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su Renzi e Letta: la guerra degli opportunisti


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13 gennaio 2014 20:07

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Berlusconi, Grillo e gli altri partiti d’opposizione hanno tutto l’interesse di abbinare nuove elezioni politiche a quelle Europee. Perdurando la crisi è “facile” cavalcare la sfiducia, la delusione e la rabbia di tanti che ne subiscono gli effetti. Bersaglio scontato sono i vincoli della UE ed i limiti del governo in carica.

Dentro questo scenario si colloca l’iniziativa di Renzi che vuole andare “fino in fondo” nella ricerca del consenso più largo alla sua proposta politica.
Ecco allora un “pacchetto” che parte dalla Legge elettorale, ma che contiene anche riforme Costituzionali (Senato, province, titolo V°, ecc) di fatto irrealizzabili nell’arco di 2-3 mesi.

Delle due l’una.
Con Berlusconi e/o Grillo può ragionare solo di Legge elettorale. Andando al voto a maggio il PD, quale maggior azionista del governo uscente, pagherebbe lo scotto di una crisi non superata.

Viceversa, se Renzi, con il suo “pacchetto”, vuole “cambiare verso” al paese deve trovare un “punto d’incontro” con gli altri membri dell’attuale maggioranza. Un piano di lavoro “condiviso” che, entro fine anno, segni in modo tangibile l’avvio della ripresa.
Essere “più decisi, concreti e rapidi” non è dettare il proprio ordine del giorno, così come agire da Premier non è impugnare un “file di Excell”.

Qui si misurerà la volontà e la capacità di Renzi di dare corpo ed impulso all’azione del governo Letta. Questa è la migliore premessa per poi tornare ad un normale confronto tra offerte politiche diversificate.
Il tempo non cancella le Voci dentro l’Eclissi esempio di coerenza, impegno …


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