• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile


Commento di

su Sardegna: Il Messaggero dei sardi on line contro Il Messaggero sardo


Vedi tutti i commenti di questo articolo

7 settembre 2012 11:37

Caro direttore,
Colgo l’occasione parlando di poesia,di inviarle un componimento poetico di tanti anni fa,quando conobbi il pittore Enrico Baj.Sono quartine anacronistiche, libere cioè dal laccio dei soliti schemi.
Un augurio di cuore per il suo lavoro edotoriale.
Spero di avere un suo commento critico sul pezzo.
Cordialmente
Paolo Tolu
Vergiate [email protected]

 titolo
 "Il teatro dell’assurdo"
" Azuma firmò l’opera d’arte MU 872 R
"Cesare Da Sesto" si onorò di lui
Keizo non fu presente alle sue esequie
una sua scultura dondolò solo ombre.

Sangregorio mi fece dono di una impronta
una carta sovrapposta s’inzuppò d’acqua pesante
fra le sculture di granito una foto prese fuoco
Gian Barbieri cineticio ne studiò i fotogrammi.

Penna decodificò con arte i simboli del sud
remota l’amicizia si avvicinò senza remore
lo speeling cimentò ogni lettura barbaricina
la pittura "Pop" ruppe spazi & misure.

Pozzi dopo anni reinccontrò il cinetico MIlano
alla galleria Marconi si filmarono desuenti i commenti
nel giardini pubblici si contarono gli assenti
Bausola sull’arte scrisse i suoi poemi.

Lischetti salutò la luna e me in lontananza
Baj Pataphisico incorniciò decadaute le dame
bronzèe sculture rassegnarono in mostra senza trame
sui tondi concavi l’autore ne ricavò l’esame.

I manifesti d’arte si tiratono in bianco & nero
i nostri gesti astratti astrusi si tronfiarono 
i discorsi melensi gravitarono allusi
le bottiglie di champagne stapparono eluse.

Le luci soffuse calarono sulle opere d’arte
una indiscrezionbe confermò:" Je accuse!"
molte le firme apocrife,sempre più diffuse
una donna bianca scrisse le solite idee colluse.

In Ruanda si moltiplicarono i morti
a Cannes un regista fu premiato
a New York un pistolero fu graziato
a Lentini un poveraccio fu ammazzato.

In Bosnia fucili e bombe rimbombarono
a Venezia le acque putride allagarono
a Roma i naziskin s’imbellettarono
di violenza inverosimile,poi s/gridarono.

Alcuni Stati membri stabilirono la pace
un colpo ignoto sul treno per Yuma fu audace
i cieli grigi si incupirono di rosso
tutte le vergone si animarono nel mosso.

Le navi pirate evacuarono inerti i bambini
un contratto non scritto,rivendicò l’usucapione
un brutto sgarro pervenne lapidario coi sassi.

Le belle giornate allungarono il tempo
le cupe ansie si fecero più intense
i pali di legno marcirono sui corpi senza terra
i marmi di Carrara col vento incenerirono.

I vecchi saggi seduti fumarono la pipa
alcuni di essi nei tanti libri lessero Platone
alcuni anarchici nel 68 tramarono alle spalle
diversi sassi lanciati da Aldo Ricci rotolarono a valle.

I fuochi nei boschi si spensero senz’acqua
freschi i giuochi ammucchiarono la sabbia
immense gocce bagnarono di rosso le vesti
di altre donne che allibirono tradite.

I tombini sulle strade ingoiarono le pioggie
le faticenti mura sgretolarono le pietre
dei nuraghi,i caduchi portoni stagliarono la luce
i pastori stanchi chiesero d’essere bianchi.

Alcuni lauti bocconi si mangiarono in fretta
lesti i ladroni si chiusero la bocca
cattivi i bambini si leccarono le ferite
sul nido d’api il miele impregnò un vecchio sughero.

Variopinte farfalle entrambe si accusarono estinte
ruscelli limpidi accolsero le libellule
i brutti rospi dormirono sui binari morti
una cunetta ferroviaria ne deviò i torsi.

Di un esercito di formiche in mille ammutinarono
un falco pellegrino nel cielo sorvolò la mia casa
sul faro grande l’alocco vi trovò il bivacco
da una stradina bianca una serpe s’infilò nella vigna.

Sull’isola di San Pietro i venti piegarono i pineti
lenti i passi di un vecchio bandito arrivarono muti
i minatori stracchi e ciechi si curvarono con un no!
un ameno cantastorie mi dettò le sue prime rime.

Un guinzaglio di pelle fu stretto al collo
di un padre-padrone che meschino
dietro le sbarre vuote vi nascose un bambino
nell’oceano indiano in massa morirono i pinguini.

I Denti bianchi strinsero il boccone
con l’acqua salata su lavò la bocca
le grandi labbra rosse divennero secche
i bianchi capelli si appiattirono sul capo.

A porto Pino il 15 agosto fu festa grande
le code delle auto finirono in mare
I fari di una torre sull’isola  lluminò il mare
l’ultimo giorno l’alba fu un pò più amara.

La lingua secca si mosse disinvolta tra le gengive
dalla tosse il cecchino sputò solo saliva
una febbre alta nella notte in lei rispose
con voce rauca,sonnolenta poi riprese.

Una campana si udì nel confuso sonno
una lancetta si dimenò fluorescente 
quella nottre una luce rimase accesa.


Vedi la discussione






Palmares