Pur non essendo in disaccordo, in linea di massima, con quello che lei scrive, aggiungerei due cose: “i reali nemici della libertà di espressione siano quelli che ne abusano,
piegandola a fini diversi dalla semplice manifestazione del proprio
pensiero". Con questa frase lei mette insieme la libertà d’espressione, la libertà di satira e la libertà di diffamare (o di infamare) cioè di usare mezzi potenti per mettere alla gogna qualcuno. Sono tre livelli diversi di cui l’ultimo è sottoposto ai rigori della legge.
Il secondo punto - "analizzare come la società attuale sia orientata dai media" - fa riferimento a una forma di potere che non è certo una novità. La novità casomai sta nel fatto che la libertà di espressione dà voce anche a chi storicamente non l’hai mai avuta: in questo senso mi sento di dire "sono Charlie Habdo"
So benissimo che in Italia la libertà di satira è limitata. E non è affatto detto che le vignette satiriche mi piacciano sempre e comunque, ma vorrei che quei limiti fossero eliminati. Proprio perché il potere non ha limiti e molti mezzi a disposizione. Preferirei quindi che si potesse lottare ad armi (quasi) pari, anche se non tutto è condivisibile o apprezzabile.
Da ateo subisco l’intrusione continua del potere religioso, ogni giorno, in ogni telegiornale, in ogni dibattito si dà la parola a chi vuole far credere che lassù c’è un omone onnipotente che guarda, giudica ed è pronto a punire. Io me ne frego, ma a quanti bambini si devasta la mente minacciando la presenza di dio o del diavolo ? (no, dico:...il diavolo....ma che cavolo!). O che la madonnina piange o che gli spiriti vengono a tirarti i piedi. Messe sul piatto della bilancia mi sembrano un bel po’ peggio le idiozie (violente) lecite di quelle (irridenti e sgarbate) vietate.
FDP