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Commento di Gianni Morra

su La base di Sigonella negli odierni scenari di guerra internazionali


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Gianni Morra 14 aprile 14:27

A trump cioè ai suoi pupari di wall street non interessa affatto regime change in Iran (fa loro troppo comodo er nemmico trilussiano : ayatollah dalla CIA insediati al potere 47 anni fa per avere futuri pretesti interventisti come accade oggi : fecero lo stesso con Saddam e con Hitler) ; né tantomeno interessa loro invadere tutto l´Iran (casomai Kharg e qualche altro snodo petrolifero strategico), ma solo sabotare l´export di petrolio alla Cina perché sanno che la terza guerra mondiale è vicina, e la vincerà chi controlla i flussi di petrolio. Wall Street sta provocando la Cina per interposta nazione, e continuando così, alla Cina non resterà altra scelta che la guerra, cioè la sua distruzione che è il vero obiettivo di Wall Street. La distruzione della Cina come competitore strategico globale. Non è questione di Arabia o Iran, ma di controllare TUTTO l´export petrolifero medioorientale bloccando a piacimento lo stretto di Hormuz, giacché la Cina complessivamente trae dal Medio Oriente più del 50% del suo petrolio (dall´Iran meno del 6%, quindi il problema non è il petrolio iraniano alla Cina, ma la posizione strategica dell´Iran per il controllo di TUTTO il flusso di petrolio medioorientale).

Ovvio che a Wall Street interessi insediare presidi militari in punti strategici dell´Iran anche per posizionarsi favorevolmente se dovrà respingere eventuali futuri tentativi cinesi di invasione del Medio Oriente via Iran.

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