Purchessia 40% >
Il
prof D’Alimonte è uno dei portavoce di quella categoria di “esperti” che
concepiscono una Legge elettorale solo come sistema meccanicistico atto ad insediare
una solida maggioranza di governo.
Ossia: solo se “il voto decide chi governa”.
Visto che la Consulta ha appena dichiarato incostituzionale il sistema del
ballottaggio ora emerge il problema, non semplice, di fare in modo che una
lista (coalizione) politica raggiunga la soglia del 40% dei consensi e venga “premiata” con
la maggioranza assoluta (54%) dei seggi disponibili.
In alternativa una
maggioranza dovrebbe costituirsi in Parlamento quale frutto della
convergenza programmatica di alcune forze politiche ivi presenti. Maggioranza
di governo per sua natura “fragile” in quanto esposta a sopravvenuti distinguo,
se non defezioni.
Ecco allora il rimedio proposto.
STABILIRE delle “soglie di
ingresso” abbastanza alte da spingere i votanti a puntare solo sulle 2-3 forze
politiche con più largo seguito.
In sostanza.
Nel caso del ballottaggio, come nel
caso di una siffatta “forzata preselezione” delle proposte in campo, il livello
di partecipazione del corpo elettorale risulta essere una componente obsoleta,
negletta, se non addirittura “penalizzabile”.
Ossia.: meno vanno a votare e più
crescono le possibilità che la quota del 40% sia raggiunta.
Con buona pace
dell’incipit della Costituzione che proclama la repubblica “democratica” e la “sovranità”
che appartiene e viene “esercitata” dal popolo, previa elezione della propria “rappresentanza”.
Anche nel paese del Barbiere e il Lupo non difettano soluzioni davvero
singolari …