione è in maggioranza di etnia russa, la Russia possiede una base militare strategica che, secondo lei, per dimostrarsi democratica, dovrebbe lasciare nelle mani dei golpisti ucraini finanziati dalla CIA.

Ma lei è fortunato: l’elasticità della sua memoria le permette di dimenticare cosa avvenne durante la crisi dei missili a Cuba. Glielo ricordo io, se permette. Avvenne che il molto democratico presidente Kennedy stava per scatenare la guerra nucleare per il fatto che l’Unione Sovietica aveva iniziato ad installare a Cuba delle basi di lancio missilistiche. 

Lei dice che la Russia dovrebbe dimostrarsi altrettanto democratica accettando che i golpisti ucraini possano a breve, aderendo alla NATO, consentire l’installazioni di basi missilistiche in Ucraina? No, aspetti: qualcosa non torna nell’analogia. Se dovesse essere tanto democratica quanto l’America di Kennedy la Russia dovrebbe minacciare una guerra nucleare se l’Ucraina aderisse alla NATO, non le pare? Eppure si limita a rivendicare la Crimea, a maggioranza russa, e la sua base militare. Decisamente è meno democratica.

Ah, ho dimenticato di premettere che in Russia non c’è più il Comunismo: anche in questo caso la sua memoria deve essersi accorciata quel tanto che basta a dimenticarlo.


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