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Commento di Fabio Della Pergola

su Concordato: un'intesa da annullare


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Fabio Della Pergola Fabio Della Pergola 7 luglio 2013 18:18

Caro Manny,

non mi pare il caso di fare un trattato differenziale tra tasse e imposte. D’accordo con lei, l’8xmille è un’imposta. Finalizzato inizialmente per il sostentamento del clero (infatti ha preso il posto della congrua, come ho scritto). Poi allargato alle altre confessioni religiose, ma - e qui sta il bello - che potrebbe anche essere allargato ulteriormente alle associazioni degli atei, come da notizie di stampa. Per analogia ? Perché un’associazione religiosa e una areligiosa sono equiparabili ai fini del finanziamento pubblico ? Non lo so e nemmeno mi interessa tanto. Sta di fatto che la cosa pare verosimile. Prima era così poi potrà essere diverso.

Quanto al fatto che la quota non espressa sia stata redistribuita proporzionalmente alle quote espresse perché la soluzione sarebbe stata "antieconomica" per lo Stato, mi permetta di avanzare qualche dubbio; la parte non espressa, anche di un anticlericale convinto, ma magari distratto, non può andare al sostentamento di una gerarchia ecclesiastica solo perché è "antieconomico" per lo Stato, ma al contempo regala mezzo miliardo di euro alla Chiesa. Spero che la sua sia solo una simpatica battuta.

Quanto al sostentamento pubblico, credo anch’io che ogni organizzazione debba mantenersi da sé in virtù della propria credibilità, ma se proprio si volessero applicare criteri di finanziamento privato gestito dallo Stato, potrei anche non essere contrario, alla fine. Se io voglio che i miei 100 euro vadano all’associazione ecologista della val brembana meridionale e lo Stato si occupa di raccogliere questi soldi e distribuirli non ho obiezioni. Quello che ritengo inaccettabile è, lo ripeto ancora, che dei miei soldi si faccia quello che si vuole per favorire alcune organizzazioni a me poco simpatiche e contrariamente alla mia volontà, proprio quando si parla di contributi "volontari".

La ricerca scientifica: come qualsiasi altra attività di interesse pubblico deve essere finanziata dallo Stato. Se poi vogliono organizzare delle riffe per aumentare le entrate non vedo cosa ci sia di male. Sul finanziamento pubblico all’editoria mi sono già espresso. Ma è ovvio che gli speculatori del settore dovrebbero essere depennati e puniti.


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