Approdo >
Berlusconi, Grillo e gli altri partiti
d’opposizione hanno tutto l’interesse di abbinare nuove elezioni politiche a
quelle Europee. Perdurando la crisi è “facile” cavalcare la sfiducia, la
delusione e la rabbia di tanti che ne subiscono gli effetti. Bersaglio scontato
sono i vincoli della UE ed i limiti del governo in carica.
Dentro questo
scenario si colloca l’iniziativa di Renzi che vuole andare “fino in fondo”
nella ricerca del consenso più largo alla sua proposta politica.
Ecco allora un
“pacchetto” che parte dalla Legge elettorale, ma che contiene anche riforme
Costituzionali (Senato, province, titolo V°, ecc) di fatto irrealizzabili nell’arco
di 2-3 mesi.
Delle due l’una.
Con Berlusconi e/o Grillo può ragionare solo di
Legge elettorale. Andando al voto a maggio il PD, quale maggior azionista del
governo uscente, pagherebbe lo scotto di una crisi non superata.
Viceversa, se
Renzi, con il suo “pacchetto”, vuole “cambiare verso” al
paese deve trovare un “punto d’incontro” con gli altri membri dell’attuale maggioranza.
Un piano di lavoro “condiviso” che, entro fine anno, segni in modo tangibile l’avvio
della ripresa.
Essere “più decisi, concreti e rapidi” non è dettare il proprio ordine
del giorno, così come agire da Premier non è impugnare un “file di Excell”.
Qui
si misurerà la volontà e la capacità di Renzi di dare corpo ed impulso all’azione
del governo Letta. Questa è la migliore premessa per poi tornare ad un normale
confronto tra offerte politiche diversificate.
Il tempo non cancella le Voci
dentro l’Eclissi esempio di coerenza, impegno …