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Commento di

su Primavera a Tindouf: un viaggio tra i saharawi


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11 settembre 2013 15:04

ho letto questo articolo, sono sinceramente imbarazzato per te, partita dall’italia con la supponenza di chi si crede una grande scrittrice, fondamentalmente invece noncosciente dei propri limiti.
evito di fare ragionamenti sull’etica del viaggiatore (una che parte e che in una settimana capisce tutto, oppure guarda sta stronza con che moneta ripaga chi l’ha ospitata a casa sua,)
o machistici (secondo me si è incazzata perchè nadel il suo pene circoinciso non l0 ha fatto vedere a lei), ma:

perchè aprire con questo aneddoto che immagino il tuo traduttore ridendo ti avrà fatto, quello che per una mente non malata come la tua poteva essere.

qual’è il senso nell’insistere sulla tua cafonaggine e scrivere che ti sei inventata una balla per non toglierti le scarpe, sopra i tappeti (come è loro tradizione).
oppure insistere ancora se qualcuno avesse avuto dei dubbi sulla tua mente malata che davanti ad una bambina che succhia i resti di una caramella, che a tutte le persone normali avrebbe trasmesso un senso di tenerezza a te ha fatto pensare ad una richiesta di carità innata imparata con il latte materno

e poi una curiosità a questo nadel, hai per caso chiesto dimettere i cazzi suoi in piazza? o di parlare di sua figlia in questo modo?, e poco conta se hai storpiato il nome cambiando una consonante, credo che ilrispetto delle persone parta da li.

per cui conclusioni: la tua mente è bacata.


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