L’interesse di qualsiasi cultura, anche laica, verso l’orgasmo femminile non è mai stato un vanto maschilista, semplicemente perché le donne in genere non avevano voce in capitolo.
Esiste invece la tradizione ebraica dove la sessualità femminile è stata sempre importante e significativa. Come afferma il diritto matrimoniale ebraico (l’uomo ha il dovere di portare all’orgasmo la donna), mentre fin dai primi secoli alle cristiane si "consigliava" di emulare la Vergine come dimensione più consona alla donna. Ed è la cosa che ho voluto evidenziare nell’articolo.
Ciò non toglie che lapidazioni (per le adultere anche nell’ebraismo biblico, ma non mi risulta che in quello rabbinico ci siano mai state lapidazioni né "streghe" arse sul rogo), le separazioni di genere o il vestiario che deve coprire eccetera siano state praticate come controllo della società sulle donne. Ivi compresa la "censura" delle immagini femminili sui rotocalchi. Tutto questo però non ha a che vedere con la sessualità femminile (e tantomeno con l’orgasmo) che si svolge nel rapporto intimo uomo/donna. Noi occidentali tendiamo a confondere un po’ le cose, vantandoci delle nostre libertà civili e sociali (che, intendiamoci, sono intoccabili) valutandole come l’unico metro di misura del vivere.
L’unica attività che incide pesantemente davvero sulla sessualità sono le mutilazioni genitali, cioè una prassi preislamica che però l’islam ha ritenuto legittima e praticato ampiamente fino ai giorni nostri. Non mi risulta però che sia mai stata praticata nel mondo ebraico.
P.S. la memoria è quasi sempre selettiva, siamo tutti qui - articolisti e commentatori - per cercare di allargare i confini delle nostre rispettive conoscenze. Magari lasciando a casa i toni inutilmente polemici. Tanto per alleggerire un po’ l’atmosfera.