Veramente non mi pareva di essermi posto domande alle quali rispondermi.
Non si faccia ingannare dalla "cultura". La violenza non è nella cultura italiana - o almeno non più che nel resto del mondo civile. In questi brutti fatti che lei sente al telegiornale giocano molti fattori, per esempio stress e/o difficoltà economiche - a causa delle quali avvengono suicidi di imprenditori da un paio d’anni: 1-2 ogni tre giorni. Che mi dice di questo? Cultura?
E lo stesso dicasi per il rispetto della donna. In italia non ce n’è meno che altrove, riterrei anche (e qui mi sbilancio probabilmente troppo) che sono le donne italiane a porsi nel modo sbagliato, forse spinte dai media (penso a certe orribili trasmissioni televisive). Il problema è che - mediamente, s’intende - la donna vuole essere troppe cose insieme: bella, intelligente, informata, moderna, amorevole, furba, pratica, ecologista, consumatrice attenta, lavoratrice, donna in carriera, vittima. Un po’ più di semplicità aiuterebbe ad apparire ed essere più forti e dirette, cosa che gli uomini - nella loro semplicità - apprezzerebbero e rispetterebbero. A furia di mitizzare la donna si rischia di attirare le antipatie proprio su di essa.
Non mi valuti troppo male, Antonella: ritengo che in quello che scrivo ci sia un fondo di verità.
Cordiali saluti,
Gottardo