Concordo pienamente. Siamo almeno in due a sperare in quel miracolo laico e della ragione. Lo pensavo proprio ieri, consegnare il denaro a chi ha perso la casa per consentirgli di poterla acquistare o riedificare dove vuole, e poter ricominciare a vivere da subito, evitando che si consumino ignobili speculazioni e attese dell’ordine di lustri.
Capisco il perché la popolazione colpita dal terremoto non voglia abbandonare quei luoghi; senz’altro non nell’immediatezza, soprattutto se sotto le macerie c’è rimasto un congiunto. Una diaspora inoltre spegnerebbe i riflettori sul problema, che verrebbe presto dimenticato; ma superato questo momento, nel quale anche l’unione dà la forza, che senso avrebbe rimanere accampati per anni in un luogo di distruzione e di morte, soprattutto avendo la possibilità di ricominciare altrove?
La soluzione prospettata è logica, semplice e rispettosa delle persone, alle quali verrebbe restituito il diritto di scegliere del loro futuro nell’immediato; e se andiamo a fare i conti magari viene fuori che è anche più economica della ricostruzione (nel senso che la spesa sarebbe coperta). Chissà cosa ne pensano i diretti interessati.