Distribuiti dalla Bce 530 miliardi di prestiti (tasso 1%) alle banche europee. Firmato il fiscal compact che regola la “tenuta” dei bilanci dell’Eurozona. Stoppato il “rischio tracollo” della Grecia con 130 miliardi di aiuti. Di seguito lo spread dei nostri Btp decennali cala a 300 punti. Monti ha quindi affermato che “i nostri progressi sono sotto gli occhi di tutti”.
Quali progressi? Il Debito è risalito a 1.935 miliardi. Il tasso di disoccupazione viaggia sopra il 9% e l’inflazione sopra il 3%. A giugno ci sarà da pagare l’IMU ed a ottobre crescerà l’IVA di altri 2 punti. Bankitalia segnala che “la pressione fiscale raggiungerà i livelli più elevati dal secondo dopoguerra”. Non si escludono ulteriori manovre di aggiustamento dei conti pubblici.
Nessuno esperto osa affermare che le riforme “volute” da Monti avranno un qualche effetto di rilancio della crescita. Quello che manca è un organico modello di sviluppo socio-economico ed una politica industriale sostenuta da concreti piani di investimento. Quello che serve è un “programma” politico espressione di una vera “maggioranza” politica. Di enunciati “suadenti” e di teoremi “paludati” trabocca anche un Dossier Arroganza…
Alfano aveva appena proclamato che “le 3 priorità del governo sono: lavoro, lavoro e lavoro”. Bersani aveva ribadito l’inderogabile necessità di “dare un po’ di lavoro”. Ora, nonostante le oltre 5 ore di vertice tra Monti ed i leader ABC, veniamo a sapere che la discussione sulle misure per la crescita è stata ancora una volta rinviata.
La Camusso continuerà a ripetere che anche “una bellissima riforma del mercato del lavoro non crea un solo posto di lavoro” e che “il vero tema per l’Italia è la crescita». Non è più così urgente parlare di modelli di sviluppo, di politica industriale e di concreti piani di investimento? In vista delle elezioni amministrative l’importante è fare la “foto di gruppo”? La crisi non va mai in scena nel teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Distribuiti dalla Bce 530 miliardi di prestiti (tasso 1%) alle banche europee. Firmato il fiscal compact che regola la “tenuta” dei bilanci dell’Eurozona. Stoppato il “rischio default” della Grecia con 130 miliardi di aiuti.
Di seguito lo spread dei nostri Btp decennali cala a 300 punti. Monti ha quindi affermato che “i nostri progressi sono sotto gli occhi di tutti”. Quali progressi?
Il Debito è risalito a 1.935 miliardi. Il tasso di disoccupazione viaggia sopra il 9% e l’inflazione sopra il 3%. A giugno ci sarà da pagare l’IMU ed a ottobre crescerà l’IVA di altri 2 punti. Bankitalia segnala che “la pressione fiscale raggiungerà i livelli più elevati dal secondo dopoguerra”. Non si escludono ulteriori manovre di aggiustamento dei conti pubblici.
Nessuno esperto osa affermare che le riforme “volute” da Monti avranno un qualche effetto di rilancio della crescita. Quello che manca è un organico modello di sviluppo socio-economico ed una politica industriale sostenuta da concreti piani di investimento. Quello che serve è un “programma” politico espressione di una vera “maggioranza” politica. Di enunciati “suadenti” e di teoremi “paludati” trabocca anche un Dossier Arroganza…
La sentenza della Cassazione è riferibile a tutti i soggetti (etero o omo) “conviventi in stabile relazione di fatto”. Il diritto di “vivere liberamente una condizione di coppia” e quello della “tutela giurisdizionale di specifiche situazioni”. Tutte le coppie di fatto possono, per la tutela dei diritti fondamentali, “in presenza di specifiche situazioni”, “far valere il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata".
Tutto questo non ha niente a che vedere con l’istituto del matrimonio. Quello che serve è una definizione giuridica di “stabile” relazione di fatto e di “specifiche situazioni” da tutelare in nome dei diritti fondamentali. Sono temi da non ridurre alla solita diatriba su Omosessualità e Discriminazione …
Ancora a ottobre il Cavaliere ripeteva come priorità per il paese la riforma della giustizia, delle intercettazioni e più poteri per il Presidente del Consiglio. Prometteva, entro il 15 novembre, il suo "piano per la crescita". Ora sul tavolo c’è la legge anti-corruzione, l’asta delle frequenze televisive, la nomina del CdA Rai e la legge lettorale. Ora il "delfino" Alfano conosce solo 3 priorità: lavoro, lavoro e lavoro. Anche dietro le quinte La Febbre del Tribuno è sempre contagiosa ...