Bellissimo Articolo con spunti molto interessanti su cui meditare!!
Tra una riflessione e l’altra ho osservato che nella nostra realtà quotidiana la produzione
e il consumo del Cibo viaggiano a due diverse velocità:
Ci sono alcune realtà in cui la distanza tra produttore e
consumatore è più breve, come nei piccoli paesi di provincia, viceversa nelle
metropoli la distanza in parola diventa enorme: nelle periferie è molto probabile che il
consumatore conosca addirittura il produttore, cosa assai improbabile nelle
Metropoli . Mi viene in mente, in considerazione anche dell’educazione civica
attraverso il cibo, la realtà dei terreni confiscati alle organizzazioni
criminali , poi utilizzati per la produzione di
olio, agrumi ,etc. Queste realtà sono poche però e rimangono “isole in
un mare”, che difficilmente si possono riportare in una grossa città dovendosi
scontrare con grossi interessi economici .
Ecco
perché trovo interessante l’idea di creare dei momenti di aggregazione tra
persone che non si conoscono, ad esempio attraverso le “cene Carbonare”,
ma che vivono nello stesso quartiere,
riscoprendo il valore del cibo non solo per la sua funzione fondamentale, cioè
di nutrimento fisico ma anche per creare una comunità, nutrimento sociale.
Detto
ciò Complimenti per l’Argomento trattato, attendo di verificare
personalmente le iniziative in merito e magari anche contribuire alla
realizzazione di qualcuna di esse.
Barbara Merolla