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Commento di

su Cibo 2.0: oggi il food è Soul and Slow


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24 dicembre 2013 12:38

Bellissimo Articolo con spunti molto interessanti su cui meditare!!

Tra una riflessione e l’altra ho osservato che nella nostra realtà quotidiana la produzione e il consumo del Cibo viaggiano a due diverse velocità:

Ci sono alcune realtà in cui la distanza tra produttore e consumatore è più breve, come nei piccoli paesi di provincia, viceversa nelle metropoli la distanza in parola diventa enorme: nelle periferie è molto probabile che il consumatore conosca addirittura il produttore, cosa assai improbabile nelle Metropoli . Mi viene in mente, in considerazione anche dell’educazione civica attraverso il cibo, la realtà dei terreni confiscati alle organizzazioni criminali , poi utilizzati per la produzione di  olio, agrumi ,etc. Queste realtà sono poche però e rimangono “isole in un mare”, che difficilmente si possono riportare in una grossa città dovendosi scontrare con grossi interessi economici .

 Ecco perché trovo interessante l’idea di creare dei momenti di aggregazione tra persone che non si conoscono, ad esempio attraverso le “cene Carbonare”,  ma che vivono nello stesso quartiere, riscoprendo il valore del cibo non solo per la sua funzione fondamentale, cioè di nutrimento fisico ma anche per creare una comunità, nutrimento sociale.

Detto ciò Complimenti per l’Argomento trattato, attendo di verificare personalmente le iniziative in merito e magari anche contribuire alla realizzazione di qualcuna di esse.

Barbara Merolla


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