Da quanto si legge qui si capisce che nell’uomo Grillo c’è un vissuto, comportarsi incoscientemente e poi salvare la pelle mentre altri ce la lasciano, che potrebbe costituirsi come pericolosa coazione a ripetere a livello politico. E’ quello che Pannella ha giustamente messo in luce e che anch’io avevo già evidenziato in altri articoli.
"Io ho l’ottimismo della catastrofe. Si va giù, e si ricomincia" sono parole sue http://www.mondomania.com/cervello/... che spiegano il "tanto peggio tanto meglio" citato da Pannella.
Se non si capisce questa semplice dimensione umana - che è e resta ovviamente un’ipotesi, ma tutt’altro che peregrina - non si può capire l’allarme che è invece politico (e sacrosanto). Determinare una "catastrofe" - di cui Grillo è entusiasta estimatore - può realizzarsi come una ripetizione a livello politico del suo vissuto personale, che sarà stato senz’altro doloroso per lui, ma sicuramente molto di più per quelli che ha ammazzato comportandosi come un idiota.
L’argomentazione politica - a meno che fare politica non la si intenda abboccare come cernie a qualsiasi amo - va legittimamente fatta anche tentando di interpretare le intenzionalità più o meno latenti di un padre-padrone sceso in politica a movimentare gli animi.
Di fronte a tutto questo, cavarsela con uno "stronzo" la dice lunga sull’intelligenza del commento. Pensare che uno possa ammazzare della gente e che poi su questo episodio doloroso si debba tacere è semplicemente da veri ingenui (o in malafede).